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    ITALIA - martedì 12 maggio 2026, 11:48

    Il blocco dello Stretto di Hormuz non ferma il traffico aereo in Italia

    Ad aprile secondo Eurostat la mobilità ha registrato una ripresa in vista della stagione estiva, la più intensa per aeroporti, compagnie e operatori turistici
    Italiadice.it Il blocco dello Stretto di Hormuz non ferma il traffico aereo in Italia Italiadice.it

    Con i rifornimenti di cherosene dal Medio Oriente fermi per il blocco dello Stretto di Hormuz, il traffico aereo sembra che si troverà presto costretto a rallentare come non mai prima d’ora. Ad aprile però, secondo Eurostat, in Italia i voli non hanno subito alcuno stop; al contrario sono stati effettuati 119.792 voli, un dato in crescita rispetto al mese di marzo che ne ha registrati 102.038.

    Questi numeri parlano chiaro: il mercato, almeno per ora, non arretra. La mobilità primaverile ha visto una ripresa, anche in previsione della stagione estiva potenzialmente intensa per aeroporti, compagnie e operatori turistici. In fondo, è certo che una buona percentuale dei voli dello scorso mese sia stata prenotata già dall’anno scorso, ovvero prima che scoppiasse la situazione critica che ondeggia in Medio Oriente sul tema del carburante e che i voli venissero messi in discussione.

    Tra i ventisette Stati dell’Unione europea il calo totale è di oltre cinquemila voli (dai 574.349 del 2025 ai 569.112 voli di quest’anno). In Germania ad esempio l’associazione nazionale degli aeroporti ha stimato che 20 milioni di viaggiatori potrebbero essere interessati da cancellazioni legate al forte aumento del prezzo del cherosene. L’Italia sembra quindi andare in controtendenza, favorendo la fase più redditizia dell’anno del settore aereo. Però, se da un lato si fa spazio una domanda ancora sostenuta, favorita dal turismo e dal ritorno dei viaggi internazionali, dall’altro pesano gli attuali costi energetici.

    Sarà nel momento in cui le compagnie dovranno fronteggiare la crisi e deciderere come gestire i propri voli in maniera da mantenere spese sostenibili, che la redditività potrebbe diventare il vero terreno di scontro dell’estate. Già, al momento, diverse compagnie - tra cui Ryanair - hanno annunciato di dover cancellare alcune tratte a fine maggio. Per ora l’Ue ha autorizzato temporaneamente la possibilità di usufruire del carburante americano (Jet A), soprattuto considerando che i voli commerciali europei a luglio e agosto dello scorso anno erano stati oltre 690mila.

    Per il nostro Paese, dove il turismo ricopre una leva fondamentale per l’economia, la discussione si sviluppa oltre la tematica che vede protagonista le vacanze. Il settore, proprio in vista della crescita del traffico aereo prevista dei prossimi mesi, dovrà capire come garantire l’attività dei servizi, senza proporre prezzi alle stelle.

    Monica Martini
    luogo Italia
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    Tag:
    Crisi - Germania - Traffico - aereo - Carburante - Guerra - Ue - Medio Oriente - voli - Eurostat - Stretto di Hormuz - Cherosene

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