Crosetto rilancia la leva militare, ma su base volontaria
Le parole del ministro della Difesa: “È giusto che diamo un giudizio sui tempi che viviamo e adeguiamo il nostro modello di difesa a quello che pensiamo sia il futuro”In un presente contraddistinto da una sempre crescente preoccupazione per la sicurezza europea, a causa delle continue tensioni geopolitiche, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha annunciato l’intenzione di presentare una proposta legislativa per reintrodurre il servizio militare in Italia. A suo dire l’Italia, seguendo l’esempio della Francia e della Germania, deve dotarsi il prima possibile di una nuova legge sulla leva, che in un primo tempo potrebbe essere anche solo “volontaria”.
“Penso che l'Italia debba riflettere su un nuovo modello di difesa che sia proporzionato ai tempi difficili che stiamo vivendo, e questa è una delle cose che vanno fatte in Parlamento, al di là della maggioranza di governo: perché le scelte del modello di difesa del futuro sono scelte che riguardano un Paese intero, uno Stato, una nazione, non soltanto una maggioranza” ha esordito Crosetto al Tg3, dopo aver partecipato a un incontro con il ministro delle Forze Armate Catherine Vautrin, riaprendo un dibattito mai abbandonato ma che, stavolta, sembra essere accompagnato da una determinazione istituzionale concreta.
Alla domanda se questa decisione potrebbe sollevare critiche, il ministro italiano pensa che, al contrario, “possa sollevare riflessioni. È giusto che noi diamo un giudizio sui tempi che viviamo e adeguiamo il nostro modello di difesa a quello che pensiamo sia il futuro”.
La proposta, di fatto, vorrebbe portare a istituire una riserva militare ausiliare dello Stato, caratterizzata da determinate specialità che andrebbero ad aumentare il numero delle attuali forze armate almeno di diecimila unità, solo grazie al servizio di leva volontario, che sarebbe pronto a entrare in azione in qualsiasi momento di necessità.
Il ministro della Difesa ha poi proseguito: “È uno schema che in qualche modo non è molto diverso da quello tedesco, che prevede una volontarietà: quello tedesco ha un automatismo che scatta, quello francese è totalmente volontario. Tutte le nazioni europee vedono messi in discussione i modelli costruiti 10-15 anni fa, e tutti stanno pensando di aumentare il numero delle forze armate: ognuno ha un suo approccio diverso, alcuni hanno addirittura ripristinato la leva, in alcuni Paesi come la Svizzera la parte della riserva in qualche modo comprende tutti i cittadini fino a oltre i 50 anni. Anche noi in Italia dovremo porci il tema di una riflessione che archivi le scelte fatte di riduzione dello strumento militare e porti ad un suo aumento, ci sono motivi di sicurezza che rendono importante farlo. La mia idea è di portare in Parlamento un disegno di legge, si tratta di un tema che deve essere il più possibile condiviso: la difesa in futuro ha bisogno non soltanto di più uomini ma anche di regole diverse”.
“La giustificazione della proposta risiede in considerazioni di natura prettamente difensiva. Se la visione che noi abbiamo del futuro è una visione nella quale c'è minore sicurezza, una riflessione sul numero delle forze armate, sulla riserva che potremmo mettere in campo in caso di situazioni di crisi, va fatta”, conclude Crosetto.
Ora non resta che presentare un disegno di legge e trasformarlo in oggetto di discussione in Parlamento.
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