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<p>A sottoscriverlo sono stati: Assemblea dei Rabbini d&rsquo;Italia, Assemblea Spirituale Nazionale dei bah&aacute;&rsquo;&iacute; d&rsquo;Italia, Centro Islamico culturale d&rsquo;Italia, Comunit&agrave; Religiosa Islamica Italiana, Confederazione Islamica Italiana, Conferenza Episcopale Italiana, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Istituto Tevere, Sacra Arcidiocesi Ortodossa d&rsquo;Italia, Sikhi Sewa Society, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione delle Comunit&agrave; Ebraiche Italiane, Unione delle Comunit&agrave; Islamiche d&rsquo;Italia, Unione Induista Italiana.</p>
<p>L'iniziativa rappresenta una tappa fondamentale di un percorso avviato nel 2023 nell'ambito del Cammino sinodale delle Chiese presenti in Italia che punta a consolidare una collaborazione fondata sul rispetto reciproco, sulla promozione della pace e sulla tutela della dignit&agrave; della persona. Gi&agrave; nel 2024, alcuni giovani, delegati dai responsabili delle religioni, hanno iniziato a incontrarsi periodicamente per trasformarsi in ambasciatori di processi di conoscenza reciproca e di sensibilizzazione.</p>
<p>Il patto nasce dalla convinzione che le religioni possano offrire un contributo concreto alla vita civile, favorendo relazioni di fiducia e affrontando insieme le grandi sfide del nostro tempo. I firmatari si impegnano a promuovere il dialogo come metodo di confronto, a contrastare ogni forma di discriminazione e a collaborare per il bene comune, riconoscendo il valore della libert&agrave; religiosa e della convivenza tra persone di culture e tradizioni differenti.</p>
<p>Al centro del documento vi &egrave; quella che viene definita &ldquo;l'opzione del dialogo&rdquo;, ovvero la scelta di continuare a incontrarsi e confrontarsi anche se dovessero emergere divergenze o tensioni, nella consapevolezza che il rispetto delle differenze rappresenta una ricchezza e non un ostacolo. I leader religiosi si impegnano inoltre a non permettere che la religione venga mai utilizzata per alimentare odio, pregiudizi o violenza.</p>
<p>Alla firma ha preso parte anche il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi, che ha definito il Patto un passo importante per il futuro del Paese. &ldquo;La Cei &egrave; contenta di partecipare &ndash; ha affermato &ndash; a questo Tavolo che guarda il futuro e costruisce il futuro del nostro Paese, e speriamo di una convivenza della famiglia umana finalmente un po' pi&ugrave; unita&rdquo;. Zuppi ha sottolineato come il dialogo non indebolisca le identit&agrave; religiose, ma al contrario le rafforzi, permettendo di affrontare insieme le questioni che interessano l'intera societ&agrave;.</p>
<p>Il testo richiama anche i principi della Costituzione italiana e riconosce il valore della partecipazione responsabile alla vita pubblica. L'obiettivo &egrave; costruire una rete di collaborazione permanente tra le diverse comunit&agrave; religiose, favorendo iniziative comuni nei campi della solidariet&agrave;, dell'educazione, dell'accoglienza, della tutela dei diritti e della promozione della pace.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 14:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Decine di studenti gazawi intrappolati nella Striscia in attesa di arrivare in Italia]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/decine-di-studenti-gazawi-intrappolati-nella-striscia-in-attesa-di-arrivare-in-italia_122917.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/decine-di-studenti-gazawi-intrappolati-nella-striscia-in-attesa-di-arrivare-in-italia_122917.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122917/151369.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Almeno sessanta studenti palestinesi della Striscia di Gaza, gi&agrave; selezionati per frequentare corsi universitari in Italia tramite l'assegnazione di borse di studio finanziate dagli atenei italiani nell'ambito del progetto IUPALS coordinato dalla Crui, rischiano di non poter lasciare il loro Paese a causa di un requisito burocratico insorto solo in un secondo momento: la certificazione di conoscenza della lingua italiana di livello B2.</p>
<p>La vicenda, riportata da diverse testate e da diverse pagine social, ha suscitato forti critiche da parte di associazioni, docenti e organizzazioni che tutti i giorni si occupano di diritto allo studio. Innanzitutto, gli studenti coinvolti sostengono che il possesso della attestazione linguistica non fosse previsto al momento della candidatura n&eacute; durante la selezione; l&rsquo;unico requisito era l'invio di una mail in cui si confermasse la propria volont&agrave; a seguire corsi in lingua italiana.</p>
<p>Per chi vive ancora nella Striscia ottenere una certificazione B2 rappresenta un ostacolo praticamente insormontabile. Essendo le strutture educative in gran parte distrutte dalla guerra e gli spostamenti estremamente limitati, sostenere un esame ufficiale di lingua &egrave; in poche parole impossibile.</p>
<p>Alcuni degli studenti raccontano di aver scoperto il nuovo requisito soltanto quando sono state predisposte le liste per l'evacuazione, rimanendo esclusi nonostante fossero gi&agrave; risultati vincitori delle borse. Tutto ci&ograve; &egrave; riconducibile alle linee guida che sono state pubblicate a maggio su Universitaly per l&rsquo;immatricolazione degli alunni internazionali. Le procedure prevedono che l&rsquo;accettazione da parte di un&rsquo;universit&agrave; italiana non possa garantire il rilascio del visto, quindi anche in presenza della borsa di studio, la decisione finale per il trasferimento rimane di competenza esclusiva dell&rsquo;ambasciata o del consolato italiano nel Paese da cui lo studente presenta domanda.</p>
<p>Secondo le ricostruzioni, il requisito non sarebbe stato applicato per&ograve; ai circa 230 studenti palestinesi arrivati in Italia nelle precedenti operazioni dei corridoi universitari. Tale aspetto non ha fatto che alimentare le contestazioni che sostengono che le nuove condizioni sarebbero dovute intervenute quando il percorso di selezione era gi&agrave; concluso.</p>
<p>Alla richiesta della certificazione linguistica si aggiungerebbe inoltre un ulteriore elemento previsto dalle procedure consolari: la valutazione del cosiddetto &ldquo;rischio migratorio&rdquo;, un criterio che, secondo i critici, rischia di complicare ulteriormente l'accesso ai visti per studenti che dovrebbero essere evacuati da un territorio in guerra.</p>
<p>Docenti universitari, organizzazioni della societ&agrave; civile e rappresentanti del mondo accademico chiedono ora al ministero dell&rsquo;Istruzione e del Merito, al ministero degli Esteri e al ministero dell&rsquo;Interno di adottare una soluzione straordinaria. La proposta &egrave; consentire agli studenti di raggiungere l'Italia e completare l'apprendimento della lingua direttamente negli atenei, attraverso corsi propedeutici gi&agrave; previsti in molti percorsi di internazionalizzazione. L'obiettivo dei corridoi universitari in fondo &egrave; offrire una possibilit&agrave; di studio e di salvezza a giovani che vivono in un contesto di emergenza umanitaria. Per questo motivo, sostengono, subordinare l'evacuazione a un requisito impossibile da soddisfare rischia di svuotare il progetto della sua finalit&agrave; originaria.</p>
<p>La vicenda resta aperta, mentre gli studenti attendono una decisione che potrebbe determinare non solo il loro futuro accademico, ma anche la possibilit&agrave; di lasciare una delle aree pi&ugrave; colpite dal conflitto.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 11:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[L’afa avvolge l’Italia costretta a fare i conti con blackout e consumi record]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/lafa-avvolge-litalia-costretta-a-fare-i-conti-con-blackout-e-consumi-record_122843.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/lafa-avvolge-litalia-costretta-a-fare-i-conti-con-blackout-e-consumi-record_122843.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122843/151250.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Italia &egrave; attualmente vittima di una delle pi&ugrave; intense ondate di calore degli ultimi anni. Da Nord a Sud le temperature nel corso di questo mese hanno raggiunto livelli eccezionali, spingendo milioni di cittadini a tenere accesi tutti i giorni condizionatori e sistemi di raffreddamento e provocando un&rsquo;impennata della domanda di elettricit&agrave;. Tutti questi comportamenti non hanno fatto che provocare un susseguirsi di blackout che ha interessato diverse aree urbane, da Torino a Milano, fino a Bergamo e Monza, con pesanti disagi per residenti, attivit&agrave; commerciali e servizi.</p>
<p>Secondo le rilevazioni riportate in queste ore, i consumi elettrici nazionali hanno raggiunto quota 55 gigawatt, con un incremento del 4,4% nell&rsquo;ultima settimana. Un dato che conferma come l&rsquo;emergenza climatica stia incidendo sempre pi&ugrave; direttamente sulla tenuta delle infrastrutture energetiche del Paese.</p>
<p>Nel dettaglio, a trainare l&rsquo;elevata domanda &egrave; l&rsquo;utilizzo dei condizionatori provocato dalle perduranti alte temperature che di fatto stanno mettendo sotto pressione l&rsquo;infrastruttura elettrica del Paese.</p>
<p>Le interruzioni di corrente non dipendono per&ograve; esclusivamente dai climatizzatori, ma anche dalle conseguenze che il caldo estremo provoca mettendo sotto stress cavi, trasformatori e cabine elettriche, riducendone l&rsquo;efficienza e aumentando il rischio di guasti. In alcuni casi, come accaduto a Bergamo, le anomalie sono state attribuite proprio alle elevate temperature che hanno compromesso il funzionamento delle infrastrutture di distribuzione.</p>
<p>A Torino numerosi quartieri sono rimasti senza energia per diverse ore, mentre nel milanese la Protezione Civile &egrave; dovuta intervenire per assistere i residenti rimasti senza elettricit&agrave; e fornire punti di ricarica attraverso generatori mobili. Scene che hanno riportato alla memoria i timori di sovraccarico della rete gi&agrave; vissuti durante altre estati particolarmente torride.</p>
<p>L&rsquo;emergenza, tuttavia, non riguarda soltanto l&rsquo;energia, ma anche il fronte sanitario, per il quale le autorit&agrave; hanno dovuto attuare un innalzamento dei livelli di allerta in numerose capoluoghi italiani, visto la moltiplicazione dei casi di malori tra anziani, lavoratori esposti al sole e persone fragili. Le cronache degli ultimi giorni raccontano anche episodi drammatici legati alle temperature estreme, segnale di una situazione che richiede misure di prevenzione sempre pi&ugrave; incisive.</p>
<p>Tra le azioni consigliate ai cittadini nel momento in cui si trovano costretti ad affrontare ripetuti episodi di interruzione dell&rsquo;elettricit&agrave; ci sono: limitare l&rsquo;apertura di frigoriferi e congelatori, tenere a disposizione torce e batterie cariche, evitare l&rsquo;utilizzo degli ascensori e monitorare le condizioni delle persone pi&ugrave; vulnerabili.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Mentre il caldo avanza, il Po si ritira mettendo in rischio l’agricoltura]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/mentre-il-caldo-avanza-il-po-si-ritira-mettendo-in-rischio-lagricoltura_122837.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/mentre-il-caldo-avanza-il-po-si-ritira-mettendo-in-rischio-lagricoltura_122837.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122837/151242.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Po, il pi&ugrave; lungo fiume italiano, sta attraversando una delle fasi pi&ugrave; delicate degli ultimi anni. L&rsquo;ondata di caldo che sta investendo l&rsquo;Italia ha provocato un drastico abbassamento dei livelli idrici, trasformando in molti tratti il &ldquo;Grande Fiume&rdquo; in quello che pu&ograve; venire definito un torrente. Si tratta in realt&agrave; di un fenomeno che riguarda tutto il Paese e rappresenta uno dei segnali pi&ugrave; allarmanti della crescente fragilit&agrave; climatica.</p>
<p>Secondo i dati diffusi dall&rsquo;associazione nazionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue (Anbi), in appena una settimana la portata del Po &egrave; diminuita del 60%. A Pontelagoscuro, nel Ferrarese, il flusso &egrave; precipitato da oltre 900 metri cubi al secondo a poco pi&ugrave; di 300, presentando conseguenze immediate per l&rsquo;agricoltura e la gestione delle risorse idriche, come l&rsquo;inevitabile sospensione del servizio irriguo nel Delta Po.</p>
<p>L'immagine, sottolinea l'associazione &egrave; quella di una &ldquo;pentola che bolle&rdquo;: &ldquo;Il riscaldamento della crosta terrestre incrementa le necessit&agrave; idriche dei corpi viventi &ndash; specifica Anbi &ndash;, ma al contempo favorisce l'evaporazione: vale a dire che aumentano le esigenze non solo agricole, ma diminuiscono le disponibilit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Le cause della crisi sono riconducibili a diversi fattori. Gli esperti indicano come elementi determinanti l&rsquo;insufficiente accumulo di neve sulle Alpi durante l&rsquo;inverno e le temperature insolitamente elevate registrate nei mesi freddi che hanno accelerato la fusione delle riserve nivali. A ci&ograve; si aggiungono le alte temperature di giugno, che hanno incrementato l&rsquo;evaporazione e la richiesta d&rsquo;acqua da parte di colture, ecosistemi e popolazione.</p>
<p>L&rsquo;allarme &egrave; particolarmente forte nel Delta, dove il mare sta risalendo il corso del fiume attraverso il cosiddetto cuneo salino; l&rsquo;acqua salata sta infatti penetrando nell&rsquo;entroterra, mettendo a rischio terreni agricoli e coltivazioni. L&rsquo;utilizzo di acqua troppo salina per l&rsquo;irrigazione pu&ograve; infatti compromettere in modo irreversibile la fertilit&agrave; dei suoli e la produttivit&agrave; delle aziende agricole.</p>
<p>La sofferenza del Po non si limita per&ograve; alla scarsit&agrave; d&rsquo;acqua. Anche l&rsquo;equilibrio ecologico del fiume &egrave; sotto pressione. A Torino, ad esempio, si registra una crescente diffusione dell&rsquo;elodea, una pianta acquatica originaria del Nord America e spesso utilizzata negli acquari domestici. La specie, favorita dalle acque pi&ugrave; calde e dai bassi livelli del fiume, forma estesi tappeti vegetali che ostacolano il naturale flusso dell&rsquo;acqua e alterano gli habitat fluviali. Gli esperti segnalano inoltre come gli sversamenti irresponsabili di specie ornamentali possano aggravare ulteriormente una situazione gi&agrave; critica.</p>
<p>Il quadro attuale determinante per la crisi del Po, secondo gli osservatori del settore, non pu&ograve; pi&ugrave; essere considerato un&rsquo;emergenza temporanea ma una nuova condizione con cui il Paese dovr&agrave; confrontarsi.</p>
<p>Il fiume resta una risorsa strategica per milioni di cittadini, per l&rsquo;agricoltura e per l&rsquo;economia italiana. Le immagini delle secche che emergono dal letto del fiume e delle rive sempre pi&ugrave; arretrate raccontano una realt&agrave; che va oltre la cronaca estiva: quella di un territorio che deve adattarsi rapidamente a un clima che cambia.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 11:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Devianza giovanile, un “diffuso allarme sociale” che richiede nuovi interventi]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/devianza-giovanile-un-diffuso-allarme-sociale-che-richiede-nuovi-interventi_122695.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/devianza-giovanile-un-diffuso-allarme-sociale-che-richiede-nuovi-interventi_122695.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122695/150998.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Mettendo a confronto le percezioni e le esperienze dei cittadini riguardanti i reati commessi dai ragazzi, Eurispes ha avviato un&rsquo;indagine per analizzare e comprendere uno dei fenomeni pi&ugrave; delicati e complessi della nostra societ&agrave;: la devianza giovanile.</p>
<p>Il presidente dell&rsquo;istituto di Ricerca del italiani Gian Maria Fara definisce la delinquenza minorile come un problema che richiede indispensabilmente di essere affrontato con &ldquo;un approccio multidisciplinare che tenga conto dell&rsquo;attivit&agrave; di contrasto, esplori dinamiche, tendenze e si interroghi su origini e motivazioni&rdquo;.</p>
<p>Partendo dalle conseguenze che ha creato la pandemia Covid-19, per poi attraversare tutti i cambiamenti che il sistema scolastico ed educativo sta affrontando in questi anni, i fenomeni migratori, l&rsquo;impoverimento delle famiglie e l&rsquo;impatto dei social, sono tantissimi i fattori che hanno provocato nei ragazzi la nascita di comportamenti devianti.</p>
<p>Non potendo definire la realt&agrave; giovanile come un gruppo sociodemografico omogeneo, &egrave; giusto prendere in esame uno per uno gli episodi di devianza e criminalit&agrave;. A nascondersi dietro l&rsquo;esigenza di &ldquo;ribellione&rdquo; spesso si trovano carenze affettive ed educative e condizioni di disagio sociale, come abusi e sfruttamento. Contemporaneamente spesso i ragazzi vengono arruolati dalla criminalit&agrave; organizzata anche se cresciuti in contesti apparentemente meno problematici, ambienti del tutto &ldquo;normali&rdquo; dove una devianza &ldquo;borghese&rdquo; e &ldquo;normalizzata&rdquo; si traduce in episodi di vandalismo, bullismo, formazione di gang giovanili, ma anche comportamenti autodistruttivi, dallo sballo ritualizzato alle dipendenze, o ancora comportamenti irresponsabili alla guida. Questa trasgressione spesso finisce per esprimere il disagio derivante dal confronto con una societ&agrave; di cui non ci si sente realmente parte, n&eacute; tantomeno protagonista.</p>
<p>Un ruolo significativo pu&ograve; essere attribuito anche ai social network e alle piattaforme digitali, che sebbene da un lato rappresentino strumenti di comunicazione e socializzazione, dall&rsquo;altro contribuiscono alla diffusione e alla normalizzazione di modelli negativi. Attraverso la viralit&agrave; dei contenuti, comportamenti aggressivi o violenti rischiano infatti di essere amplificati, trasformandosi in esempi imitabili e riducendo la percezione delle conseguenze che tali azioni possono provocare.</p>
<p>L&rsquo;indagine ha evidenziato come la percezione della sicurezza legata alla violenza giovanile divida l&rsquo;opinione pubblica. Molti cittadini ritengono che il fenomeno sia in crescita rispetto al passato e individuano tra le principali cause l&rsquo;indebolimento del ruolo educativo della famiglia, la carenza di una cultura della legalit&agrave;, il disagio economico e la mancanza di opportunit&agrave; lavorative. In particolare, il tema della sicurezza urbana viene strettamente collegato alle condizioni di degrado e alla qualit&agrave; della vita dei singoli territori.</p>
<p>Ora si ritengono necessari determinati interventi integrati che coinvolgano famiglia, scuola, istituzioni, associazioni e comunit&agrave; locali, in modo da contrastare efficientemente questo &ldquo;diffuso allarme sociale&rdquo;. La prevenzione, il sostegno educativo, il contrasto alla dispersione scolastica e la promozione dell&rsquo;inclusione sociale rappresentano solo alcuni degli strumenti fondamentali per intercettare il disagio prima che si trasformi in veri e propri comportamenti devianti.</p>
<p>La sfida, dunque, non riguarda soltanto la repressione dei reati, ma la costruzione di un contesto sociale capace di offrire ai giovani opportunit&agrave; concrete di crescita, partecipazione e futuro.</p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 15:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Caldo, afa e notti tropicali: la nuova geografia della vivibilità urbana in Italia]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/caldo-afa-e-notti-tropicali-la-nuova-geografia-della-vivibilita-urbana-in-italia_122671.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/caldo-afa-e-notti-tropicali-la-nuova-geografia-della-vivibilita-urbana-in-italia_122671.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122671/150956.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il cambiamento climatico sta modificando in modo sempre pi&ugrave; evidente la qualit&agrave; della vita nelle citt&agrave; italiane. A confermarlo &egrave; l'Indice del Clima elaborato dal Sole 24 Ore sulla base dei dati raccolti da 3B Meteo nel periodo 2015-2025, che prende in analisi sedici parametri meteorologici per valutare il benessere climatico dei capoluoghi. La classifica, aggiornata al 2026, evidenzia una crescente difficolt&agrave; soprattutto per molte citt&agrave; della Pianura Padana, sempre pi&ugrave; penalizzate da caldo intenso, afa e scarsa ventilazione.</p>
<p>A dominare la graduatoria nazionale, ovvero le citt&agrave; che sono in grado di offrire ai propri abitanti le condizioni meteo migliori, sono quelle adriatiche e costiere. Sul podio si collocano Bari, Barletta-Andria-Trani e Pescara, seguite da Ancona e Chieti. Questi territori beneficiano di una maggiore ventilazione, minore persistenza dell'afa e condizioni climatiche generalmente equilibrate durante l'anno.</p>
<p>All'estremo opposto della classifica si trovano invece numerosi centri del Nord Italia. Tra i casi pi&ugrave; critici emergono Cremona e Mantova, che si posizionano nelle ultime posizioni nazionali. Le due citt&agrave; lombarde sono vittime soprattutto degli effetti delle elevate temperature estive, dell'umidit&agrave; persistente e della scarsa circolazione dell'aria, elementi che rendono sempre pi&ugrave; difficili le condizioni di comfort durante i mesi pi&ugrave; caldi.</p>
<p>Anche Firenze registra un risultato poco incoraggiante. Il capoluogo toscano occupa infatti il 78&deg; posto su 107 province analizzate. A pesare sono innanzitutto i numerosi giorni caratterizzati da temperature percepite superiori ai 32 gradi e i lunghi periodi di caldo intenso che negli ultimi anni hanno interessato principelmente l'area urbana. La citt&agrave; risulta sempre pi&ugrave; esposta alle cosiddette "ondate africane", fenomeno che incide negativamente sulla qualit&agrave; della vita, in particolare per anziani e soggetti fragili.</p>
<p>L'indagine prende in considerazione indicatori quali ondate di calore, notti tropicali, caldo estremo, umidit&agrave; relativa, ventilazione, precipitazioni intense e periodi di siccit&agrave;. L'obiettivo non &egrave; individuare la citt&agrave; con il clima pi&ugrave; caldo o pi&ugrave; freddo, ma quella che offre il miglior equilibrio climatico durante l'arco dell'anno.</p>
<p>La fotografia scattata dall'Indice del Clima rappresenta un ulteriore segnale della necessit&agrave; di investire in strategie di adattamento urbano: incremento delle aree verdi, mitigazione delle isole di calore, gestione sostenibile delle risorse idriche e pianificazione urbana orientata alla resilienza climatica. Temi chesaranno sempre pi&ugrave; centrali per garantire la qualit&agrave; della vita nelle citt&agrave; italiane dei prossimi decenni.</p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 10:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Al via dal 1° luglio il nuovo dazio europeo per i piccoli pacchi]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/al-via-dal-1-luglio-il-nuovo-dazio-europeo-per-i-piccoli-pacchi_122604.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/al-via-dal-1-luglio-il-nuovo-dazio-europeo-per-i-piccoli-pacchi_122604.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122604/150847.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica Confetra ha scritto al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per chiedere la cancellazione della tassa italiana di 2 euro prevista dalla Legge di Bilancio per le spedizioni. Una richiesta che nasce per alleggerire il prezzo richiesto per gli acquisti dal valore inferiore ai 150 euro che dal 1&deg; luglio saranno soggetti del nuovo dazio europeo di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti dai paesi extracomunitari.</p>
<p>In Italia la misura &egrave; stata introdotta a inizio 2026 per contrastare l&rsquo;avanzata dei colossi cinesi dell&rsquo;e-commerce e dell&rsquo;ultra fast fashion, che solo due anni fa, secondo i dati dell'Unione europea, ha comportato l&rsquo;arrivo di 4,6 miliardi piccoli pacchi nel mercato unico. &ldquo;Un&rsquo;invasione di cavallette senza precedenti, anche come conseguenza indiretta dei dazi americani&rdquo;, ha definito pi&ugrave; volte il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.</p>
<p>Sospesa fino a marzo e prorogata fino a luglio per farla partire in concomitanza con il dazio europeo, la tassa ha come obiettivo quello di coprire i costi di gestione doganale, che sono stati pari a 122,5 milioni di euro nel 2026 e oltre 240 milioni dal 2027.</p>
<p>In base alle stime di Confetra, queste aspettative risultano per&ograve; &ldquo;irrealistiche&rdquo;, in quanto si prevedono minori incassi per lo spostamento del traffico in Stati come Belgio, Paesi Bassi e Ungheria: &ldquo;&Egrave; una misura che va a colpire pacchi piccoli: un aereo o un camion ne trasporta migliaia. Per questo far arrivare le spedizioni in un altro Paese europeo e poi su strada in Italia &egrave; davvero conveniente &mdash; ha evidenziato il direttore generale di Confetra, Andrea Cappa, all&rsquo;Ansa &mdash;. Prima del rinvio della tassa a luglio, nei primi due mesi dell&rsquo;anno, i dati dell&rsquo;Agenzia delle Dogane registrano un crollo di oltre il 50% delle spedizioni, dal valore di 25 milioni di euro&rdquo;.</p>
<p>Il governo del nostro Paese ora si trova infatti davanti alla decisione che da un lato prevede la salvaguardia della tassa attualmente sospesa, mentre dall&rsquo;altro la rinuncia per evitare la sovrapposizione con il dazio europeo. Un aggravio complessivo di 5 euro riguardante prodotti dal valore spesso molto contenuto &egrave; ritenuto eccessivo da parte di molte imprese del settore; proprio per questo il ministero dell'Economia sta gi&agrave; valutando possibili correttivi.</p>
<p>Anche Confcommercio, che da parte sua percepisce il dazio europeo come &ldquo;una misura concreta per mitigare la concorrenza sleale e tutelare le migliaia di aziende italiane&rdquo;, teme che l&rsquo;aggiunta ulteriore dei 2 euro, con Iva annessa, possa provocare un sorta di &ldquo;effetto boomerang&rdquo;, come affermato dal vicepresidente e presidente di Aice-Associazione italiana commercio estero, Riccardo Garosci: &ldquo;L&rsquo;introduzione del dazio europeo di 3 euro sulle spedizioni di modico valore provenienti da Paesi extra UE &egrave; una misura concreta, sostenuta con forza da Aice, per mitigare la concorrenza sleale e tutelare le migliaia di aziende italiane che operano soprattutto nei settori dell&rsquo;abbigliamento e accessori e articoli per la casa. Evitiamo, per&ograve;, l&rsquo;effetto boomerang per le imprese e per le entrate dello Stato che sarebbe provocato dall&rsquo;introduzione del contributo aggiuntivo nazionale di 2 euro: la distorsione di traffico, con le merci che entrano comunque in UE attraverso altri Paesi per poi raggiungere i consumatori italiani, infatti, azzererebbe le entrate fiscali previste&rdquo;. Evitare di introdurre misure aggiuntive rispetto a quelle gi&agrave; adottate a livello europeo, per Garosci significa non penalizzare le imprese nazionali e favorire l&rsquo;ingresso delle merci attraverso altri Paesi dell&rsquo;Unione.</p>
<p>L&rsquo;unica certezza al momento coinvolge la tassa di 3 euro, primo tassello della riforma delle dogane dell&rsquo;Ue che sar&agrave; completata nel 2028 con il nuovo sistema informatico comune (Data Hub).</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 10:52:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Pregiudizi e cittadinanza: Victoria Karam racconta il volto nascosto dell’Italia contemporanea]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/pregiudizi-e-cittadinanza-victoria-karam-racconta-il-volto-nascosto-dellitalia-contemporanea_122497.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/pregiudizi-e-cittadinanza-victoria-karam-racconta-il-volto-nascosto-dellitalia-contemporanea_122497.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122497/150676.jpg" title="Victoria Karam" alt="Victoria Karam" /><br /><p>In questi giorni Victoria Karam sta viaggiando in tutt&rsquo;Italia per presentare il suo libro &ldquo;Volti italiani&rdquo;. Un progetto, nato sui social con l&rsquo;obiettivo di abbattere i pregiudizi attraverso ci&ograve; che pi&ugrave; accomuna ciascun individuo, i volti e le storie, &egrave; divenuto un volume che raccoglie quindici testimonianze di persone con background migratorio che offrono un racconto potente e autentico dell&rsquo;Italia contemporanea.</p>
<p>Protagonisti sono coloro che chiamano la penisola italiana &ldquo;casa&rdquo; pur senza es&shy;serne ancora riconosciuti come cittadini. Percorsi di vita centrali nel dibattito pubblico sul tema della cittadinanza.&nbsp;</p>
<p>Victoria Karam, assistente parlamentare a Bruxelles e coordinatrice delle Politiche Ue del Pd a Vicenza, &egrave; nata in Italia da genitori brasiliani e ha dovuto attendere 22 anni per venir riconosciuta come legittima cittadina italiana. &ldquo;In casi come il mio non si pu&ograve; nemmeno parlare di integrazione, sono nata qui e cantavo l&rsquo;inno nazionale gi&agrave; a tre anni. Eppure, a causa di un ritardo nella presentazione della domanda per la cittadinanza ho dovuto attendere fino a 22 anni per essere riconosciuta come italiana &mdash; racconta di se stessa l&rsquo;autrice &mdash;. Questo non significa solo non avere avuto lo stesso diritto di voto dei propri coetanei, ma anche essere limitati nelle scelte lavorative, dovendo rinunciare a incarichi statali, a una carriera nella magistratura o nelle forze dell&rsquo;ordine. avere difficolt&agrave; per ottenere un mutuo, un affitto, o esperienze come l&rsquo;Erasmus&rdquo;.</p>
<p>Lei, come tanti altri italiani &ldquo;di fatto&rdquo;, conosce bene un lato del Paese che troppo spesso viene ignorato perch&eacute; invisibile. La missione che si &egrave; posta &egrave; quella di cambiare la legge sulla cittadinanza: &ldquo;Non vuol dire regalare qualcosa. Vuol dire semplicemente riconoscere l&rsquo;Italia che oggi esiste&rdquo;.</p>
<p>Samir, arrivato all&rsquo;eta di quattordici anni dopo aver attraver&shy;sato il Mediterraneo, &egrave; guida di un atleta non vedente, che per&ograve; non ha potuto accompagnare alle Paralimpiadi perch&eacute; privo di cittadinanza e quindi dei permessi necessari. Andrei, nato in Romania, si &egrave; formato nelle scuole e nelle universit&agrave; del Paese, diventando ricercatore ma mai italiano a causa dei troppi intoppi burocratici che ha dovuto affrontare e del reddito insufficiente.</p>
<p>Queste sono solo due delle tantissime storie di resilienza che caratterizzano la vita di tutte quelle persone che sebbene si sentano parte di questa Nazione per la legge sono solo ancora degli stranieri.</p>
<p>&ldquo;Volti Italiani&rdquo; ha aperto uno spiraglio in molte regioni e citt&agrave;, che ha permesso a decine di ragazze e ragazzi con radici in Marocco, Albania, Etiopia, Gambia, Sri Lanka, Honduras, Egitto, Ucraina, Iran, Per&ugrave;, Nigeria, Cina, Burkina Faso, Georgia, Brasile e Turchia di affacciarsi per far sentire la propria voce.</p>
<p>La speranza per Victoria Karam risiede soprattutto nelle nuove generazioni, maggiormente abituate a vivere a street contatto con la diversit&agrave;: &ldquo;Crescono e frequentano la scuola insieme a figli di genitori stranieri, vedono ragazzi di seconda generazione distinguersi in competizioni musicali o sport, basta pensare a figure come Ghali e Paola Enogu. Tutto questo contribuisce a formare una mentalit&agrave; pi&ugrave; aperta tra i pi&ugrave; giovani&rdquo;. Tuttavia se si punta a ottenere un cambiamento nel giro di poco tempo &ldquo;resta necessario un intervento concreto da parte delle istituzioni. Servirebbero investimenti mirati, soprattutto per chi arriva in Italia in et&agrave; adulta e ha bisogno di impararla lingua, trovare un lavoro stabile e costruire reti di socialit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 12:21:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Case di lusso in Italia: boom di richieste di mutui dall’estero]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/case-di-lusso-in-italia-boom-di-richieste-di-mutui-dallestero_122487.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/case-di-lusso-in-italia-boom-di-richieste-di-mutui-dallestero_122487.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122487/150653.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; da sempre noto a tutti come il Bel Paese sia una delle mete pi&ugrave; attrattive per chi desidera investire nel mattone di lusso. Nel dettaglio, per&ograve;, ultimamente si sta verificando un vero e proprio boom di acquisti dall&rsquo;estero provenienti da Stati Uniti, Paesi Bassi, Germania, Svizzera e Paesi Scandinavi. Si parla di una cifra record di 21,4 milioni euro di richieste di mutui per l&rsquo;acquisto di immobili di fascia elevata; l&rsquo;incremento &egrave; pari al 63% rispetto allo stesso periodo (da gennaio a maggio) dell&rsquo;anno scorso.</p>
<p>Basandoci sugli ultimi dati pubblicati da Luxforsale Finance, divisione di Luxforsale specializzata nei mutui per clienti stranieri sviluppata in partnership con Quantum Creditech, &egrave; sempre pi&ugrave; evidente come il trend che interessa il real estate italiano si stia imponendo fortemente nel panorama internazionale.</p>
<p>A testimoniare la portata del fenomeno non &egrave; soltanto il numero delle domande, ma i volume dei finanziamenti che sono passati da 8,4 a 12,27 milioni. L&rsquo;interesse per gli acquirenti altospendenti verso il patrimonio immobiliare italiano disponibile sul mercato sembra derivare soprattutto da oltreoceano, dove il differenziale tra i loro tassi di interesse e quelli italiani pu&ograve; arrivare fino a circa tre punti percentuali a favore della penisola. I clienti americani tendono a rivolgere lo sguardo verso l&rsquo;Europa soprattutto perch&eacute; davanti a loro si presenta la possibilit&agrave; di risparmiare su un&rsquo;abitazione di pari valore e di favorire di un il regime fiscale noto per essere altrettanto competitivo. L'Italia infatti offre agevolazioni significative proprio per chi trasferisce la propria residenza, tra cui la flat tax da 100.000 euro annui sui redditi prodotti all&rsquo;estero rivolta ai neo-residenti con elevata capacit&agrave; patrimoniale.</p>
<p>Il profilo individuato come l&rsquo;acquirente principale per le case di lusso &egrave; quello dell&rsquo;imprenditore o manager dotato di elevata capacit&agrave; di spesa in cerca di una seconda casa, mentre una percentuale rilevante (circa il 25%) viene coperta dalle famiglie volenterose a trasferire la propria residenza in Italia, che desiderano pianificare il proprio futuro all&rsquo;interno del Paese.</p>
<p>Ad occupare le prime posizione della classifica delle regioni che vengono scelte sono la Lombardia, la Toscana, la Liguria, la Puglia e la Sicilia che assorbono la quota maggiore di richiese di mutui tra ville con affaccio sul mare e soluzioni di nuova generazione disponibili nei centri storici, spaziando dalle dimore suggestive sulle colline a quelle in riva ai laghi. Tra le location pi&ugrave; ricercate dalla clientela internazionale spiccano infatti la citt&agrave; viva e innovativa di Milano e il paesaggio aulico di Como.</p>
<p>Seppur l&rsquo;Italia si distingua per il suo patrimonio storico-cuturale e paesaggistico unico, tra i fattori principali che spingono gli stranieri a compiere un investimento immobiliare nella penisola ci sono il clima, la qualit&agrave; della vita, ma anche i vantaggi economici. Tantissimi immobili di pregio presentano ancora valori inferiori rispetto a quelli di Londra, Parigi o Monaco, con margini di rivalutazione nel tempo considerati solidi dagli analisti.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 11:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Rifiuti elettronici: in Lazio nasce il primo impianto europeo per il recupero delle terre rare]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/rifiuti-elettronici-in-lazio-nasce-il-primo-impianto-europeo-per-il-recupero-delle-terre-rare_122417.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/rifiuti-elettronici-in-lazio-nasce-il-primo-impianto-europeo-per-il-recupero-delle-terre-rare_122417.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122417/150518.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In un momento della storia dove &egrave; sempre pi&ugrave; necessario riuscire a garantire la fornitura di materiali essenziali per industria digitale, automotive ed energia, la Commissione europea fa nascere a Frosinone il primo impianto Ue per il recupero di terre rare da magneti permanenti provenienti dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.</p>
<p>Il progetto Inspiree, parte dei 47 interventi selezionati dall&rsquo;Unione europea, ha come obiettivo quello di rafforzare l&rsquo;autonomia del continente. Finanziata nell&rsquo;ambito del programma LIFE Programme, con il supporto della CINEA, la proposta si inserisce nella strategia sulle materie prime critiche che punta a incrementare la quota di sostanze recuperate e riciclate all&rsquo;interno dell&rsquo;Unione.</p>
<p>Ad autorizzare la sua realizzazione &egrave; stato il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.&nbsp;&ldquo;Con questa autorizzazione compiamo un passo strategico per il futuro industriale del Paese &mdash; con questa parole Vannia Gava, viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha introdotto il progetto innovativo &mdash;. Garantire l'approvvigionamento di materie prime critiche significa oggi rafforzare la nostra autonomia industriale, energetica e tecnologica. Il recupero delle terre rare dai RAEE &egrave; una sfida ambientale, ma anche una scelta di politica industriale che punta a ridurre le dipendenze esterne e a rendere l'Italia protagonista e competitiva&rdquo;.</p>
<p>Si tratta del primo impianto europeo su scala industriale dedicato al recupero di terre rare dai rifiuti elettrici ed elettronici, che sorger&agrave; all&rsquo;interno dello stabilimento di Itelyum Regeneration e rappresenta lo scale-up di una tecnologia gi&agrave; sperimentata in versione pilota a Ceccano, in provincia di Frosinone. Il suo funzionamento si divider&agrave; in due fasi: si parte con il disassemblaggio dei magneti e si prosegue con il trattamento idrometallurgico per il recupero delle terre rare. Fino ad ora il progetto ha consentito il trattamento di circa 20 tonnellate annue di magneti permanenti, mentre dovrebbe arrivare a processare ogni anno 2mila tonnellate di magneti, ricavandone tra le 500 e le 700 tonnellate di composti di terre rare.</p>
<p>L&rsquo;avvio dello stabilimento candida la citt&agrave; di Ceccano a diventare uno dei poli europei del riciclo avanzato delle terre rare in relazione a uno dei settori maggiormente strategici al fine della transizione energetica e digitale e della sicurezza industriale. &ldquo;Il progetto Life Inspiree conferma il ruolo centrale dell'Italia nello sviluppo di tecnologie avanzate e rappresenta un modello concreto di integrazione tra innovazione industriale, sostenibilit&agrave; ambientale e sicurezza economica&rdquo;, precisa ancora Vannia Gava.</p>
<p>L&rsquo;Ue spinge a ottenere l&rsquo;autonomia industriale, energetica e tecnologia, evitando di dipendere dalla filiera di questi materiali, attualmente in mano alla Cina. Solo grazie a questo impianto l&rsquo;Ue, rafforzando la propria posizione sul mercato, riuscir&agrave; ad affrontare nuove crisi internazionali con protezioni maggiori. Il sito di Frosinone &egrave; solo uno dei tantissimi stabilimenti in programma in Europa per il riciclo di terre rare e delle altre materie prime critiche.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 12:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Flexitariani in ascesa in Italia: come stanno cambiando le abitudini alimentari nel Paese]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/flexitariani-in-ascesa-in-italia-come-stanno-cambiando-le-abitudini-alimentari-nel-paese_122403.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/flexitariani-in-ascesa-in-italia-come-stanno-cambiando-le-abitudini-alimentari-nel-paese_122403.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122403/150497.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Chi adotta una dieta flessitariana, detta anche dieta semi-vegetariana, sta scegliendo delle abitudini quotidiane incentrate su alimenti di origine prevalentemente vegetale con un consumo limitato di carne e altri prodotti di derivazione animale. Da una parte queste persone riconoscono l&rsquo;importanza delle proteine che vengono assunte tramite la carne, specialmente in periodi particolarmente stressanti o caratterizzati da carenze nutrizionali, dall&rsquo;altra desiderano vorrebbero alimenarsi soprattutto attraverso piatti vegetali, come frutta, verdura e cereali integrali.</p>
<p>I numeri registrati dal Rapporto Italia Eurispes 2026 suggeriscono effettivamente un cambiamento significavo degli stili nutrizionali degli italiani che evidenzia come sempre pi&ugrave; persone (il 23%) optano di ridurre il consumo di carne e prodotti animali senza eliminarli del tutto. Nel dettaglio, oltre il 20% dei cittadini sostiene di essere favorevole alla dieta vegetariana, ma dubita di riuscire a sostenerla con costanza.</p>
<p>Questa tendenza sembra avere pi&ugrave; successo del vegetarianismo o del veganismo, probabilmente perch&eacute; non presenta regole ferree e ammette la possibilit&agrave; di &ldquo;sgarrare&rdquo;. Rinunciare a una abitudine che si impara fin dai primi anni di vita pu&ograve; essere molto difficile; se in aggiunta si temono tutte le conseguenze che le diete estreme possono portare nella vita di tutti i giorni, molte persone tornano inevitabilmente sui propri passi e decidono di prediligere una dieta pi&ugrave; flessibile ed equilibrata, fatta di variet&agrave; e complementariet&agrave; tra cibi animali e vegetali.</p>
<p>In generale &egrave; inevitabile riconoscere come la sensibilit&agrave; che la societ&agrave; ha verso lo sfruttamento animale stia cambiando. I prodotti bio e &ldquo;senza&rdquo; aumentano sempre di pi&ugrave; sugli scaffali dei supermercati, la diffusione degli alimenti funzionali &egrave; in forte crescita e il ruolo dell&rsquo;informazione nutrizionale diventa sempre pi&ugrave; fondamentale per determinare il modo in cui gli italiani si rapportano al cibo, alla salute e alle diverse filiere.</p>
<p>In un Paese in cui il totale di chi si dichiara vegetariano o vegano cala rispetto all&rsquo;anno precedente (dal 9,5% all&rsquo;8,5%), la quota vegana cresce: chi esclude completamente i prodotti di origine animale &egrave; passato dal 2,9% nel 2025 al 3,2% nel 2026, raggiungendo il livello pi&ugrave; alto mai registrato in Italia. Sarebbe scorretto per&ograve; raccontare una crescita indistinta del &ldquo;popolo veg&rdquo;, perch&eacute; quest&rsquo;anno i vegetariani sono scesi dal 6,6% al 5,3%.</p>
<p>Secondo i dati di YouGov, pi&ugrave; di 15 milioni di famiglie italiane hanno portato nelle loro case almeno un prodotto plant-based, pari a quasi il 60% delle famiglie del Paese. Si tratta di una frequenza di acquisto che aumenta del 10% di anno in anno.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Vecchi gioielli contrabbandati tra Italia e Svizzera: requisiti 230 chili di oro]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/vecchi-gioielli-contrabbandati-tra-italia-e-svizzera-requisiti-230-chili-di-oro_122364.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/vecchi-gioielli-contrabbandati-tra-italia-e-svizzera-requisiti-230-chili-di-oro_122364.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122364/150447.jpg" title="Foto dei gioielli requisiti" alt="Foto dei gioielli requisiti" /><br /><p>L&rsquo;Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDCS) ha concluso un&rsquo;inchiesta in merito al contrabbando di vecchia gioielleria che veniva importata illegalmente dall&rsquo;Italia alla Svizzera.</p>
<p>Gli imputati principali, di cui uno gi&agrave; giudicato in Italia per riciclaggio, ricettazione, possesso illegale di armi da fuoco ed altri reati, sono stati accusati di recuperare nei campi nomadi del Nord Italia oro e gioielli rubati tramite furti con scasso nelle abitazioni private. Nel dettaglio, un 56enne italiano si occupava ogni settimana del trasferimento della merce nascosa in zainetti passando da valichi non presidiati; l&rsquo;oro, dopo essere stato consegnato a due complici italiani residenti in Svizzera, un 66enne e un 35enne, veniva venduto a una societ&agrave; ticinese autorizzata a fondere metalli preziosi. Per terminare il lavoro, con l&rsquo;incisione del marchio che garantisce lo Swiss Made, i lingotti venivano rivenduti nello Stato svizzero senza problemi.</p>
<p>Il fermo &egrave; nato da un ordine dei carabinieri di Asti dopo aver effettuato delle indagini, in collaborazione con la polizia giudiziaria ticinese, sull&rsquo;uomo che si occupava di recuperare la gioielleria e immetterla sul territorio elvetico in omissione delle formalit&agrave; doganali. Alla societ&agrave; dotata di una regolare autorizzazione dell&rsquo;Udsc per fondere metalli preziosi e apporre al prodotto ottenuto il timbro di fonderia &egrave; stato prontamente revocato il permesso da parte dello stesso Ufficio controllo dei metalli preziosi.</p>
<p>In sede istruttoria, sono poi emersi altri due filoni minori inerenti sempre all&rsquo;importazione illegale di vecchio oro. Si tratta in questo caso di circa 40 chilogrammi, trasportati sempre tra l&rsquo;Italia e la Svizzera, rivenduti e fusi anch&rsquo;essi su suolo elvetico. Un&rsquo;inchiesta che ha coinvolto altri tre cittadini italiani, tutti domiciliati nel Paese svizzero.</p>
<p>Nell&rsquo;arco di cinque mesi tra il 2021 e il 2022 risultano contrabbandati 190 chili di oro. Nel complesso sono stati importati illegalmente 230 chili, dal valore di circa 25 milioni di franchi, eludendo complessivamente circa 800.000 franchi.</p>
<p>La collaborazione internazionale nonch&eacute; nazionale con il Ministero pubblico ticinese ha giocato un ruolo fondamentale, permettendo di condividere gli incarti e i dati legati alle osservazioni transfrontaliere, alle perquisizioni e ai sequestri congiunti.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 16:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Storia di un’icona Made in Italy: a Roma la festa per gli ottant’anni della Vespa]]></title><link>https://www.italiadice.it/eventi/italia/storia-di-unicona-made-in-italy-a-roma-la-festa-per-gli-ottantanni-della-vespa_122356.html</link><guid>https://www.italiadice.it/eventi/italia/storia-di-unicona-made-in-italy-a-roma-la-festa-per-gli-ottantanni-della-vespa_122356.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122356/150438.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Era il 23 aprile 1946 quando il brevetto di un nuovo veicolo della Piaggio provoc&ograve; un&rsquo;importante svolta nel settore dei motori che cambi&ograve; per sempre il modo di muoversi dei cittadini italiani. La vera protagonista tra le vie e le piazze di tutti i paesi dal nord al sud della penisola divent&ograve; la Vespa.</p>
<p>Con il ronzio inconfondibile, gli indistinguibili fianchi posteriori bombati e l&rsquo;elegante corpo centrale stretto tra i bulloni Made in Italy, la Vespa si &egrave; trasformata nel giro di qualche anno in una vera e propria icona in tutto il mondo. Anche grazie alla sua semplicit&agrave;, l&rsquo;economicit&agrave; e il design unico, fin dagli anni Cinquanta, lo scooter ha simboleggiato la &ldquo;dolce vita&rdquo; italiana, riuscendo a trasformarsi in un elemento chiave della cultura pop italiana e internazionale.</p>
<p>La Vespa ha rappresentato fin da subito la gioia di vivere di un Paese che, uscendo dalle macerie della guerra, stava trovando il coraggio di guardare con fiducia avanti. Con un modello che ha attraversato epoche e stili di vita senza mai venir messa in discussione, lo scooter di Piaggio ha permesso a milioni di italiani di trovare la propria autonomia di movimento per raggiungere i loro posti di lavoro e spostarsi in tutti quei luoghi nuovi, come negozi, centri commerciali, cinema, che il boom economico e la rivoluzione culturale fecero sorgere negli anni Settanta. &Egrave; nel decennio successivo che nacque lo slogan che pi&ugrave; di tutti segn&ograve; la sua storia: &ldquo;L&rsquo;Italia s'&egrave; Vespa&rdquo;.</p>
<p>Roma, la citt&agrave; che per eccellenza rappresenta la bellezza, l&rsquo;anima raffinata e la convivialit&agrave; del Bel Paese, diventa la location ideale per celebrare la festa degli ottant&rsquo;anni del marchio. &ldquo;Celebriamo un'icona italiana conosciuta e amata in tutto il mondo, capace di attraversare generazioni mantenendo intatto il proprio fascino &mdash; commenta il primo cittadino della capitale d&rsquo;Italia Roberto Gualtieri &mdash;. Vespa racconta una parte importante della nostra storia, della nostra cultura e della capacit&agrave; italiana di innovare senza perdere la propria identit&agrave;. Roma, che ha contribuito a renderla un mito attraverso il cinema e la cultura, &egrave; orgogliosa di ospitare questa straordinaria celebrazione&rdquo;.</p>
<p>Dal 25 al 28 giugno sar&agrave; il Foro Italico, dove verr&agrave; allestito il Vespa Village, ad accogliere la comunit&agrave; di vespisti che sfileranno in parata tra i luoghi simboli della Capitale circondati da un clima di condivisione, passione e amicizia. Qui, dove la Vespa dar&agrave; il benvenuto a tutti gli amanti del marchio per raccontare il suo passato, ma anche il suo futuro, Paggio proporr&agrave; un nuovo modello che &ldquo;torna alle origini&rdquo;: la serie speciale Vespa 80th, declinata sui modelli Primavera e GTS, che recupera il celebre Verde Pastello delle prime Vespa del 1946. Un restyling che unisce eleganza, tecnologia e piacere di guida in una forma ancora pi&ugrave; contemporanea, capace per&ograve; di mantenere intatto ci&ograve; che le rende un simbolo senza tempo, omaggiando le radici del marchio e creando il perfetto equilibrio tra design italiano e libert&agrave; di muoversi a modo proprio.</p>
<p>Ottant'anni dopo, la Vespa non racconta solo di un&rsquo;Italia ormai lontana, al contrario si conferma una realt&agrave; industriale viva e in piena espansione. Con circa venti milioni di esemplari distribuiti nei cinque continenti, lo scooter a fine mese rivendicher&agrave; la propria posizione durante le celebrazioni che attireranno gli sguardi degli abitanti di ogni parte del mondo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 15:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[È l’Italia a detenere il record europeo per il numero di Zone a Traffico Limitato]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/litalia-a-detenere-il-record-europeo-per-il-numero-di-zone-a-traffico-limitato_122274.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/litalia-a-detenere-il-record-europeo-per-il-numero-di-zone-a-traffico-limitato_122274.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122274/150288.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Italia &egrave; il Paese europeo che detiene il primato per il numero di Zone a Traffico Limitato (Ztl), ospitandone ben 446 su circa 500 totali, e che conta pi&ugrave; della met&agrave; (56%) delle limitazioni alla circolazione e sugli accessi urbani (Uvar), incluse le Low Emission Zone (Lez) e i sistemi di congestion charge.</p>
<p>Tali dati emergono dall&rsquo;ultimo studio dell&rsquo;Osservatorio Auto e Mobilit&agrave; della Luiss Business School, intitolato &ldquo;Auto e Citt&agrave;, oltre il divieto&rdquo;, che analizza il rapporto tra mobilit&agrave; privata e spazio urbano alla luce delle nuove esigenze ambientali, economiche e sociali.</p>
<p>Le Zone a Traffico Limitato, nate come uno strumento a disposizione dei sindaci per proteggere il patrimonio artistico archeologico limitando il traffico ai non residenti locali, sono spesso oggetto di critiche nel dibattito pubblico. Nel nostro Paese, che copre l&rsquo;89% di tutte le ZTL presenti in Europa, spesso si fanno spazio diverse questioni che mettono in dubbio quali siano gli autentici benefici di questo sistema.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Chi viaggia da Milano a Napoli pu&ograve; incontrare decine di norme differenti e difficili da interpretare: per questo servono maggiore coordinamento tra le amministrazioni e informazioni pi&ugrave; semplici e accessibili &mdash; precisa il presidente Unrae, Roberto Pietrantonio evidenziando la confusione che le regole, differenti in tutti i Comuni, creano tra i cittadini &mdash;. La mobilit&agrave; non &egrave; il problema da limitare: &egrave; una risorsa da governare. Le citt&agrave; migliori saranno quelle capaci di conciliare sostenibilit&agrave;, inclusione e libert&agrave; di movimento&rdquo;.</p>
<p>Le restrizioni adottate in Italia, di fatto, hanno tra gli obiettivi principali quelli di tutelare i centri storici e di diminuire l&rsquo;inquinamento. Tuttavia per Pietrantonio, la mancata uniformit&agrave; dei criteri e della segnaletica non fanno che creare quella che lui definisce &ldquo;balcanizzazione&rdquo; della mobilit&agrave;: &ldquo;&Egrave; evidente l&rsquo;assenza di un coordinamento efficace a livello nazionale. L&rsquo;esempio di altri paesi, come Germania, Francia e Spagna, ci dice che per le zone a basse emissioni sono possibili definizioni uniche nazionali&rdquo;.</p>
<p>La diffusione di questi spazi, avvenuta solo in modo frammentato e al di fuori di una strategia nazionale organica, non ha permesso la formazione di un&rsquo;infrastruttura regolatoria unitaria e di una piattaforma digitale nazionale che raccolga in tempo reale tutte le ordinanze locali. Solo in questo modo sarebbe possibile offrire alla comunit&agrave; uno strumento che possa guidarli nella grande mappa delle Zone a Traffico Limitato.</p>
<p>Sarebbe ora importante investire favorendo chi acquista veicoli di ultima generazione, connessi e capaci di elaborare miliardi di dati al secondo, permettendo loro di connettersi velocemente con tutto il labirinto burocratico che si nasconde dietro alle regolamentazioni degli accessi urbani. Agli abitanti e ai visitatori si permetterebbe cos&igrave; di accedere a tutte le norme che determinano quali citt&agrave; hanno o adotteranno in futuro Ztl e tutti i divieti a loro collegati, capendo come pianificare al meglio i tragitti e che veicoli utilizzare.</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 12:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[La Gran Bretagna limita i social media ai minori di 16 anni]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/la-gran-bretagna-limita-i-social-media-ai-minori-di-16-anni_122265.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/la-gran-bretagna-limita-i-social-media-ai-minori-di-16-anni_122265.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122265/150270.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Trascorrere almeno due ore al giorno sui social provoca con maggiori probabilit&agrave; la manifestazione di sintomi depressivi e un minore benessere negli adolescenti. Lo studio decennale, condotto dal Murdoch Children's Research Institute in Australia e pubblicato in questi giorni, ha dimostrato come ai livelli pi&ugrave; elevati di utilizzo dei social tra i ragazzi dai 12 ai 18 anni venga associato un rischio maggiore di manifestazione di sintomi depressivi elevati e un peggioramento del benessere complessivo.</p>
<p>La ricerca, che ha analizzato quasi 1.200 bambini e ragazzi di Melbourne tra i 9 e 19 anni, ha associato l&rsquo;utilizzo dei cellulari, in particolare dei social, ai disturbi legati alla salute mentale, tra cui depressione, ansia e autolesionismo. Risulta cos&igrave; ancora una volta sempre pi&ugrave; necessaria l&rsquo;adozione di politiche che limitino il tempo che i giovanissimi trascorrono davanti agli schermi.</p>
<p>Proprio nella mattina di ieri in Gran Bretagna, sulla stessa lunghezza d&rsquo;onda il premier Keir Starmer ha annunciato il divieto totale di accesso ai social media per i minori di 16 anni. &ldquo;Parlando come padre, non sono disposto a presentare la misura come se i social non avessero mai portato alcun beneficio ai giovani, ma governare significa fare delle scelte, ed &egrave; chiaro per me che un divieto totale sia la scelta giusta. Per i miei due figli, tutto quello ho sempre voluto &egrave; che fossero al sicuro e felici, e i social media rendono i bambini e gli adolescenti pi&ugrave; infelici, li espongono a molestie e abusi online e possono perfino danneggiare la loro salute mentale&rdquo;.</p>
<p>Il divieto riguarder&agrave; le piattaforme pi&ugrave; conosciute Instagram, TikTok, Facebook, Snapchat, YouTube e X, ma esclude WhatsApp, che si salva in quanto classificato come servizio di messaggistica. Contemporaneamente, il governo sta valutando in queste settimane ulteriori misure rivolte ai ragazzi tra i 16 e i 17 anni che possano istaurare una sorta di &ldquo;coprifuoco digitale&rdquo; a partire dalle 20.30, in modo da mettere un freno al cosiddetto scrolling infinito, limitando anche i servizi di live streaming e delle piattaforme di gioco online. In questo modo la Gran Bretagna sta cercando di tutelare il sonno e la salute mentale degli adolescenti.</p>
<p>Consapevoli che saranno molti i ragazzi che aggireranno questo bando attraverso reti VPN, l&rsquo;invito che Starmer rivolge alle aziende tecnologiche &egrave; quello di implementare sistemi di verifica dell&rsquo;et&agrave; tramite documenti digitali, carte di credito e riconoscimento facciale.</p>
<p>Il primo ministro australiano Anthony Albanese si &egrave; complimentato con l&rsquo;amministrazione britannica per questo provvedimento, dopo che aver avviato anche nel suo Paese un piano di limitazione dell&rsquo;accesso ai social rivolto ai minori: &ldquo;I giganti dei social media operano oltre i confini nazionali. Rimanendo uniti, possiamo fare di pi&ugrave; per garantire la sicurezza dei minorenni online&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 10:49:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[“Compromessa l’efficacia della Strategia Nazionale per la Biodiversità”]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/compromessa-lefficacia-della-strategia-nazionale-per-la-biodiversita_122193.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/compromessa-lefficacia-della-strategia-nazionale-per-la-biodiversita_122193.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122193/150154.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;ipotesi di dare il via gi&agrave; nel corso di quest&rsquo;anno alla revisione della Strategia Nazionale per la Biodiversit&agrave; 2030, ha creato forte preoccupazione per il WWF Italia, che &egrave; intervenuto spedendo una lettera a Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica, per elencare tutte le criticit&agrave; emerse.</p>
<p>Solo dopo meno di quattro mesi dalla formale approvazione del relativo Programma di attuazione da parte della Conferenza Stato-Regioni, lo scorso 12 maggio &egrave; stato avviato il processo di revisione da parte del Ministero dell&rsquo;Ambiente. &ldquo;Si vuole continuare a discutere all&rsquo;infinito &mdash; esordisce il WWF Italia &mdash; e nel frattempo non si fa nulla per tutelare la biodiversit&agrave; italiana come chiede anche l&rsquo;articolo 9 della Costituzione. Una revisione cos&igrave; anticipata &egrave; incomprensibile e rischia di compromettere l&rsquo;efficacia dello strumento strategico pi&ugrave; importante per arrestare la perdita di biodiversit&agrave; nel nostro Paese&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Le carenze riscontrate nel primo Rapporto di attuazione nel 2025 e una insufficiente analisi delle cause, che stanno rallentando il conseguimento di numerosi obiettivi della Strategia, rendono prematura ogni ipotesi di revisione&rdquo;. Il WWF lamenta come gi&agrave; l&rsquo;avvio del Programma di attuazione della Strategia abbia dovuto attendere forti ritardi, per poi evidenziare come ulteriore punto debole l&rsquo;impossibilit&agrave; di effettuare un&rsquo;adeguata valutazione della rendicontazione dei risultati raggiunti.</p>
<p>L&rsquo;invito rivolto a Gilberto Pichetto Fratin &egrave; quello di &ldquo;definire il Piano Nazionale di Ripristino della Natura, previsto dal Regolamento europeo 1991/2024 sul ripristino degli ecosistemi (Nature Restoration Law), destinato a diventare uno degli strumenti fondamentali e vincolanti per l&rsquo;attuazione degli obiettivi della Strategia Nazionale Biodiversit&agrave; al 2030&rdquo;. Seguir&agrave; inoltre l&rsquo;avvio del negoziato sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale dell&rsquo;Unione Europea 2028-2034, il bilancio di lungo periodo che sar&agrave; fondamentale per una parte significativa delle risorse finanziarie necessarie per raggiungere gli obiettivi della Strategia.</p>
<p>WWF Italia mira a rinviare qualsiasi revisione della Strategia Nazionale Biodiversit&agrave; al prossimo anno. La richiesta avanzata ora &egrave; quella di puntare sull&rsquo;attuale stato di attuazione del Programma vigente, in modo da poter permettere la valutazione curata di tutti i contenuti e del fabbisogno finanziario del Piano Nazionale di Ripristino della Natura, contribuendo inoltre alla definizione di ulteriori misure e finanziamenti nell&rsquo;ambito della futura programmazione finanziaria europea e nazionale, volti a proteggere la biodiversit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;Vorremmo che si passasse finalmente dalle parole ai fatti &mdash; conclude il WWF Italia &mdash;. Le cose da fare per salvaguardare la biodiversit&agrave; italiana sono note, e ci chiediamo per quale motivo, invece di metterle in atto si voglia far ripartire la discussione, peraltro limitando la partecipazione alla discussione a pochi soggetti senza coinvolgere, attraverso una adeguata consultazione, tutti i soggetti interessati. La crisi della biodiversit&agrave; richiede decisioni fondate su dati solidi, obiettivi chiari e risorse adeguate. Modificare oggi la Strategia senza una valutazione completa dei risultati ottenuti &egrave; una scelta che rischia di indebolire, anzich&eacute; rafforzare, l&rsquo;azione dell&rsquo;Italia per la tutela della natura&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Il più grande brigantino del mondo a Taranto per promuovere inclusione e partecipazione]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/il-piu-grande-brigantino-del-mondo-a-taranto-per-promuovere-inclusione-e-partecipazione_122058.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/il-piu-grande-brigantino-del-mondo-a-taranto-per-promuovere-inclusione-e-partecipazione_122058.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122058/149894.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il pi&ugrave; grande brigantino a goletta del mondo in servizio attivo, lungo 61 metri e ampio 1.300 metri quadri, dall&rsquo;ormai lontano 9 ottobre 2006 port&ograve; allo costituzione della Fondazione Tender To Nave Italia Onlus. Un&rsquo;organizzazione, nata per iniziativa dei soci Marina Militare e Yacht Club Italiano, &egrave; riuscita in questi anni a realizzare il sogno di Carlo Croce di mettere la grande nave a disposizione del disagio e della disabilit&agrave;.</p>
<p>Capace di ospitare fino a ventidue persone oltre l&rsquo;equipaggio, il veliero ha visto imbarcare 7867 persone tra passeggeri speciali, operatori e volontari e portare alla conclusione 371 progetti dedicati a percorsi formativi e riabilitativi unici.&nbsp;</p>
<p>Nave Italia in questo modo si &egrave; trasformata un un vero e proprio simbolo di inclusione crescita e partecipazione che ha rappresentato in questi vent&rsquo;anni una delle esperienze pi&ugrave; significative promosse dalla Marina Militare italiana insieme alla Fondazione Tender To Nave Italia ETS.</p>
<p>In sosta nel Canale Navigabile di Taranto, proprio di fronte al Castello Aragonese, il brigantino &egrave; in questo momento protagonista del progetto &ldquo;Rotte Possibili: Navigare verso l'autonomia&rdquo; che si svolger&agrave; per cinque giorni lungo la tratta verso Brindisi. Dopo aver attirato l&rsquo;attenzione di cittadini e visitatori, Nave Italia offrir&agrave; l&rsquo;opportunit&agrave; di conoscere da vicino una realt&agrave; che da anni si avvale del mare come strumento educativo, terapeutico e sociale. Nel dettaglio, undici beneficiari e cinque educatrici, accompagnati da una rete di associazioni impegnate nell'ambito della disabilit&agrave;, potranno sperimentare in prima persona un nuovo percorso di crescita finalizzato al rafforzamento della propria autonomia e dell&rsquo;inclusione.</p>
<p>&ldquo;Rotte Possibili&rdquo; &egrave; il progetto promosso dal Comune di Vasto che prende vita durante la sesta tappa della Campagna 2026 della Fondazione Tender To Nave Italia Onlus che terminer&agrave; solo il prossimo 31 ottobre dopo aver concluso i diciannove scali previsti nei porti italiani, che coinvolgeranno in totale circa 400 persone tra ragazzi e accompagnatori.</p>
<p>Il cuore dell&rsquo;esperienza, di fatto, non sono i singoli laboratori ma l&rsquo;intera routine che si pu&ograve; vivere solo a bordo della nave che permette di disconnettersi da una quotidianit&agrave; dominata dai social, riscoprendo l'autenticit&agrave; del contatto umano. Un&rsquo;esperienza unica al mondo che attraverso l&rsquo;impegno culturale incide in maniera trasversale in tutti i settori del vivere civile, sociale e politico promuovendo principi di inclusione capaci di abbattere le barriere che si creano a causa delle disabilit&agrave; fisiche, cognitive o relazionali.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:02:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Omicidio di Willy, Gabriele Bianchi condannato all’ergastolo nell’appello ter]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/omicidio-di-willy-gabriele-bianchi-condannato-allergastolo-nellappello-ter_121820.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/omicidio-di-willy-gabriele-bianchi-condannato-allergastolo-nellappello-ter_121820.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/121820/149498.jpg" title="Willy Monteiro Duarte" alt="Willy Monteiro Duarte" /><br /><p>Ergastolo per Gabriele Bianchi. &Egrave; questa la sentenza che &egrave; stata stabilita dalla Corte d&rsquo;Assise d&rsquo;Appello di Roma, che ha accolto le richieste del pm Francesco Brando e del procuratore generale Carlo Lasperanza.</p>
<p>L&rsquo;episodio risale alla notte tra il 5 e il 6 settembre 2020, quando durante un pestaggio avvenuto a Colleferro il giovane ventunenne Willy Monteiro Duarte perse la vita, nel tentativo di difendere un amico in difficolt&agrave;. Tra i responsabili dell&rsquo;omicidio vennero subito identificati i fratelli Gabriele e Marco Bianchi e Mario Pincarelli, gi&agrave; conosciuti alle forze dell&rsquo;ordine per pestaggi, spaccio e riscossione di spaccio per conto di terzi, e Francesco Belleggia. La brutalit&agrave; del pestaggio ebbe forte impatto sull'opinione pubblica italiana</p>
<p>In primo grado i fratelli Bianchi erano stati entrambi condannati all&rsquo;ergastolo mentre nel primo processo d&rsquo;appello i giudici avevano concesso le attenuanti generiche facendo scendere la pena a 24 anni. Nell&rsquo;appello bis era arrivata nuovamente la condanna all&rsquo;ergastolo per Marco Bianchi e a 28 anni per il fratello Gabriele. Oggi per&ograve; nel processo d&rsquo;Appello ter anche per lui la condanna &egrave; all&rsquo;ergastolo.</p>
<p>La brutale aggressione dur&ograve; 50 secondi e in quella azione i due fratelli ebbero, secondo l&rsquo;accusa, &ldquo;<em>un ruolo preponderante con Gabriele, esperto dell'arte marziale Mma, che d&agrave; il via con un violento calcio al petto di Monteiro seguito subito da Marco</em>&rdquo;.</p>
<p>Gabriele Bianchi ha inoltre ricevuto dai giudici l&rsquo;autorizzazione ad accedere al percorso di giustizia riparativa. Solo se la famiglia di Willy accetter&agrave;, il condannato potr&agrave; prendere parte a un percorso di confronto e responsabilizzazione; in caso contrario il detenuto potr&agrave; intraprendere un iter psicologico. In apertura dell'udienza, l'uomo ha rilasciato dichiarazioni spontanee chiedendo scusa per quanto accaduto.</p>
<p>Sono invece gi&agrave; da tempo definitive le condanne degli altri due imputati: &nbsp;21 anni di reclusione per Mario Pincarelli e 23 anni per Francesco Belleggia, che in base alla ricostruzione dell&rsquo;omicidio si affiancarono da subito ai fratelli e colpirono Willy con calci e pugni, quando il ragazzo era ormai disteso a terra inerme.</p>]]></description><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 12:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Arriva in Italia la prima terapia sistemica per la sindrome di von Hippel-Lindau]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/arriva-in-italia-la-prima-terapia-sistemica-per-la-sindrome-di-von-hippel-lindau_121811.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/arriva-in-italia-la-prima-terapia-sistemica-per-la-sindrome-di-von-hippel-lindau_121811.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/121811/149481.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>La medicina &egrave; per i pazienti ed Europa e Italia devono alleggerire il fardello burocratico per snellire l&rsquo;introduzione di farmaci innovativi e attrarre nuovi investimenti per la ricerca</em>&rdquo;. Con questa premessa Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di Msd Italia, spalanca le porte sulla possibilit&agrave; rivolta ai pazienti affetti dalla sindrome di von Hippel-Lindau (VHL) di accedere a un nuovo farmaco, belzutifan, che ha ottenuto la rimborsabilit&agrave; da parte di Aifa.</p>
<p>La malattia di von Hippel-Lindau &egrave; una sindrome rara a carattere ereditario che predispone allo sviluppo di neoplasie benigne e maligne in diversi organi del corpo. La sua condizione &egrave; perlopi&ugrave; ancora sconosciuta e riguarda un caso ogni 53mila persone (stimati nel 2026 in Italia 1.100 pazienti). Gestire un paziente con tale patologia &egrave; di fatto come gestirne dieci contemporaneamente, poich&eacute; la stessa persona potrebbe presentare diversi sviluppi tumori, sia benigni che maligni. Nel corso della vita circa il 70% dei pazienti sviluppa carcinomi renali a cellule chiare, tra il 60 e l&rsquo;80% emangioblastomi del sistema nervoso centrale e il 5-10% tumori neuroendocrini pancreatici che possono comportare varie disabilit&agrave;, come la riduzione o la perdita della vista, la compromissione motoria o neurologica e l&rsquo;insufficienza renale.</p>
<p>La gestione clinica, finora, &ldquo;<em>era passiva. Si sorvegliava la progressione della malattia per poi intervenire chirurgicamente</em>&rdquo;, precisa Alfonso Massimiliano Ferrara, endocrinologo presso l&rsquo;Uosd Unit&agrave; tumori ereditari dell&rsquo;Istituto Oncologico Veneto di Padova. &ldquo;<em>La rimborsabilit&agrave;</em> &ndash; continua &ndash; <em>d&agrave; speranza e un&rsquo;opportunit&agrave; terapeutica concreta per i pazienti, che da oggi potranno tornare a usare la parola &lsquo;futuro&rsquo; che prima faceva tanta paura. Per i pazienti si &egrave; passati dalla speranza a un&rsquo;opportunit&agrave; terapeutica concreta che pu&ograve; cambiare la storia della malattia: vedo ogni giorno che funziona</em>&rdquo;. Per anni la chirurgia ha rappresentato l&rsquo;unico trattamento per questa malattia rara. Un approccio pericoloso che esponeva i pazienti al rischio di interventi ripetuti nel giro di poco tempo.</p>
<p>Ora, a cent&rsquo;anni da quando il patologo svedese Arvid Lindau ha riconosciuto questa patologia, l&rsquo;Agenzia italiana del farmaco ha dato il via libera alla rimborsabilit&agrave; di belzutifan, il primo farmaco sistemico per la sindrome VHL. Il farmaco, inibitore orale del fattore 2&alpha;, &egrave; in grado di agire in modo diretto sui meccanismi responsabili dello sviluppo delle neoplasie associate alla sindrome, dando vita a una duratura attivit&agrave; antitumorale, un controllo prolungato della malattia e una riduzione della necessit&agrave; di interventi chirurgici.</p>
<p>&ldquo;<em>In questo contesto belzutifan rappresenta un avanzamento significativo, introducendo un nuovo paradigma terapeutico nella gestione della malattia di VHL nelle sue diverse manifestazioni cliniche</em> &ndash; sottolinea Ferrara &ndash;.<em> Si tratta infatti della prima e unica terapia sistemica target rimborsata in Italia per i pazienti con VHL che necessitino di trattamento per carcinoma renale a cellule chiare localizzato, tumori neuroendocrini pancreatici ed emangioblastomi del SNC. La disponibilit&agrave; di un trattamento mirato, in grado di agire simultaneamente sulle principali manifestazioni della malattia, consente di rispondere a un importante bisogno clinico ancora insoddisfatto, con il potenziale di ridurre la necessit&agrave; di procedure locali e di interventi chirurgici ripetuti nel corso della storia clinica del paziente, preservando pi&ugrave; a lungo la funzionalit&agrave; d&rsquo;organo e contribuendo a migliorare la gestione complessiva della patologia oltre che la qualit&agrave; di vita del paziente. Rimane tuttavia fondamentale un approccio multidisciplinare alla patologia, elemento imprescindibile nella presa in carico dei pazienti con VHL, per definire nel tempo il percorso assistenziale e terapeutico pi&ugrave; appropriato sulla base delle caratteristiche cliniche individuali, dell&rsquo;evoluzione della malattia e del coinvolgimento dei diversi organi interessati</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;approvazione da parte di Aifa della rimborsabilit&agrave; di belzutifan &egrave; per Msd un motivo di autentico orgoglio. La decisione di Aifa segna un passaggio significativo, perch&eacute; permette di offrire finalmente ai pazienti un&rsquo;innovazione terapeutica in un ambito caratterizzato da elevata complessit&agrave; clinica e bisogni a lungo insoddisfatti. L&rsquo;obiettivo che guida la nostra organizzazione &egrave; fare la differenza nella vita dei pazienti e non dimenticare mai che la medicina &egrave; per le persone</em>&rdquo;, conclude Nicoletta Luppi.</p>]]></description><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 11:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[“La povertà educativa è diventata una questione di cittadinanza democratica”]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/la-poverta-educativa-e-diventata-una-questione-di-cittadinanza-democratica_121762.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/la-poverta-educativa-e-diventata-una-questione-di-cittadinanza-democratica_121762.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/121762/149379.jpg" title="Romano Pesavento" alt="Romano Pesavento" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p><em>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda attenzione per i dati emersi dall'indagine realizzata dalla Fondazione Articolo 49 attraverso la piattaforma InClasse e presentata presso la Camera dei Deputati nel corso dell'evento dedicato ai giovani e alle scuole, organizzato in collaborazione con l'Ufficio del Parlamento europeo in Italia e con il patrocinio della Commissione europea. I risultati della ricerca, elaborati su dati ISTAT e riferiti alla popolazione studentesca italiana tra gli 11 e i 19 anni, restituiscono una fotografia che non pu&ograve; lasciare indifferenti il mondo della scuola, le istituzioni e l'intera societ&agrave; civile.</em></p>
<p><em>Un primo elemento riguarda l'accessibilit&agrave; ai percorsi formativi. In Italia uno studente su tre vive in comuni privi di istituti secondari di secondo grado. Una media nazionale che assume dimensioni ancora pi&ugrave; rilevanti in alcune realt&agrave; territoriali: il 56,7% degli studenti del Veneto vive in comuni senza scuole superiori; la percentuale raggiunge il 63% in Valle d'Aosta e arriva addirittura al 93% nelle aree rurali venete e al 91,5% nelle zone scarsamente popolate della Valle d'Aosta.</em></p>
<p><em>A tali criticit&agrave; si aggiungono le difficolt&agrave; legate alla mobilit&agrave; scolastica. L'indagine evidenzia che il 26,4% delle scuole statali italiane non &egrave; raggiungibile tramite mezzi pubblici, mentre il 22,5% delle scuole statali del primo ciclo risulta privo di collegamenti mediante scuolabus. In alcune regioni, come Campania e Calabria, la quota di istituti non raggiungibili con il trasporto pubblico sfiora il 50%.</em></p>
<p><em>Questi dati evidenziano una questione che va ben oltre l'organizzazione dei servizi: il diritto all'istruzione continua a essere fortemente influenzato dalle condizioni territoriali di partenza, generando forme di disuguaglianza che rischiano di compromettere il principio costituzionale di pari opportunit&agrave;.</em></p>
<p><em>Particolarmente significativa appare inoltre la condizione relativa all'accesso alla cultura. Secondo l'indagine, il 34,1% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni vive in comuni privi di cinema, teatri o luoghi destinati agli spettacoli dal vivo. In alcune regioni la situazione assume dimensioni ancora pi&ugrave; preoccupanti: la percentuale supera il 50% in Molise e Basilicata, mentre raggiunge il 45,1% in Sardegna.</em></p>
<p><em>Ancora pi&ugrave; eloquenti risultano i dati relativi ai musei. Un minore su due in Italia vive in comuni senza musei che organizzino attivit&agrave; educative rivolte a bambini e adolescenti.</em></p>
<p><em>Sorprende che tale fenomeno riguardi non soltanto aree periferiche o interne, ma anche regioni caratterizzate da una forte presenza di istituzioni culturali. In Lombardia il 62,9% degli under 17 vive in comuni privi di musei con attivit&agrave; dedicate ai giovani; in Veneto la percentuale raggiunge il 62,2%.</em></p>
<p><em>Anche sul versante delle biblioteche emergono significative criticit&agrave; territoriali. Se la media nazionale indica che il 15,1% degli under 17 vive in comuni privi di biblioteche dotate di spazi o attivit&agrave; per bambini e ragazzi, la situazione appare molto pi&ugrave; grave in alcune regioni del Mezzogiorno: 53,9% in Basilicata, 53,3% in Molise, 51,6% in Calabria.</em></p>
<p><em>Di fronte a tali evidenze, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene necessario introdurre nel dibattito pubblico una riflessione pi&ugrave; ampia sul concetto di "infrastruttura educativa territoriale".</em></p>
<p><em>Nel ventunesimo secolo una scuola non pu&ograve; essere considerata un'entit&agrave; isolata. La qualit&agrave; dell'esperienza educativa dipende sempre pi&ugrave; dalla presenza di una rete integrata di opportunit&agrave; culturali, sociali e civiche: biblioteche, musei, teatri, associazioni, centri di aggregazione, spazi pubblici, laboratori artistici, organismi di partecipazione giovanile. Laddove tali pres&igrave;di risultano assenti, il rischio non &egrave; soltanto quello di una minore offerta culturale, ma di una progressiva riduzione delle occasioni di crescita democratica.</em></p>
<p><em>Particolarmente allarmanti appaiono i dati relativi alla dimensione relazionale. Secondo l'indagine, il 13,7% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni dichiara di non avere amici con cui confidarsi. Ci&ograve; significa che oltre un adolescente su dieci vive una condizione di sostanziale isolamento affettivo proprio durante una delle fasi pi&ugrave; delicate dello sviluppo umano. A ci&ograve; si aggiunge che un giovane su dieci frequenta gli amici meno di una volta alla settimana, segnale di una progressiva rarefazione delle relazioni sociali significative. Il CNDDU ritiene che tale dato debba essere interpretato come un vero e proprio indicatore di vulnerabilit&agrave; sociale. La letteratura pedagogica, sociologica e neuroscientifica internazionale dimostra infatti che la qualit&agrave; delle relazioni costituisce uno dei principali fattori di protezione rispetto al disagio giovanile, alla dispersione scolastica, alle dipendenze comportamentali e ai fenomeni di esclusione sociale.</em></p>
<p><em>Preoccupano inoltre gli indicatori relativi alla partecipazione civica. Il 50% dei giovani non prende parte ad alcuna attivit&agrave; di partecipazione politica o sociale, mentre nove adolescenti su dieci nella fascia d'et&agrave; 14-19 anni non svolgono attivit&agrave; di volontariato. Si tratta di dati che impongono una riflessione profonda. Quando la partecipazione diventa residuale, quando il senso di appartenenza alla comunit&agrave; si indebolisce, quando il volontariato non rappresenta pi&ugrave; un'esperienza diffusa tra i giovani, il rischio &egrave; quello di assistere a una progressiva erosione del capitale sociale e democratico del Paese.</em></p>
<p><em>Per tale ragione il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani propone di affiancare agli indicatori tradizionali della povert&agrave; educativa un nuovo parametro di analisi: l'Indice di Cittadinanza Educativa Territoriale, inteso come misurazione integrata dell'accesso dei giovani a scuole, trasporti, biblioteche, musei, spazi culturali, associazionismo, partecipazione civica e opportunit&agrave; relazionali. Una tale prospettiva consentirebbe di valutare non soltanto quanto un territorio sia economicamente sviluppato, ma quanto esso sia realmente capace di garantire l'esercizio concreto dei diritti di cittadinanza delle nuove generazioni.</em></p>
<p><em>L'articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani riconosce il diritto all'istruzione quale strumento finalizzato al pieno sviluppo della personalit&agrave; umana. Analogamente, la Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza riconosce il diritto dei minori alla partecipazione culturale, sociale e comunitaria.</em></p>
<p><em>Alla luce dei dati emersi, appare evidente come la sfida educativa contemporanea non possa essere affrontata esclusivamente attraverso il miglioramento degli apprendimenti o l'innovazione tecnologica. La questione centrale riguarda la possibilit&agrave; concreta per ogni giovane, indipendentemente dal luogo di nascita, di accedere a opportunit&agrave; educative, culturali, relazionali e partecipative di qualit&agrave;. Il rischio che emerge dall'indagine &egrave; quello di una progressiva frattura tra territori ricchi di opportunit&agrave; e territori caratterizzati da una crescente rarefazione di pres&igrave;di culturali, educativi e sociali. Una democrazia matura non pu&ograve; accettare che il diritto a crescere in un ambiente culturalmente vitale e socialmente inclusivo diventi una variabile geografica.</em></p>
<p><em>Investire nella scuola, nella cultura e nelle relazioni significa oggi investire nella resilienza democratica del Paese. Perch&eacute; il vero indicatore del futuro di una nazione non &egrave; soltanto la sua crescita economica, ma la capacit&agrave; di garantire ai propri giovani il diritto di immaginare, costruire e condividere il proprio futuro all'interno di una comunit&agrave; educante viva, inclusiva e solidale.</em></p>
<p><strong>Prof. Romano Pesavento</strong><br><strong>Presidente CNDDU</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 08 Jun 2026 15:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
