Guerra in Ucraina, Tajani: “Manderemo i nostri soldati per lo sminamento”
Il ministro degli Esteri, dopo la polemica nata fra Salvini e Macron nata in questi giorni, ha voluto sottolineare come fra Italia e Francia non ci sia nessuna crisi diplomatica“Noi non siamo per inviare truppe in Ucraina, ma potremmo dare un contributo importante data la grande esperienza che abbiamo per lo sminamento, sia marittimo che terrestre. Si stanno facendo dei passi in avanti anche nella proposta italiana di avere una garanzia modello articolo 5 della Nato con la presenza americana. Poi si vedrà come andranno le cose”.
Queste le parole del ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani dopo aver partecipato a una riunione del G7 dedicata alla guerra russo ucraina. La nuova linea assunta dal governo nei lavori per i negoziati è emersa dopo che Tajani è intervenuto anche per minimizzare la polemica tra Matteo Salvini e Emmanuel Macron, riguardo la questione sull’invio di soldati. Si tratta tuttavia di interventi che verrebbero adottati solo a seguito di un eventuale accordo sulla tregua e la pace.
Il tema centrale della riunione G7 è stato quello delle “garanzie di sicurezza” per Kiev, messe in evidenza proprio nel giorno dell'Indipendenza ucraina per “inviare ancora una volta, dopo le riunioni di Washington, un messaggio chiaro di unità europea e transatlantica” a sostegno della comunità.
La polemica nata in questi giorni lanciata dal vicepremier Matteo Salvini ha spinto il suo collega di governo Antonio Tajani a prendere posizione: “La politica estera la fanno la presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri”. Il ministro ha inoltre ribadito come “Non ci sia nessuna crisi diplomatica tra Francia e Italia. È giusto ricordare che le relazioni di politica estera le tengono il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri. I nostri colloqui sono frequenti per cui andiamo avanti. Io credo che la forza delle idee sia quella che conta, se si vogliono ottenere dei risultati bisogna puntare sulle idee, anche quando ci sono delle differenze. Ognuno è libero di dire quello che pensa”.
La nuova proposta italiana sarebbe quella di inviare militari, una volta finita la guerra, a liberare il terreno e le acque dell’Ucraina dalle bombe. Essendo che dopo tre anni di combattimenti il territorio ucraino rimarrà pieno di mine antiuomo, anticarro e vari ordigni inesplosi, rimane importantissimo limitare i danni che questi strumenti potrebbero causare.
Tuttavia è fondamentale ricordare che questo piano prevede che l’Ucraina venga tutelata con una “garanzia sul modello dell'articolo 5 della Nato”, in quanto, in realtà, per legge è previsto che, se un Paese alleato, in questo caso l’Ucraina, viene invaso da un altro, in questo caso la Russia, tutti gli altri Stati coinvolti nell’accordo si considerano invasi a loro volta, e si mobilitano per rispondere nel modo più opportuno, anche con l’invio diretto di soldati.
“Ci vorrà tempo, ma alla fine vincerà la pace. I mattoni nuovi sono l'impegno di tutti quanti noi, le idee, perché sono tante le persone di buona volontà, tanti costruttori di pace e alla fine 'non prevalebunt', appunto, quelli che vogliono distruggere la pace” ha dichiarato infine Tajani.

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