L’ascesa del Buy Now Pay Later nei pagamenti digitali
Cresce in Italia e nel mondo il finanziamento rateale senza interessi. In concomitanza aumentano anche i rischi di indebitamento per i consumatori più fragiliFare un acquisto pagando poco alla volta senza l’aggravio degli interessi, spendendo meno quando di quando si compra con una carta di credito a rimborso rateale. Come osservano i risultati della Ricerca 2025 dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, questo metodo di pagamento in pochi anni ha registrato alcuni dei cambiamenti più visibili nei consumi digitali.
Ritagliandosi uno spazio stabile nel mercato italiano dei pagamenti, il Buy Now Pay Later (il “compra ora, paga dopo”), si è imposto come soluzione semplice e rapida soprattutto nell’e-commerce, ma anche per le operazioni nei negozi con un importo medio delle dilatazioni pari a poco più di 200 euro, ampliando progressivamente il proprio raggio d’azione. Il finanziamento sembrerebbe ora aver coinvolto in Italia una dimensione di quasi 10 miliardi di euro, confermandosi tra i fenomeni più dinamici dell’intero comparto, soprattutto se messo a confronto con il miliardo di euro di fine 2021.
Ora come ora, il Bnpl non può essere descritto solo più come una formula marginale o sperimentale, in quanto è evidente come si sia imposto come uno strumento in grande parte consolidato nelle abitudini di spesa, sostenuto da un’esperienza d’acquisto percepita più fluida, immediata e compatibile con le esigenze di pianificazione delle uscite da parte dei consumatori.
Secondo le stime del Global Payment Report 2025, il Bnpl ha raggiunto un ammontare di 342 miliardi di dollari nel 2024, un valore che copre il 5% delle transazioni e-commerce complessive. Negli USA il Bnpl copre il 6% delle transazioni, in Europa il 9% con picchi in Germania e Svezia del 20 e del 23%; infine nel Regno Unito è al 7% mentre in Italia e Francia è al 5%.
“Ai vantaggi di questo prodotto si affiancano elementi di vulnerabilità non facili da valutare poiché non vi sono segnalazioni dettagliate da parte degli intermediari sui volumi e sulla rischiosità di questa forma di finanziamento” segnala però Banca D’Italia dopo aver notato come da alcune indagini, relative agli Stati Uniti e ai Paesi europei, gli utilizzatori di questo metodo di pagamento risultino soggetto di fragilità finanziarie. Fragilità riscontrabile anche nella nostra Nazione dove sta per arrivare la nuova direttiva sul credito ai consumatori (direttiva Ue 2023/2225 - c.d. CCD2) che la includerà nel suo perimetro regolamentare cambiando alcuni elementi significativi.
Ad usufruire del Buy Now Pay Later sono il 17% degli italiani. L’indagine condotta dal Politecnico di Milano e da Crif nel 2025, il Bnpl mostra un uso sempre più diffuso tra le famiglie con un reddito limitato, che faticano a raggiungere la fine del mese o che hanno risorse patrimoniali non sufficienti. L’utilizzo è più diffuso tra i nuclei che hanno uno o più debiti per scopi di consumo, tra coloro che usano le carte di credito con rimborso rateal o che sono spesso in ritardo nel rimborso delle rate. Il Bnpl può rivelarsi un’operazione rischiosa, in quanto può aumentare il loro livello di indebitamento.
Le commissioni pagate dai venditori, secondo Banca D’Italia, si aggirano nell’area Emea - Europa, Medio Oriente e Africa - a poco meno del 3%, decisamente più alte di quelle sulle carte di credito, che sono inferiori allo 0,5%.
Coinvolti all’interno di un’operazione di Bnpl sono tre soggetti: il fornitore di beni o prestatore di servizi, ovvero il venditore, il consumatore e l’intermediario finanziario. Quest’ultima figura, oltre che a concedere la dilazione di pagamento al consumatore, anticipa la somma al venditore assumendosi il rischio di credito e gestendo la riscossione delle rate dal consumatore.
La Banca d’Italia sottolinea come il consumatore spesso, non essendo nemmeno consapevole di stare contraendo un debito, finisce per accumulare un numero elevato di dilazioni di pagamento che difficilmente poi riuscirà a ripagare, determinando quindi una crescita del suo indebitamento. Le condizioni contrattuali risultano inoltre poco trasparenti, soprattutto relativamente alle penali per inadempimento della restituzione del credito. Infine capita che chi concede la dilazione, non possedendo un quadro esatto della solvibilità dei debitori, finisce per erogare un finanziamento a soggetti che già di base non sono in grado di adempiere ai propri impegni finanziari.
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