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ITALIA - Wednesday 21 January 2026, 11:59

Il congedo mestruale in Italia esiste, ma solo nelle scuole

Mentre alcuni, seppur ancora pochi, istituti superiori hanno adottato la possibilità di restare a casa per chi soffre di dolori durante il ciclo, nel mondo del lavoro di questo permesso non c’è traccia
Il congedo mestruale in Italia esiste, ma solo nelle scuole

Nell’ultimo periodo alcune scuole superiori italiane stanno introducendo il congedo didattico mestruale, ovvero la possibilità di rimanere a casa per un massimo di due giorni al mese per chi soffre di dolori forti e debilitanti durante il ciclo. Si tratta di un’assoluta novità significativa nel panorama educativo del Paese, che segna una svolta nel modo di percepire il rapporto tra salute, corpo e istruzione.

Nei primi giorni di gennaio, ad introdurre il congedo è stato il liceo Alessandro Manzoni di Milano, mentre già a fine del 2025 erano stati il liceo Quinto Orazio Flacco e l’istituto Da Vinci-Nitti, entrambi di Potenza a prendere questa decisione. Il primo istituto ad adottare questa misura, nel 2022, era stato il liceo artistico e musicale Nervi Severini a Ravenna. Nella scelta di riconoscere la validità di un congedo che permette alle studentesse di non recarsi a scuola si intravede un’apertura verso una prospettiva che guarda al ciclo come una dimensione fisiologica che, in alcuni casi, necessita di una speciale tutela, inserendola all’interno di un sistema sanitario regolamentato. Per poter accedere a questo permesso, è necessario presentare all’inizio dell’anno scolastico una certificazione medica, in modo da evitare un utilizzo scorretto dell’agevolazione, a discapito di chi ne ha più bisogno.

Tale misura sembra però, per ora, funzionare solo nelle scuole, in quanto non esiste una legge nazionale che la renda obbligatoria sul posto di lavoro. Mentre all’interno del istituti il congedo è stato introdotto grazie all’attivismo di studentesse e studenti, sono pochissime le aziende che hanno infatti seguito l’esempio andando incontro alle necessità del personale femminile. La licenza consentirebbe alle donne di prendersi del tempo libero retribuito dal lavoro durante le mestruazioni per poter gestire i sintomi associati, come dolori pelvici, mal di testa e affaticamento.

L’azienda veneta di spedizioni Ormesani e la Zeta Service sono state le prime ad aver introdotto il permesso. In alcuni Paesi europei, come la Spagna e il Portogallo, è attualmente in vigore una vera e propria legge nazionale sul congedo mestruale; il problema dell’Italia risiede nel fatto che l’introduzione di tale congedo dipende solo dalla sensibilità dei datori di lavoro.

Non sono in realtà mancati alcuni progetti di legge sul tema, soprattutto su iniziativa dei partiti di centrosinistra. La prima, nel 2016, era stata presentata da Romina Mura, Daniela Sbrollini, Maria Iacono e Simonetta Rubinato, allora tutte deputate Pd, che chiedeva l’attuazione di un congedo fino a tre giorni al mese, con un’indennità pari al 100% della retribuzione giornaliera, per le lavoratrici con contratto subordinato o parasubordinato che soffrivano di dismenorrea. Tuttavia, la proposta non è mai stata discussa in parlamento, nonostante sia stata ripresentata pure nel 2022.

L’anno successivo è stato invece depositato alla Camera dai deputati di Alleanza Verdi e Sinistra un progetto di legge per l’introduzione di un congedo per tutte le studentesse e le lavoratrici che soffrono di dismenorrea, una proposta mai assegnata alla commissione parlamentare competente. Il permesso si rivolgeva alle aziende e presentava le stesse caratteristiche contributive e retributive proposte nel 2016, ma aggiungeva una parte dedicata per l’appunto alle scuole, riducendo il numero massimo di giorni mensili da tre a due.

Per ora si può affermare con sicurezza che il congedo didattico mestruale riconosciuto alle studentesse sia un’evoluzione culturale che rafforza il valore sociale dell’iniziativa studentesca, capace di incidere significativamente sulle politiche scolastiche. Non resta che vedere se tale risvolto arriverà ad incidere anche la legge italiana o se questa possibilità nel mondo del lavoro rimarrà solo un’utopia.

Monica Martini
luogo Italia
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Tag:
scuola - lavoro - donne - Lavoratrici - Ciclo - congedo - Studentesse - Mestruazioni
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