Il grande sogno di Hamleys in Italia va in frantumi
Si conclude la favola del brand britannico di giochi più antico del mondo arrivato nel Bel Paese meno di tre anni fa, che per contenere i costi ha chiuso 29 negozi oltremanicaÈ ufficiale, quello che da molti viene definito come il negozio “più bello al mondo” abbassa i battenti in Italia. Hamleys ha infatti dichiarato la chiusura degli store di Milano, Roma e Bergamo tra le proteste dei lavoratori e le delusioni dei più piccoli.
Da martedì 3 febbraio i negozi di giocattoli del marchio britannico Hamleys di proprietà di Reliance Retail hanno sbarrato le serrande in tutta la penisola italiana. Inserito nel Guinness dei primati come il negozio di giocattoli più antico del mondo, fu fondato da William Hamley a High Holborn, Londra, nel 1760. Nel nostro Paese era arrivato a Milano sono nel 14 settembre del 2023, mentre nella Capitale il 14 marzo del 2024 e a Bergamo il 25 luglio dello stesso anno.
Così nonostante il brand sia conosciuto per attirare milioni di visitatori grazie al vasto assortimento e all’originalità dei giochi proposti, l’annuncio improvviso ha spiazzato tutti i lavoratori che si sono ritrovati senza un impiego nel giro di meno di una settimana, dopo che il gruppo Giochi Preziosi, che controlla il marchio nel nostro Paese, ha comunicato loro la notizia.
E così il desiderio del gruppo di espandersi in tutta Italia è andato in frantumi, a causa della crisi che ha avuto la meglio. Malgrado nello scorso esercizio il fatturato del colosso sia aumentato da 51,4 a 53,3 milioni di sterline, è stato disposta la chiusura di ben 29 negozi in giro per il mondo per contenere i costi.
Fonti sindacali parlano di un passaggio reso esecutivo in circa 48 ore e pubblico nel fine settimana. L’Unione Sindacale di Base ha testimoniato come la società avrebbe optato per questa scelta “per fronteggiare una situazione di temporanea difficoltà economico-finanziaria” e con l’intenzione di ricorrere “a uno strumento di regolazione della crisi”, evidenziando però, d’altra parte, la completa assenza di garanzie occupazionali: “Nessuna chiarezza sul futuro, nessuna prospettiva concreta, nessuna tutela reale per chi ogni giorno ha garantito professionalità, impegno e qualità del servizio, con il forte sospetto che siano state attivate tardivamente le procedure previste", attacca la sigla sindacale.
“Non resteremo inermi davanti a scelte aziendali calate dall’alto e comunicate con tempi indegni. Pretendiamo trasparenza immediata, un confronto vero e soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro — sottolinea ancora USB —. Come organizzazione sindacale ci attiveremo da subito per fare piena luce su quanto sta accadendo e per mettere in campo ogni strumento utile alla difesa delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Nessuno deve essere lasciato solo”.
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