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ITALIA - venerdì 11 settembre 2026, 16:37

La forza del Made in Italy nell’export: l’agroalimentare vola oltre i 72 miliardi di euro

I dati del secondo trimestre raccontano di un’economia che, nonostante una crescita moderata e il debito elevato, continua a competere sui mercati internazionali
Italiadice.it La forza del Made in Italy nell’export: l’agroalimentare vola oltre i 72 miliardi di euro Italiadice.it

L’Italia continua a trovare sui mercati esteri una delle principali leve della propria economia. Nel secondo trimestre del 2026 le esportazioni italiane hanno registrato una crescita del 2,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre a giugno l’export è aumentato del 9,8% su base annua. Un andamento che conferma la capacità delle imprese italiane di mantenere una forte presenza internazionale anche in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche, dazi, prezzi energetici elevati e rallentamento della domanda.

Il valore complessivo delle esportazioni trimestrali si colloca intorno ai 175 miliardi di euro, con la Lombardia che continua a rappresentare il principale motore regionale del commercio estero italiano. Già nel primo trimestre del 2026, la regione aveva registrato esportazioni per circa 40,9 miliardi di euro, collocandosi al primo posto nella graduatoria nazionale e rappresentando da sola circa un quarto dell’export italiano.

Il dato acquista ancora più significato se osservato in prospettiva: rispetto al primo trimestre del 2021, infatti, l’export regionale risulta cresciuto del 31,1%. A trainare questa dinamica sono stati soprattutto alcuni comparti ad alto valore aggiunto, tra cui gioielli, occhiali e prodotti medicali, mentre anche le produzioni varie e il settore agroalimentare hanno registrato aumenti rilevanti.

La fotografia dell’Italia, tuttavia, non è soltanto quella di un Paese capace di esportare e conquistare quote di mercato. Il quadro economico resta caratterizzato da una crescita complessiva moderata e dal peso del debito pubblico. Nel secondo trimestre del 2026 il Pil è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1% su base annua, con una crescita acquisita per il 2026 dello 0,8%. Nello stesso periodo sono aumentate anche le ore lavorate e i redditi da lavoro dipendente pro capite.

È proprio il rapporto tra crescita, occupazione, debito ed esportazioni a rappresentare una delle chiavi di lettura dell’attuale fase dell’economia italiana. Da una parte, il mercato del lavoro mostra segnali di tenuta: a luglio il tasso di disoccupazione è sceso al 5,8%, mentre l’occupazione è rimasta stabile. Dall’altra, la crescita della produttività e la riduzione strutturale del debito restano sfide decisive per consolidare i risultati raggiunti.

In questo scenario, l’export rappresenta quindi molto più di una semplice voce della bilancia commerciale: è uno degli strumenti attraverso cui il sistema produttivo italiano riesce a compensare la debolezza della domanda interna e a valorizzare sui mercati internazionali la qualità delle proprie produzioni.

Uno dei casi più evidenti è quello del comparto agroalimentare, che nel 2025 ha raggiunto per la prima volta un valore di esportazioni superiore ai 72 miliardi di euro, con una crescita del 5,6% rispetto all’anno precedente. Il settore rappresenta ormai l’11,2% dell’export complessivo italiano e conferma il proprio ruolo strategico all’interno del Made in Italy.

Il dato è particolarmente significativo perché arriva in un contesto internazionale complesso. L’Unione europea rimane il principale mercato di destinazione, assorbendo il 59,5% delle esportazioni agroalimentari italiane, mentre le vendite verso i Paesi dell’Ue sono cresciute dell’8,1%. Più difficile, invece, il rapporto con gli Stati Uniti: nel 2025 l’export agroalimentare italiano verso il mercato americano è diminuito del 4,2%, fermandosi a 7,55 miliardi di euro.

Il Made in Italy agroalimentare in senso stretto ha raggiunto 52,2 miliardi di euro di esportazioni, pari al 72,5% dell’intero export del comparto. Tra i prodotti più dinamici figurano il caffè torrefatto, i formaggi, la frutta fresca e i prodotti dolciari a base di cacao. Grana Padano e Parmigiano Reggiano, da soli, si avvicinano a 1,8 miliardi di euro di esportazioni, con una crescita del 18,1% in valore.

Anche il vino continua a essere uno dei simboli dell’export italiano, sebbene il 2025 abbia evidenziato una frenata. Le esportazioni hanno raggiunto circa 8 miliardi di euro, ma hanno registrato una diminuzione del 3,7% in valore. Gli Stati Uniti, principale mercato di sbocco del vino italiano, hanno segnato un calo dell’8,8% in valore.

Nel complesso, i dati delineano quindi un’economia italiana ancora sostenuta dalla forza del proprio sistema produttivo sui mercati internazionali. L’export, e in particolare quello legato alle eccellenze del Made in Italy, continua a rappresentare un punto di forza, ma la sua capacità di sostenere la crescita nel lungo periodo dipenderà anche dalla possibilità di rafforzare la produttività, sostenere la domanda interna e affrontare il nodo del debito pubblico.

Monica Martini
Le date dell'evento:
    luogo Italia
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    Tag:
    mercato - export - Agroalimentare - Made in Italy - Crescita - Lombardia - esportazioni

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