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    ITALIA - Friday 23 January 2026, 15:13

    La tassa da due euro danneggia la Cina? Per ora i danni si contano solo nelle casse italiane

    Per evitare lo sdoganamento sempre più corposo alla frontiera italiana, le grandi aziende di e-commerce non hanno fatto altro che decidere di dirottare gli aerei verso altri Stati europei
    La tassa da due euro danneggia la Cina? Per ora i danni si contano solo nelle casse italiane

    È nel mese di dicembre che il governo Meloni ha introdotto la nuova tassa di due euro sui pacchi dal valore inferiore di 150 euro provenienti dai Paesi extra europei. Si tratta della stessa misura che entrerà in vigore a livello Ue dalla prossima estate, che però è stata anticipata nella nostra Nazione inserendola in manovra per ricavare gettito aggiuntivo. Una regola, che venendo adottata da un singolo Paese, non ha minimamente creato alcun disturbo alle grandi aziende di e-commerce come Shein, Temu e AliExpress, che hanno invece subito trovato una soluzione per evitare questa spesa aggiunta.

    In questo modo, migliaia di spedizioni di pacchi contenenti vestiti e oggetti di piccole dimensioni provenienti dalla Cina in direzione dell’Italia hanno provocato il dirottamento degli aerei, che invece di atterrare direttamente nel Bel Paese, hanno cambiato aeroporto, optando per altre città europee fuori dall’Italia come Liegi o Budapest.

    Tra i primi a evidenziare il problema è stato il direttore generale della Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica Andrea Cappa, che ha spiegato come la misura che era stata pensata per tutelare la moda italiana dalla concorrenza del fast fashion cinese non ha fatto altro che dimostrarsi un flop totale.

    Per evitare lo sdoganamento sempre più corposo alla frontiera italiana, a danno di tutti quei pacchi da meno di 10 euro, le maggior parte della aziende cinese finisce per decidere di entrare in Italia via camion, evitando così di pagare il contributo previsto, però — inevitabilmente — creando un ulteriore aumento dell’inquinamento o favorendo direttamente lo spostamento dei traffici verso altri Stati. 

    Secondo Confetra, nei primi quindici giorni dell’anno, si è registrato un calo del 40% del traffico delle piccole spedizioni rispetto alla fine del 2025, determinando un consistente danneggiamento per l’Italia. Se cancellate alcune rotte aeree, si finisce per bloccare l’arrivo di tutti i pacchi, quindi anche quelli con valore rilevante, facendo perdere al Paese molto più che due euro a pacco.

    Il paradosso creato dall’introduzione anticipata di questa tassa è che i pacchi entrano comunque in Italia, ma lo fanno attraversando un percorso più lungo e inutile, che non fa che creare inquinamento all’ambiente. Così quella che doveva essere un’arma per indebolire l’e-commerce cinese si limita ad essere strumento capace di infliggere colpi solo al sistema logistico ed economico italiano.

    Tale misura, infatti, potrà portare frutti effettivi solo a partire dal giorno che verrà attuata da tutti gli Stati europei insieme.

    Monica Martini
    luogo Italia
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    Tag:
    europa - Cina - Traffico - Camion - aereo - Inquinamento - Tassa - Ue - e commerce - Shein - Temu - AliExpress
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