Debito italiano alle stelle: nel 2026 il primato più pesante d’Europa
Le stime del Fondo monetario internazionale segnano un passaggio storico anche per la Grecia. Giorgetti: “Servono soluzioni innovative e realistiche”L’Italia si prepara a diventare nel 2026 il Paese con il più alto rapporto tra debito pubblico e Prodotto Interno Lordo dell’Eurozona, superando persino la Grecia. Un sorpasso simbolico che certifica le difficoltà strutturali dei conti pubblici italiani, ma anche, allo stesso tempo, il sorprendente recupero dell’economia ellenica dopo la lunga crisi finanziaria degli anni passati.
Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza e nelle ultime stime del Fondo monetario internazionale, il debito italiano salirà nel 2026 intorno al 138,6% del Pil; la Grecia, invece, dovrebbe scendere sotto quella soglia, xon un valore che si attesta attorno al 136,8%. Si tratta di un’inversione storica se si pensa che nel 2020 Atene aveva superato il 200% del Pil durante la crisi pandemica.
Nel nostro Paese a pesare sono soprattutto l’elevato stock di debito accumulato negli anni, l’aumento della spesa per interessi e gli effetti dei crediti edilizi legati ai bonus fiscali. Inoltre, la corrente crescita economica, ancora troppo debole, non riesce ancora a ridurre rapidamente il rapporto debito/Pil.
La Grecia, al contrario, sta beneficiando di una crescita più sostenuta, di consistenti avanzi primari e di una gestione del debito favorita anche dalle riforme imposte dopo la crisi del decennio scorso. In pochi anni Atene è riuscita a ridurre drasticamente il peso del debito, migliorando la propria credibilità sui mercati internazionali.
Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, che ha invitato ad affrontare la nuova fase economica con “prudenza e senso di responsabilità”, ma anche aprendosi a “soluzioni innovative e realistiche, senza preconcetti o ideologie fini a se stessi”. Il ministro ha inoltre sottolineato come non si possa ignorare l’impatto sociale dei cambiamenti in corso nell’economia globale: “Viviamo in un'epoca complessa, segnata da tensioni geopolitiche, guerre commerciali, conflitti bellici, transizioni energetiche, trasformazioni tecnologiche e instabilità finanziarie. Tutti fattori che incidono profondamente sugli equilibri economici, sociali e sulla sicurezza finanziaria dei Paesi. Non bisogna sottovalutare l'impatto sociale delle politiche economiche odierne”.
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