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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Italiadice.it > Varie > Salute > Italia]]></title><link><![CDATA[https://www.italiadice.it/news/varie/salute/]]></link><atom:link href="https://www.italiadice.it/rss/news/varie/salute/rss2.0.xml?page=1rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Salute Italia]]></description><lastBuildDate>Wed, 29 Apr 2026 13:11:31 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.italiadice.it/italia/images/logo.png</url><title><![CDATA[Italiadice.it > Varie > Salute > Italia]]></title><link><![CDATA[https://www.italiadice.it/news/varie/salute/]]></link></image><item><title><![CDATA[Crescono le diagnosi di autismo: in Italia colpito 1 bambino su 77]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/crescono-le-diagnosi-di-autismo-in-italia-colpito-1-bambino-su-77_117534.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/crescono-le-diagnosi-di-autismo-in-italia-colpito-1-bambino-su-77_117534.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/117534/142409.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull&rsquo;autismo, celebrata il 2 aprile, la Societ&agrave; italiana di Neuropsichiatria dell&rsquo;Infanzia e dell&rsquo;Adolescenza (Sinpia) e l&rsquo;Ospedale Pediatrico Bambino Ges&ugrave; di Roma ha tracciato un quadro per analizzare la situazione del disturbo dello spettro autistico in Italia.</p>
<p>Riprendendo i dati pi&ugrave; recenti dell&rsquo;Istituto superiore di Sanit&agrave;, nel Paese sembrerebbe essersi registrato un aumento significativo delle diagnosi, dovuto principalmente alla maggiore presa di consapevolezza che si sta verificando in tutto il mondo e al conseguente miglioramento degli strumenti di screening: la prevalenza stimata si attesta intorno a 1 bambino su 77, con una maggiore incidenza nei maschi rispetto alle femmine, e un totale di circa 500mila individui.</p>
<p>&ldquo;<em>La crescita delle diagnosi rappresenta anche un segnale positivo, perch&eacute; indica una maggiore capacit&agrave; di intercettare precocemente i bisogni dei bambini e delle loro famiglie</em> &mdash; precisa Elisa Fazzi, presidente Sinpia e membro corrispondente straniero dell&rsquo;Accademia Francese di Medicina &mdash;<em>. Tuttavia, il trend mette sotto pressione il sistema dei servizi e rende ancora pi&ugrave; urgente garantire risposte adeguate e tempestive su tutto il territorio nazionale fornendo ai servizi le risorse necessarie</em>&rdquo;.</p>
<p>In concomitanza con la ricorrenza &egrave; stato annunciato, nell&rsquo;ambito del nuovo accordo di collaborazione tra il ministero della Salute e l&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave;, un investimento di 10 milioni di euro per rafforzare la rete nazionale dei servizi per l&rsquo;autismo, potenziare la diagnosi precoce e rendere sempre pi&ugrave; strutturato il progetto di vita delle persone autistiche, in coerenza con il decreto legislativo 62/2024. Come sottolinea il presidente dell&rsquo;Iss Rocco Bellantone si rinnova cos&igrave; &ldquo;<em>l&rsquo;impegno nazionale verso un modello di intervento sempre pi&ugrave; integrato, basato sulla continuit&agrave; assistenziale, sulla personalizzazione dei percorsi e sull'integrazione tra ambito sanitario, sociale e territoriale</em>&rdquo;.</p>
<p>Le associazione, tuttavia, non smettono di denunciare come a livello regionale siano ancora presenti forti disomogeneit&agrave; nell&rsquo;accesso ai servizi, nei tempi di attesa e nella presa in carico multidisciplinare. Spesso molte famiglie in alcune aree del Paese si trovano a incontrare ancora difficolt&agrave; rilevanti nell&rsquo;ottenere una valutazione tempestiva e percorsi continuativi.</p>
<p>Per rispondere a tali criticit&agrave;, le istituzioni sono al lavoro per creare una maggiore omogeneit&agrave; per i percorsi clinico-diagnostici, migliorando l&rsquo;organizzazione dei servizi e promuovendo modelli basati sull&rsquo;evidenza scientifica, in modo da coinvolgere le famiglie nei processi di cura.</p>
<p>Espandendo l&rsquo;orizzonte e guardando alla situazione all&rsquo;estero, le diagnosi di autismo risultano in rapido aumento in diversi Paesi Ocse, con tassi di crescita annuali medi che si aggirano intorno al 6-10%. &ldquo;<em>Questa crescita dei casi</em> &mdash; si legge nel rapporto Ocse dal titolo Policy Responses to Rising Autism Diagnoses in Childhood &mdash;<em> riflette diversi fattori tra cui l&rsquo;evoluzione dei criteri diagnostici, la crescente consapevolezza dell&rsquo;autismo, la sorveglianza precoce dello sviluppo. Di conseguenza, la domanda di valutazioni diagnostiche &egrave; cresciuta in molti Paesi e, in alcuni casi, &egrave; stata accompagnata da una crescente domanda di sostegno finanziario e servizi specializzati, in particolare interventi precoci nell&rsquo;infanzia e un&rsquo;offerta educativa personalizzata</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 12:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Dalla storia di Mariano al Domus-B: nasce il primo modulo abitativo per l’obesità pediatrica]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/dalla-storia-di-mariano-al-domus-b-nasce-il-primo-modulo-abitativo-per-lobesita-pediatrica_117395.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/dalla-storia-di-mariano-al-domus-b-nasce-il-primo-modulo-abitativo-per-lobesita-pediatrica_117395.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/117395/142213.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; stata avviata sulla piattaforma&nbsp;<a href="https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetto/domusb"><em>For Funding&nbsp;</em></a>di Intesa Sanpaolo una raccolta fondi per realizzare Domus-B, un modulo abitativo sperimentale dedicato a minori con obesit&agrave; gravi e condizioni cliniche complesse. A dare il via alle donazioni &egrave; stata la Fondazione Bambino Ges&ugrave; del Cairo Ets, presieduta da monsignor Yoannis Lazhi Gaid, gi&agrave; segretario personale di Papa Francesco.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo di raccolta del progetto, sviluppato in collaborazione con l&rsquo;Ospedale Pediatrico Bambino Ges&ugrave; di Roma e il Policlinico Gemelli, &egrave; di 100.000 euro entro il 31 luglio 2026.</p>
<p>&Egrave; dalla storia del dodicenne Mariano che ha preso vita Domus-B. Nato a Maida in Calabria, il giovane per tutta la sua vita ha dovuto convivere con una patologia rara che lo ha portato a raggiungere quasi 200 kg. La Fondazione, dopo averlo preso in carico offrendo supporto sanitario e logistico, ha trasformato la sua esperienza in un modello progettuale concreto. Visto la particolarit&agrave; della vicenda, media e istituzioni si sono trovati pi&ugrave; volte a puntare i riflettori su di lui, fino a portarlo a incontrare Papa Leone XIV.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa, in base alla progettazione, prevede la realizzazione di un modulo abitativo di 12&times;3 metri che rispetti i criteri di architettura assistiva bariatrica pediatrica. Tra le caratteristiche principali da adottare ci sono l&rsquo;accessibilit&agrave; totale, i sistemi domotici avanzati, i dispositivi di sicurezza e gli arredi specifici per soddisfare le esigenze cliniche complesse. Di fatto, Domus-B non vuole diventare solo una struttura abitativa, ma un vero e proprio ambiente pensato per garantire cura, autonomia e dignit&agrave; a giovani pazienti.</p>
<p>Il progetto include infine anche la realizzazione del primo Libro Bianco sull&rsquo;abitazione bariatrica pediatrica, un manuale open source contenente le linee guida destinate a famiglie, progettisti e istituzioni. Il budget raccolto andrebbe cos&igrave; a coprire, oltre che alla costruzione e all&rsquo;allestimento, anche la formazione dei caregiver, il monitoraggio clinico e la produzione di documentazione scientifica. Lo stesso Mariano sar&agrave; tra i primi beneficiari, contribuendo alla validazione del modello, che potr&agrave; divenire un prototipo tecnico replicabile in molte altre citt&agrave;.</p>
<p>Donando a Domus-B si contribuisce a creare il primo standard nazionale per l&rsquo;inclusione abitativa di bambini, per i quali fino ad ora la normativa edilizia non ha mai previsto soluzioni dedicate. In Italia, sono migliaia i minorenni affetti da patologie genetiche rare con gravi limitazioni motorie costretti a vivere ogni giorno una doppia prigionia: quella della loro condizione clinica e quella degli spazi in cui abitano. Le famiglie, che perennemente si trovano a fare i conti con le barriere fisiche delle loro case, potranno accedere grazie a questo progetto a uno spazio adeguato, sinonimo di maggiore autonomia, riduzione dei rischi e una qualit&agrave; della vita concretamente migliore.</p>]]></description><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Ricerca clinica: al via il bando Ficog-Fondazione Veronesi sul tumore del pancreas]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/ricerca-clinica-al-via-il-bando-ficog-fondazione-veronesi-sul-tumore-del-pancreas_117338.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/ricerca-clinica-al-via-il-bando-ficog-fondazione-veronesi-sul-tumore-del-pancreas_117338.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/117338/142120.jpg" title="" alt="" /><br /><div>A seguito dell&rsquo;aumento dei casi di tumore del pancreas in Italia, che sono passati da 13.500 nel 2024 a 14.270 nel 2025, con una crescita stimata di circa 800 nuove diagnosi, rimane importantissima la ricerca riguardante una delle neoplasie a prognosi pi&ugrave; complessa.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; all&rsquo;interno di questo contesto complesso che si inserisce il primo bando per la selezione di progetti di ricerca clinica indipendente sul tumore del pancreas promosso da Fondazione Umberto Veronesi Ets e Federazione dei gruppi oncologici cooperativi italiani (Ficog). L&rsquo;obiettivo &egrave; di individuare le aree dell&rsquo;oncologia in cui il bisogno di nuove conoscenze scientifiche e di nuove terapie &egrave; pi&ugrave; urgente e indirizzare proprio l&igrave; risorse e competenze della ricerca.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&ldquo;<em>La ricerca scientifica &egrave; lo strumento pi&ugrave; potente che abbiamo per migliorare la qualit&agrave; e la prospettiva di vita delle persone. Fin dalla sua nascita Fondazione Veronesi &egrave; impegnata nel finanziare concretamente la ricerca oncologica d&rsquo;eccellenza e nel promuovere una solida cultura della prevenzione. In oltre vent&rsquo;anni di attivit&agrave; abbiamo finanziato pi&ugrave; di 2.600 ricercatori, sostenuto 19 protocolli di cura in oncologia pediatrica e avviato oltre 150 progetti di ricerca pluriennali </em>&mdash; afferma il presidente della Fondazione, Paolo Veronesi &mdash;. <em>Nel nostro DNA c&rsquo;&egrave; una storia importante di impegno per l&rsquo;avanzamento delle cure nei tumori femminili, ma la nostra missione &egrave; da sempre quella di sostenere la ricerca oncologica a 360 gradi, offrendo supporto alla ricerca clinica in tutte le aree in cui i pazienti hanno maggiore bisogno: dall&rsquo;oncologia pediatrica fino ai tumori a prognosi pi&ugrave; complessa, come quello del pancreas. L&rsquo;alleanza con FICOG rappresenta un ulteriore passo in questa direzione: unire competenze e risorse per sostenere studi clinici indipendenti nelle aree in cui il bisogno di nuove terapie &egrave; pi&ugrave; urgente. Abbiamo scelto di partire dal tumore del pancreas, una delle neoplasie con la prognosi ancora pi&ugrave; sfavorevole, con l&rsquo;obiettivo di contribuire allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche e offrire ai pazienti prospettive di cura migliori</em>&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&ldquo;<em>Solo in un paziente su 5 la malattia &egrave; identificata quando &egrave; ancora localizzata ed &egrave; possibile procedere con l&rsquo;asportazione chirurgica, con maggiori possibilit&agrave; di sopravvivenza. Dall&rsquo;altro lato, aumentano le persone vive dopo la diagnosi: 23.600 nel 2024 rispetto a 21.200 nel 2021, con un incremento del 10% in tre anni</em> &mdash; continua il residente della Ficog, Carmine Pinto &mdash;<em>. Passi avanti importanti, riconducibili soprattutto alla ricerca e ai progressi nelle cure. &Egrave; fondamentale continuare a sostenere la ricerca in questa neoplasia. Da qui la scelta di focalizzare proprio sul tumore del pancreas il primo bando nato dall&rsquo;alleanza fra Fondazione Veronesi e FICOG</em>&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il bando per progetti di ricerca clinica, attivo da luned&igrave; 20 aprile a luned&igrave; 15 giugno, &egrave; disponibile al link: <a href="https://bandi.ficog.org" target="_blank" rel="nofollow">https://bandi.ficog.org</a>. A disposizione un finanziamento fino a 1 milione di euro per sostenere uno studio clinico indipendente della durata massima di 36 mesi. L&rsquo;iniziativa punta a favorire progetti capaci di:</div>
<div>&bull; generare nuove evidenze scientifiche utili alla pratica clinica;</div>
<div>&bull; migliorare gli esiti di salute e la qualit&agrave; di vita dei pazienti;</div>
<div>&bull; promuovere approcci di medicina personalizzata;</div>
<div>&bull; rafforzare la collaborazione tra reti di ricerca nazionali e internazionali.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Finanziare la ricerca sul tumore del pancreas significa rispondere concretamente a una necessit&agrave; ancora aperta.</div>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 16:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Aviaria in Italia: “Nessun elemento fa pensare a un rischio immediato per la popolazione”]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/aviaria-in-italia-nessun-elemento-fa-pensare-a-un-rischio-immediato-per-la-popolazione_117107.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/aviaria-in-italia-nessun-elemento-fa-pensare-a-un-rischio-immediato-per-la-popolazione_117107.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/117107/141787.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In queste ultime ore si sono accesi i riflettori sulla Regione Lombardia, dopo nella giornata di ieri, mercoled&igrave; 15 aprile, &egrave; diventata virale la notizia che ha visto l&rsquo;identificazione del primo caso umano in Italia e in territorio europeo di infezione da virus influenzale A(H9N2) in una persona fragile, con patologie pregresse. Il paziente, che sembrerebbe avere contratto l&rsquo;influenza aviaria in un Paese extraeuropeo (Africa), &egrave; attualmente ricoverato.</p>
<p>Le verifiche previste dai protocolli sono state eseguite tempestivamente e tutti i contatti del paziente &mdash; &nbsp;sanitari, familiari e anche i passeggeri dello stesso volo &mdash; sono stati individuati nell&rsquo;ambito delle attivit&agrave; ordinarie di prevenzione e sorveglianza, risultando tutti negativi agli esami di accertamento.</p>
<p>A intervenire tempestivamente &egrave; stato il Ministero della Salute che, oltre a rendere pubblico questo caso di contagio, ha specificato come l&rsquo;infezione sia possibile solo tramite esposizione diretta a pollame infetto o a materiali e ambienti contaminati. Diffusa in tutto il mondo, questo tipo di influenza, se causata da una forma altamente patogenica, pu&ograve; far insorgere la malattia in modo improvviso, seguita da una morte rapida quasi nel 100% dei casi.</p>
<p>La paura che ultimamente si &egrave; diffusa riguardante una possibile nuova pandemia ha messo in moto una serie di misure straordinarie di prevenzione in tutto il mondo. In realt&agrave; va detto che, per ora, tutti i casi umani osservati non hanno mai presentato sintomi gravi, anzi tali sembrano essere sempre lievi, se non persino assenti.</p>
<p>Fabrizio Pregliasco, virologo dell&rsquo;Universit&agrave; di Milano, &egrave; intervenuto sottolineando come &ldquo;<em>questo episodio conferma quanto sia centrale oggi la sorveglianza globale delle malattie infettive. I virus influenzali di origine aviaria, come l'H9N2, sono osservati speciali proprio per la loro capacit&agrave; di mutare e, in alcuni casi, adattarsi all'uomo. In questo caso specifico, per&ograve;, parliamo di un&rsquo;infezione importata e in un contesto clinico ben definito. Non ci sono elementi che facciano pensare a un rischio immediato per la popolazione</em>&rdquo;.</p>
<p>Anche l&rsquo;ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha spiegato come per la popolazione generale il rischio di contagio rimanga basso; tale pu&ograve; diventare &ldquo;moderato&rdquo; solo per le persone che lavorano a stretto contatto con animali infetti in contesti di allevamento. Come rassicurazione principale, rimane imprescindibile il fatto che al momento non esista alcuna conferma della possibilit&agrave; di trasmissione da uomo a uomo.</p>
<p>Le autorit&agrave;, inoltre, risultano categoriche anche a riguardo di uno dei quesiti che pi&ugrave; spesso viene posto dagli italiani, quello che mette in discussione la sicurezza alimentare. &ldquo;<em>Mangiare carne avicola e uova &egrave; sicuro</em>&rdquo; &egrave; l&rsquo;unica risposta che si pu&ograve; trarre dalle ricerche che dimostrano che il virus non possa essere trasmesso attraverso il consumo di prodotti cotti. Di fatto, il rischio di contatto con cibo contaminato &egrave; minimo, poich&eacute; grazie alla rigidit&agrave; delle normative UE, viene imposto subito l&rsquo;abbattimento e lo smaltimento sicuro degli animali negli allevamenti colpiti. Basti pensare, come in Toscana, pi&ugrave; precisamente ai Campi Bisenzio a Firenze, un caso di influenza aviaria ha fatto scattare una tempestiva operazione veterinaria che in meno di 12 ore ha visto la soppressione di 1.000 volatili.</p>
<p>L&rsquo;epidemiologo Gianni Rezza rassicura anch&rsquo;egli gli italiani, invitando per&ograve; a essere prudenti e vigili: "<em>Quest'episodio &egrave; importante perch&eacute; ci ricorda come siano numerosi i virus, d'origine aviaria o anche suina, che possono fare il salto di specie ed avere quindi un potenziale pandemico per cui &egrave; necessario migliorare i sistemi di sorveglianza nei paesi poveri e mettere a punto farmaci o vaccini in grado di fare fronte a un'eventuale emergenza</em>&rdquo;. &ldquo;<em>Il paziente identificato in Lombardia</em> &mdash; precisa Calogero Terregino, direttore del Centro di referenza nazionale ed europeo per l'influenza aviaria presso l'istituto Zooprofilattico delle Venezie &mdash; <em>non &egrave; un caso italiano, ma di importazione. &Egrave; una persona che si &egrave; infettata entrando in contatto con materiale contaminato o con uccelli infetti nel suo Paese di origine, in Africa. In quei contesti si registrano anche casi umani perch&eacute; circolano genotipi particolari che non abbiamo in Europa. Questo significa che non c'&egrave; un rischio per la popolazione italiana di infettarsi attraverso il pollame con questi virus</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:45:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Tumori, solo il 5% dei pazienti finisce arruolato nella ricerca oncologica]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/tumori-solo-il-5-dei-pazienti-finisce-arruolato-nella-ricerca-oncologica_116695.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/tumori-solo-il-5-dei-pazienti-finisce-arruolato-nella-ricerca-oncologica_116695.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/116695/141220.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In Italia circa 3,7 milioni le persone vivono dopo una neoplasia solida, mentre oltre 500mila convivono con un tumore del sangue. Cifre che testimoniano tutti i giorni quanto sia importante la ricerca clinica in oncologia ed emato-oncologia, le branche specialistiche della medicina dove si concentrano la maggior parte dei trial.</p>
<p>&ldquo;<em>Sebbene 9 pazienti oncologici su 10 si dichiarino disponibili a partecipare a una ricerca clinica, in realt&agrave; solo il 5% finisce arruolato in uno studio</em>&rdquo; &egrave; quanto emerge dal Working Paper &ldquo;Protagonista della Ricerca. Il Paziente al centro dei trial in oncologia ed emato-oncologia&rdquo;, realizzato da TEHA, societ&agrave; del Gruppo The European House &ndash; Ambrosetti, con il contributo non condizionante di Amgen, che &egrave; stato presentato ieri, 18 marzo, a Roma all&rsquo;interno di un evento dedicato a pazienti, clinici e rappresentanti delle Istituzioni nazionali e locali.</p>
<p>La penisola italiana si conferma, in realt&agrave;, tra le Nazioni pi&ugrave; avanzate per qualit&agrave; e quantit&agrave; degli studi, in quanto &mdash; secondo i dati del Sistema Informativo sui Trial Clinici (CTIS) europeo &mdash; attualmente &egrave; sede di ben 1.103 studi clinici su tumori solidi e del sangue. Un dato estremamente positivo che per&ograve; non specifica come l&rsquo;attivit&agrave; di ricerca sia di fatto distribuita in maniera disomogenea sul territorio. Almeno un centro in Lombardia &egrave; coinvolto nell&rsquo;84% delle sperimentazioni; seguono le regioni dell&rsquo;Emilia-Romagna (56%), Lazio (46%) e Campania (41%).</p>
<p>Per quanto concerne i settori su cui gli studi si focalizzano, oltre l&rsquo;80% delle ricerche tratta di tumori solidi, con una concentrazione su carcinoma del polmone, mammella, colon-retto e prostata. Il 19% si dedica alle neoplasie del sangue, delle quali il 34% &egrave; sui linfomi non-Hodgkin, il 28% sulle leucemie e il 23% sui mielomi. Il 74% delle sperimentazioni &egrave; sponsorizzato dalle aziende farmaceutiche, mentre tra quelle no profit, il 56% &egrave; supportato da strutture sanitarie, il 24% da associazioni e fondazioni e solo il 20% da universit&agrave; e centri di ricerca.</p>
<p>I 184 trial oncologici che hanno preso avvio in Italia nel 2025 hanno coinvolto in totale 6.657 pazienti. &ldquo;<em>Le analisi evidenziano che stiamo ottenendo risultati importanti pur di fronte a molte difficolt&agrave; </em>&mdash; afferma Rossana Bubbico, responsabile Think Tank dell&rsquo;area Health and Life Sciences di The European House &mdash;. <em>Basti pensare che un centro oncologico su dieci non riesce ad arruolare nemmeno un paziente. Il 40% non raggiunge gli obiettivi di reclutamento iniziali e circa la met&agrave; dei partecipanti arruolati abbandona lo studio clinico prima del suo completamento</em>&rdquo;.</p>
<p>Il documento, nato con il doppio obiettivo di offrire una fotografia aggiornata dello stato della ricerca clinica italiana in ambito oncologico ed emato-oncologico e di individuare strategie per aumentare il coinvolgimento dei pazienti nelle sperimentazioni, sottolinea come le nuove sfide degli studi riguardino soprattutto la capacit&agrave; di creare una partecipazione attiva e consapevole dei pazienti coinvolti lungo l&rsquo;intero percorso di sperimentazione, a fianco dei medici e del sistema. Solo rafforzando gli strumenti di e-recruitment, promuovendo trial clinici decentralizzati e riducendo la burocrazia si pu&ograve; migliorare veramente la qualit&agrave; e la quantit&agrave; dei dati raccolti.</p>
<p>&ldquo;<em>Stiamo vivendo un momento molto importante in cui la personalizzazione delle terapie sta diventando una realt&agrave;. Questo rende necessario un nuovo modo di costruire la ricerca. Non possiamo continuare a produrre evidenze scientifiche con modelli pensati per una medicina che non esiste pi&ugrave;. Oggi possiamo rendere gli studi pi&ugrave; etici e pi&ugrave; intelligenti, riducendo, quando le condizioni metodologiche lo consentono, il peso del gruppo di controllo attraverso confronti esterni o sintetici rigorosamente pianificati e decentralizzando, per quanto possibile, gli studi clinici. Ma la vera svolta sar&agrave; un&rsquo;altra: trasformare la pratica clinica quotidiana in una macchina continua di conoscenza, capace di raccogliere non solo dati biologici ed esiti, ma anche i PROM e i PREM (Patient-Reported Experience Measures) e le preferenze dei pazienti. Piattaforme prospettiche e adattative, come BE-ROME, indicano con chiarezza questa strada: non un archivio, ma una nuova infrastruttura della prova</em>&rdquo; precisa il presidente Fondazione per la Medicina Personalizzata, Paolo Marchetti.</p>
<p>&ldquo;<em>I diritti dei pazienti devono essere tutelati anche durante la partecipazione a una sperimentazione clinica. Il loro ruolo &egrave; sempre pi&ugrave; centrale ed &egrave; stato riconosciuto anche con la presenza di un rappresentante dei malati nei 40 Comitati Etici Territoriali istituiti nel 2023. La ricerca deve indagare sempre di pi&ugrave; l&rsquo;impatto della malattia sulla vita quotidiana attraverso i Patient-Reported Outcome. Ma la ricerca clinica non pu&ograve; pi&ugrave; essere pensata sui pazienti: deve essere costruita con i pazienti. Il loro coinvolgimento non &egrave; un favore n&eacute; un gesto simbolico, &egrave; un obbligo etico, giuridico e scientifico </em>&mdash; aggiunge Elisabetta Iannelli, segretaria della Federazione Italiana delle associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) &mdash;.<em> &Egrave; un diritto che migliora la qualit&agrave; delle cure e rafforza la democrazia sanitaria. Per aumentare il reclutamento negli studi servono comunicazione trasparente, informazioni chiare e un confronto aperto anche sugli effetti collaterali, che restano una barriera alla partecipazione. Una ricerca senza pazienti &egrave; pi&ugrave; debole; una ricerca con i pazienti &egrave; pi&ugrave; forte, pi&ugrave; giusta e pi&ugrave; capace di cambiare la vita delle persone</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>La centralit&agrave; del paziente nella ricerca clinica non pu&ograve; pi&ugrave; essere solo un principio etico o comunicativo: deve diventare una categoria scientifica. Oggi disponiamo di strumenti che permettono di raccogliere, accanto ai dati biologici e clinici tradizionali, segnali continui e quantitativi provenienti da wearable avanzati, monitoraggio remoto e patient-reported outcomes digitali. Domani, con lo sviluppo dell&rsquo;esposomica, potremo integrare anche la misura sistematica delle esposizioni ambientali e comportamentali che modulano rischio, progressione e risposta terapeutica. Questo significa passare da una visione statica del paziente a una rappresentazione dinamica, multidimensionale e in tempo reale della malattia. &Egrave; qui che la tecnologia diventa davvero trasformativa: non perch&eacute; sostituisce il medico, ma perch&eacute; rende la ricerca pi&ugrave; capace di cogliere la complessit&agrave; biologica e umana della persona. Come ACC, abbiamo il dovere di accompagnare questa transizione, facendo della rete oncologica nazionale il luogo in cui innovazione tecnologica, qualit&agrave; scientifica e partecipazione del paziente convergono in un nuovo modello di ricerca clinica</em>&rdquo; conclude il presidente di Alleanza Contro il Cancro (ACC), Ruggero De Maria.</p>]]></description><pubDate>Thu, 19 Mar 2026 10:34:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[L’Italia è in carenza di medici di famiglia: all’appello ne mancano oltre 5.700]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/litalia-e-in-carenza-di-medici-di-famiglia-allappello-ne-mancano-oltre-5700_116653.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/litalia-e-in-carenza-di-medici-di-famiglia-allappello-ne-mancano-oltre-5700_116653.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/116653/141161.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sebbene un medico di famiglia dovrebbe occuparsi in media di 1.200 assistiti, in Italia a causa della mancanza attuale di pi&ugrave; di 5.700 medici di medicina generale, oggi ognuno di loro si trova &ldquo;<em>costretto</em>&rdquo; ad assistere quasi 1.400 pazienti, sfiorando a volte pure la cifra di 1.800 utenti. Si tratta di una condizione che danneggia molto anche i cittadini, che sempre pi&ugrave; spesso faticano a trovare un medico di famiglia e a prenotare le singole visite di controllo visto l&rsquo;affollamento nelle sale d&rsquo;attesa, soprattutto nelle Regioni pi&ugrave; popolose.</p>
<p>Con il progressivo invecchiamento della popolazione, i 8.180 dottori che andranno in pensione entro il 2028 e il calo dei giovani che scelgono questa professione, la situazione non fa che aggravarsi ancora di pi&ugrave;. A evidenziarlo &egrave; la nuova analisi della Gimbe: &ldquo;<em>La carenza dei medici di medicina generale </em>&ndash; afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione con sede a Bologna &ndash; <em>&egrave; un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattivit&agrave; e oggi sempre pi&ugrave; cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti pi&ugrave; fragili</em>&rdquo;.</p>
<p>Il primo punto di accesso ai servizi compresi nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) prevede che ogni cittadino iscritto al Servizio sanitario nazionale abbia diritto a un medico di medicina generale e un pediatra di libera scelta. Tra il 2019 e il 2024 i camici bianchi sono per&ograve; diminuiti di ben 5.197 unit&agrave; passando da 42.009 a 36.812; il calo pi&ugrave; marcato, precisamente del 40,3%, &egrave; stato registrato in Sardegna, mentre il pi&ugrave; contenuto, del 1,5%, nella Provincia autonoma di Trento.</p>
<p>In generale, negli ultimi quarant&rsquo;anni la demografia italiana ha registrato dei cambiamenti profondi. Mentre gli over 65 sono cresciuti dal 12,9% del 1985 al 24,7% del 2025, gli over 80 sono addirittura triplicati. Un dato che va di pari passo con l&rsquo;incremento delle malattie croniche, che nel 2024 interessavano il 77,3% degli over 65. &ldquo;<em>L&rsquo;invecchiamento della popolazione e l'aumento delle malattie croniche generano bisogni assistenziali molto pi&ugrave; complessi rispetto al passato </em>- precisa Cartabellotta -. <em>Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per medico di famiglia, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilit&agrave; e qualit&agrave; dell'assistenza</em>&rdquo;. Cos&igrave; nonostante il numero di medici si riduca, la domanda di assistenza cresce, proprio perch&eacute; l&rsquo;Italia invecchia.</p>
<p>&ldquo;<em>I criteri per definire il numero massimo di assistiti per medico di famiglia </em>- evidenzia il presidente della Fondazione Gimbe -<em> non hanno mai tenuto conto dell&rsquo;evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni</em>&rdquo;. L&rsquo;Accordo collettivo nazionale stabilisce infatti un massimo di 1.500 assistiti per medico, con possibili deroghe locali che arrivano a comprendere fino a 1.800 pazienti. Ulteriori ampliamenti possono essere concessi anche in caso di indisponibilit&agrave; di medici o per iscrizioni temporanee. Secondo Gimbe, per garantire prossimit&agrave; e libera scelta, il rapporto ottimale dovrebbe essere di un medico ogni 1.200 assistiti.</p>
<p>Se si tiene conto di come al 1&deg; gennaio 2025 mancavano all&rsquo;appello 5.716 medici di base, distribuiti in 18 regioni e province autonome, anche ipotizzando un pensionamento a settant&rsquo;anni e un numero di medici pari alle borse di studio ministeriali finanziate, i nuovi ingressi non andrebbero a coprire tutte le carenze attuali, in quanto il gap stimato supera i 2.700 medici di famiglia. &ldquo;<em>Peraltro da un lato sempre pi&ugrave; medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall&rsquo;altro il numero di medici che completa il percorso formativo &egrave; inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo</em>&rdquo; aggiunge Cartabellotta.</p>
<p>A essere messa al centro dalla Fondazione Gimbe &egrave; la questione dell&rsquo;attrattivit&agrave;. Nel 2025 i candidati al concorso nazionale per le borse di formazione in medicina generale in realt&agrave; sono stati 2.810, a fronte di 2.228 posti disponibili, testimoniando una presenza ancora alta della domanda, che per&ograve; - se analizzata da vicino - nasconde forti squilibri territoriali. In Bolzano e Valle d&rsquo;Aosta, ad esempio, la quota di candidati rispetto ai posti era inferiore del 60%, nelle Marche del 49%, in Trentino del 38%, in Piemonte del 29%. &ldquo;<em>Questa spia rossa &egrave; accesa da anni in diverse Regioni e oggi &egrave; sempre pi&ugrave; evidente </em>- commenta Cartabellotta -.<em> Da un lato segnala il progressivo calo di attrattivit&agrave; della professione di medico di famiglia; dall&rsquo;altro mette in luce criticit&agrave; particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di medici di famiglia gi&agrave; rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:46:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Cinque strutture lombarde si fanno strada nella classifica World’s Best Hospitals 2026]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/cinque-strutture-lombarde-si-fanno-strada-nella-classifica-worlds-best-hospitals-2026_115488.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/cinque-strutture-lombarde-si-fanno-strada-nella-classifica-worlds-best-hospitals-2026_115488.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/115488/139483.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Anche quest&rsquo;anno la Lombardia si conferma una delle regioni regione ai vertici della sanit&agrave; internazionale. Tra i 2.500 ospedali che sono stati valutati per stilare la classifica &ldquo;World&rsquo;s Best Hospitals 2026&rdquo; pubblicata da Newsweek, compaiono infatti tredici istituzioni italiane, ben cinque lombarde. Un risultato che consolida il ruolo del Paese come punto di riferimento sovranazionale, a dimostrazione di come il sistema sanitario conservi ancora alcuni dei centri d&rsquo;eccellenza pi&ugrave; riconosciuti nel mondo.</p>
<p>La graduatoria valuta gli ospedali di 32 Paesi &ndash; Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, India, Israele, Italia, Giappone, Malesia, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Filippine, Arabia Saudita, Singapore, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Tailandia, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti d&rsquo;America &ndash; in base a parametri che includono qualit&agrave; delle cure, reputazione professionale, indicatori di performance e sicurezza del paziente. Nel dettaglio la classifica si fonda sulle metriche di qualit&agrave; ospedaliera, con indicatori pubblici su qualit&agrave; delle cure, igiene e rapporto pazienti/personale (40%), sulle raccomandazioni dei pari, che hanno raccolto i nomi delle strutture nel proprio Paese e all&rsquo;estero maggiormente consigliate da oltre 10mila medici, manager e professionisti sanitari (35%), sull&rsquo;esperienza dei pazienti, valutata tramite sondaggi pubblici condotti da assicurazioni o enti specializzati (18,5%) e sulle implementazione PROMs, con questionari standardizzati compilati dai pazienti per misurare il loro benessere funzionale e la qualit&agrave; della vita, tenendo conto di diversi fattori, quali aspettativa di vita, dimensione della popolazione, numero di ospedali e disponibilit&agrave; di dati (6,5%).</p>
<p>La classifica della Top 250 vede gli Ospedali italiani nelle seguenti postazioni:<br>&middot; &nbsp;33 &ndash; <strong>Policlinico Universitario A. Gemelli </strong>&ndash; Roma;<br>&middot; &nbsp;43 &ndash; <strong>Grande Ospedale Metropolitano Niguarda </strong>&ndash; Milano;<br>&middot; &nbsp;51 &ndash;<strong> Istituto Clinico Humanitas</strong> &ndash; Rozzano (MI);<br>&middot; &nbsp;57 &ndash; <strong>Ospedale San Raffaele &ndash; Gruppo San Donato</strong> &ndash; Milano;<br>&middot; &nbsp;76 &ndash; <strong>Policlinico Sant&rsquo;Orsola-Malpighi </strong>&ndash; Bologna;<br>&middot; &nbsp;104 &ndash; <strong>Ospedale Papa Giovanni XXIII</strong> &ndash; Bergamo;<br>&middot; &nbsp;127 &ndash; <strong>Azienda Ospedale Universit&agrave; Padova</strong> &ndash; Padova;<br>&middot; &nbsp;134 &ndash; <strong>Ospedale Policlinico San Matteo</strong> &ndash; Pavia;<br>&middot; &nbsp;142 &ndash; <strong>Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona &ndash; Ospedale Borgo Trento</strong> &ndash; Verona;<br>&middot; &nbsp;192 &ndash; <strong>Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi</strong> &ndash; Firenze;<br>&middot; &nbsp;198 &ndash; <strong>AOU Policlinico di Modena</strong> &ndash; Modena;<br>&middot; &nbsp;203 &ndash; <strong>Azienda Ospedaliera Universitaria Sant&rsquo;Andrea</strong> &ndash; Roma;<br>&middot; &nbsp;221 &ndash; <strong>Presidio Ospedaliero Molinette &ndash; A.O.U. Citt&agrave; della Salute e della Scienza</strong> &ndash; Torino.</p>
<p>&ldquo;<em>La classifica </em>&ndash; spiega Newsweek &ndash; <em>evidenzia i migliori ospedali in tutto il mondo e fornisce classifiche specifiche per Paese, in modo che i lettori possano trovare informazioni personalizzate in base alle loro esigenze e alla loro posizione geografica</em>&rdquo;.</p>
<p>Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana dichiara: &ldquo;<em>Cinque ospedali lombardi tra i primi otto in Italia e tre tra i primi cento al mondo rappresentano un risultato che conferma la solidit&agrave; del nostro sistema sanitario. &Egrave; un riconoscimento al lavoro quotidiano di medici, infermieri, ricercatori e di tutto il personale sanitario che opera con professionalit&agrave; e dedizione. Continueremo a investire in strutture, tecnologie e innovazione per garantire ai cittadini cure sempre pi&ugrave; efficaci e moderne</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Riteniamo ancora pi&ugrave; significativo del posizionamento nelle classifiche internazionali il giudizio espresso quotidianamente dai cittadini che si affidano alle nostre strutture. &Egrave; a loro che dobbiamo risposte concrete, qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza e continuit&agrave; delle cure. Per questo non ci stancheremo mai di rafforzare la collaborazione tra tutte le componenti del sistema sanitario lombardo e di promuovere una piena integrazione con il territorio, che rappresenta il vero obiettivo strategico verso cui siamo orientati. Accogliamo quindi questi risultati con soddisfazione, ma senza alcun trionfalismo. La priorit&agrave; resta, infatti, migliorare ogni giorno i servizi offerti ai cittadini</em>&rdquo; aggiunge l&rsquo;assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.</p>
<p>Per scoprire la classifica completa &ldquo;World&rsquo;s Best Hospitals 2026&rdquo; consultare questo <a href="Anche%20quest&rsquo;anno%20la&nbsp;Lombardia&nbsp;si%20conferma%20una%20delle%20regioni%20regione%20ai%20vertici%20della&nbsp;sanit&agrave;%20internazionale.%20Tra%20i%202.500%20ospedali%20che%20sono%20stati%20valutati%20per%20stilare%20la%20classifica%20&ldquo;World&rsquo;s%20Best%20Hospitals%202026&rdquo;%20pubblicata%20da&nbsp;Newsweek,%20compaiono%20infatti%20tredici%20istituzioni%20italiane,%20ben%20cinque%20lombarde.%20Un%20risultato%20che%20consolida%20il%20ruolo%20del%20Paese%20come%20punto%20di%20riferimento%20sovranazionale,%20a%20dimostrazione%20di%20come%20il%20sistema%20sanitario%20conservi%20ancora%20alcuni%20dei%20centri%20d&rsquo;eccellenza%20pi&ugrave;%20riconosciuti%20nel%20mondo.%20%20La%20graduatoria%20valuta%20gli%20ospedali%20di&nbsp;32%20Paesi%20&ndash;%20Australia,%20Austria,%20Belgio,%20Brasile,%20Canada,%20Cile,%20Colombia,%20Danimarca,%20Finlandia,%20Francia,%20Germania,%20India,%20Israele,%20Italia,%20Giappone,%20Malesia,%20Messico,%20Paesi%20Bassi,%20Norvegia,%20Filippine,%20Arabia%20Saudita,%20Singapore,%20Corea%20del%20Sud,%20Spagna,%20Svezia,%20Svizzera,%20Taiwan,%20Tailandia,%20Turchia,%20Emirati%20Arabi%20Uniti,%20Regno%20Unito%20e%20Stati%20Uniti%20d&rsquo;America%20&ndash;%20in%20base%20a%20parametri%20che%20includono&nbsp;qualit&agrave;%20delle%20cure,%20reputazione%20professionale,%20indicatori%20di%20performance%20e%20sicurezza%20del%20paziente.%20Nel%20dettaglio%20la%20classifica%20si%20fonda%20sulle%20metriche%20di%20qualit&agrave;%20ospedaliera,%20con%20indicatori%20pubblici%20su%20qualit&agrave;%20delle%20cure,%20igiene%20e%20rapporto%20pazienti/personale%20(40%),%20sulle%20raccomandazioni%20dei%20pari,%20che%20hanno%20raccolto%20i%20nomi%20delle%20strutture%20nel%20proprio%20Paese%20e%20all&rsquo;estero%20maggiormente%20consigliate%20da%20oltre%2010mila%20medici,%20manager%20e%20professionisti%20sanitari%20(35%),%20sull&rsquo;esperienza%20dei%20pazienti,%20valutata%20tramite%20sondaggi%20pubblici%20condotti%20da%20assicurazioni%20o%20enti%20specializzati%20(18,5%)%20e%20sulle%20implementazione%20PROMs,%20con%20questionari%20standardizzati%20compilati%20dai%20pazienti%20per%20misurare%20il%20loro%20benessere%20funzionale%20e%20la%20qualit&agrave;%20della%20vita,%20tenendo%20conto%20di%20diversi%20fattori,%20quali%20aspettativa%20di%20vita,%20dimensione%20della%20popolazione,%20numero%20di%20ospedali%20e%20disponibilit&agrave;%20di%20dati&nbsp;(6,5%).%20%20La%20classifica%20della%20Top%20250%20vede%20gli%20Ospedali%20italiani%20nelle%20seguenti%20postazioni:%20&middot;%20&nbsp;33&nbsp;&ndash;%20Policlinico%20Universitario%20A.%20Gemelli%20&ndash;%20Roma;%20&middot;%20&nbsp;43&nbsp;&ndash;%20Grande%20Ospedale%20Metropolitano%20Niguarda%20&ndash;%20Milano;%20&middot;%20&nbsp;51&nbsp;&ndash;%20Istituto%20Clinico%20Humanitas%20&ndash;%20Rozzano%20(MI);%20&middot;%20&nbsp;57&nbsp;&ndash;%20Ospedale%20San%20Raffaele%20&ndash;%20Gruppo%20San%20Donato%20&ndash;%20Milano;%20&middot;%20&nbsp;76&nbsp;&ndash;%20Policlinico%20Sant&rsquo;Orsola-Malpighi%20&ndash;%20Bologna;%20&middot;%20&nbsp;104&nbsp;&ndash;%20Ospedale%20Papa%20Giovanni%20XXIII%20&ndash;%20Bergamo;%20&middot;%20&nbsp;127&nbsp;&ndash;%20Azienda%20Ospedale%20Universit&agrave;%20Padova%20&ndash;%20Padova;%20&middot;%20&nbsp;134&nbsp;&ndash;%20Ospedale%20Policlinico%20San%20Matteo%20&ndash;%20Pavia;%20&middot;%20&nbsp;142&nbsp;&ndash;%20Azienda%20Ospedaliera%20Universitaria%20Integrata%20Verona%20&ndash;%20Ospedale%20Borgo%20Trento%20&ndash;%20Verona;%20&middot;%20&nbsp;192&nbsp;&ndash;%20Azienda%20Ospedaliero-Universitaria%20Careggi%20&ndash;%20Firenze;%20&middot;%20&nbsp;198&nbsp;&ndash;%20AOU%20Policlinico%20di%20Modena%20&ndash;%20Modena;%20&middot;%20&nbsp;203&nbsp;&ndash;%20Azienda%20Ospedaliera%20Universitaria%20Sant&rsquo;Andrea%20&ndash;%20Roma;%20&middot;%20&nbsp;221&nbsp;&ndash;%20Presidio%20Ospedaliero%20Molinette%20&ndash;%20A.O.U.%20Citt&agrave;%20della%20Salute%20e%20della%20Scienza%20&ndash;%20Torino.%20%20&ldquo;La%20classifica%20&ndash;%20spiega%20Newsweek%20&ndash;%20evidenzia%20i%20migliori%20ospedali%20in%20tutto%20il%20mondo%20e%20fornisce%20classifiche%20specifiche%20per%20Paese,%20in%20modo%20che%20i%20lettori%20possano%20trovare%20informazioni%20personalizzate%20in%20base%20alle%20loro%20esigenze%20e%20alla%20loro%20posizione%20geografica&rdquo;.%20%20Il%20presidente%20della%20Regione%20Lombardia&nbsp;Attilio%20Fontana%20dichiara:%20&ldquo;Cinque%20ospedali%20lombardi%20tra%20i%20primi%20otto%20in%20Italia%20e%20tre%20tra%20i%20primi%20cento%20al%20mondo%20rappresentano%20un%20risultato%20che%20conferma%20la%20solidit&agrave;%20del%20nostro%20sistema%20sanitario.%20&Egrave;%20un&nbsp;riconoscimento%20al%20lavoro%20quotidiano%20di%20medici,%20infermieri,%20ricercatori&nbsp;e%20di%20tutto%20il%20personale%20sanitario%20che%20opera%20con%20professionalit&agrave;%20e%20dedizione.%20Continueremo%20a&nbsp;investire%20in%20strutture,%20tecnologie%20e%20innovazione&nbsp;per%20garantire%20ai%20cittadini%20cure%20sempre%20pi&ugrave;%20efficaci%20e%20moderne&rdquo;.%20%20&ldquo;Riteniamo%20ancora%20pi&ugrave;%20significativo%20del%20posizionamento%20nelle%20classifiche%20internazionali%20il%20giudizio%20espresso%20quotidianamente%20dai%20cittadini%20che%20si%20affidano%20alle%20nostre%20strutture.%20&Egrave;%20a%20loro%20che%20dobbiamo&nbsp;risposte%20concrete,%20qualit&agrave;%20dell&rsquo;assistenza%20e%20continuit&agrave;%20delle%20cure.%20Per%20questo%20non%20ci%20stancheremo%20mai%20di%20rafforzare%20la%20collaborazione%20tra%20tutte%20le%20componenti%20del%20sistema%20sanitario%20lombardo%20e%20di&nbsp;promuovere%20una%20piena%20integrazione%20con%20il%20territorio,%20che%20rappresenta%20il%20vero%20obiettivo%20strategico%20verso%20cui%20siamo%20orientati.%20Accogliamo%20quindi%20questi%20risultati%20con%20soddisfazione,%20ma%20senza%20alcun%20trionfalismo.%20La%20priorit&agrave;%20resta,%20infatti,%20migliorare%20ogni%20giorno%20i%20servizi%20offerti%20ai%20cittadini&rdquo;%20aggiunge%20l&rsquo;assessore%20regionale%20al%20Welfare&nbsp;Guido%20Bertolaso.%20%20Per%20scoprire%20la%20classifica%20completa%20&ldquo;World&rsquo;s%20Best%20Hospitals%202026&rdquo;%20consultare%20questo&nbsp;link.%20L&rsquo;elenco%20completo%20delle%20strutture%20menzionate%20da%20Newsweek%20lo%20si%20pu&ograve;%20invece%20trovare%20a%20questo&nbsp;link." target="_blank">link</a>. L&rsquo;elenco delle strutture menzionate da Newsweek lo si pu&ograve; invece trovare a questo <a href="Anche%20quest&rsquo;anno%20la&nbsp;Lombardia&nbsp;si%20conferma%20una%20delle%20regioni%20regione%20ai%20vertici%20della&nbsp;sanit&agrave;%20internazionale.%20Tra%20i%202.500%20ospedali%20che%20sono%20stati%20valutati%20per%20stilare%20la%20classifica%20&ldquo;World&rsquo;s%20Best%20Hospitals%202026&rdquo;%20pubblicata%20da&nbsp;Newsweek,%20compaiono%20infatti%20tredici%20istituzioni%20italiane,%20ben%20cinque%20lombarde.%20Un%20risultato%20che%20consolida%20il%20ruolo%20del%20Paese%20come%20punto%20di%20riferimento%20sovranazionale,%20a%20dimostrazione%20di%20come%20il%20sistema%20sanitario%20conservi%20ancora%20alcuni%20dei%20centri%20d&rsquo;eccellenza%20pi&ugrave;%20riconosciuti%20nel%20mondo.%20%20La%20graduatoria%20valuta%20gli%20ospedali%20di&nbsp;32%20Paesi%20&ndash;%20Australia,%20Austria,%20Belgio,%20Brasile,%20Canada,%20Cile,%20Colombia,%20Danimarca,%20Finlandia,%20Francia,%20Germania,%20India,%20Israele,%20Italia,%20Giappone,%20Malesia,%20Messico,%20Paesi%20Bassi,%20Norvegia,%20Filippine,%20Arabia%20Saudita,%20Singapore,%20Corea%20del%20Sud,%20Spagna,%20Svezia,%20Svizzera,%20Taiwan,%20Tailandia,%20Turchia,%20Emirati%20Arabi%20Uniti,%20Regno%20Unito%20e%20Stati%20Uniti%20d&rsquo;America%20&ndash;%20in%20base%20a%20parametri%20che%20includono&nbsp;qualit&agrave;%20delle%20cure,%20reputazione%20professionale,%20indicatori%20di%20performance%20e%20sicurezza%20del%20paziente.%20Nel%20dettaglio%20la%20classifica%20si%20fonda%20sulle%20metriche%20di%20qualit&agrave;%20ospedaliera,%20con%20indicatori%20pubblici%20su%20qualit&agrave;%20delle%20cure,%20igiene%20e%20rapporto%20pazienti/personale%20(40%),%20sulle%20raccomandazioni%20dei%20pari,%20che%20hanno%20raccolto%20i%20nomi%20delle%20strutture%20nel%20proprio%20Paese%20e%20all&rsquo;estero%20maggiormente%20consigliate%20da%20oltre%2010mila%20medici,%20manager%20e%20professionisti%20sanitari%20(35%),%20sull&rsquo;esperienza%20dei%20pazienti,%20valutata%20tramite%20sondaggi%20pubblici%20condotti%20da%20assicurazioni%20o%20enti%20specializzati%20(18,5%)%20e%20sulle%20implementazione%20PROMs,%20con%20questionari%20standardizzati%20compilati%20dai%20pazienti%20per%20misurare%20il%20loro%20benessere%20funzionale%20e%20la%20qualit&agrave;%20della%20vita,%20tenendo%20conto%20di%20diversi%20fattori,%20quali%20aspettativa%20di%20vita,%20dimensione%20della%20popolazione,%20numero%20di%20ospedali%20e%20disponibilit&agrave;%20di%20dati&nbsp;(6,5%).%20%20La%20classifica%20della%20Top%20250%20vede%20gli%20Ospedali%20italiani%20nelle%20seguenti%20postazioni:%20&middot;%20&nbsp;33&nbsp;&ndash;%20Policlinico%20Universitario%20A.%20Gemelli%20&ndash;%20Roma;%20&middot;%20&nbsp;43&nbsp;&ndash;%20Grande%20Ospedale%20Metropolitano%20Niguarda%20&ndash;%20Milano;%20&middot;%20&nbsp;51&nbsp;&ndash;%20Istituto%20Clinico%20Humanitas%20&ndash;%20Rozzano%20(MI);%20&middot;%20&nbsp;57&nbsp;&ndash;%20Ospedale%20San%20Raffaele%20&ndash;%20Gruppo%20San%20Donato%20&ndash;%20Milano;%20&middot;%20&nbsp;76&nbsp;&ndash;%20Policlinico%20Sant&rsquo;Orsola-Malpighi%20&ndash;%20Bologna;%20&middot;%20&nbsp;104&nbsp;&ndash;%20Ospedale%20Papa%20Giovanni%20XXIII%20&ndash;%20Bergamo;%20&middot;%20&nbsp;127&nbsp;&ndash;%20Azienda%20Ospedale%20Universit&agrave;%20Padova%20&ndash;%20Padova;%20&middot;%20&nbsp;134&nbsp;&ndash;%20Ospedale%20Policlinico%20San%20Matteo%20&ndash;%20Pavia;%20&middot;%20&nbsp;142&nbsp;&ndash;%20Azienda%20Ospedaliera%20Universitaria%20Integrata%20Verona%20&ndash;%20Ospedale%20Borgo%20Trento%20&ndash;%20Verona;%20&middot;%20&nbsp;192&nbsp;&ndash;%20Azienda%20Ospedaliero-Universitaria%20Careggi%20&ndash;%20Firenze;%20&middot;%20&nbsp;198&nbsp;&ndash;%20AOU%20Policlinico%20di%20Modena%20&ndash;%20Modena;%20&middot;%20&nbsp;203&nbsp;&ndash;%20Azienda%20Ospedaliera%20Universitaria%20Sant&rsquo;Andrea%20&ndash;%20Roma;%20&middot;%20&nbsp;221&nbsp;&ndash;%20Presidio%20Ospedaliero%20Molinette%20&ndash;%20A.O.U.%20Citt&agrave;%20della%20Salute%20e%20della%20Scienza%20&ndash;%20Torino.%20%20&ldquo;La%20classifica%20&ndash;%20spiega%20Newsweek%20&ndash;%20evidenzia%20i%20migliori%20ospedali%20in%20tutto%20il%20mondo%20e%20fornisce%20classifiche%20specifiche%20per%20Paese,%20in%20modo%20che%20i%20lettori%20possano%20trovare%20informazioni%20personalizzate%20in%20base%20alle%20loro%20esigenze%20e%20alla%20loro%20posizione%20geografica&rdquo;.%20%20Il%20presidente%20della%20Regione%20Lombardia&nbsp;Attilio%20Fontana%20dichiara:%20&ldquo;Cinque%20ospedali%20lombardi%20tra%20i%20primi%20otto%20in%20Italia%20e%20tre%20tra%20i%20primi%20cento%20al%20mondo%20rappresentano%20un%20risultato%20che%20conferma%20la%20solidit&agrave;%20del%20nostro%20sistema%20sanitario.%20&Egrave;%20un&nbsp;riconoscimento%20al%20lavoro%20quotidiano%20di%20medici,%20infermieri,%20ricercatori&nbsp;e%20di%20tutto%20il%20personale%20sanitario%20che%20opera%20con%20professionalit&agrave;%20e%20dedizione.%20Continueremo%20a&nbsp;investire%20in%20strutture,%20tecnologie%20e%20innovazione&nbsp;per%20garantire%20ai%20cittadini%20cure%20sempre%20pi&ugrave;%20efficaci%20e%20moderne&rdquo;.%20%20&ldquo;Riteniamo%20ancora%20pi&ugrave;%20significativo%20del%20posizionamento%20nelle%20classifiche%20internazionali%20il%20giudizio%20espresso%20quotidianamente%20dai%20cittadini%20che%20si%20affidano%20alle%20nostre%20strutture.%20&Egrave;%20a%20loro%20che%20dobbiamo&nbsp;risposte%20concrete,%20qualit&agrave;%20dell&rsquo;assistenza%20e%20continuit&agrave;%20delle%20cure.%20Per%20questo%20non%20ci%20stancheremo%20mai%20di%20rafforzare%20la%20collaborazione%20tra%20tutte%20le%20componenti%20del%20sistema%20sanitario%20lombardo%20e%20di&nbsp;promuovere%20una%20piena%20integrazione%20con%20il%20territorio,%20che%20rappresenta%20il%20vero%20obiettivo%20strategico%20verso%20cui%20siamo%20orientati.%20Accogliamo%20quindi%20questi%20risultati%20con%20soddisfazione,%20ma%20senza%20alcun%20trionfalismo.%20La%20priorit&agrave;%20resta,%20infatti,%20migliorare%20ogni%20giorno%20i%20servizi%20offerti%20ai%20cittadini&rdquo;%20aggiunge%20l&rsquo;assessore%20regionale%20al%20Welfare&nbsp;Guido%20Bertolaso.%20%20Per%20scoprire%20la%20classifica%20completa%20&ldquo;World&rsquo;s%20Best%20Hospitals%202026&rdquo;%20consultare%20questo&nbsp;link.%20L&rsquo;elenco%20completo%20delle%20strutture%20menzionate%20da%20Newsweek%20lo%20si%20pu&ograve;%20invece%20trovare%20a%20questo&nbsp;link." target="_blank">link</a>.</p>]]></description><pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Il congedo mestruale in Italia esiste, ma solo nelle scuole]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/il-congedo-mestruale-in-italia-esiste-ma-solo-nelle-scuole_113632.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/il-congedo-mestruale-in-italia-esiste-ma-solo-nelle-scuole_113632.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/113632/136751.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nell&rsquo;ultimo periodo alcune scuole superiori italiane stanno introducendo il congedo didattico mestruale, ovvero la possibilit&agrave; di rimanere a casa per un massimo di due giorni al mese per chi soffre di dolori forti e debilitanti durante il ciclo. Si tratta di un&rsquo;assoluta novit&agrave; significativa nel panorama educativo del Paese, che segna una svolta nel modo di percepire il rapporto tra salute, corpo e istruzione.</p>
<p>Nei primi giorni di gennaio, ad introdurre il congedo &egrave; stato il liceo Alessandro Manzoni di Milano, mentre gi&agrave; a fine del 2025 erano stati il liceo Quinto Orazio Flacco e l&rsquo;istituto Da Vinci-Nitti, entrambi di Potenza a prendere questa decisione. Il primo istituto ad adottare questa misura, nel 2022, era stato il liceo artistico e musicale Nervi Severini a Ravenna. Nella scelta di riconoscere la validit&agrave; di un congedo che permette alle studentesse di non recarsi a scuola si intravede un&rsquo;apertura verso una prospettiva che guarda al ciclo come una dimensione fisiologica che, in alcuni casi, necessita di una speciale tutela, inserendola all&rsquo;interno di un sistema sanitario regolamentato. Per poter accedere a questo permesso, &egrave; necessario presentare all&rsquo;inizio dell&rsquo;anno scolastico una certificazione medica, in modo da evitare un utilizzo scorretto dell&rsquo;agevolazione, a discapito di chi ne ha pi&ugrave; bisogno.</p>
<p>Tale misura sembra per&ograve;, per ora, funzionare solo nelle scuole, in quanto non esiste una legge nazionale che la renda obbligatoria sul posto di lavoro. Mentre all&rsquo;interno del istituti il congedo &egrave; stato introdotto grazie all&rsquo;attivismo di studentesse e studenti, sono pochissime le aziende che hanno infatti seguito l&rsquo;esempio andando incontro alle necessit&agrave; del personale femminile. La licenza consentirebbe alle donne di prendersi del tempo libero retribuito dal lavoro durante le mestruazioni per poter gestire i sintomi associati, come dolori pelvici, mal di testa e affaticamento.</p>
<p>L&rsquo;azienda veneta di spedizioni Ormesani e la Zeta Service sono state le prime ad aver introdotto il permesso. In alcuni Paesi europei, come la Spagna e il Portogallo, &egrave; attualmente in vigore una vera e propria legge nazionale sul congedo mestruale; il problema dell&rsquo;Italia risiede nel fatto che l&rsquo;introduzione di tale congedo dipende solo dalla sensibilit&agrave; dei datori di lavoro.</p>
<p>Non sono in realt&agrave; mancati alcuni progetti di legge sul tema, soprattutto su iniziativa dei partiti di centrosinistra. La prima, nel 2016, era stata presentata da Romina Mura, Daniela Sbrollini, Maria Iacono e Simonetta Rubinato, allora tutte deputate Pd, che chiedeva l&rsquo;attuazione di un congedo fino a tre giorni al mese, con un&rsquo;indennit&agrave; pari al 100% della retribuzione giornaliera, per le lavoratrici con contratto subordinato o parasubordinato che soffrivano di dismenorrea. Tuttavia, la proposta non &egrave; mai stata discussa in parlamento, nonostante sia stata ripresentata pure nel 2022.</p>
<p>L&rsquo;anno successivo &egrave; stato invece depositato alla Camera dai deputati di Alleanza Verdi e Sinistra un progetto di legge per l&rsquo;introduzione di un congedo per tutte le studentesse e le lavoratrici che soffrono di dismenorrea, una proposta mai assegnata alla commissione parlamentare competente. Il permesso si rivolgeva alle aziende e presentava le stesse caratteristiche contributive e retributive proposte nel 2016, ma aggiungeva una parte dedicata per l&rsquo;appunto alle scuole, riducendo il numero massimo di giorni mensili da tre a due.</p>
<p>Per ora si pu&ograve; affermare con sicurezza che il congedo didattico mestruale riconosciuto alle studentesse sia un&rsquo;evoluzione culturale che rafforza il valore sociale dell&rsquo;iniziativa studentesca, capace di incidere significativamente sulle politiche scolastiche. Non resta che vedere se tale risvolto arriver&agrave; ad incidere anche la legge italiana o se questa possibilit&agrave; nel mondo del lavoro rimarr&agrave; solo un&rsquo;utopia.</p>]]></description><pubDate>Wed, 21 Jan 2026 11:59:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Influenza, quest'anno ad aver la meglio è la “variante K”]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/influenza-quest-anno-ad-aver-la-meglio-e-la-variante-k_112746.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/influenza-quest-anno-ad-aver-la-meglio-e-la-variante-k_112746.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/112746/135462.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;influenza stagionale 2025-2026 sta assumendo in Italia proporzioni di rilievo significative continuando a far registrare alti tassi di positivit&agrave; in Italia. Secondo i dati pi&ugrave; recenti del rapporto della sorveglianza RespiVirNet dell&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave;, nella settimana dal 15 al 21 dicembre sono stati registrati circa 950mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute, portando il totale dall&rsquo;inizio dell'inverno a oltre 5,8 milioni di casi complessivi. Di fatto, l&rsquo;incidenza delle sindromi respiratorie &egrave; in aumento in tutto il Paese, con particolare intensit&agrave; nelle fasce di et&agrave; pi&ugrave; giovani come quella tra 0 e 4 anni, dove si osservano circa 50 casi per 1.000 assistiti. Le condizioni epidemiologiche delineano una stagione influenzale che si avvicina rapidamente al picco dei contagi, previsto tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio, con accessi in aumento ai pronto soccorso e ospedalizzazioni soprattutto tra le persone pi&ugrave; anziane e fragili.</p>
<p>Al centro di questa ondata influenzale si trova la cosiddetta variante K, un sottoclade del virus A(H3N2) attualmente predominante nella circolazione virale. Questa variante non sembra associata a una maggiore gravit&agrave; delle manifestazioni cliniche rispetto alle influenze stagionali classiche, ma si distingue per una trasmissibilit&agrave; pi&ugrave; elevata e una capacit&agrave; di circolare ampiamente nella popolazione, favorita anche dal periodo che circonda le feste che mette in relazione sempre un ampio di numero di persone, spesso all'interno di posti piccoli. &Egrave; per quanto si cerchi di prevenire il problema, i virus influenzali continuano a esercitare un impatto importante sul sistema sanitario, aumentando di dismisura i contagi nelle diverse regioni italiane.</p>
<p>Dal punto di vista dei sintomi, l&rsquo;influenza causata dalla variante K mantiene molte caratteristiche tipiche della stagione influenzale, come febbre alta, malessere generale, tosse, dolori muscolari e affaticamento; tuttavia, medici e infettivologi segnalano una frequenza maggiore di disturbi gastrointestinali, tra cui vomito e diarrea, che, pur non essendo inusuali in alcune fasce d&rsquo;et&agrave; come quella infantile, rendono il quadro clinico di questa stagione un po&rsquo; pi&ugrave; variegato e meno immediato da riconoscere rispetto ai casi classici. Ma come &egrave; noto, riconoscere i sintomi &egrave; il primo passo verso la guarigione.</p>
<p>In questa fase di intensa circolazione virale, gli esperti ribadiscono cos&igrave; l&rsquo;importanza della vaccinazione antinfluenzale continua a essere lo strumento principale per ridurre la gravit&agrave; delle infezioni e limitare le complicanze, soprattutto tra anziani, persone con condizioni croniche e categorie a rischio. Oltre alla vaccinazione, pratiche semplici come il lavaggio frequente delle mani, l&rsquo;areazione degli ambienti chiusi e la cautela nei contatti in presenza di sintomi respiratori possono contribuire a contenere la trasmissione.</p>]]></description><pubDate>Tue, 30 Dec 2025 17:57:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Tumori in Italia nel 2025: si registrano meno decessi ma non si appiattiscono le disparità regionali]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/tumori-in-italia-nel-2025-si-registrano-meno-decessi-ma-non-si-appiattiscono-le-disparita-regionali_112458.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/tumori-in-italia-nel-2025-si-registrano-meno-decessi-ma-non-si-appiattiscono-le-disparita-regionali_112458.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/112458/135077.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In base al rapporto &ldquo;I numeri del cancro in Italia 2025&rdquo; dell&rsquo;associazione di oncologia medica Aiom, nel corso di quest&rsquo;anno nella Penisola sono stati stimati circa 390mila nuovi casi di tumore, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2024. A emergere &egrave; lo scenario complessivo sempre pi&ugrave; positivo riguardante la mortalit&agrave;, in quanto negli ultimi dieci anni i decessi per cancro sono diminuiti del 9%, con riduzioni pi&ugrave; marcate per specifiche neoplasie come il tumore del polmone e quello del colon retto. Questi risultati, frutto di progressi diagnostici e terapeutici, contribuiscono a una sopravvivenza media a cinque anni pi&ugrave; alta della media europea per molte forme tumorali.</p>
<p>Il quadro complessivo non appare per&ograve; uniforme su tutto il territorio nazionale. Una delle criticit&agrave; pi&ugrave; evidenti riguarda l&rsquo;accesso ai servizi specialistici, in particolare nel Meridione; secondo i dati riportati, circa il 15% delle pazienti oncologiche del Meridione sceglie di cambiare regione per sottoporsi alla chirurgia mammaria, un fenomeno che, ad esempio, raggiunge in Calabria quasi il 50%, dove per molte delle donne colpite da tumore al seno diventa difficile accedere ad alcuni interventi a causa della carenza di strutture o liste d&rsquo;attesa troppo lunghe. Ovviamente tale spostamento richiede oneri aggiuntivi e riflette disparit&agrave; nell&rsquo;offerta di cure oncologiche sul territorio nazionale.</p>
<p>La riduzione dei decessi pu&ograve; essere associata all&rsquo;introduzione di trattamenti pi&ugrave; efficaci, a diagnosi pi&ugrave; precoci e a una maggiore partecipazione ai programmi di screening. Tuttavia, resta forte la variabilit&agrave; regionale nell&rsquo;adesione ai programmi di prevenzione, con tassi di screening estremamente inferiori al Sud rispetto al Nord e al Centro, nonostante alcuni miglioramenti recenti.</p>
<p>L&rsquo;analisi dei dati mette in evidenza anche come la lotta ai tumori non possa passare soltanto attraverso l&rsquo;evoluzione delle tecnologie mediche, ma richiede un costante rafforzamento della prevenzione primaria e secondaria, per ridurre le disuguaglianze nell&rsquo;accesso alle cure e potenziare le risorse umane nel Servizio sanitario nazionale. Se si spegnessero i riflettori puntati su questi aspetti, i progressi ottenuti rischierebbero di rimanere parziali, con un impatto disparato sulla qualit&agrave; della vita dei pazienti a seconda della regione di residenza.</p>
<p>In conclusione, se da un lato l&rsquo;Italia registra un miglioramento nei tassi di mortalit&agrave; oncologica e in alcune dimensioni della risposta sanitaria, dall&rsquo;altro continuano a persistere sfide significative legate all&rsquo;equit&agrave; territoriale, che richiedono interventi mirati per garantire che i benefici delle innovazioni in oncologia siano equamente distribuiti a favore di tutti.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Dec 2025 10:07:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Cresce senza precedenti l’emergenza fumo tra i giovani]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/cresce-senza-precedenti-lemergenza-fumo-tra-i-giovani_112046.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/cresce-senza-precedenti-lemergenza-fumo-tra-i-giovani_112046.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/112046/134515.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;aspettativa di vita alla nascita in Italia ha raggiunto nel 2024 i 84,1 anni, l&rsquo;et&agrave; pi&ugrave; alta dell&rsquo;Unione europea insieme alla Svezia, che sorpassa di sei mesi i livelli previsti negli anni pre-pandemia. Ad affiancare questa prospettiva positiva, figura anche la percentuale europea pi&ugrave; elevata di anziani (con il 24% di over 65), dei quali un consistente numero si trova a convivere con un alto carico di patologie croniche. I fattori di rischio di fatto si collegano nella maggior parte dei casi a tutti quei comportamenti definiti cruciali per il corso della vita, che spesso vengono adottati in giovane et&agrave; e si vanno a legare a quasi un decesso su quattro.&nbsp;</p>
<p>Dopo il Covid-19 il fumo da tabacco sembra aver reclutato molti nuovi dipendenti, soprattutto fra i ragazzi nella fascia d&rsquo;et&agrave; adolescenziale; alcuni di loro iniziano a fumare gi&agrave; all&rsquo;et&agrave; di 11 anni. Mentre nell&rsquo;ultimo mese risulta che il meno del 20% degli adulti ha fumato, tra i quindicenni la quota si innalza ben al 27%, il tasso pi&ugrave; alto in Ue dopo Cipro e Bulgaria, registrando 10 punti sopra la media europea. E cos&igrave; il 30,2% dei giovani tra i 14 e i 17 anni risulta utilizzare almeno un prodotto contenente nicotina, tra sigarette tradizionali, tabacco riscaldato e sigarette elettroniche; il mercato per quest&rsquo;ultime si sta espandendo sempre di pi&ugrave; modificando in profondit&agrave; il volto del tabagismo. Infatti, anche se una parte delle persone che le utilizza, lo fa per cercare di smettere di fumare, per un&rsquo;altra grande porzione, definibili quasi come una nuova generazione di consumatori, sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato sono considerate un tipo di fumo meno nocivo, al quale non sembra cos&igrave; pericoloso avvicinarsi.</p>
<p>Di fatto, nonostante normalmente si pensa che il fumo possa ricondurre solo al tumore del polmone, si dimenticano moltissime altre malattie - in totale 27 - cardiovascolari, visive e altre ancora. Ovviamente, il carcinoma del polmone &egrave; la patologia pi&ugrave; letale, con oltre 35.000 decessi annuali in Italia, che rappresentando il 90% dei casi diagnosticati.&nbsp;</p>
<p>Tra gli effetti del fumo &egrave; innegabile anche il danneggiamento della pelle, che crea un invecchiamento precoce, l&rsquo;aumento delle rughe e la perdita di elasticit&agrave; della cute.</p>
<p>Per limitare i danni personali e collettivi che la nicotina pu&ograve; creare, lo Stato italiano dovrebbe sollecitare i fumatori a sottoporsi a controlli, offrendo loro la possibilit&agrave; di effettuare con pi&ugrave; facilit&agrave; screening per tumori, e introdurre nella societ&agrave; un maggior numero di Sert, servizi per le tossicodipendenze, in modo che chiunque lo desidera si possa avvicinare a uno spazio in cui &egrave; semplice reperire informazioni e indicazioni che portano ad allontanarsi alla schiavit&ugrave; del fumo.</p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Dec 2025 15:32:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Cresce la povertà sanitaria: oltre mezzo milione di italiani costretti a rinunciare alle cure]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/cresce-la-poverta-sanitaria-oltre-mezzo-milione-di-italiani-costretti-a-rinunciare-alle-cure_111905.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/cresce-la-poverta-sanitaria-oltre-mezzo-milione-di-italiani-costretti-a-rinunciare-alle-cure_111905.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/111905/134342.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel 2025 l&rsquo;Italia si &egrave; ritrovata ad affrontare una crisi sanitaria silenziosa ma diffusa. Secondo il 12&deg; Rapporto Donare per curare &ndash; Povert&agrave; Sanitaria e Donazione Farmaci realizzato da OPSan &ndash; Osservatorio sulla Povert&agrave; Sanitaria (organo di ricerca di Banco Farmaceutico), 501.922 persone (pari a circa 8,5 ogni 1.000 residenti) si sono ritrovate in condizioni di povert&agrave; sanitaria e hanno dovuto rivolgersi a una delle 2.034 strutture assistenziali convenzionate per ottenere gratuitamente farmaci e cure che non avrebbero potuto permettersi.</p>
<p>Rispetto al 2024, quando le persone assistite erano 463.176, &egrave; stato registrato un aumento dell&rsquo;8,4%, a testimonianza di un problema in costante aggravamento. Tra le persone in condizioni di povert&agrave; sanitaria il campione assistito si compone per il 51,6% da uomini e per il 58% si tratta di persone in et&agrave; adulta (18-64 anni). Particolarmente drammatico &egrave; il dato sui minori, che attesta come 145.557 bambini e ragazzi (il 29% del totale) rientrano tra coloro che hanno chiesto aiuto, una quota superiore a quella degli anziani (21,8%, pari a 109.419 persone). Dal punto di vista clinico, i casi acuti (56%) superano quelli cronici (44%).</p>
<p>Questi numeri sfatano un altro stereotipo spesso citato: la povert&agrave; sanitaria non riguarda solo anziani o persone con gravi patologie croniche, ma colpisce profondamente famiglie, lavoratori e bambini, molti dei quali completamente dipendenti da altri per cure e farmaci.</p>
<p>Tale crisi non riguarda solo chi rinuncia alle cure, ma sotto tanti punti di vista anche chi prova a mantenerle. L&rsquo;anno scorso la spesa farmaceutica complessiva sostenuta dalle famiglie italiane ha raggiunto 23,81 miliardi di euro, in aumento di 171 milioni rispetto al 2023; di questi, 10,16 miliardi (42,7%) sono stati pagati interamente a carico delle famiglie, senza copertura da parte del servizio sanitario pubblico.</p>
<p>Tra il 2018 e il 2024 la quota di spesa privata &egrave; salita di 1,78 miliardi di euro (+21,26%). Si tratta di una crescente pressione economica che pesa in particolare sulle fasce pi&ugrave; fragili, rendendo il diritto alla salute &mdash; che per legge &egrave; garantito &mdash; un privilegio sempre pi&ugrave; difficile da esercitare. Di fatto nel 2024 quasi una persona su dieci ha infatti rinunciato a visite o esami specialistici. Le motivazioni che si celano dietro a questa scelta dipendono dal 6,8% per le liste d&rsquo;attesa lunghe e dal 5,3% per ragioni economiche (pari a circa 3,1 milioni di persone), in aumento rispetto all&rsquo;anno precedente.</p>
<p>A livello regionale, la situazione appare spesso ancora pi&ugrave; critica in alcune parti d&rsquo;Italia. Nella Lombardia quest&rsquo;anno, con la rete pi&ugrave; ampia di strutture convenzionate con Banco Farmaceutico (circa 450 enti), si contano 108.667 persone beneficiarie di aiuti assistenziali, con un incremento del 12,3% rispetto all&rsquo;anno precedente. Questo fenomeno svela una realt&agrave; drammatica, che vede come la fragilit&agrave; sociale e la perdita di reddito in un contesto economico di stagnazione o precariet&agrave; spingono troppe famiglie a dover decidere tra la tutela della salute e le spese essenziali quotidiane.</p>
<p>Le cause del rigurgito della povert&agrave; sanitaria le si ripossono trovare nell&rsquo;aumento dei costi a carico dei cittadini per i farmaci da banco, ticket e le cure non totalmente coperte dal servizio sanitario, nella riduzione del potere di acquisto delle famiglie, stagnazione dei redditi e precariet&agrave; lavorativa, nelle liste d&rsquo;attesa lunghe e nelle disuguaglianze territoriali nell&rsquo;accesso ai servizi sanitari di base.</p>]]></description><pubDate>Wed, 10 Dec 2025 12:11:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Hiv in Italia: le diagnosi rimangono spesso tardive, mentre cresce l’allarme tra i giovani]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/hiv-in-italia-le-diagnosi-rimangono-spesso-tardive-mentre-cresce-lallarme-tra-i-giovani_111482.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/hiv-in-italia-le-diagnosi-rimangono-spesso-tardive-mentre-cresce-lallarme-tra-i-giovani_111482.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/111482/133781.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ogni anno, il 1&deg; dicembre, in occasione della Giornata mondiale contro l&rsquo;Aids il mondo si ferma a riflettere sulla lotta contro l&rsquo;Hiv, una sfida che purtroppo anche nel 2025 resta attualissima. Infatti nonostante le cure stiano facendo passi da gigante e molti casi oggi vengano gestiti come una malattia cronica, i numeri mostrano che il virus continua a circolare e soprattutto vengono ancora fatte molte diagnosi troppo tardive.</p>
<p>Secondo l&rsquo;ultimo bollettino del Centro operativo Aids dell&rsquo;Istituto superiore di sanit&agrave; (Iss), nel 2024 in Italia sono state registrate 2.379 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a circa 4 casi ogni 100.000 residenti, una dato che colloca il Paese al di sotto della media dell&rsquo;Europa occidentale, che si attesta intorno a 5,9 casi su 100.000. Tuttavia, guardando pi&ugrave; da vicino la situazione emerge un aspetto preoccupante: molte di questi casi vengono scoperti &ldquo;<em>quando ormai &egrave; tardi</em>&rdquo;; infatti sempre pi&ugrave; persone ricevono una diagnosi tardiva, quasi il 60% del totale, con una percentuale del 18% che interessa i giovani con meno di vent&rsquo;anni. Viene cos&igrave; dimostrata come la capacit&agrave; di intercettare precocemente il virus resti insufficiente.</p>
<p>&ldquo;<em>Rispetto allo scorso anno</em> - spiega Cristina Mussini, vicepresidente della Societ&agrave; italiana malattie infettive e tropicali (Simit) - <em>ci sono 128 casi in meno, ma questa sostanziale stabilit&agrave; non deve illudere. L&rsquo;avere a disposizione la Profilassi Pre-Esposizione (PrEP) e il cosiddetto &lsquo;treatment as prevention&rsquo;, ossia l'uso dei farmaci antiretrovirali come strumento per ridurre il rischio di trasmissione dell&rsquo;Hiv, dovrebbero condurre verso una diminuzione pi&ugrave; marcata. Invece il virus continua a circolare soprattutto tra i giovani, mentre fatichiamo a far emergere il sommerso. Serve una comunicazione mirata e la formazione nelle fasce d&rsquo;et&agrave; pi&ugrave; a rischio, con un coinvolgimento di tutti gli attori che possano offrire un contributo sull&rsquo;educazione sessuale e affettiva</em>&rdquo;.</p>
<p>La prevenzione rimane cos&igrave; l&rsquo;arma pi&ugrave; efficace contro l&rsquo;Hiv, perch&eacute; permette di intervenire prima che il virus circoli in silenzio. Non riguarda solo l&rsquo;uso del preservativo o la consapevolezza dei comportamenti a rischio, ma anche la diffusione di determinati strumenti come la PrEP e la possibilit&agrave; di fare test rapidi, gratuiti e accessibili a tutti. Prevenire significa conoscere, parlare apertamente di salute sessuale, superare tab&ugrave; e stigmi che ancora oggi spingono molte persone a evitare il test per paura del giudizio; significa anche individuare l&rsquo;infezione precocemente, avviare subito la terapia e mantenere la carica virale non rilevabile, condizione che, oltre a proteggere la salute della persona, azzera il rischio di trasmettere il virus. In questo senso, la prevenzione non &egrave; solo un gesto individuale: &egrave; un atto collettivo, capace di tutelare non solo s&eacute; stessi ma anche le persone con cui si entra in conatto.</p>
<p>&Egrave; importante non &ldquo;<em>sottovalutare</em>&rdquo; il virus, in quanto sebbene con i progressi medici la percezione del rischio &egrave; calata e molti pensano di potere infatti &ldquo;<em>rischiare poco</em>&rdquo;, di fatto ogni rapporto e comportamento che implica la possibilit&agrave; di contrare l&rsquo;Hiv resta un pericolo reale. Un&rsquo;informazione continua, un accesso semplificato e l&rsquo;anonimato ai test, sono tutti elementi che potrebbero fare la differenza nell&rsquo;offrire un supporto reale per chiunque voglia fare una diagnosi.</p>]]></description><pubDate>Mon, 01 Dec 2025 15:20:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[L’obesità è per legge una malattia cronica, ma sembra ancora impossibile combatterla nel modo giusto]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/lobesita-e-per-legge-una-malattia-cronica-ma-sembra-ancora-impossibile-combatterla-nel-modo-giusto_111164.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/lobesita-e-per-legge-una-malattia-cronica-ma-sembra-ancora-impossibile-combatterla-nel-modo-giusto_111164.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/111164/133379.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Da inizio ottobre la legge italiana riconosce l&rsquo;obesit&agrave; come malattia cronica, una delle problematiche pi&ugrave; urgenti della sanit&agrave; pubblica italiana. Il Senato ha infatti approvato in via definitiva la norma gi&agrave; votata alla Camera lo scorso 7 maggio, che riconosce in modo esplicito il diritto delle persone affette da obesit&agrave; di accedere alle prestazioni sanitarie comprese nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), e prevede l&rsquo;istituzione di un Programma nazionale per la prevenzione e la cura del disturbo.</p>
<p>A distanza di meno di due mesi, in realt&agrave;, a farsi spazio sono soprattutto i limiti legati alla sua applicazione di questa nuova legge: mancano i giusti fondi disponibili e la possibilit&agrave; di distinguere a chi destinarli. Nonostante l&rsquo;obesit&agrave; non sia vista solo pi&ugrave; come un problema legato allo stile di vita o a una responsabilit&agrave; personale, ma come una patologia cronica, progressiva e recidivante che richiede continuit&agrave; assistenziale e percorsi strutturati, il riconoscimento istituzionale non potr&agrave; essere pienamente attuato fino a quando non saranno definiti i Livelli essenziali di assistenza (LEA), cio&egrave; le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti. Nel testo della legge non sono definite le prestazioni da garantire e quindi ancora non si sa quali saranno comprese, tra gli interventi chirurgici per la riduzione delle dimensioni dello stomaco, le attivit&agrave; di medicina territoriale e la somministrazione dei farmaci di nuova generazione come l&rsquo;Ozempic.</p>
<p>La creazione di un Programma nazionale dedicato all&rsquo;obesit&agrave; si traduce in un documento strategico che possa definire obiettivi, standard minimi e priorit&agrave; di intervento, ai quali Regioni e strutture sanitarie devono fare riferimento per organizzare servizi, percorsi diagnostico-terapeutici e prevenzione. Solo in presenza di percorsi diagnostico-terapeutici ben definiti, cio&egrave; linee guida operative che stabiliscano come deve essere valutato un paziente, quali figure professionali debbano seguirlo e con quale frequenza, si possono destinare i fondi alle persone di cui ne hanno pi&ugrave; bisogno.</p>
<p>Mondialmente l&rsquo;obesit&agrave; &egrave; riconosciuta da tempo come una delle malattie croniche maggiormente in crescita, basti pensare come l&rsquo;Organizzazione mondiale della sanit&agrave; (OMS) testimoni che dal 1990 la quantit&agrave; di persone adulte obese nel mondo &egrave; pi&ugrave; che raddoppiata, mentre tra le persone adolescenti &egrave; quadruplicata. La norma cerca di promuovere salute e riduzione dell&rsquo;obesit&agrave; anche negli ambienti scolastici, con iniziative strutturate, che vanno dalla promozione dell&rsquo;attivit&agrave; fisica e della corretta alimentazione alla sensibilizzazione dei genitori e all&rsquo;informazione pubblica tramite, per esempio, le farmacie.</p>
<p>Per quanto pare ancora lontana la sua concretizzazione, l&rsquo;Italia, con questa iniziativa legislativa pionieristica, si pone dunque all&rsquo;avanguardia mondiale affrontando una delle maggiori emergenze sanitarie globali con la stigmatizzazione a un nuovo approccio multidisciplinare alla cura.</p>]]></description><pubDate>Tue, 25 Nov 2025 12:12:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[In Italia la perdita di udito colpisce 7 milioni di persone, il 40% usa l’apparecchio]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/in-italia-la-perdita-di-udito-colpisce-7-milioni-di-persone-il-40-usa-lapparecchio_110787.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/in-italia-la-perdita-di-udito-colpisce-7-milioni-di-persone-il-40-usa-lapparecchio_110787.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/110787/132826.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Italia guadagna un primato europeo insolito, quello della perdita uditiva: 7 milioni di persone colpite, pari al 12,4% della popolazione, convivono con un qualche grado di ipoacusia. Questo &egrave; il dato raccolto dalla ricerca EuroTrak Italia 2025 condotta da Anovum per EHIMA, che testimonia - d&rsquo;altro canto - una crescita esponenziale della consapevolezza sull&rsquo;importanza della tecnologia e degli aiuti che tale pu&ograve; offrire per andare a colmare le lacune fisiche.</p>
<p>Di fatto nel nostro Paese solo il 40% degli affetti usa un apparecchio acustico, ma ben il 96% degli utilizzatori sono convinti di aver migliorato la loro qualit&agrave; della vita e il 67% si pente di non essere intervenuto prima. Chi porta un apparecchio segnala benefici non solo fisici, ma anche sociali, infatti quasi 8 utenti su 10 riferiscono relazioni pi&ugrave; armoniose e una comunicazione pi&ugrave; fluida in famiglia e nella vita quotidiana.</p>
<p>Pur segnalando questi miglioramenti, la consapevolezza sui problemi uditivi sembra ancora insufficiente. Gli esperti sottolineano la necessit&agrave; di potenziare l&rsquo;informazione sulla salute in questo ambito e promuovere percorsi di cura pi&ugrave; chiari. Secondo Sandro Lombardi, presidente di ANIFA, &ldquo;<em>l&rsquo;innovazione consente oggi di affrontare la perdita d&rsquo;udito in modo sempre pi&ugrave; discreto ed efficace</em>&rdquo;. Molti pazienti non sanno che possono ottenere un rimborso dal Servizio Sanitario Nazionale per il loro apparecchio.</p>
<p>Anche grazie alla genetica si continuano aprire nuove frontiere terapeutiche. La perdita uditiva infatti oggi non risulta solo pi&ugrave; un problema legato all&rsquo;et&agrave; o all&rsquo;ambiente, in molti casi &egrave; &ldquo;<em>scritta nel DNA</em>&rdquo;.</p>
<p>Nicola Quaranta, direttore dell&rsquo;otorinolaringoiatria al Policlinico di Bari e presidente della SIAF (Societ&agrave; Italiana di Audiologia e Foniatria), attualmente guida una delle pi&ugrave; promettenti iniziative in Italia; nei primi studi clinici mondiali sulle terapie geniche per le sordit&agrave; infantili, si sta provando a ripristinare l&rsquo;udito introducendo il gene corretto nell&rsquo;orecchio interno. Gli studi preliminari su bambini con mutazioni del gene otoferlina hanno mostrato risultati incoraggianti, in quanto sembra che la terapia possa riportare l&rsquo;udito a livelli normali o quasi, migliorando in modo significativo lo sviluppo del linguaggio. Tuttavia - come chiarito da Quaranta - si sta affrontando solo la prima fase di sperimentazione, e i casi restano rari.</p>
<p>Per il momento, le protesi acustiche e gli impianti cocleari rimangono le soluzioni pi&ugrave; diffuse e consolidate, ma la prospettiva di una cura genetica rappresenta una vera e propria rivoluzione.</p>]]></description><pubDate>Tue, 18 Nov 2025 12:02:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[L’Italia, ancora una volta, ai vertici europei per donazione di organi]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/litalia-ancora-una-volta-ai-vertici-europei-per-donazione-di-organi_110177.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/litalia-ancora-una-volta-ai-vertici-europei-per-donazione-di-organi_110177.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/110177/131983.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; stata pubblicata, come ogni anno, la Newsletter Transplant, il rapporto del Consiglio d&rsquo;Europa che presenta dati internazionali sulle attivit&agrave; di donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule staminali emopoietiche, sulla gestione delle liste d'attesa e sui centri autorizzati. L&rsquo;Italia si conferma ancora una volta una delle eccellenze europee e mondiali in questo ambito sanitario.</p>
<p>Il report relativo al 2024 ha registrato 29,5 donatori utilizzati per ogni milione di abitanti, un numero che ha posizionato l&rsquo;Italia seconda tra i grandi Paesi Ue solo dopo i 48 della Spagna, ma davanti a Francia (28,3), Regno Unito (19,2) e Germania (10,9). Includendo invece anche le Nazioni pi&ugrave; piccole, la penisola viene superata dal Portogallo (33,5), Repubblica Ceca (32), Belgio (31,7) e Croazia (29,8).</p>
<p>Prendendo come riferimento l&rsquo;attivit&agrave; esclusiva di trapianto, il nostro Paese &egrave; secondo a livello mondiale per quelli di fegato (28,8 trapianti per milione di abitanti), superato soltanto dagli Stati Uniti (31,8), e settimo per quelli di cuore (7).</p>
<p>Nel 2024 - in base ai dati riportati nel Report 2024 del Centro Nazionale Trapianti- sono stati 3.165 i donatori segnalati nelle rianimazioni (+2,3% rispetto al 2023), di cui 1.730 effettivamente utilizzati (+3,6%), per un totale di 4.642 trapianti realizzati (+3,9%). L&rsquo;et&agrave; media dei donatori &egrave; di 62,6 anni.</p>
<p>Tra le strutture ospedaliere nelle quali vengono effettuate le donazioni, le pi&ugrave; attive sono state quelle di Padova (53), il Civile Maggiore di Verona (47) e il Bellaria di Bologna. Padova inoltre si conferma il primo centro italiano per trapianti di rene (217) e di polmone (41), mentre Torino si impone per quelli per trapianti di fegato (179), il Policlinico di Bari per trapianti di cuore (73) e il San Raffaele di Milano per pancreas (14).</p>
<p>Emerge cos&igrave; come il Veneto sia una delle regioni che presenta le performance complessive migliori: oltre a guidare la classifica nazionale per tasso di donatori, &egrave; tra le realt&agrave; pi&ugrave; virtuose in Europa per capacit&agrave; organizzativa, efficienza dei centri di prelievo e partecipazione dei cittadini.</p>
<p>In lista per un trapianto, a fine 2024, c&rsquo;erano ancora 8.024 pazienti, con tempi medi d&rsquo;attesa di 3 anni per un trapianto di rene, un anno e 7 mesi per il fegato, 3 anni e 4 mesi per il cuore e 2 anni e 5 mesi per il polmone. Tempi che per i pazienti in urgenza nazionale si riducono drasticamente, con l&rsquo;attesa media di 2 giorni per il fegato, 5-6 giorni per rene e polmone e 10-11 giorni per il cuore.</p>
<p>Giuseppe Feltrin, direttore generale del Centro Nazionale Trapianti, dichiara: &ldquo;<em>I dati del 2024, insieme a quelli preliminari del 2025, confermano la forza di un sistema che cresce nella complessit&agrave; e nella capacit&agrave; di risposta. Con una rete sempre pi&ugrave; capillare, protocolli aggiornati e attenzione ai bisogni dei pazienti, l&rsquo;Italia rafforza la propria posizione tra i Paesi leader nel campo della donazione e del trapianto, trasformando ogni donazione in una concreta possibilit&agrave; di vita</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 05 Nov 2025 11:28:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[La salute degli italiani tra tradizione e innovazione digitale]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/la-salute-degli-italiani-tra-tradizione-e-innovazione-digitale_109764.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/la-salute-degli-italiani-tra-tradizione-e-innovazione-digitale_109764.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/109764/131384.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel panorama sanitario italiano emerge una fotografia del mondo sanitario che coniuga un forte richiamo alla tradizione, incarnata dal medico di base, con una sempre maggiore apertura verso canali digitali e strumenti di intelligenza artificiale. Da un lato, l&rsquo;ultima indagine dell&rsquo;Osservatorio Opinion Leader 4 Future, il progetto nato nel 2023 dalla collaborazione tra il Gruppo Credem e Almed (Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell&rsquo;Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore), rivela che l&rsquo;81% degli italiani dichiara di informarsi attivamente su salute e benessere, dimostrando un bisogno trasversale di conoscenze senza alcuna differenza di genere.</p>
<p>Il medico di base rimane di fatto la fonte privilegiata a cui rivolgersi per il 64% del campione, mentre le ricerche online riguardano il 58% del totale, con motori di ricerca (25%), siti del sistema sanitario nazionale (15%), forum specializzati (11%) e esperti sui social media (7%). L&rsquo;IA, seppure ancora marginale, comincia a fare capolino: il 4% del totale e l&rsquo;8% degli under 45 dichiarano di usarla per informazioni sanitarie.</p>
<p>Dall&rsquo;altro lato, il medico di famiglia non ha smesso di essere percepito &ldquo;centrale&rdquo;, ma con un profilo che sta evolvendo soprattutto tra i pi&ugrave; giovani. In particolare, per la fascia 18-44 anni, l&rsquo;importanza attribuita al medico di base scende al 54%, contro il 73% degli over 65. Questo rivela un cambiamento generazionale, con i giovani che si informano pi&ugrave; online, mentre per gli anziani la figura fiduciaria del professionista resta un punto di riferimento insostituibile, in quanto ancora alla ricerca di un rapporto personale.</p>
<p>Le donne risultano leggermente pi&ugrave; inclini a usare siti ufficiali e forum rispetto agli uomini; come ad esempio il 29% delle prime, rispetto a un 21%, uilizza motori di ricerca per temi di salute. Gli strumenti accessibili attraverso il web stanno diventando perlopi&ugrave; complementari alla consultazione medica, e non sostitutivi. Si delinea dunque un modello ibrido dove la centralit&agrave; del medico non viene meno, ma si adatta all&rsquo;interno di un ecosistema digitale che va maturando.</p>
<p>&ldquo;<em>I risultati della nuova ricerca dell'Osservatorio Opinion Leader 4 Future confermano il ruolo cruciale dell'informazione nella vita di ogni persona, anche quando si tratta di scelte fondamentali come quelle per la propria salute. Seppur i canali tradizionali godano di un'importante considerazione, &egrave; innegabile come il digitale, e gli strumenti basati sull'intelligenza artificiale, stiano ridefinendo le modalit&agrave; con cui gli italiani cercano ed accedono a informazioni su tematiche mediche. Tale scenario ci spinge a sottolineare l'importanza della cultura dell'informazione e della verifica di qualit&agrave; e autorevolezza delle fonti consultate, ma al contempo a rimarcare la insostituibilit&agrave; delle competenze attive nel servizio sanitario nazionale, per sostenere il benessere delle persone e della societ&agrave;</em>&rdquo; ha dichiarato Maurizio Giglioli, direttore marketing Credem.</p>
<p>In conclusione, l&rsquo;indagine mostra un&rsquo;Italia che non rifiuta la tradizione della cura ma la arricchisce con nuovi strumenti digitali. Il principale messaggio &egrave; quello di spingere le persone a non sceglierne uno per forza, ma piuttosto adoperarli entrambi e in equilibrio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Oct 2025 17:53:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Certificato di malattia da remoto: le novità del Ddl Semplificazioni]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/certificato-di-malattia-da-remoto-le-novita-del-ddl-semplificazioni_108918.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/certificato-di-malattia-da-remoto-le-novita-del-ddl-semplificazioni_108918.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/108918/130149.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ultimamente la digitalizzazione, la robotica e l'intelligenza artificiale si stanno sempre pi&ugrave; facendo spazio nella medicina, diventando elementi indispensabili nel mondo sanitario. Viaggiando nella stessa direzione, &egrave; tornato attuale un tema gi&agrave; dibattuto da anni dalla popolazione: la possibilit&agrave; di ottenere un certificato medico di malattia a distanza, con una videochiamata o un consulto telematico. Tali novit&agrave; sono in realt&agrave; specificamente contenute nel nuovo disegno di legge Semplificazioni, ma restano numerosi i passaggi da chiarire prima che la misura diventi operativa.</p>
<p>La norma attualmente in vigore &ndash; articolo 55-quinquies del decreto legislativo 165/2001 &ndash; impone per tutti i medici che rilasciano certificazioni basate su informazioni non rilevate di persona n&eacute; supportate da documentazione oggettiva sanzioni gravi, come la radiazione dall&rsquo;albo, il licenziamento o la decadenza dalla convenzione con il servizio sanitario.</p>
<p>Secondo le bozze approvate del Ddl, i certificati di malattia potrebbero essere rilasciati anche tramite strumenti di telemedicina, permettendo una valutazione indiretta del paziente, senza eliminare &ndash; ovviamente &ndash; il principio di responsabilit&agrave;. Questo cambiamento al giorno d'oggi appare possibile anche grazie all&rsquo;esperienza maturata durante l&rsquo;emergenza pandemica, quando questi strumenti &ndash; allora indispensabili &ndash; si sono rivelati funzionanti e comodi.</p>
<p>Il testo, pensato solo per i dipendenti pubblici, prevede diversi requisiti: identificazione certa del paziente, utilizzo di strumenti sicuri e tracciabili, garanzia di validit&agrave; legale del documento, sicurezza dei dati sanitari.</p>
<p>Per fare in mondo che la norma diventi operativa, sar&agrave; comunque necessario un decreto attuativo del Ministero della Salute che stabilisca i criteri, le modalit&agrave; e le piattaforme certificate da utilizzare. Fino a quel momento, i medici dovranno attenersi alle regole esistenti, che impongono la visita in presenza per il rilascio del certificato.</p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Oct 2025 12:23:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Medici del Mondo: “Diritto di aborto negato da scarse informazioni”]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/medici-del-mondo-diritto-di-aborto-negato-da-scarse-informazioni_108116.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/medici-del-mondo-diritto-di-aborto-negato-da-scarse-informazioni_108116.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/108116/128968.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In vista della Giornata Internazionale per l&rsquo;Aborto Sicuro, fissata per il 28 settembre, Medici del Mondo ha presentato alla Camera dei deputati il suo terzo report annuale sulla situazione dell&rsquo;Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) in Italia, intitolato &ldquo;Aborto senza numeri &ndash; L&rsquo;assenza di dati come politica di deterrenza e causa di disuguaglianza&rdquo;.</p>
<p>Anche quest&rsquo;anno al centro del report c&rsquo;&egrave; la problematica della mancanza dei dati chiari, aggiornati e accessibili. Per legge, il Ministero della Salute infatti dovrebbe presentare tutti gli anni al Parlamento una relazione sull&rsquo;attuazione della legge 194/78 e sull&rsquo;accesso all&rsquo;IVG. Tuttavia, di fatto dal 1999 a oggi questa scadenza non &egrave; mai stata rispettata; addirittura, come record negativo, nel 2024 la relazione &egrave; stata resa pubblica a dicembre, riferendosi ai dati del 2022.</p>
<p>Il processo di raccolta dei numeri - evidenzia Medici del Mondo - &egrave; disomogeneo e politicamente condizionato. I dati, aggregati per Regione e spesso vecchi di mesi o anni, rendono difficile far capire a chi fare riferimento per un aborto nel proprio comune. &ldquo;<em>Il blackout informativo alimenta le disuguaglianze e ostacola l&rsquo;accesso a un diritto garantito dalla legge</em>&rdquo; denuncia il report.</p>
<p>Nonostante le strutture sanitarie dovrebbero trasmettere i dati sulle Ivg alle regioni, poi inoltrati direttamente all&rsquo;Istat tramite la piattaforma Gino++, questo metodo di trasmissione non funziona. Infatti l&rsquo;unica Regione che nella pratica fornisce numeri aggiornati e accessibili online &egrave; il Veneto, che in ogni caso presenta un tasso di obiezione del 66,6%, sicuramente non di incoraggiamento per le persone che desiderano informarsi sull&rsquo;aborto. A colmare parzialmente questo vuoto negli ultimi anni ci sono le mappature indipendenti, come il progetto &ldquo;Mai Dati&rdquo; delle giornaliste Sonia Montegiove e Chiara Lalli, che hanno costruito tramite decine di richieste di accesso civico un portale geografico con informazioni su aborto farmacologico, strutture con alta obiezione di coscienza e centri senza obiettori. Sebbene sono molte le Regioni abbiano rifiutato di fornire i dati o li abbiano resi in formati inutilizzabili, la mappa si torva online, in forma aggiornata. Le mappe realizzate dall&rsquo;associazione Obiezione Respinta sono invece basate sulle esperienze di chi ha abortito o utilizzato contraccezione d&rsquo;emergenza in passato.</p>
<p>Recentemente il Ministero della Salute con l&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave; ha realizzato la prima mappa interattiva nazionale dei punti IVG, indicando strutture attive e metodi disponibili. Si tratta di un lieve miglioramento, ma molto limitato, in quanto tale mappa, non pubblicata sui siti regionali o ministeriali principali, si ferma al 2023 e rimane incompleta, non aggiornata, senza livelli di obiezione e possibilit&agrave; di confronto tra strutture.</p>
<p>Elisa Visconti, direttrice di Medici del Mondo Italia, ha commentato: &ldquo;<em>Senza dati chiari e aggiornati, il diritto alla salute e alla scelta rimane solo sulla carta. La filiera di raccolta dei dati non &egrave; pi&ugrave; complessa di quella di altri ambiti sanitari. Quando le richieste ufficiali di accesso vengono ignorate, &egrave; evidente che il problema &egrave; politico, non tecnico. Questo crea disuguaglianze nell&rsquo;accesso a un diritto fondamentale, mettendo a rischio salute fisica e mentale delle donne. L&rsquo;OMS &egrave; chiara: garantire informazioni accurate &egrave; il primo passo per assicurare aborti sicuri. In Italia, siamo ancora lontani da questo obiettivo</em>&rdquo;. Il Paese risulta cos&igrave; ancora impreparato a garantire il diritto di abortire in sicurezza, soprattutto se si fa anche riferimento alla percentuale, solitamente alta, di obiettori di coscienza.</p>
<p>Il report indica infatti tre Regioni, Sardegna, Molise e Veneto, &ldquo;<em>l&rsquo;accesso ai servizi abortivi cambia radicalmente a seconda del territorio, e dove trasparenza, tempestivit&agrave; e qualit&agrave; dell&rsquo;informazione restano spesso eccezioni</em>&rdquo;. Mentre la Sardegna spicca per l&rsquo;inadeguatezza informativa, in Molise emerge l&rsquo;altissimo tasso di obiezione di coscienza tra ginecologi e ginecologhe con il 90,9% e oltre l&rsquo;80% di aborti con metodo farmacologico.</p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Sep 2025 14:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[L’Italia si illumina d’oro per la campagna sulla cura dei bambini malati di tumore]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/litalia-si-illumina-doro-per-la-campagna-sulla-cura-dei-bambini-malati-di-tumore_107813.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/litalia-si-illumina-doro-per-la-campagna-sulla-cura-dei-bambini-malati-di-tumore_107813.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/107813/128494.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel corso di settembre, mese dedicato alla sensibilizzazione sui problemi e i diritti dei bambini e degli adolescenti con tumori e sull&rsquo;impatto della malattia sulle famiglie, gli edifici e monumenti in tutto il mondo si illumineranno di luce dorata, simbolo della forza e della resilienza dei pazienti.</p>
<p>Quest&rsquo;anno la campagna di sensibilizzazione &ldquo;Accendi d&rsquo;Oro, Accendi la Speranza&rdquo; sostenuta da Childhood Cancer International (Cci), prevede la distribuzione del Gold Ribbon, il nastro d&rsquo;oro, che rappresenta la lotta contro i diversi tipi di cancro infantile e il valore inestimabile della vita dei bambini. Indossarlo &ldquo;<em>significa riconoscere apertamente il coraggio, la forza e la resilienza dei bambini e degli adolescenti che affrontano il cancro, insieme alle loro famiglie</em>&rdquo;.</p>
<p>La Federazione Nazionale delle Associazioni di Genitori di bambini e adolescenti con tumori o leucemie (Fiagop), che riunisce la maggior parte delle organizzazioni presenti su tutto il territorio italiano scende in campo dal 21 al 28 settembre per la campagna di sensibilizzazione &ldquo;<em>dedicata alla legge per il diritto all'oblio, in fase di approvazione finale, che permetter&agrave; a oltre 45.000 ex pazienti oncologici pediatrici di accedere equamente a servizi finanziari, bancari, assicurativi, e al mondo del lavoro e dell'adozione</em>&rdquo;.</p>
<p>Ogni anno, oltre 400 mila bambini e adolescenti ricevono una diagnosi di tumore maligno, con pi&ugrave; di 60 varianti della malattia. Il cancro, infatti, rimane la principale causa di morte per malattia non trasmissibile nei bambini dopo il primo anno di vita. &ldquo;<em>In un anno in Italia 2.200 bambini e ragazzi ricevono una diagnosi di tumore</em> &ndash; sottolinea Renato Fanelli, oncologo e membro del comitato etico di Peter Pan ODV &ndash;<em> Grazie alla ricerca scientifica, oggi, il 70% di loro guarisce. Ma perch&eacute; ogni bambino e adolescente possa ricevere il miglior livello di cure &egrave; fondamentale, innanzitutto, che ogni paese e regione raggiunga gli standard europei di cura e, in secondo luogo, che ogni famiglia possa accedere a cure d&rsquo;eccellenza necessarie per le patologie pi&ugrave; aggressive dei propri figli, anche se queste cure si trovano ancora lontane dalla propria citt&agrave; e paese</em>&rdquo;.</p>
<p>A Roma, sar&agrave; il Colosseo a trasformarsi, sabato 27 settembre dalle 20.30, in un simbolo di speranza per i bambini vittime della malattia. L'obiettivo finale &egrave; aumentare la consapevolezza sui tumori pediatrici, favorire diagnosi precoci, migliorare le terapie e i risultati clinici e garantire una qualit&agrave; di vita dignitosa ai piccoli pazienti e alle loro famiglie, indipendentemente dal loro luogo di nascita.</p>
<p>Durante il Settembre d&rsquo;Oro, torna inoltre &ldquo;Ti voglio una sacca di bene&rdquo;, iniziativa volta a sensibilizzare sull&rsquo;importanza della donazione di sangue, indispensabile per le cure e i trattamenti di tutti i bambini sottoposti a terapie oncoematologiche. I volontari di Peter Pan ODV parteciperanno recandosi all&rsquo;Ospedale Pediatrico Bambino Ges&ugrave; di Roma per le loro donazioni.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Sep 2025 17:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item></channel></rss>
