Una truffa che funziona da più di un secolo: come riconoscere lo schema Ponzi
Vittime che pensano di star investendo, ma che in verità vengono pagate con i soldi di altre persone ignare: un sistema che funziona finché la piramide si rompe e si perde tuttoUna truffa che non smette mai di fare nuove vittime, capace di illuderle promettendo grandi somme di denaro attraverso uno schema molto preciso, che affonda le sue radici oltre cent’anni fa. Guadagni facili, onerosi e senza rischi: sono queste le “garanzie” che vengono assicurate agli investitori, ma lo schema Ponzi nasconde solo una natura di vendita truffaldina.
Charles Ponzi, l’ideatore dell’omonimo e famigerato schema, era un immigrato italiano negli Stati Uniti che nel 1920 divenne famoso per essere stato il protagonista di una truffa colossale che - per l’appunto - è passata alla storia. Ponzi, dopo aver scoperto che i Buoni di Risposta Internazionale, coupon che potevano essere scambiati con francobolli in diversi Paesi, potevano essere acquistati in Italia a basso costo e rivenduti negli USA a un prezzo maggiore, decise di dare avvio ad un business, che solo apparentemente era legittimo. Così all’inizio del Novecento tese una rete che imprigionò all’incirca 40mila risparmiatori, attratti dalla prospettiva di guadagno altissimo e - di fatto - del tutto irrealistico. L’idea era di diventare ricco utilizzando la cosiddetta “catena di Sant’Antonio”, una trovata che consiste nel costruire una piramide di persone attratte con il passaparola in cui a perdere i soldi sono quelli dei livelli inferiori e a guadagnare - anche se solo momentaneamente - i pochi dei livelli superiori.
Ponzi riuscì infatti a pagare i primi investitori solo grazie ai soldi dei nuovi arrivati, ma appena non fu più in grado di mantenere le sue stellari promesse di rendimento, venne travolto dal collasso del sistema da lui stesso creato; l’analista finanziario Clarence Barron svelò il trucco, e l’italiano venne arrestato.
Questa truffa, al giorno d’oggi, non si può definire debellata; per evitare di cadere nella sua trappola, è giusto imparare a riconoscerla. Tra i segnali d’allarme da non sottovalutare si trovano le promesse di profitti alti, senza rischi, fissi e sempre positivi; fondamentale è diffidare da chi mette fretta, dicendo che un determinato investimento è un’occasione unica da cogliere subito e che il guadagno dipenda anche dal portare dentro altre persone. Bisogna così mostrare particolare attenzione nei confronti delle offerte che appaiono sui social.
La regola rimane sempre la stessa: se un’offerta sembra troppo bella per essere vera, probabilmente non è vera.
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