La filantropia in Italia cresce e non si ferma: il suo valore è di circa 25 miliardi l’anno
Fondazioni, imprese e organizzazioni del Terzo Settore si stanno trasformando in laboratori di innovazione sociale e strumenti di sperimentazione per nuovi modelli di collaborazioneLa filantropia italiana rappresenta oggi un vero e proprio settore economico e sociale sempre più rilevante, con un valore stimato attorno ai 25 miliardi di euro annui. Un universo composto da fondazioni, imprese, grandi donatori privati e organizzazioni di vario genere che, negli ultimi anni, ha ampliato il proprio raggio d’azione ben oltre la beneficenza tradizionale.
Accanto ai finanziamenti destinati a welfare, salute, inclusione sociale, cultura e istruzione, stanno infatti emergendo nuove forme di intervento capaci di coniugare innovazione tecnologica e sociale. Tra queste, una delle più significative è la cosiddetta “filantropia dei dati”, una pratica emergente che consiste nella condivisione di dati, competenze digitali e strumenti analitici per affrontare problemi collettivi, generare valore sociale e orientare decisioni evidence-based, rafforzando la collaborazione tra settori diversi.
Questo modello nasce dalla consapevolezza che la conoscenza dei dati possa diventare una risorsa strategica non solo per il mercato, ma anche per il bene comune. Attraverso l’uso di big data, strumenti di intelligenza artificiale e analisi predittive, enti pubblici e organizzazioni no profit possono comprendere meglio bisogni sociali, emergenze e fragilità territoriali, intervenendo in modo più rapido ed efficace.
Tra gli ambiti in cui la filantropia dei dati mostra maggior potenziale figurano la sanità pubblica, la gestione delle emergenze umanitarie, il contrasto alle disuguaglianze e la misurazione dell’impatto sociale delle singole scelte. La trasformazione riguarda il modo in cui le fondazioni interpretano il proprio ruolo, in quanto sempre più organizzazioni filantropiche passano da una logica puramente erogativa a una funzione di coordinamento e attivazione di reti territoriali, mettendo in connessione imprese, enti locali, università e Terzo Settore.
Secondo gli esperti, la crescita della filantropia in Italia è legata anche allo sviluppo del cosiddetto “secondo welfare”, cioè quell’insieme di interventi sociali finanziati da soggetti privati che vanno a integrare l’azione pubblica. In questo scenario, le fondazioni diventano laboratori di innovazione sociale e strumenti di sperimentazione per nuovi modelli di collaborazione tra pubblico e privato.
La diffusione della filantropia dei dati solleva però anche questioni delicate legate alla privacy, alla sicurezza informatica, all’uso etico dei dati e alla necessità di costruire regole condivise. Per questo motivo, risulta estremamente importante investire in alfabetizzazione digitale, governance trasparente e infrastrutture sicure.
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