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ITALIA - Tuesday 18 November 2025, 12:02

In Italia la perdita di udito colpisce 7 milioni di persone, il 40% usa l’apparecchio

Studi genetici dimostrano che il problema non si collega solo più all’età o all’ambiente, ma anche al DNA. Piano piano si stanno svelando nuove frontiere terapeutiche
In Italia la perdita di udito colpisce 7 milioni di persone, il 40% usa l’apparecchio

L’Italia guadagna un primato europeo insolito, quello della perdita uditiva: 7 milioni di persone colpite, pari al 12,4% della popolazione, convivono con un qualche grado di ipoacusia. Questo è il dato raccolto dalla ricerca EuroTrak Italia 2025 condotta da Anovum per EHIMA, che testimonia - d’altro canto - una crescita esponenziale della consapevolezza sull’importanza della tecnologia e degli aiuti che tale può offrire per andare a colmare le lacune fisiche.

Di fatto nel nostro Paese solo il 40% degli affetti usa un apparecchio acustico, ma ben il 96% degli utilizzatori sono convinti di aver migliorato la loro qualità della vita e il 67% si pente di non essere intervenuto prima. Chi porta un apparecchio segnala benefici non solo fisici, ma anche sociali, infatti quasi 8 utenti su 10 riferiscono relazioni più armoniose e una comunicazione più fluida in famiglia e nella vita quotidiana.

Pur segnalando questi miglioramenti, la consapevolezza sui problemi uditivi sembra ancora insufficiente. Gli esperti sottolineano la necessità di potenziare l’informazione sulla salute in questo ambito e promuovere percorsi di cura più chiari. Secondo Sandro Lombardi, presidente di ANIFA, “l’innovazione consente oggi di affrontare la perdita d’udito in modo sempre più discreto ed efficace”. Molti pazienti non sanno che possono ottenere un rimborso dal Servizio Sanitario Nazionale per il loro apparecchio.

Anche grazie alla genetica si continuano aprire nuove frontiere terapeutiche. La perdita uditiva infatti oggi non risulta solo più un problema legato all’età o all’ambiente, in molti casi è “scritta nel DNA”.

Nicola Quaranta, direttore dell’otorinolaringoiatria al Policlinico di Bari e presidente della SIAF (Società Italiana di Audiologia e Foniatria), attualmente guida una delle più promettenti iniziative in Italia; nei primi studi clinici mondiali sulle terapie geniche per le sordità infantili, si sta provando a ripristinare l’udito introducendo il gene corretto nell’orecchio interno. Gli studi preliminari su bambini con mutazioni del gene otoferlina hanno mostrato risultati incoraggianti, in quanto sembra che la terapia possa riportare l’udito a livelli normali o quasi, migliorando in modo significativo lo sviluppo del linguaggio. Tuttavia - come chiarito da Quaranta - si sta affrontando solo la prima fase di sperimentazione, e i casi restano rari.

Per il momento, le protesi acustiche e gli impianti cocleari rimangono le soluzioni più diffuse e consolidate, ma la prospettiva di una cura genetica rappresenta una vera e propria rivoluzione.

Monica Martini
luogo Italia
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Tag:
europa - sanità - Anziani - Dna - udito - Terapie - Apparecchio acustico
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