Venduti in Italia, su MediaWorld, alcuni smartphone cinesi “sbloccati”
Messo sotto i riflettori, a seguito di una segnalazione, il problema che riguarda tutti quei dispositivi che vengono adattati per un mercato per cui non sono stati progettatiCosa sono i cellulari “sbloccati”? Verrebbe automatico rispondere a questa domanda parlando degli smartphone liberi da vincoli con operatori telefonici. Se però si prende come riferimento il contesto dell’importazione parallela, il significato cambia del tutto faccia e il termine “sbocco” finisce per indicare tutti quegli interventi tecnici che vengono eseguiti sul software di un dispositivo per adattarlo a un mercato diverso da quello per cui è stato progettato.
Un utente ha segnalato come un modello OnePlus 15 comparso sul marketplace MediaWorld venga presentato con la dicitura di una normale versione europea, ma di fatto sia destinato esclusivamente alla Cina, e solo successivamente modificato dal rivenditore. Sul sito non viene menzionata da nessuna parte, probabilmente a causa della mancanza di controllo da parte di MediaWorld, l’assenza del marchio CE richiesto per la commercializzazione nello spazio europeo. Sulla confezione è riportata però la scritta “Only for sale and warranty in Mainland China”; non tutte le bande della versione europea sono supportate, mentre manca il support e-SIM e non è possibile sbloccare il bootloader.
Solo in un secondo momento, dopo che è stata fatta luce alla vicenda, sono scattate alcune ispezioni interne che hanno portato a individuare una non conformità legata al venditore terzo, poiché nonostante il prodotto rimaneva sulla piattaforma appariva associato a un altro rivenditore. Il problema alla superficie è quello che determina come un grande marketplace possa facilmente diventare il punto di ingresso di dispositivi pensati per mercati extra-europei. Infatti il caso che ha coinvolto l’OnePlus 15 destinato alla Cina e poi modificato per la vendita in Italia non è un’eccezione, ma un esempio del fenomeno diffuso dei cellulari “sbloccati”, spesso ignorato dai consumatori.
Senza la certificazione che conferma il rispetto degli standard di sicurezza, compatibilità elettromagnetica e tutela ambientale richiesti nell’Ue, la vendita sul territorio diventa problematica sotto il profilo normativo. Non è un caso che per rendere distribuibili fuori dal paese di origine, alcuni rivenditori intervengano manualmente sugli smartphone prodotti per la Cina installando versioni globali del sistema operativo. Una volta modificate le impostazioni interne e impacchettato il cellulare all’interno di una confezione che fa apparire il prodotto come nuovo, il lavoro e finito. Tale pratica non è riconosciuta necessariamente come illegale in senso assoluto, ma può rivelarsi ingannevole se manca di trasparenza verso chi acquista o quando vengono meno requisiti normativi fondamentali per la vendita nell’Unione europea.
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