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    ITALIA - Wednesday 22 April 2026, 10:14

    Rischio di carenza di jet fuel: l’Europa rimane in constante stato di allerta

    Le prime conseguenze si vedono già nei prezzi, in forte aumento, e nelle strategie delle compagnie aeree, che hanno già previsto la riduzione di voli e rivisto i programmi operativi
    Rischio di carenza di jet fuel: l’Europa rimane in constante stato di allerta

    Il carburante che alimenta gli aerei in Italia e in Europa proviene da una filiera globale complessa, oggi messa sotto pressione da tensioni geopolitiche e instabilità nei rifornimenti. Tra i segnali più allarmanti emerge quello dell’Agenzia Internazionale dell'Energia che evidenzia come il continente europeo potrebbe trovarsi con quantità di jet fuel - il carburante derivato del petrolio simile al cherosene - sufficienti solo per sei settimane. Si tratta di un dato che sottolinea come la principale difficoltà ora sia quella di sostituire le forniture che arrivavano dal Medio Oriente, che di fatto fino a qualche mese fa rappresentavano il 75% delle importazioni nette. È proprio a causa di questa dipendenza che il settore aereo è perennemente esposto alle crisi internazionali, come quella legata al conflitto con l’Iran e alle tensioni nello Stretto di Hormuz, uno snodo cruciale per il traffico petrolifero globale.

    Nell’ultimo periodo, proprio queste tensioni hanno ridotto i flussi di carburante verso l’Europa, costringendo il mercato a cercare alternative. Gli Stati Uniti, ad esempio, hanno aumentato significativamente le esportazioni di jet fuel verso il continente, contribuendo a evitare un collasso immediato del sistema. Tuttavia, tale soluzione risulta solo parziale, in quanto non può compensare completamente la riduzione delle forniture tradizionali.

    In Italia, il fabbisogno viene coperto sia da raffinerie nazionali sia da importazioni; tra i principali fornitori dell'ultimo mese figurano l'India, la Spagna, l'Arabia Saudita, la Turchia e l'Egitto. Questa diversificazione è fondamentale per garantire continuità ai rifornimenti, ma rende anche il sistema vulnerabile a shock esterni e interruzioni della catena logistica.

    Le conseguenze si vedono già nei prezzi, in forte aumento, e nelle strategie delle compagnie aeree, che hanno già previsto la riduzione di voli e rivisto i programmi operativi. Secondo diverse stime, le scorte europee potrebbero coprire appena poche settimane di domanda in caso di ulteriori interruzioni, con il rischio concreto di cancellazioni soprattutto in vista della stagione estiva.

    Le istituzioni europee invitano alla cautela: “Dobbiamo essere pronti ad affrontare eventuali shock futuri — precisa il commissario per i trasporti sostenibili e il turismo Apostolos Tzitzikostas — qualsiasi rilascio nazionale di carburante dovrà avvenire in piena trasparenza per evitare distorsioni del mercato”. Al momento non esiste una vera e propria carenza fisica di carburante, ma la situazione resta sotto stretta osservazione. Il timore è che, senza un rapido riequilibrio delle forniture, la combinazione di domanda elevata e disponibilità limitata possa mettere in difficoltà l’intero comparto.

    c.s.
    luogo Italia
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    Tag:
    europa - Crisi - turismo - aereo - Carburante - Iran - Medio Oriente - trasporto - Stretto di Hormuz - Jet fuel
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