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ITALIA - Friday 13 February 2026, 10:51

Oltre 200mila hikikomori in Italia: la solitudine che confonde l’Ia con le relazioni umane

Un’emergenza sociale silenziosa che continua a crescere oltre le stime ufficiali. Famiglie, scuole e istituzioni sono chiamate a trovare una soluzione integrata
Oltre 200mila hikikomori in Italia: la solitudine che confonde l’Ia con le relazioni umane

Il fenomeno degli hikikomori — termine coniugato originariamente in Giappone per indicare il ritiro sociale estremo — sta assumendo contorni sempre più rilevanti anche in Italia, dove migliaia di giovani decidono autonomamente di chiudersi in casa per mesi o addirittura anni, evitando ogni contatto diretto con il mondo esterno e interagendo quasi esclusivamente attraverso schermi e social media.

Secondo le stime ufficiali, nelle scuole italiane sono riconosciuti tra i 50 e i 60 mila casi; tuttavia, se si prendono in considerazione anche altri dati raccolti da associazioni di supporto alle famiglie, i giovani isolati sembrerebbero raggiungere la quota di 200mila unità. Una discrepanza che segnala quanto il fenomeno appaia sottostimato dalle statistiche istituzionali e difficilmente tracciabile per via delle dinamiche profonde che coinvolgono i ragazzi, anche una volta usciti dal sistema scolastico.

Dietro l’isolamento si intrecciano molteplici cause: senso di inadeguatezza, difficoltà nei rapporti con i coetanei, frustrazione, bassa autostima e disagio relazionale. Questi sono i fattori principali che spingono i giovani a ritirarsi progressivamente dalle attività scolastiche e sociali, fino a interromperle completamente, scomparendo interamente dalla comunità.

Lo psicologo Marco Crepaldi, presidente dell’associazione “Hikikomori Italia”, che dal 2027 affianca le famiglie e i ragazzi colpiti da questa condizione, sottolinea che il problema non è solo quantitativo ma anche qualitativo, poiché in molti casi sempre di più l’isolamento si accompagna a una dipendenza affettiva verso l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali. Si tratta di un legame “morboso” che apparentemente sostituisce le interazioni umane, riportando influenze negative sull’apprendimento, i rapporti sociali e la salute mentale complessiva dei giovani coinvolti.

Di fronte a questa emergenza, il recente “Piano per l’infanzia e l’adolescenza” recentemente adottato dal governo intende sviluppare strumenti concreti di prevenzione e sostegno verso l’isolamento sociale, promuovendo vere e proprie ricerche mirate. Il piano prevede il coinvolgimento coordinato di famiglie, scuole, servizi educativi e sanitari, con interventi territoriali specifici per identificare precocemente i segnali di ritiro e offrire supporto concreto.

Nonostante la crescente attenzione delle istituzioni e delle organizzazioni civiche, il fenomeno degli hikikomori resta ancora troppo inchiodato all’interno della società. Si rende in questo modo sempre più necessaria l’adozione di strategie efficaci per favorire il reinserimento sociale, sostenere le famiglie e proteggere il benessere psicologico di una generazione che rischia di restare prigioniera del proprio silenzio.

Monica Martini
luogo Italia
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Tag:
ragazzi - scuola - Giovani - Famiglie - Società - hikikomori - Isolamento - tecnologia - Solitudine - ia
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