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    ITALIA - venerdì 28 agosto 2026, 12:14

    Debito, la Francia supera l’Italia nel rischio percepito dai mercati

    I rendimenti dei titoli di Stato francesi a dieci anni sono saliti sopra quelli del nostro Paese, testimoniando un ribaltamento storico che riflette le difficoltà di Parigi
    Italiadice.it Debito, la Francia supera l’Italia nel rischio percepito dai mercati Italiadice.it

    Sebbene, per anni l’Italia sia stata considerata uno dei principali punti deboli dell’Eurozona, oggi il mercato sembra aver cambiato prospettiva, percependo la Francia al di sopra del nostro Paese nel rendimento dei titoli di Stato decennali, diventando la Nazione che al momento desta maggiore preoccupazione tra gli investitori europei sul fronte della sostenibilità del debito. Il sorpasso, evidenziato dal Financial Times, rappresenta un’inversione rispetto a una dinamica consolidata da anni.

    Il dato va però letto con cautela, in quanto più che di una vera e propria crisi francese o di un improvviso “miracolo” italiano, si tratta di una convergenza dei rendimenti e della percezione del rischio. Ad agosto il rendimento del decennale francese si è mosso intorno al 3,91% e al 4,01%, mentre quello italiano oscillava tra il 3,895% e il 4%; lo scarto è quindi di pochi punti base.

    Il cambiamento nella percezione degli investitori nasce soprattutto dall’evoluzione divergente dei conti pubblici dei due Stati. Secondo i dati della Bce, il rapporto tra debito e Pil dell’Italia è sceso dal 154% del 2020 al 139% nel 2026; quello francese è invece salito dal 114% al 117%. Inoltre lo Stivale italiano ha riportato il disavanzo poco superiore al 3% del Pil e può contare su un avanzo primario, mentre il Paese confinante con la Liguria, il Piemonte e la Valle d’Aosta continua a viaggiare con un deficit sopra al 5%. La Commissione europea, inoltre, stima per Parigi un disavanzo del 5,1% del Pil nel 2026, ben oltre il limite del 3% previsto dalle regole europee.

    Questi sono i motivi principali per cui gli investitori stanno rivalutando il debito italiano. Una maggiore disciplina fiscale e una fase di relativa stabilità politica hanno contribuito a rafforzare la fiducia nei Btp, al punto che alcuni operatori hanno iniziato a spostare parte delle loro esposizioni dai titoli francesi verso quelli italiani. Anche investitori giapponesi, tradizionalmente importanti acquirenti del debito della Francia, avrebbero ridotto la loro esposizione verso le obbligazioni della Ville Lumière.

    La Nazione guidata da Macron dovrà ora affrontare anche una difficile trattativa parlamentare sulla prossima legge di Bilancio, con un governo di minoranza e margini politici ridotti per approvare misure di contenimento della spesa. A questo si aggiunge l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2027, che rende ancora più complesso adottare misure impopolari per risanare i conti.

    Gli investitori si trovano così davanti a una combinazione di rischio fiscale, politico e di crescita. È quella che alcuni analisti definiscono una “tempesta perfetta” per il mercato obbligazionario francese. I rendimenti dei titoli decennali hanno raggiunto livelli che non si vedevano da anni, aumentando il costo di finanziamento dello Stato.

    Il progetto di bilancio sarà quindi un passaggio cruciale. Il governo francese punta a mantenere il deficit il più vicino possibile al 5% del Pil, ma dovrà trovare un compromesso con un Parlamento frammentato e con forze politiche poco disponibili a sostenere tagli alla spesa sociale.

    Il rovesciamento della percezione è particolarmente significativo per l’Italia. Il Paese che per oltre un decennio è stato associato alla fragilità dei conti pubblici oggi viene indicato da alcuni investitori come un esempio di maggiore disciplina all’interno dei mercati obbligazionari del G7.

    La riduzione del deficit, il miglioramento del rapporto debito/Pil e la maggiore stabilità politica hanno contribuito a cambiare l’atteggiamento degli investitori internazionali. La crescente presenza degli stranieri nel mercato dei titoli di Stato italiani viene interpretata come un segnale di “normalizzazione” del Paese, dopo anni in cui l’Italia era considerata quasi esclusivamente come un mercato ad alto rischio.

    Questo non significa, però, che i problemi italiani siano risolti. Il debito pubblico resta molto elevato e Roma dovrà continuare a mantenere una politica di bilancio prudente.

    Monica Martini
    luogo Italia
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    Tag:
    europa - Roma - Francia - PIL - investimenti - Ue - Parigi - bce - Deficit - Eurozona - Financial Times - Conti pubblico

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