Crisi del latte: cresce l’eccesso di produzione, mentre i prezzi rimangono in caduta
Il 2025 si chiude con quotazioni ai minimi in Italia e un mercato che in molti Paesi europei mostra segnali di pressione al ribassoIl mercato del latte in Italia e in Europa sta affrontando un momento difficile, tra sovrapproduzione, listini e prezzi alla stalla in forte discesa, allevatori e industrie perennemente sotto pressione.
Secondo quanto emerge dalle tensioni italiane che hanno chiuso il 2025, il problema centrale del settore è la troppa alta offerta di latte in confronto alla domanda del prodotto. In alcune aree agricole la sovrapproduzione infatti ha raggiunto livelli tali che gli allevatori si sono trovati costretti a gettare parte della loro produzione perché non trovava sbocco commerciale, con impatti economici non trascurabili.
I dati raccolti dell’andamento del mercato mostrano una forte caduta delle quotazioni del latte spot nazionale, con il prezzo medio quotato alla fine dello scorso anno 31,75 centesimi al chilogrammo, il 47,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Tale crisi non appartiene però solo all’Italia, in quanto anche in altri Paesi europei, come Germania e Francia, i listini spot sono precipitati, con valori che in alcuni casi sono scesi sotto i 25 centesimi/kg. Questa flessione drastica ha generato un doppio effetto; da un lato, aumenta sempre di più la difficoltà per gli allevatori di coprire i costi di produzione, dall’altro, le disdette unilaterali di contratti da parte di alcuni acquirenti aggravando l’incertezza sul ritiro del latte.
Nelle ricerche europee più recenti, il prezzo medio del latte vaccino alla stalla è diminuito dell’1,74% a dicembre, scendendo a 49,76 euro per quintale, un dato che prosegue il trend al ribasso che si era già manifestato da mesi, riflettendo un contesto di mercato affollato e di domanda internazionale che fatica a sostenere livelli di prezzo più elevati.
La combinazione tra produzione in eccesso e prezzi in ribasso mette sotto stress l’intera filiera lattiero-casearia. La prospettiva è ora che molti piccoli produttori possano essere costretti a ridurre la produzione o uscire dal mercato, con l’industria che da parte sua deve fare i conti con materie prime più economiche ma anche con un quadro di domanda non sempre positivo e in crescita.
Se da un lato prezzi più bassi possono ridurre i costi per i trasformatori e, in teoria, anche per i consumatori, dall’altro la sostenibilità economica della produzione di latte diventa sempre più incerta. Senza adeguate misure di equilibrio tra offerta e domanda, e senza strumenti di tutela per gli allevatori, il mercato rischia di rimanere in un circolo vizioso che premia l’eccesso di offerta a scapito della redditività delle aziende agricole.
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