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    ITALIA - martedì 30 giugno 2026, 12:27

    Libertà di stampa al livello più basso degli ultimi 25 anni

    L’ultima ricerca di RSF ha analizzato anche quest’anno le condizioni che caratterizzano il giornalismo. L'Italia scende di 6 posizioni, collocandosi sul 56° gradino
    Italiadice.it Libertà di stampa al livello più basso degli ultimi 25 anni Italiadice.it

    Tra regimi autoritari, democrazie consolidate e contesti di conflitto attivo, il giornalismo sta attraversano un periodo storico molto complesso che non fa che imporre ostacoli alla libertà di stampa. Infatti per la prima volta in 25 anni di rilevazioni, più della metà dei Paesi del mondo presenta una situazione “difficile” o “molto grave”, confermando un arretramento costante nel panorama europeo.

    È l'Indice Mondiale della Libertà di Stampa di Reporters Without Borders (RSF), che dopo aver registrato il punto più basso mai presentato nel corso del ventunesimo secolo, ritrae una fotografia che dimostra come il livello di libertà di cui godono i giornalisti e i media si stia sempre più abbassando.

    Prendendo come riferimento cinque macro-categorie — contesto politico, quadro giuridico, ambito economico, situazione socio-culturale e sicurezza — la ricerca analizza le condizioni del giornalismo in 180 Paesi e territori. Ogni Nazione riceve un punteggio che va da 0 a 100, dove 100 rappresenta la completa libertà; nel dettaglio si individuano cinque livelli: buona 85-100 punti, soddisfacente 70-85 punti, problematica 55-70 punti, difficile 40-55 punti, molto grave: 0-40 punti.

    Rispetto al 2025, l’Italia ha perso sei posizioni scivolando al 56° gradino della classifica con un punteggio di 65,16. Nel contesto politico, il Paese guadagna il 50° posto (-1 rispetto al 2025), nell’ambito economico il 58° (-2), nel quadro giuridico il 56° (-12), mentre per la sicurezza il 61° (-17). Il posizionamento più basso è stato registrato nella categoria che analizza la situazione socio-culturale, ottenendo solo il 77° posto (-14).

    Più in generale, mentre nel 2002 circa il 20% della popolazione globale viveva in territori in cui lo stato della libertà di stampa era classificato come “buono”, secondo l’ultimo rapporto tale percentuale ha visto una riduzione sotto l’1%. Nello stesso arco di tempo, nella sezione più critica è rientrato il 52,2% degli Stati, rispetto al 13,7% iniziale. Il peggioramento più marcato nell'ultimo anno è stato però registrato dall’indicatore legale, che misura l'arsenale normativo disponibile contro i giornalisti: si è deteriorato in oltre il 60% degli Stati, 110 su 180.

    Oltre vent'anni dopo dall’introduzione delle leggi sulla sicurezza nazionale dopo gli attentati alle Torri Gemelle, queste si sono trasformate in un arsenale universale contro la stampa critica, tra disinformazione, separatismo, terrorismo e oltraggio alle istituzioni.

    Tra le criticità più preoccupanti del rapporto 2026 ci sono le violazioni dirette contro i giornalisti, la persistenza di minacce al pluralismo mediatico, minacce sistematiche, violenze fisiche, campagne di delegittimazione mediatica e la qualità dell’ambiente in cui opera l’informazione. Secondo Reporter Senza Frontiere (RSF) sono più di venti i giornalisti che in Italia sono costretti a spostarsi con una scorta a causa di intimidazioni e aggressioni legate alla loro attività professionale.

    Particolare attenzione è stata posta sul ricorso alle Strategic Lawsuits Against Public Participation (SLAPPs), azioni legali intentate contro giornalisti e media con finalità intimidatorie più che risarcitorie. Sullo stesso binario RSF pone la cosiddetta “legge bavaglio” (D. Lgs. 198/2024), che vieta ai giornalisti la pubblicazione integrale o per estratto delle ordinanze di custodia cautelare fino alla conclusione delle indagini preliminari, criticata principalmente per i suoi effetti limitativi sul diritto di cronaca e sulla trasparenza dell’informazione giudiziaria. Non con meno rilevanza sono state evidenziate le influenze politiche all’interno del sistema mediatico nazionale, soprattutto nella gestione della Rai, il servizio pubblico radiotelevisivo italiano.

    Monica Martini
    luogo Italia
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    Tag:
    giornalismo - media - Classifica - Libertà di stampa - Reporters Without Borders

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