Clooney contro Trump a Cuneo: "Minacciare la fine di una civiltà è un crimine di guerra"
L'attore e regista ospite dei "Dialoghi sul Talento" della CRC. Il messaggio per gli studenti: "Difendete le persone che hanno meno potere di voi, affrontate quelle che ne hanno di più"“Cosa mi preoccupa di più dell’attuale situazione americana? I danni permanenti che ci potrebbero essere. La Nato è stata una grande alleata, ha mantenuto l’Europa e il mondo al sicuro, l’idea di provare a smantellarla mi preoccupa. Nel corso dei secoli gli Stati Uniti hanno fatto errori stupidi e cose straordinarie che sono sopravvissute: puoi sostenere il punto di vista dei conservatori, ma quando hai qualcuno che parla di ‘mettere fine a una civiltà’, quello è un crimine di guerra, ci deve essere un confine alla decenza”. Lo ha detto George Clooney stamattina, mercoledì 8 aprile, durante il suo intervento sul palco del palazzetto dello sport di Cuneo, in occasione della sesta edizione dei “Dialoghi sul Talento” organizzati dalla Fondazione CRC. Intervistato da Mia Ceran, l’attore e regista, da sempre impegnato e schierato politicamente, è stato inevitabilmente interpellato sull’attuale amministrazione americana guidata da Donald Trump e sul momento di grandi tensioni internazionali seguito all’attacco statunitense in Iran.
Durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2024, Clooney firmò un discusso editoriale sul New York Times, chiedendo un passo indietro a Joe Biden: "Sapevamo cosa stavamo facendo e che avremmo perso con uno scarto enorme, eravamo con le spalle al muro", ha detto, spiegando che a suo modo di vedere il vero errore è stato non aver organizzato le primarie per scegliere un nuovo candidato democratico.
Clooney, di fronte agli studenti delle scuole superiori cuneesi, è stato poi chiamato a raccontare il suo impegno con la Clooney Foundation for Justice, che si occupa in particolare di diritti delle donne e di tutela della libertà di espressione, per i giornalisti ma non solo: “Sono cresciuto in un periodo molto interessante per gli Stati Uniti. Abbiamo avuto il movimento per i diritti civili, quello per i diritti delle donne, quello contro la guerra in Vietnam. Fin da quando avevo 7 o 8 anni eravamo molto consapevoli del fatto che si dovesse partecipare al dibattito. Ci saranno persone che non saranno d’accordo con te, ed è così che funziona, è così che dovrebbe essere: non puoi pretendere libertà di parola e poi dire ‘Però non dite cose cattive su di me’. Dobbiamo trovare il modo per rendere il mondo un posto migliore senza mettere a tacere nessuno”.
Spazio anche all’importanza di un’informazione libera: “Con la Fondazione e mia moglie, avvocato specializzato in difesa dei diritti, abbiamo lavorato in Tribunali di oltre quaranta Paesi del mondo e liberato oltre cento giornalisti che avevano semplicemente detto la verità. Non ci può essere democrazia senza libertà di stampa”.
Tra i tanti messaggi e consigli rivolti ai giovani presenti, l’attore e regista americano ha citato una frase che gli veniva spesso rivolta dal padre quando era bambino: “Lui ci diceva sempre ‘Non mi importa cosa farete nella vita, quale strada prenderete. L’importante è che difendiate le persone che hanno meno potere di voi e che affrontiate quelle che ne hanno di più. Se lo farete, avrete avuto una vita piena’”.
Italia Italia - george clooney

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