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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Italiadice.it > Varie > Animali > Italia]]></title><link><![CDATA[https://www.italiadice.it/news/varie/animali/italia/]]></link><atom:link href="https://www.italiadice.it/rss/news/varie/animali/italia/rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Animali a Italia aggiornate in tempo reale e le news solo su Italiadice]]></description><lastBuildDate>Fri, 11 Sep 2026 06:45:07 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.italiadice.it/italia/images/logo.png</url><title><![CDATA[Italiadice.it > Varie > Animali > Italia]]></title><link><![CDATA[https://www.italiadice.it/news/varie/animali/italia/]]></link></image><item><title><![CDATA[Aumentano gli avvistamenti dei lupi in Italia: il caso Noicattaro riaccende l’allarme]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/aumentano-gli-avvistamenti-dei-lupi-in-italia-il-caso-noicattaro-riaccende-lallarme_125798.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/aumentano-gli-avvistamenti-dei-lupi-in-italia-il-caso-noicattaro-riaccende-lallarme_125798.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/125798/156212.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il lupo torna al centro dell&rsquo;attenzione in Italia, non soltanto per la presenza sempre pi&ugrave; costante in diverse aree d'Italia e la crescita della sua popolazione ma anche per il numero sempre maggiore di avvistamenti in prossimit&agrave; dei centri abitati. Negli ultimi giorni il caso pi&ugrave; delicato riguarda la Puglia, dove un esemplare &egrave; stato nuovamente individuato nelle campagne di Noicattaro, nel Barese.</p>
<p>L&rsquo;ultimo avvistamento risale a marted&igrave; 18 agosto, quando un operatore del Consorzio di vigilanza campestre e urbana Noicattaro-Torre a Mare ha segnalato la presenza di un lupo in contrada Schiamante, al confine tra Noicattaro e il quartiere barese di Torre a Mare. L&rsquo;animale &egrave; stato notato intorno alle 19.50 mentre il lavoratore era impegnato nei controlli delle aree dei vigneti. La segnalazione ha fatto scattare l&rsquo;intervento delle Forze dell&rsquo;ordine, che hanno utilizzato anche droni, termocamere e lacci per effettuare tutti i controlli necessari per cercare di &nbsp;individuare l&rsquo;esemplare.</p>
<p>La vicenda sta assumendo in tutto il Paese particolare rilevanza perch&eacute; proprio nella stessa zona si sta cercando da settimane un lupo ritenuto responsabile di due aggressioni ai danni di bambini. Il primo episodio si &egrave; verificato il 4 agosto nel parco di via Falcone, a Noicattaro, dove due minori sono stati aggrediti, uno dei quali &ndash; una bambina di sei anni &ndash; &egrave; stato ricoverato in terapia intensiva. Il secondo aneddoto risale alla serata del 15 agosto, quando un altro bambino di sei anni &egrave; stato aggredito e trasportato all&rsquo;ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.</p>
<p>Dopo queti episodi &egrave; stata istituita una task force coordinata dalla Prefettura di Bari e sono state avviate attivit&agrave; di monitoraggio con fototrappole, droni e altri strumenti mirati. Il 14 agosto la Regione Puglia ha anche autorizzato il prelievo e la cattura dell&rsquo;animale, sulla base del parere dell&rsquo;Ispra.</p>
<p>L&rsquo;ultimo avvistamento potrebbe dunque riguardare lo stesso esemplare, anche se al momento non &egrave; possibile stabilirlo con certezza. Nella zona erano state segnalate presenze dell&rsquo;animale anche nei territori di Cellamare e Bitonto.</p>
<p>Il fenomeno non riguarda per&ograve; soltanto la Puglia, infatti il lupo &egrave; tornato a diffondersi in numerose zone della penisola dopo aver rischiato l&rsquo;estinzione all&rsquo;inizio degli anni Settanta. Il primo monitoraggio nazionale coordinato dall&rsquo;Ispra, realizzato tra il 2020 e il 2021 su incarico del Ministero dell&rsquo;Ambiente, ha stimato circa 3.501 lupi grigi presenti sul territorio italiano.</p>
<p>La distribuzione non &egrave; per&ograve; uniforme, in quanto la specie animale si concentra principalmente lungo la fascia alpina e in particolare in Piemonte. Pi&ugrave; di 2.500 lupi sono invece distribuiti tra la dorsale appenninica e il resto dell&rsquo;area peninsulare. La Sardegna rappresenta l&rsquo;unica regione italiana nella quale non sono state rilevate tracce della presenza del lupo.</p>
<p>Tra gli altri avvistamenti recenti ricordati dalle cronache ci sono quelli registrati nel Milanese, tra Gorgonzola e Bussero, e nel parco di Villa Ghigi a Bologna, entrambi nel gennaio di questo anno. A Riccione, invece, la presenza di un lupo in un&rsquo;area urbana ha portato il Comune ad anticipare l&rsquo;orario di chiusura serale di tre parchi.</p>
<p>Un avvistamento non deve per&ograve; tradursi automaticamente in panico. In caso di incontro ravvicinato &egrave; tuttavia importante non avvicinarsi all&rsquo;animale e non tentare di interagire con lui, mostrando particolare attenzione ai bambini, che potrebbero confondere il lupo con un cane.</p>]]></description><pubDate>Thu, 20 Aug 2026 15:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[“Compromessa l’efficacia della Strategia Nazionale per la Biodiversità”]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/compromessa-lefficacia-della-strategia-nazionale-per-la-biodiversita_122193.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/compromessa-lefficacia-della-strategia-nazionale-per-la-biodiversita_122193.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122193/150154.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;ipotesi di dare il via gi&agrave; nel corso di quest&rsquo;anno alla revisione della Strategia Nazionale per la Biodiversit&agrave; 2030, ha creato forte preoccupazione per il WWF Italia, che &egrave; intervenuto spedendo una lettera a Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica, per elencare tutte le criticit&agrave; emerse.</p>
<p>Solo dopo meno di quattro mesi dalla formale approvazione del relativo Programma di attuazione da parte della Conferenza Stato-Regioni, lo scorso 12 maggio &egrave; stato avviato il processo di revisione da parte del Ministero dell&rsquo;Ambiente. &ldquo;Si vuole continuare a discutere all&rsquo;infinito &mdash; esordisce il WWF Italia &mdash; e nel frattempo non si fa nulla per tutelare la biodiversit&agrave; italiana come chiede anche l&rsquo;articolo 9 della Costituzione. Una revisione cos&igrave; anticipata &egrave; incomprensibile e rischia di compromettere l&rsquo;efficacia dello strumento strategico pi&ugrave; importante per arrestare la perdita di biodiversit&agrave; nel nostro Paese&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Le carenze riscontrate nel primo Rapporto di attuazione nel 2025 e una insufficiente analisi delle cause, che stanno rallentando il conseguimento di numerosi obiettivi della Strategia, rendono prematura ogni ipotesi di revisione&rdquo;. Il WWF lamenta come gi&agrave; l&rsquo;avvio del Programma di attuazione della Strategia abbia dovuto attendere forti ritardi, per poi evidenziare come ulteriore punto debole l&rsquo;impossibilit&agrave; di effettuare un&rsquo;adeguata valutazione della rendicontazione dei risultati raggiunti.</p>
<p>L&rsquo;invito rivolto a Gilberto Pichetto Fratin &egrave; quello di &ldquo;definire il Piano Nazionale di Ripristino della Natura, previsto dal Regolamento europeo 1991/2024 sul ripristino degli ecosistemi (Nature Restoration Law), destinato a diventare uno degli strumenti fondamentali e vincolanti per l&rsquo;attuazione degli obiettivi della Strategia Nazionale Biodiversit&agrave; al 2030&rdquo;. Seguir&agrave; inoltre l&rsquo;avvio del negoziato sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale dell&rsquo;Unione Europea 2028-2034, il bilancio di lungo periodo che sar&agrave; fondamentale per una parte significativa delle risorse finanziarie necessarie per raggiungere gli obiettivi della Strategia.</p>
<p>WWF Italia mira a rinviare qualsiasi revisione della Strategia Nazionale Biodiversit&agrave; al prossimo anno. La richiesta avanzata ora &egrave; quella di puntare sull&rsquo;attuale stato di attuazione del Programma vigente, in modo da poter permettere la valutazione curata di tutti i contenuti e del fabbisogno finanziario del Piano Nazionale di Ripristino della Natura, contribuendo inoltre alla definizione di ulteriori misure e finanziamenti nell&rsquo;ambito della futura programmazione finanziaria europea e nazionale, volti a proteggere la biodiversit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;Vorremmo che si passasse finalmente dalle parole ai fatti &mdash; conclude il WWF Italia &mdash;. Le cose da fare per salvaguardare la biodiversit&agrave; italiana sono note, e ci chiediamo per quale motivo, invece di metterle in atto si voglia far ripartire la discussione, peraltro limitando la partecipazione alla discussione a pochi soggetti senza coinvolgere, attraverso una adeguata consultazione, tutti i soggetti interessati. La crisi della biodiversit&agrave; richiede decisioni fondate su dati solidi, obiettivi chiari e risorse adeguate. Modificare oggi la Strategia senza una valutazione completa dei risultati ottenuti &egrave; una scelta che rischia di indebolire, anzich&eacute; rafforzare, l&rsquo;azione dell&rsquo;Italia per la tutela della natura&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Gli animali domestici trasformano il volto delle famiglie italiane]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/gli-animali-domestici-trasformano-il-volto-delle-famiglie-italiane_112359.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/gli-animali-domestici-trasformano-il-volto-delle-famiglie-italiane_112359.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/112359/134956.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In Italia diventa sempre pi&ugrave; comune decidere di accogliere nelle proprie case animali domestici. Cani, gatti, conigli, criceti, tartarughe e molti altri si stanno man mano imponendo veramente come migliori amici di tantissimi italiani. Secondo i dati pi&ugrave; recenti dell&rsquo;Istat relativi al 2024, circa 10 milioni di famiglie, pari al 37,7% del totale, convivono con almeno un compagno a quattro zampe, una quota in crescita rispetto al decennio precedente, quando nel 2015 corrispondevano al 36,2%. In tutto si stimano circa 25 milioni e mezzo di animali domestici nelle abitazioni del Paese.</p>
<p>I protagonisti indiscussi della &ldquo;rivoluzione pet&rdquo; rimangono sempre gli stessi: il 22,1% delle famiglie possiede almeno un cane, mentre il 17,4% ha uno o pi&ugrave; gatti, con numeri medi che superano spesso l&rsquo;unit&agrave; per nucleo familiare - 1,3 per i primi e 1,8 per i secondi - a conferma di una diffusione che va oltre il singolo animale. Altre creature, come pesci, uccelli o rettili, sebbene presenti, continuano a rappresentare una quota pi&ugrave; contenuta.</p>
<p>Il fenomeno non si presenta omogeneo sul territorio, in quanto la presenza di bestiole &egrave; pi&ugrave; frequente nel centro del Paese e nei piccoli Comuni, mentre nelle grandi aree urbane scende sensibilmente. In citt&agrave; con meno di 2mila abitanti, ad esempio, la percentuale di famiglie con animali supera il 45%, a fronte di meno del 30% nel cuore delle aree metropolitane.</p>
<p>La presenza degli amici a quattro zampe, inoltre, spesso si adatta a seconda della tipologia della famiglia, in relazione alle esigenze dei suoi componenti, al loro ruolo e all&rsquo;et&agrave;. Ad ospitare nella propria casa uno o pi&ugrave; animali domestici sono soprattutto i nuclei familiari con figli grandi, anche se anche nelle coppie senza bambini sotto i 65 anni si &egrave; registrata la crescita pi&ugrave; significativa nel tempo, con quasi la met&agrave; di queste famiglie che accoglie una piccola creatura in casa, una percentuale aumentata di circa 10 punti rispetto ai primi anni 2000. La quota pi&ugrave; bassa, con il 22,7%, &egrave; quella delle persone sole over 65.</p>
<p>Questa tendenza trova per&ograve; anche una dimensione culturale oltre che statistica. In un Paese, infatti, segnato da una natalit&agrave; in calo e da famiglie sempre pi&ugrave; piccole e composte, la scelta di avere animali domestici diventa un modo per colmare spazi affettivi e sociali che in passato venivano occupati soprattutto dai figli. &Egrave; innegabile come gli amici a quattro zampe svolgano spesso un ruolo di compagnia e un antidoto alla solitudine, soprattutto in contesti urbani e in famiglie con meno componenti.</p>
<p>A fronte di questa crescita, anche l&rsquo;economia legata al mondo degli animali si &egrave; espansa; basti pensare come si stiano moltiplicando sempre di pi&ugrave; i negozi dedicati interamente all&rsquo;alimentazione, alle cure veterinarie e ai servizi specialistici, che arrivano a costituire un mercato di miliardi di euro che riflette la crescente integrazione dei mammiferi nella vita quotidiana degli italiani.</p>
<p>Il quadro che emerge &egrave; dunque quello di un cambiamento lento ma costante, che vede le famiglie trasformarsi, adottando gli animali domestici come compagni di vita centrali, non solo per ricevere affetto, ma anche per soddisfare il bisogno di relazione e di cura in un contesto sociale in evoluzione.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Dec 2025 10:24:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Nuove regole Ue per cani e gatti: microchip obbligatorio e controlli su importazioni]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/nuove-regole-ue-per-cani-e-gatti-microchip-obbligatorio-e-controlli-su-importazioni_111318.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/nuove-regole-ue-per-cani-e-gatti-microchip-obbligatorio-e-controlli-su-importazioni_111318.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/111318/133595.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Negli ultimi giorni il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione Europea hanno dato l&rsquo;ok a un nuovo pacchetto legislativo che introduce - per la prima volta a livello continentale - standard minimi condivisi per la tutela di cani e gatti. Queste nuove regole vogliono porre fine alle pratiche abusive, frenare le pratiche commerciali crudeli e proteggere la salute di cani e gatti.</p>
<p>Una delle misure pi&ugrave; importanti riguarda l&rsquo;identificazione: tutti i cani e i gatti presenti nell&rsquo;UE dovranno essere dotati di microchip e registrati in banche dati nazionali interoperabili. Allevatori, venditori e rifugi avranno quattro anni per adeguarsi, mentre per i privati proprietari - che possiedono animali &ldquo;non in vendita&rdquo; - l'obbligo scatter&agrave; dopo dieci anni per i cani e quindici per i gatti.</p>
<p>Altrettanto rilevante &egrave; la stretta su pratiche di allevamento e commercio considerate rischiose per la salute e il benessere degli animali. La normativa vieta ora accoppiamenti tra animali strettamente imparentati, come genitori-figli, nonni-nipoti, fratelli e mezzi fratelli, e bandisce le selezioni genetiche finalizzate esclusivamente a ottenere caratteristiche estetiche o &ldquo;estreme&rdquo; &mdash; normalmente causa di gravi problemi di salute. Gli animali con conformazioni che compromettono il loro benessere non potranno essere usati in esposizioni, concorsi o vendite.</p>
<p>Le norme riguardano anche le modalit&agrave; di detenzione e vendita, in quanto proibiscono di tenere cani o gatti legati ininterrottamente a catena e vietato l&rsquo;uso di collari a strozzo o con punte. Per quanto riguarda le importazioni da paesi terzi, gli animali destinati alla vendita dovranno essere microchippati prima dell&rsquo;ingresso in UE e registrati nelle banche dati nazionali previste. Anche i movimenti &ldquo;non commerciali&rdquo; saranno soggetti a controlli per evitare che animali introdotti con finalit&agrave; private vengano poi venduti illegalmente.</p>
<p>Il pacchetto legislativo, frutto di una proposta iniziale della Commissione europea presentata nel 2023, rappresenta un vero salto di qualit&agrave;; per la prima volta l&rsquo;Unione stabilisce criteri uniformi su welfare, tracciabilit&agrave;, allevamento e commercio per cani e gatti. In sintesi le nuove regole intendono combattere traffico illegale, allevamenti abusivi e pratiche che danneggiano la salute degli animali, promuovendo trasparenza e responsabilit&agrave;. Se formalmente approvato, il testo potr&agrave; trasformare in profondit&agrave; il modo in cui in Europa si comporta in relazione con cani e gatti, non considerati solo pi&ugrave; come &ldquo;animali da compagnia&rdquo;, ma come esseri senzienti che meritano rispetto, protezione e diritti.</p>]]></description><pubDate>Thu, 27 Nov 2025 16:58:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[In una grotta ligure 14.400 anni fa uomo e cane iniziavano a interagire]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/in-una-grotta-ligure-14400-anni-fa-uomo-e-cane-iniziavano-a-interagire_110913.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/in-una-grotta-ligure-14400-anni-fa-uomo-e-cane-iniziavano-a-interagire_110913.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/110913/133012.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Che il cane sia il miglior amico dell&rsquo;uomo ormai &egrave; risaputo, ma ora questa affermazione sembrerebbe affondare le sue radici almeno 14.400 anni fa. Le prove delle prima convivenza sono state trovate proprio in Italia, pi&ugrave; precisamente in Liguria nella Grotta della B&agrave;sura a Toirano, grazie a una ricerca della Sapienza Universit&agrave; di Roma coordinato da Marco Romano. La scoperta, pubblicata su Quaternary Science Reviews, rivela che, circa che nel 12.000 a.C., un cane di grandi dimensioni affianc&ograve; un gruppo di uomini, donne e bambini del Paleolitico nell&rsquo;esplorazione della grotta.</p>
<p>Finora il pi&ugrave; antico ritrovamento dell&rsquo;animale in un contesto umano era da ricondurre alla sepoltura del cane Bonn-Oberkassel in Germania, datata a circa 14.200 anni fa. L&rsquo;analisi dettagliata delle 25 impronte fossili di canide preservate all&rsquo;interno degli ambienti ipogei della Grotta della B&agrave;sura fornisce invece proprio la prima evidenza di interazione diretta al mondo di co-presenza e co-movimento tra esseri umani e la creatura a quattro zampe.</p>
<p>Le tracce, confrontate con quelle di moderni cani domestici e lupi in condizioni controllate, mostrano una sequenza di passaggi incrociati, in quanto &egrave; chiaro come in alcune zone l&rsquo;animale abbia calpestato le orme umane, mentre in altre le persone sono passate sopra quelle della bestiola. Questo movimento congiunto non &egrave; altro che la chiave che dimostra come l&rsquo;animale partecipasse attivamente all&rsquo;esplorazione.</p>
<p>Marco Romano, professore di Paleontologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra di Sapienza Universit&agrave; di Roma e coordinatore dello studio, spiega: &ldquo;<em>Le nostre analisi indicano che tutte le impronte appartengono a un unico individuo, un cane adulto di circa 40 kg, alto quasi 70 cm al garrese, che seguiva da vicino il gruppo umano. Le sovrapposizioni reciproche tra le impronte umane e canine rappresentano una prova inequivocabile della contemporaneit&agrave; e quindi della relazione stretta fra i due. Per la prima volta possiamo osservare non solo la presenza del cane accanto agli esseri umani, ma un momento preciso della loro stretta interazione, cristallizzato nelle impronte</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Questi risultati </em>&ndash; aggiunge Federico De Sario, dottorando dell&rsquo;Universit&agrave; di Roma 3 e primo autore dell&rsquo;articolo &ndash; <em>mostrano che gi&agrave; nel Tardo Pleistocene i cani erano compagni affidabili, utili per l&rsquo;esplorazione di ambienti pericolosi e probabilmente per la protezione dai grandi carnivori che occupavano la grotta</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 20 Nov 2025 11:49:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Via libera ai cani di grossa taglia sull’aereo: l’Italia cambia le regole]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/via-libera-ai-cani-di-grossa-taglia-sullaereo-litalia-cambia-le-regole_107981.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/via-libera-ai-cani-di-grossa-taglia-sullaereo-litalia-cambia-le-regole_107981.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/107981/128791.jpg" title="" alt="" /><br /><div>L&rsquo;Italia si prepara a fare un passo importante nel mondo dei viaggi &ldquo;pet friendly&rdquo;: da marted&igrave; 23 settembre i cani di grossa taglia potranno viaggiare in cabina sugli aerei secondo le nuove regole approvate da ENAC (l&rsquo;Ente Nazionale per l&rsquo;Aviazione Civile).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Alle ore 9 in partenza da Milano Linate decoller&agrave; il volo AZ2029 diretto a Roma Fiumicino, il primo in Italia che ufficializzer&agrave; le nuove linee guida che permettono ai cani di taglia grande di occupare la postazione accanto ai loro proprietari. L&rsquo;iniziativa, firmata ITA Airways nell&rsquo;ambito del progetto &ldquo;PET on Board&rdquo;, rappresenta un modo tutto nuovo di percepire il viaggio, non pensato pi&ugrave; come solo semplice trasferimento da un luogo all&rsquo;altro, ma proprio come un&rsquo;esperienza a 360&deg; gradi da condividere con tutta la famiglia, compresi animali domestici.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La partenza del volo verr&agrave; celebrata alla presenza del vicepremier, ministro delle Infrastrutture, dei Trasporti Matteo Salvini, del presidente ENAC Pierluigi Di Palma e dei vertici della compagnia.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Le novit&agrave; delle regole dell&rsquo;ENAC</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&bull; Limiti di peso: gli animali ammessi non devono superare i 25 kg.</div>
<div>&bull; Regole sull&rsquo;allestimento: posti dedicati obbligatori vicino al finestrino, non accanto alle uscite di sicurezza, con l&rsquo;uso, se possibile, di trasportini omologati fissati ai sedili o sistemi di ancoraggio.</div>
<div>&bull; Requisiti sanitari e documentali: et&agrave; minima di 6 mesi, microchip conforme allo standard ISO, vaccinazioni aggiornate, certificato veterinario che attesti l&rsquo;idoneit&agrave; al volo, passaporto europeo per animali o documento equivalente, trattamento antiparassitario.</div>
<div>&bull; Misure per gli altri passeggeri: le zone vicine saranno delimitate da &ldquo;buffer zone&rdquo; o &ldquo;zone cuscinetto&rdquo; per chi soffre di allergie o preferisce non avere animali troppo vicini.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Cosa resta invariato e cosa serve ancora chiarire</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&bull; I cani di piccola taglia restano soggetti alle regole gi&agrave; esistenti, che prevedono trasportini ed eventualmente costi e limiti specifici; in molte compagnie il limite di peso, sotto il quale l&rsquo;animale pu&ograve; viaggiare in cabina, era gi&agrave; di circa 8 -10 kg.</div>
<div>&bull; Non tutte le compagnie e tutti gli aerei potrebbero essere immediatamente in grado di applicare queste novit&agrave; su ogni volo. Verr&agrave; infatti effettuata una sperimentazione iniziale concentrata su rotte specifiche.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In particolare, sul volo dimostrativo saranno ammessi al massimo due cani, uno in prima fila e un in ultima, con peso non superiore ai 25 kg. Gli animali, sempre con pettorina e museruola, potranno viaggiare solo su un tappetino assorbente e non verr&agrave; consentita la presenza di altri animali in cabina, neppure quelli di piccola taglia che solitamente sono permessi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;Italia &egrave; uno tra i primi Paesi ad adottare questo importante cambiamento. La scelta &egrave; da ricondurre sia a ragioni animaliste ma anche economiche vista la concorrenza del trasporto ferroviario che da tempo concede di portare con s&eacute; gli animali di grossa taglia, ovviamente purch&eacute; vengano rispettate le opportune misure.</div>]]></description><pubDate>Mon, 22 Sep 2025 16:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Dimezzata in 25 anni la popolazione di leoni]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/dimezzata-in-25-anni-la-popolazione-di-leoni_106248.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/dimezzata-in-25-anni-la-popolazione-di-leoni_106248.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/106248/126194.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Negli ultimi 25 anni la popolazione mondiale dei leoni ha dovuto affrontare un forte dimezzamento; nel presente, il felino occupa solo il 10 % della sua area di distribuzione storica. A lanciare l'allarmante &egrave; stato il Wwf in occasione della Giornata mondiale del leone celebrata ieri, 10 agosto.</p>
<p>Il drastico ridimensionamento della comunit&agrave; animale, affiancato dall&rsquo;erosione del suo habitat naturale, rende la scomparsa, ad esempio, del leone africano determinante per il sistema della biodiversit&agrave;. Essendo il predatore per eccellenza nelle catene alimentari, il suo contributo determina una serie di effetti positivi per molte altre specie; il WWF sottolinea che il suo declino infatti mette a rischio l&rsquo;equilibrio di interi ecosistemi, minacciando anche la capacit&agrave; degli ecosistemi di fornire acqua, cibo e controllo naturale delle malattie. La presenza di questo felino in natura per diverse economie locali connesse al turismo naturalistico &egrave; di fondamentale importanza, in quanto attivit&agrave; primaria per il PIL di molti Paesi fragili.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;<em>In generale</em> - spiega l'associazione -<em> il futuro dei leoni &egrave; messo a rischio dallo sfruttamento del loro habitat da parte dell'uomo, e dagli inevitabili conflitti che ne conseguono, dal bracconaggio, dalla rarefazione delle prede e dal commercio illegale</em>&rdquo;.</p>
<p>Spiccano, per&ograve;, dall'altro lato alcune eccezioni virtuose come quella della specie asiatica, che continua in realt&agrave; ad aumentare in India e, come spiega il Wwf, pu&ograve; definirsi &ldquo;un esempio virtuoso di convivenza&rdquo;. Uno studio del 2025 sui conflitti tra uomo e leone ha analizzato i dati dal 2012 al 2017 e ha intervistato un campione di 1.434 abitanti di 277 villaggi. Il numero dei posti che hanno subito attacchi al bestiame ha subito una crescita del 9,6% annuo, con un aumento, di conseguenza, degli animali del 15%, indicando una densit&agrave; crescente di leoni. Anche gli attacchi agli esseri umani, circa 21 all'anno, sono stabili e sempre collegati alla predazione del bestiame e alla vicinanza con aree turistiche e habitat dei felini. La maggior parte degli intervistati, il 61%, si dichiara tollerante verso la specie, grazie a fattori socioculturali, protezione legale, compensazioni governative e adattamenti reciproci. Wwf precisa: &ldquo;<em>L'aspetto economico sembra essere la chiave per garantire la coesistenza futura: il turismo basato sull'osservazione dei leoni in natura potrebbe rafforzare questa convivenza, promuovendo la conservazione sostenibile attraverso approcci partecipativi e vantaggiosi per le comunit&agrave; locali</em>&rdquo;.</p>
<p>Ed &egrave; cos&igrave; che il turismo naturalistico potrebbe rivelarsi un&rsquo;arma vincente nella conservazione: creando benefici economici per le comunit&agrave; locali e incentivando la protezione della natura. Il coinvolgimento partecipativo &egrave; dunque cruciale per garantire la sopravvivenza dei leoni e il ripristino dei loro habitat.</p>]]></description><pubDate>Mon, 11 Aug 2025 15:31:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Come prendersi cura dei gatti nel corso dell'estate]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/come-prendersi-cura-dei-gatti-nel-corso-dell-estate_103519.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/come-prendersi-cura-dei-gatti-nel-corso-dell-estate_103519.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/103519/122580.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Con l'arrivo dell'estate e l'ondata di caldo africano che sta investendo l'Italia, non sono solo le persone a dover fare i conti con le alte temperature; anche tutti gli animale, compresi i nostri gatti, soffrono il caldo, spesso in silenzio. Le piccole creature pelose non sudano come noi e possiedono una minore capacit&agrave; di termoregolazione, il che li rende particolarmente vulnerabili una volta entrati in contatto con le alte temperature. Prevenire &egrave; fondamentale: ecco allora come aiutare i nostri amici a quattro zampe a superare i giorni pi&ugrave; afosi dell&rsquo;anno.</div>
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<div><strong>Idratazione prima di tutto</strong></div>
<div>L&rsquo;acqua &egrave; il primo alleato per combattere il caldo. &Egrave; importante quindi lasciare sempre a disposizione dei gatti acqua fresca e pulita, posizionando ad esempio pi&ugrave; ciotole negli angoli della casa e cambiarne il contenuto frequentemente, soprattutto se esposte al sole o in ambienti particolarmente caldi. Per i gatti, che tendono a bere meno spontaneamente, pu&ograve; essere utile acquistare una fontanella, il quale flusso pu&ograve; stimolare in loro curiosit&agrave; e li invoglia a idratarsi.</div>
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<div><strong>Dove e come rinfrescarli</strong></div>
<div>Durante le ore pi&ugrave; calde, ovvero tra le 12 e le 16, &egrave; bene evitare di far uscire i mici o, se possibile, farli rimanere in zone ombreggiate. I pavimenti roventi possono ustionare i cuscinetti delle zampe, quindi meglio uscire al mattino presto o dopo il tramonto. All&rsquo;interno della casa &egrave; consigliato creare posti freschi con tappetini refrigeranti, ventilatori, senza flusso diretto, tende abbassate e, se necessario, aria condizionata mantenuta su temperature moderate.</div>
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<div><strong>Alimentazione leggera e controllata</strong></div>
<div>In estate si dovrebbero anche adottare pasti pi&ugrave; leggeri e frequenti. I gatti potrebbero apprezzare cibi umidi freschi, che oltre a nutrirli contribuiscono a mantenere un buon livello di idratazione. Gli infusi di frutta, con ad esempio ciliege e fragole, potrebbero essere un ottima proposta.</div>
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<div><strong>Attenzione ai segnali di allarme</strong></div>
<div>Letargia, respiro affannoso, salivazione eccessiva, vomito o collasso sono segnali che possono indicare un colpo di calore. In questi casi &egrave; essenziale agire subito, spostando l&rsquo;animale in un luogo fresco, bagnandolo con acqua fresca, e preparandogli liquidi da assumere. Se necessario &egrave; giusto contattare immediatamente il veterinario.</div>
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<div><strong>Piccoli gesti, grande effetto</strong></div>
<div>Non lasciare mai animali in auto, nemmeno per pochi minuti, anche se con i finestrini aperti: la temperatura interna pu&ograve; salire rapidamente fino a livelli letali. Nei viaggi lunghi sono consigliate soste frequenti.</div>
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<div>Con pochi accorgimenti quotidiani &egrave; possibile garantire ai nostri amici a quattro zampe un&rsquo;estate serena, fresca e sicura.</div>
</div>]]></description><pubDate>Thu, 12 Jun 2025 09:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Italia a quattro zampe: cani e gatti aumentano nelle case e trainano la Pet Economy]]></title><link>https://www.italiadice.it/varie/italia/italia-a-quattro-zampe-cani-e-gatti-aumentano-nelle-case-e-trainano-la-pet-economy_101643.html</link><guid>https://www.italiadice.it/varie/italia/italia-a-quattro-zampe-cani-e-gatti-aumentano-nelle-case-e-trainano-la-pet-economy_101643.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/101643/120110.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Nelle case degli italiani sempre di pi&ugrave;&nbsp;troviamo cani, gatti, conigli, tartarughe e molti altri animali domestici; questa passione per le piccole creature, capaci di trasmettere calore e dimostrare un'ottima compagnia, comporta per&ograve; anche un investimento economico significativo. Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark nel corso del 2024 la pet economy del settore del cibo e dei prodotti essenziali ha registrato una crescita i 3,1 miliardi di euro, con un aumento a valore del 3,7%. Particolarmente importante si rivela la qualit&agrave; del cibo che viene offerto agli animali, che secondo gli esperti che hanno redatto il documento sta crescendo grazie ad una maggiore attenzione nella scelta dei prodotti, spesso &ldquo;premium&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>I gatti guidano il mercato con il 56,3% del valore totale, pari a 1.758 milioni di euro, registrando una crescita del 5% rispetto al 2023. Anche l'acquisto del cibo per cani mostra un incremento, con un fatturato di 1.367 milioni di euro e un aumento del 2,1%. Una flessione nel settore degli alimenti &egrave; avvenuta per altri animali da compagnia, come uccelli, roditori, pesci e tartarughe, con un calo complessivo del -3,9% a valore e del -4,5% a volume; una tendenza che evidenzia come sempre pi&ugrave; spesso nelle abitazioni italiane non ci sono pi&ugrave; animali d'acqua e creature che volano.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il settore degli accessori e dei prodotti per l'igiene ha registrato un -2,6% a valore e -0,7% a volume. Tra le categorie pi&ugrave; acquistate figurano integratori, antiparassitari, lettiere per gatti, prodotti per la toelettatura e giocattoli. Si prevede una crescita significativa in questo segmento, con particolare attenzione agli accessori elettronici e ai prodotti per il comfort domestico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La presenza di cani e gatti va ben oltre la sfera affettiva, infatti lo studio ha rilevato una riduzione del 15% per ricorso alle visite mediche tra gli anziani, in quanto un animale&nbsp;sembra in grado di offrire benefici alla salute, essendo un particolare antidoto alla solitudine che genera un risparmio potenziale di 4 miliardi di euro annui per il Servizio sanitario nazionale.&nbsp;</div>
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<div>La pet economy italiana continua a crescere, sostenuta da un legame affettivo sempre pi&ugrave; forte tra persone e animali domestici.</div>
</div>]]></description><pubDate>Tue, 06 May 2025 15:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item></channel></rss>
