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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Italiadice.it > Cronaca > Italia]]></title><link><![CDATA[https://www.italiadice.it/cronaca/]]></link><atom:link href="https://www.italiadice.it/rss/cronaca/rss2.0.xml?page=2rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Cronaca dell'Italia]]></description><lastBuildDate>Sun, 13 Sep 2026 13:16:49 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.italiadice.it/italia/images/logo.png</url><title><![CDATA[Italiadice.it > Cronaca > Italia]]></title><link><![CDATA[https://www.italiadice.it/cronaca/]]></link></image><item><title><![CDATA[Dieci medici indagati per il caso Barbieri: il fine vita torna davanti ai giudici]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/dieci-medici-indagati-per-il-caso-barbieri-il-fine-vita-torna-davanti-ai-giudici_126837.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/dieci-medici-indagati-per-il-caso-barbieri-il-fine-vita-torna-davanti-ai-giudici_126837.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/126837/157840.jpg" title="Sibilla Barbieri" alt="Sibilla Barbieri" /><br /><p>Dieci medici della Asl Roma 1 sono indagati per rifiuto e omissione di atti d&rsquo;ufficio nell&rsquo;ambito del procedimento legato alla vicenda di Sibilla Barbieri, attrice e regista romana affetta da una patologia oncologica irreversibile. La Procura aveva chiesto l&rsquo;archiviazione dell&rsquo;indagine, ma la giudice per le indagini preliminari, Marisa Mosetti, ha accolto l&rsquo;opposizione presentata dalla famiglia e fissato per il prossimo 16 dicembre l&rsquo;udienza nella quale dovr&agrave; essere deciso il futuro del procedimento.</p>
<p>A dicembre il gip potr&agrave; confermare l&rsquo;archiviazione, disporre ulteriori indagini oppure disporre il rinvio a giudizio dei sanitari. Si tratta di un passaggio giudiziario particolarmente delicato, perch&eacute; il procedimento rappresenta, sotto diversi profili, un caso inedito nel dibattito italiano sul suicidio medicalmente assistito. Per la prima volta, infatti, dei medici vengono chiamati in causa in relazione al mancato accesso alla procedura.</p>
<p>La vicenda risale all&rsquo;estate del 2023. Il 2 agosto, Sibilla Barbieri aveva chiesto alla Asl Roma 1 di verificare le proprie condizioni di salute alla luce dei requisiti individuati dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 242 del 2019, la cosiddetta sentenza Cappato-Antoniani. La Consulta aveva individuato una specifica area di non punibilit&agrave; dell&rsquo;aiuto al suicidio per le persone affette da una patologia irreversibile, sottoposte a trattamenti di sostegno vitale, esposte a sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili e capaci di assumere decisioni libere e consapevoli.</p>
<p>Nel caso di Barbieri, il Comitato etico aveva espresso un parere favorevole, mentre la Commissione aziendale della Asl aveva ritenuto non soddisfatto il requisito relativo alla dipendenza da un trattamento di sostegno vitale. Da qui il diniego all&rsquo;accesso alla procedura in Italia.</p>
<p>Secondo la famiglia, per&ograve;, la situazione clinica della donna era successivamente peggiorata in maniera significativa. Erano infatti stati prodotti certificati che documentavano, tra l&rsquo;altro, la dipendenza dall&rsquo;ossigenoterapia e il ricorso a farmaci antidolorifici ad alto dosaggio. Il punto centrale dell&rsquo;opposizione all&rsquo;archiviazione &egrave; proprio questo: secondo i familiari, di fronte al peggioramento delle condizioni della paziente, la Asl avrebbe dovuto procedere a una nuova e tempestiva valutazione, che invece non sarebbe mai stata effettuata.</p>
<p>Dopo il diniego e in assenza, secondo quanto riportato dalle fonti, di una nuova valutazione delle sue condizioni, Barbieri decise di recarsi in Svizzera, dove mor&igrave; il 31 ottobre 2023. Fu accompagnata dal figlio Vittorio Parpaglioni e dall&rsquo;ex senatore Marco Perduca, con l&rsquo;aiuto di Marco Cappato. I tre si erano successivamente autodenunciati per l&rsquo;accompagnamento; i procedimenti a loro carico sono stati archiviati lo scorso aprile.</p>
<p>L&rsquo;indagine sui medici &egrave; nata dalla denuncia presentata dalla famiglia, che contesta alla Asl non tanto l&rsquo;esito della prima valutazione, quanto il mancato aggiornamento della stessa di fronte al peggioramento delle condizioni della paziente. &Egrave; su questa distinzione che si concentra ora il procedimento giudiziario.</p>
<p>La vicenda riporta cos&igrave; al centro una questione che in Italia rimane giuridicamente complessa. La Corte costituzionale ha stabilito nel 2019 che, in presenza di determinate condizioni, l&rsquo;aiuto al suicidio non &egrave; punibile, ma ha anche auspicato un intervento organico del legislatore. La sentenza affida inoltre al Servizio sanitario nazionale la verifica delle condizioni richieste e prevede il coinvolgimento del comitato etico competente.</p>
<p>&Egrave; proprio l&rsquo;assenza di una disciplina legislativa nazionale organica a rappresentare uno dei nodi pi&ugrave; problematici del caso. L&rsquo;inchiesta si inserisce infatti in un quadro nel quale i medici devono muoversi tra i principi stabiliti dalla Consulta e l&rsquo;assenza di una normativa parlamentare complessiva, con il rischio di trovarsi esposti a conseguenze giudiziarie anche in relazione a decisioni assunte in un contesto normativo complesso.</p>
<p>Dall&rsquo;altra parte, la famiglia Barbieri e l&rsquo;associazione Luca Coscioni sostengono che proprio l&rsquo;assenza di una procedura chiara non possa tradursi in ritardi o in una lettura restrittiva dei diritti riconosciuti dalla Corte costituzionale. La questione, quindi, non riguarda soltanto ci&ograve; che accadde a Sibilla Barbieri, ma anche il rapporto tra autodeterminazione del paziente, responsabilit&agrave; dei sanitari e ruolo della magistratura in una materia ancora priva di una disciplina legislativa organica.</p>
<p>Il 16 dicembre sar&agrave; quindi una data importante: la decisione del gip stabilir&agrave; se confermare l&rsquo;archiviazione o consentire la prosecuzione del procedimento, attraverso ulteriori indagini o il rinvio a giudizio degli indagati.</p>]]></description><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 17:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Il divieto di tatuaggi e la divisa femminile bloccano l’accesso a una donna nelle Forze di Polizia]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/il-divieto-di-tatuaggi-e-la-divisa-femminile-bloccano-laccesso-a-una-donna-nelle-forze-di-polizia_126396.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/il-divieto-di-tatuaggi-e-la-divisa-femminile-bloccano-laccesso-a-una-donna-nelle-forze-di-polizia_126396.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/126396/157143.jpg" title="Polizia di Stato" alt="Polizia di Stato" /><br /><p>La norma che vieta i tatuaggi visibili e pone l&rsquo;obbligo di indossare un&rsquo;uniforme specifica in base al genere nella politica di assunzione per l&rsquo;accesso alle Forze di Polizia italiane &egrave; discriminatoria nei confronti delle donne. A affermarlo &egrave; stata Tamara Capeta, avvocata generale della Corte di giustizia dell&rsquo;Unione europea, nelle conclusioni che precedono la sentenza sul caso di una cittadina italiana che &egrave; stata esclusa dal concorso per agenti di Polizia perch&eacute; aveva un piccolo tatuaggio raffigurante un fiore sul polpaccio sinistro.</p>
<p>Identificata come HG, la donna si era iscritta al concorso per entrare a far parte delle Forze dell&rsquo;Ordine italiane e che si &egrave; vista il percorso sbarrato prima di iniziarlo a causa di una specifica norma che prevedere il divieto di avere tatuaggi visibili nel momento in cui si indossa l&rsquo;uniforme.</p>
<p>Dopo la contestazione avanzata sull&rsquo;esclusione dinanzi ai tribunali amministrativi italiani, il ricorso &egrave; arrivato alla Corte di giustizia che si sta occupando di interpretare il diritto dell&rsquo;Unione che vieta la discriminazione fondata sul sesso. Tale lettura dipende dalla differenza prevista fra l&rsquo;abbigliamento delle agenti donne rispetto a quella degli uomini &nbsp;che include gonna e scarpe d&eacute;collet&eacute;; &egrave; proprio per la mancanza dei pantaloni lunghi che il tatuaggio di HG risulta visibile.</p>
<p>La posizione avanzata dall&rsquo;avvocata generale Tamara Capeta mette in luce come l&rsquo;applicazione combinata di due norme - quella che vieta i tatuaggi visibili e l&rsquo;altra che impone alle donne di indossare la gonna nelle cerimonie ufficiali - fisisca per penalizzare le candidate sulla base del loro sesso, in quanto solo nel loro caso rimane esposta una parte delle gambe. Se HG infatti fosse stata un uomo, questo problema non si sarebbe presentato.</p>
<p>Nello specifico, il diritto dell&rsquo;Unione consente una distinzione fondata sul sesso a condizione che sia appropriata e necessaria per soddisfare un requisito essenziale allo svolgimento dell&rsquo;attivit&agrave; lavorativa, requisito che persegua obiettivi legittimi. Si nota allora come gli argomenti delle autorit&agrave; italiane, secondo cui la norma mira a consentire la partecipazione alle cerimonie ufficiali, che veicolano valori tradizionali e rafforzano l&rsquo;identit&agrave; delle Forze di Polizia, non possono essere accolti come giustificazioni nel caso di specie.</p>
<p>Escludere dal concorso le donne con tatuaggi a causa dell&rsquo;impossibilit&agrave; a partecipare alle cerimonie ufficiali, per l&rsquo;avvocata generale Capeta &egrave; al contempo inopportuno e inutile, in quanto tali eventi costituiscono solo una piccola parte delle funzioni di Polizia. La soluzione sarebbe concedere alle donne di indossare pantaloni in occasione di determinate funzioni, presentandosi come quando sono operative. L&rsquo;applicazione combinata delle due norme, inoltre, non &egrave; nemmeno necessaria per preservare la tradizione, poich&eacute; gli usi cerimoniali non andrebbero persi se alcune agenti di sesso femminile fossero dispensate dall&rsquo;obbligo.</p>
<p>Infine, sotto il profilo della proporzionalit&agrave;, lo svantaggio messo in risalto dall&rsquo;avvocata generale Capeta tra l&rsquo;impossibilit&agrave; di accedere alle forze di Polizia e il beneficio simbolico della loro partecipazione occasionale alle cerimonie indossando una divisa ordinaria &egrave; estremamene squilibrato.</p>]]></description><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 12:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Schengen, l’Italia proroga lo stop con la Spagna: altri 15 giorni di controlli alle frontiere]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/schengen-litalia-proroga-lo-stop-con-la-spagna-altri-15-giorni-di-controlli-alle-frontiere_126237.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/schengen-litalia-proroga-lo-stop-con-la-spagna-altri-15-giorni-di-controlli-alle-frontiere_126237.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/126237/156908.jpg" title="Migranti arrivati dal Marocco in Spagna" alt="Migranti arrivati dal Marocco in Spagna" /><br /><p>L&rsquo;Italia prolunga per altri quindici giorni la sospensione delle regole di Schengen nei confronti della Spagna. La decisione, resa nota luned&igrave; 31 agosto dal ministero dell&rsquo;Interno, mantiene quindi i controlli alle frontiere aeree e marittime per i viaggiatori in arrivo dal Paese iberico. Si tratta di una misura che &egrave; stata introdotta a inizio mese, a seguito dello scoppio della grave crisi migratoria che ha interessato Ceuta, citt&agrave; autonoma spagnola situata sulla costa settentrionale dell&rsquo;Africa, interamente circondata dal Marocco e bagnata dal Mar Mediterraneo.&nbsp;</p>
<p>Il governo italiano ha scelto dunque di non ripristinare, alla scadenza del primo periodo di sospensione, la piena libert&agrave; di circolazione prevista dall'accordo di Schengen. La proroga &egrave; stata decisa sulla base delle valutazioni del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, che considera attualmente ancora presenti quegli elementi che avevano portato alla reintroduzione dei controlli. Allo stesso tempo, il Viminale sottolinea di aver tenuto conto delle iniziative intraprese dalla Spagna insieme all'Unione europea per riportare progressivamente la situazione a Ceuta verso la normalit&agrave;.</p>
<p>A spiegare la scelta &egrave; stato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: &ldquo;La proroga di 15 giorni della sospensione del trattato di Schengen con la Spagna era necessaria&rdquo;, ha dichiarato sottolineando per&ograve; che la durata della nuova sospensione &egrave; stata limitata a poco pi&ugrave; di due settimane proprio dopo aver tenuto conto di due elementi: &ldquo;Se da una parte l'analisi &egrave; stata fatta dagli specialisti che indica che esistono motivazioni per cui fu fatta questa misura, dall'altra parte &egrave; apprezzabile lo sforzo che sta facendo il governo spagnolo con l'Ue per il giusto superamento della situazione che si &egrave; creata&rdquo;.</p>
<p>Il ministro ha quindi espresso l'auspicio che non sia necessario un ulteriore prolungamento: &ldquo;Confido che possa essere l'ultima&rdquo;, ha detto, spiegando che una conclusione della misura rappresenterebbe il segnale di un ritorno alla normalizzazione. Piantedosi ha inoltre ribadito la disponibilit&agrave; dell'Italia a collaborare con Madrid e con le istituzioni europee.</p>
<p>La decisione di Roma ha provocato una risposta immediata da parte di Madrid, dove ministero dell&rsquo;Interno spagnolo ha infatti annunciato di prorogare per altri quindici giorni i controlli frontalieri sui passeggeri che arrivano dall&rsquo;Italia via mare o via aerea. I controlli erano stati introdotti l&rsquo;8 agosto e vengono ora estesi &ldquo;per reciprocit&agrave;&rdquo; rispetto alla misura italiana.&nbsp;</p>
<p>La questione ha assunto anche una dimensione europea dopo l&rsquo;appello del premier spagnolo Pedro S&aacute;nchez alla solidariet&agrave; degli altri Paesi dell&rsquo;Ue: &ldquo;A Lampedusa la Spagna era presente per accogliere i migranti che arrivavano. L&rsquo;Europa deve mostrare solidariet&agrave; a Lampedusa, in Groenlandia, a Ceuta e nelle Isole Canarie.&rdquo;</p>
<p>La posizione di Madrid &egrave; quindi quella di ottenere una risposta comune dell'Unione alla pressione migratoria, mentre Roma continua a considerare la situazione di Ceuta un elemento di sicurezza sufficiente per mantenere temporaneamente i controlli.</p>
<p>&ldquo;Abbiamo bisogno della solidariet&agrave; dei Paesi dell'Europa centrale e settentrionale. Perch&eacute; non avviene nel caso della Spagna? Forse perch&eacute; abbiamo un governo di coalizione progressista? Forse perch&eacute; abbiamo una posizione su Gaza o su altre questioni?&rdquo;, conclude S&aacute;nchez.</p>]]></description><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 15:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Aumentano gli avvistamenti dei lupi in Italia: il caso Noicattaro riaccende l’allarme]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/aumentano-gli-avvistamenti-dei-lupi-in-italia-il-caso-noicattaro-riaccende-lallarme_125798.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/aumentano-gli-avvistamenti-dei-lupi-in-italia-il-caso-noicattaro-riaccende-lallarme_125798.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/125798/156212.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il lupo torna al centro dell&rsquo;attenzione in Italia, non soltanto per la presenza sempre pi&ugrave; costante in diverse aree d'Italia e la crescita della sua popolazione ma anche per il numero sempre maggiore di avvistamenti in prossimit&agrave; dei centri abitati. Negli ultimi giorni il caso pi&ugrave; delicato riguarda la Puglia, dove un esemplare &egrave; stato nuovamente individuato nelle campagne di Noicattaro, nel Barese.</p>
<p>L&rsquo;ultimo avvistamento risale a marted&igrave; 18 agosto, quando un operatore del Consorzio di vigilanza campestre e urbana Noicattaro-Torre a Mare ha segnalato la presenza di un lupo in contrada Schiamante, al confine tra Noicattaro e il quartiere barese di Torre a Mare. L&rsquo;animale &egrave; stato notato intorno alle 19.50 mentre il lavoratore era impegnato nei controlli delle aree dei vigneti. La segnalazione ha fatto scattare l&rsquo;intervento delle Forze dell&rsquo;ordine, che hanno utilizzato anche droni, termocamere e lacci per effettuare tutti i controlli necessari per cercare di &nbsp;individuare l&rsquo;esemplare.</p>
<p>La vicenda sta assumendo in tutto il Paese particolare rilevanza perch&eacute; proprio nella stessa zona si sta cercando da settimane un lupo ritenuto responsabile di due aggressioni ai danni di bambini. Il primo episodio si &egrave; verificato il 4 agosto nel parco di via Falcone, a Noicattaro, dove due minori sono stati aggrediti, uno dei quali &ndash; una bambina di sei anni &ndash; &egrave; stato ricoverato in terapia intensiva. Il secondo aneddoto risale alla serata del 15 agosto, quando un altro bambino di sei anni &egrave; stato aggredito e trasportato all&rsquo;ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.</p>
<p>Dopo queti episodi &egrave; stata istituita una task force coordinata dalla Prefettura di Bari e sono state avviate attivit&agrave; di monitoraggio con fototrappole, droni e altri strumenti mirati. Il 14 agosto la Regione Puglia ha anche autorizzato il prelievo e la cattura dell&rsquo;animale, sulla base del parere dell&rsquo;Ispra.</p>
<p>L&rsquo;ultimo avvistamento potrebbe dunque riguardare lo stesso esemplare, anche se al momento non &egrave; possibile stabilirlo con certezza. Nella zona erano state segnalate presenze dell&rsquo;animale anche nei territori di Cellamare e Bitonto.</p>
<p>Il fenomeno non riguarda per&ograve; soltanto la Puglia, infatti il lupo &egrave; tornato a diffondersi in numerose zone della penisola dopo aver rischiato l&rsquo;estinzione all&rsquo;inizio degli anni Settanta. Il primo monitoraggio nazionale coordinato dall&rsquo;Ispra, realizzato tra il 2020 e il 2021 su incarico del Ministero dell&rsquo;Ambiente, ha stimato circa 3.501 lupi grigi presenti sul territorio italiano.</p>
<p>La distribuzione non &egrave; per&ograve; uniforme, in quanto la specie animale si concentra principalmente lungo la fascia alpina e in particolare in Piemonte. Pi&ugrave; di 2.500 lupi sono invece distribuiti tra la dorsale appenninica e il resto dell&rsquo;area peninsulare. La Sardegna rappresenta l&rsquo;unica regione italiana nella quale non sono state rilevate tracce della presenza del lupo.</p>
<p>Tra gli altri avvistamenti recenti ricordati dalle cronache ci sono quelli registrati nel Milanese, tra Gorgonzola e Bussero, e nel parco di Villa Ghigi a Bologna, entrambi nel gennaio di questo anno. A Riccione, invece, la presenza di un lupo in un&rsquo;area urbana ha portato il Comune ad anticipare l&rsquo;orario di chiusura serale di tre parchi.</p>
<p>Un avvistamento non deve per&ograve; tradursi automaticamente in panico. In caso di incontro ravvicinato &egrave; tuttavia importante non avvicinarsi all&rsquo;animale e non tentare di interagire con lui, mostrando particolare attenzione ai bambini, che potrebbero confondere il lupo con un cane.</p>]]></description><pubDate>Thu, 20 Aug 2026 15:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Ultraleggero scomparso: continuano le ricerche di Carlo Arnulfo e Angela Buccico]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/ultraleggero-scomparso-continuano-le-ricerche-di-carlo-arnulfo-e-angela-buccico_125738.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/ultraleggero-scomparso-continuano-le-ricerche-di-carlo-arnulfo-e-angela-buccico_125738.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/125738/156118.jpg" title="Ultraleggero Tecnam P2008" alt="Ultraleggero Tecnam P2008" /><br /><p>Proseguono senza sosta le ricerche del Tecnam P2008 scomparso durante il volo tra la Sicilia e la Calabria. A bordo del piccolo aereo viaggiavano due avvocati: Carlo Arnulfo, 64 anni, romano e pilota del velivolo, e Angela Buccico, 55 anni, originaria di Matera e residente a Roma.</p>
<p>L&rsquo;ultraleggero era partito domenica 16 agosto dall&rsquo;aviosuperficie di Capo d&rsquo;Orlando, nel Messinese, ed era diretto a Sibari, nel Cosentino, dove non &egrave; mai arrivato. Il decollo &egrave; avvenuto intorno alle 9.30, mentre l&rsquo;arrivo era previsto per le 11. Da quel momento si sono perse le tracce del velivolo e sono scattate le ricerche.</p>
<p>Secondo quanto raccontato dal vicesindaco di Matera Rocco Michele Buccico, fratello di Angela, Arnulfo era un pilota esperto, mentre per la sorella si trattava di una delle prime esperienze su un ultraleggero. "Carlo era sceso per venirla a trovare, per trascorrere quattro o cinque giorni insieme"&raquo;, ha spiegato. I due stavano rientrando a Sibari, dove Angela aveva una casa al mare.</p>
<p>I due avvocati erano arrivati in Calabria alcuni giorni prima di Ferragosto e successivamente avevano raggiunto la Sicilia. Il volo di ritorno avrebbe dovuto riportarli a Sibari, ma il Tecnam non ha mai raggiunto la destinazione.</p>
<p>Le ricerche sono iniziate domenica sera, dopo che un amico ha formalizzato a Roma la denuncia di scomparsa ai carabinieri. Alle operazioni partecipano i militari di Cosenza e Messina, impegnati a ricostruire la possibile rotta del velivolo e a individuare eventuali elementi utili.</p>
<p>A rendere particolarmente complesse le ricerche &egrave; soprattutto l'assenza di testimoni. Nessuno, finora, ha riferito di aver visto l'aereo precipitare o effettuare un ammaraggio. Per questo le squadre stanno operando contemporaneamente via terra e via mare.</p>
<p>L'attenzione si &egrave; concentrata in particolare sull'Alto Tirreno cosentino, in un'area compresa tra Fiumefreddo e Fuscaldo. Il raggio delle ricerche viene progressivamente ampliato, mentre un possibile elemento per circoscrivere la zona arriva dai telefoni cellulari: l'ultimo aggancio disponibile sarebbe stato registrato nella zona di Sannati, nel territorio di Fuscaldo.</p>
<p>Anche la Guardia Costiera ha perlustrato il tratto di mare interessato, senza per&ograve; raccogliere segnalazioni di bagnanti o altri testimoni che abbiano assistito a un eventuale ammaraggio. Al momento, quindi, non &egrave; possibile stabilire se il velivolo sia precipitato sulla terraferma oppure in mare.</p>
<p>Con il passare delle ore, le operazioni si sono estese anche alle aree boschive e alle zone pi&ugrave; impervie dell'entroterra. La Questura di Cosenza ha chiesto la collaborazione di chi conosce in modo capillare il territorio, in particolare cacciatori e squadre di caccia al cinghiale, che possono fornire indicazioni utili su sentieri, valloni e aree difficilmente raggiungibili dai mezzi di soccorso.</p>
<p>Le ricerche proseguono, mentre gli investigatori cercano di ricostruire con precisione gli ultimi movimenti del Tecnam e di raccogliere qualsiasi elemento possa aiutare a individuare il velivolo e le due persone a bordo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 19 Aug 2026 10:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Posidonia, la Francia alza un muro contro gli yacht]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/posidonia-la-francia-alza-un-muro-contro-gli-yacht_125705.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/posidonia-la-francia-alza-un-muro-contro-gli-yacht_125705.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/125705/156069.jpg" title="Posidonia" alt="Posidonia" /><br /><p>La protezione della Posidonia oceanica entra sempre pi&ugrave; nel mirino delle autorit&agrave; francesi. A dimostrarlo &egrave; la pesante condanna inflitta dal Tribunale marittimo di Marsiglia al comandante del Laurie I, yacht di 37 metri battente bandiera maltese, sorpreso ad ancorare in una zona vietata del Parco naturale marino di Cap Corse e dell&rsquo;Agriate, in Corsica. La sanzione ammonta a 90mila euro ed &egrave; accompagnata da tre anni di divieto di navigazione nelle acque francesi.</p>
<p>Il caso risale al luglio dell'anno scorso, quando lo yacht &egrave; stato individuato all&rsquo;ancora in un&rsquo;area nella quale, per le unit&agrave; superiori ai 24 metri, l&rsquo;ancoraggio &egrave; vietato quando sono presenti praterie di Posidonia. A intervenire dopo una segnalazione sono stati gli agenti dell&rsquo;Office fran&ccedil;ais de la biodiversit&eacute; dando cos&igrave; avvio al procedimento poi conclusosi davanti al Tribunale.</p>
<p>La Posidonia oceanica non &egrave; un&rsquo;alga ma una pianta marina endemica del Mediterraneo; le sue praterie rappresentano un habitat fondamentale per numerose specie che contribuisce alla protezione delle coste e svolgono un ruolo importante nell&rsquo;equilibrio dell&rsquo;ecosistema marino. Proprio per la loro fragilit&agrave;, in diverse aree francesi le autorit&agrave; hanno progressivamente introdotto restrizioni all&rsquo;ancoraggio.</p>
<p>Il problema non riguarda soltanto il punto in cui cade l&rsquo;ancora, visto come durante i movimenti dell&rsquo;imbarcazione la catena pu&ograve; trascinare sul fondale e danneggiare porzioni della prateria. Per questo la normativa francese ha previsto limiti specifici soprattutto per le grandi unit&agrave; e nelle aree marine maggiormente sensibili.</p>
<p>La vicenda del Laurie I ha dimostrato come l&rsquo;ancoraggio in una zona vietata non venga considerato una semplice violazione amministrativa, ma pu&ograve; arrivare davanti alla magistratura e produrre conseguenze economiche e operative molto pesanti.</p>
<p>Tale episodio di fatto arriva in un momento che vede una crescente pressione sulle coste italiane, dalla Sardegna alla Toscana, legata alla presenza sempre pi&ugrave; consistente di yacht e al conseguente impatto sui fondali. Nella nostra penisola le sanzioni sono arrivate, in alcuni casi, a poche centinaia di euro, che a fronte dei 90mila euro multati in Francia sottolineano un'importante differenza. Non si tratta per&ograve; soltanto di stabilire quale sia la multa pi&ugrave; alta. Il punto centrale &egrave; il valore attribuito alla tutela di un ecosistema estremamente delicato: la Francia ha scelto di rendere pi&ugrave; stringenti le regole sull&rsquo;ancoraggio e di accompagnarle con controlli e conseguenze giudiziarie capaci di incidere concretamente sull&rsquo;attivit&agrave; degli yacht.</p>]]></description><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 11:22:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Sequestrati in tutto il Paese migliaia di scooter illegali]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/sequestrati-in-tutto-il-paese-migliaia-di-scooter-illegali_124945.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/sequestrati-in-tutto-il-paese-migliaia-di-scooter-illegali_124945.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124945/154761.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Migliaia di scooter elettrici, importati dalla Cina, sono stati immessi sul mercato italiano come biciclette a pedalata assistita, non sicuri per la circolazione e pericolosi per la salute dei consumatori. Sebbene le fattezze esteriori fossero evidenti, per i motorini non &egrave; stato difficile essere oggetto di modifiche, che ne hanno alterato le caratteristiche tecniche, permettendo loro di circolare su strada senza targa e omologazione.</p>
<p>Il sequestro &egrave; avvenuto per mano dei finanzieri del comando provinciale di Palermo in esecuzione di un decreto emesso dal Gip di Palmi (Reggio Calabria) su richiesta della procura calabrese. Al centro dell&rsquo;indagine ci sono un imprenditore palermitano e una societ&agrave;, accusati per i reati di frode in commercio e falso in atto pubblico. Il provvedimento ha coinvolto magazzini di grossisti e venditori al dettaglio di tutta Italia, anche grazie alla collaborazione delle Fiamme gialle di Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana.</p>
<p>Note come Epac e pi&ugrave; comunemente con e-bike, le biciclette a pedalata assistita si distinguono dai velocipedi tradizionali per essere subordinate al rispetto di specifici requisiti tecnici e funzionali previsti dalla normativa vigente. La distinzione si applica nel momento in cui il veicolo presenta un motore elettrico ausiliario avente potenza massima superiore a 250 Watt, la cui alimentazione non si attiva esclusivamente in presenza di pedalata e non si interrompa del tutto o progressivamente nel momento in cui il ciclista smette di pedalare o prima che la velocit&agrave; raggiunga i 25 km/h. Le e-bike sono soggette alle direttiva europea &ldquo;Macchine&rdquo; che ne regola la produzione per garantire i requisiti di conformit&agrave;, sicurezza e tutela della salute.</p>
<p>Le indagini condotte dai finanzieri palermitani hanno consentito di disvelare la sussistenza di importanti lacune formali e sostanziali all&rsquo;interno della documentazione, che rendevano falsi i requisiti di sicurezza dichiarati. I fascicoli risultano essere stati presentati durante l&rsquo;importazione avvenuta a partire dal 2023 dalla Cina. Sono almeno 6.885 i veicoli elettrici che in questi anni sono riusciti a entrare sul suolo italiano, superando i controlli degli uffici competenti per le procedure di sdoganamento e di immissione in libera pratica grazie a questo &ldquo;sistema di certificazioni ingannevole&rdquo;. Il valore di mercato complessivo &egrave; stato stimato in circa 5 milioni di euro.</p>
<p>Proseguiranno in questi giorni gli approfondimenti della Guardia di finanza su possibili violazioni di natura amministrativa e alle disposizioni del Codice del Consumo sull&rsquo;effettuazione di &ldquo;pratiche commerciali scorrette/ingannevoli poste in essere dagli esercenti su siti internet e social network, i cui esiti saranno posti al vaglio delle Autorit&agrave; competenti con la collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust e del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 30 Jul 2026 11:17:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Maxi blitz contro la criminalità giovanile: 539 arresti in tutta Italia]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/maxi-blitz-contro-la-criminalita-giovanile-539-arresti-in-tutta-italia_124406.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/maxi-blitz-contro-la-criminalita-giovanile-539-arresti-in-tutta-italia_124406.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124406/153919.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Una delle pi&ugrave; grandi operazioni degli ultimi anni contro la criminalit&agrave; giovanile ha portato all'arresto di 539 persone, tra cui 47 minorenni, in un blitz coordinato dalla Polizia di Stato che ha interessato ben 44 province italiane. L'intervento, che &egrave; stato reso possibile grazie a un'attivit&agrave; investigativa sviluppata su larga scala, ha coinvolto le Squadre mobili, i Reparti prevenzione crimine e numerosi uffici territoriali. L'obiettivo era quello di contrastare fenomeni legati allo spaccio di droga, al possesso illegale di armi e alla violenza diffusa tra le nuove generazioni.</p>
<p>La maxi operazione ha portato alla denuncia di 954 persone e al controllo di quasi 190mila cittadini, dei quali 19.489 minorenni. Gli agenti hanno ispezionato 1.182 immobili, comprese strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, sale giochi, esercizi commerciali e numerosi luoghi di aggregazione come piazze, parchi, stazioni ferroviarie e centri commerciali.</p>
<p>Il bilancio dei sequestri evidenzia la portata del fenomeno. Tra i 703 chilogrammi di sostanze stupefacenti recuperati, tra cocaina, cannabinoidi, ketamina, ecstasy, MDMA, shaboo e farmaci oppioidi, le 49 armi da fuoco e le 87 armi bianche sequestrate, i 95 oggetti atti da offendere rintracciati e gli oltre 300mila euro in contanti rinvenuti, le perquisizioni hanno rivelato cosa si nascondeva dietro alle giovani gang criminali.</p>
<p>Gli investigatori hanno inoltre individuato 973 profili social utilizzati per diffondere contenuti che esaltano violenza, aggressioni e odio, invitando a usare le armi da fuoco e da taglio. Un elemento che conferma come il web rappresenti oggi uno dei principali strumenti di aggregazione e propaganda per ragazzi coinvolti in attivit&agrave; criminali.</p>
<p>Nel corso dei controlli sono state elevate anche oltre 500 sanzioni amministrative, soprattutto per uso di sostanze stupefacenti e somministrazione di alcolici a minori. Secondo gli investigatori, l'operazione rappresenta un importante passo nel contrasto a una criminalit&agrave; giovanile sempre pi&ugrave; organizzata e capace di muoversi tra piazze di spaccio, violenza urbana e piattaforme digitali.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 14:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Vecchi gioielli contrabbandati tra Italia e Svizzera: requisiti 230 chili di oro]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/vecchi-gioielli-contrabbandati-tra-italia-e-svizzera-requisiti-230-chili-di-oro_122364.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/vecchi-gioielli-contrabbandati-tra-italia-e-svizzera-requisiti-230-chili-di-oro_122364.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122364/150447.jpg" title="Foto dei gioielli requisiti" alt="Foto dei gioielli requisiti" /><br /><p>L&rsquo;Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDCS) ha concluso un&rsquo;inchiesta in merito al contrabbando di vecchia gioielleria che veniva importata illegalmente dall&rsquo;Italia alla Svizzera.</p>
<p>Gli imputati principali, di cui uno gi&agrave; giudicato in Italia per riciclaggio, ricettazione, possesso illegale di armi da fuoco ed altri reati, sono stati accusati di recuperare nei campi nomadi del Nord Italia oro e gioielli rubati tramite furti con scasso nelle abitazioni private. Nel dettaglio, un 56enne italiano si occupava ogni settimana del trasferimento della merce nascosa in zainetti passando da valichi non presidiati; l&rsquo;oro, dopo essere stato consegnato a due complici italiani residenti in Svizzera, un 66enne e un 35enne, veniva venduto a una societ&agrave; ticinese autorizzata a fondere metalli preziosi. Per terminare il lavoro, con l&rsquo;incisione del marchio che garantisce lo Swiss Made, i lingotti venivano rivenduti nello Stato svizzero senza problemi.</p>
<p>Il fermo &egrave; nato da un ordine dei carabinieri di Asti dopo aver effettuato delle indagini, in collaborazione con la polizia giudiziaria ticinese, sull&rsquo;uomo che si occupava di recuperare la gioielleria e immetterla sul territorio elvetico in omissione delle formalit&agrave; doganali. Alla societ&agrave; dotata di una regolare autorizzazione dell&rsquo;Udsc per fondere metalli preziosi e apporre al prodotto ottenuto il timbro di fonderia &egrave; stato prontamente revocato il permesso da parte dello stesso Ufficio controllo dei metalli preziosi.</p>
<p>In sede istruttoria, sono poi emersi altri due filoni minori inerenti sempre all&rsquo;importazione illegale di vecchio oro. Si tratta in questo caso di circa 40 chilogrammi, trasportati sempre tra l&rsquo;Italia e la Svizzera, rivenduti e fusi anch&rsquo;essi su suolo elvetico. Un&rsquo;inchiesta che ha coinvolto altri tre cittadini italiani, tutti domiciliati nel Paese svizzero.</p>
<p>Nell&rsquo;arco di cinque mesi tra il 2021 e il 2022 risultano contrabbandati 190 chili di oro. Nel complesso sono stati importati illegalmente 230 chili, dal valore di circa 25 milioni di franchi, eludendo complessivamente circa 800.000 franchi.</p>
<p>La collaborazione internazionale nonch&eacute; nazionale con il Ministero pubblico ticinese ha giocato un ruolo fondamentale, permettendo di condividere gli incarti e i dati legati alle osservazioni transfrontaliere, alle perquisizioni e ai sequestri congiunti.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 16:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Omicidio di Willy, Gabriele Bianchi condannato all’ergastolo nell’appello ter]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/omicidio-di-willy-gabriele-bianchi-condannato-allergastolo-nellappello-ter_121820.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/omicidio-di-willy-gabriele-bianchi-condannato-allergastolo-nellappello-ter_121820.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/121820/149498.jpg" title="Willy Monteiro Duarte" alt="Willy Monteiro Duarte" /><br /><p>Ergastolo per Gabriele Bianchi. &Egrave; questa la sentenza che &egrave; stata stabilita dalla Corte d&rsquo;Assise d&rsquo;Appello di Roma, che ha accolto le richieste del pm Francesco Brando e del procuratore generale Carlo Lasperanza.</p>
<p>L&rsquo;episodio risale alla notte tra il 5 e il 6 settembre 2020, quando durante un pestaggio avvenuto a Colleferro il giovane ventunenne Willy Monteiro Duarte perse la vita, nel tentativo di difendere un amico in difficolt&agrave;. Tra i responsabili dell&rsquo;omicidio vennero subito identificati i fratelli Gabriele e Marco Bianchi e Mario Pincarelli, gi&agrave; conosciuti alle forze dell&rsquo;ordine per pestaggi, spaccio e riscossione di spaccio per conto di terzi, e Francesco Belleggia. La brutalit&agrave; del pestaggio ebbe forte impatto sull'opinione pubblica italiana</p>
<p>In primo grado i fratelli Bianchi erano stati entrambi condannati all&rsquo;ergastolo mentre nel primo processo d&rsquo;appello i giudici avevano concesso le attenuanti generiche facendo scendere la pena a 24 anni. Nell&rsquo;appello bis era arrivata nuovamente la condanna all&rsquo;ergastolo per Marco Bianchi e a 28 anni per il fratello Gabriele. Oggi per&ograve; nel processo d&rsquo;Appello ter anche per lui la condanna &egrave; all&rsquo;ergastolo.</p>
<p>La brutale aggressione dur&ograve; 50 secondi e in quella azione i due fratelli ebbero, secondo l&rsquo;accusa, &ldquo;<em>un ruolo preponderante con Gabriele, esperto dell'arte marziale Mma, che d&agrave; il via con un violento calcio al petto di Monteiro seguito subito da Marco</em>&rdquo;.</p>
<p>Gabriele Bianchi ha inoltre ricevuto dai giudici l&rsquo;autorizzazione ad accedere al percorso di giustizia riparativa. Solo se la famiglia di Willy accetter&agrave;, il condannato potr&agrave; prendere parte a un percorso di confronto e responsabilizzazione; in caso contrario il detenuto potr&agrave; intraprendere un iter psicologico. In apertura dell'udienza, l'uomo ha rilasciato dichiarazioni spontanee chiedendo scusa per quanto accaduto.</p>
<p>Sono invece gi&agrave; da tempo definitive le condanne degli altri due imputati: &nbsp;21 anni di reclusione per Mario Pincarelli e 23 anni per Francesco Belleggia, che in base alla ricostruzione dell&rsquo;omicidio si affiancarono da subito ai fratelli e colpirono Willy con calci e pugni, quando il ragazzo era ormai disteso a terra inerme.</p>]]></description><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 12:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Maxi truffa tra Italia e Polonia: smascherato traffico di auto di lusso dagli assegni falsi]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/maxi-truffa-tra-italia-e-polonia-smascherato-traffico-di-auto-di-lusso-dagli-assegni-falsi_118889.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/maxi-truffa-tra-italia-e-polonia-smascherato-traffico-di-auto-di-lusso-dagli-assegni-falsi_118889.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/118889/144466.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un&rsquo;organizzazione criminale attiva tra Italia e Polonia &egrave; stata smantellata grazie a un&rsquo;operazione coordinata dalla Procura di Busto Arsizio, condotta in collaborazione con le autorit&agrave; polacche, i carabinieri di Udine e Eurojust. Il bilancio finale dell&rsquo;indagine parla di nove persone denunciate e diciotto auto di lusso recuperate, per un valore complessivo di circa 800 mila euro.</p>
<p>Il gruppo, composto da soggetti di etnia rom, era specializzato in truffe nel settore della compravendita di auto di alta gamma, oltre che in riciclaggio e falsificazione di documenti. Gli investigatori hanno ricostruito almeno 17 episodi tra riciclaggio, autoriciclaggio e falsificazione di documenti, evidenziando un sistema ben organizzato e ramificato a livello internazionale.</p>
<p>Basandosi sulle informazioni pubblicate sul sito della Guardia di Finanza, il meccanismo utilizzato risulta particolarmente sofisticato: i truffatori pagavano le vetture utilizzando assegni circolari falsi e adottando la tecnica dello spoofing; contattavano gli acquirenti fingendosi operatori del servizio antifrode dell&rsquo;istituto bancario per confermare la genuinit&agrave; e la copertura dell&rsquo;assegno, inducendo cos&igrave; le vittime a concludere la compravendita di auto di lusso.</p>
<p>Una volta ottenute le auto, i documenti venivano alterati e i veicoli radiati per l&rsquo;esportazione. Le vetture cos&igrave; venivano trasferite rapidamente in Polonia, per poi essere subito rivendute tramite una concessionaria riconducibile al principale indagato. I pagamenti avvenivano in contanti - per un valore di circa 1 milione di euro -, che secondo le indagini provenivano da traffici illeciti internazionali legati a sostanze stupefacenti.</p>
<p>L&rsquo;operazione ha dimostrato l&rsquo;efficacia della collaborazione tra le autorit&agrave; europee nel contrasto alla criminalit&agrave;, permettendo di restituire le auto ai legittimi proprietari e interrompere il sistema fraudolento.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 16:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Maxi furto di KitKat: sparisce un camion con 12 tonnellate di barrette]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/maxi-furto-di-kitkat-sparisce-un-camion-con-12-tonnellate-di-barrette_117328.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/maxi-furto-di-kitkat-sparisce-un-camion-con-12-tonnellate-di-barrette_117328.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/117328/142105.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un furto tanto insolito quanto clamoroso scuote il mercato dolciario europeo: un camion che trasportava 413.793 barrette KitKat &egrave; scomparso nel nulla durante un viaggio in Europa. Il mezzo, partito da uno stabilimento nel centro Italia e diretto in Polonia avrebbe dovuto distribuire la merce da circa 12 tonnellate nei vari Paesi attraversati durante il tragitto.</p>
<p>Secondo quanto riferito dall&rsquo;azienda produttrice, la multinazionale svizzera Nestl&eacute;, il furto &egrave; avvenuto lungo il tragitto tra i siti di produzione e distribuzione, ma il punto esatto della sottrazione non &egrave; stato ancora chiarito. &ldquo;<em>Abbiamo sempre invitato le persone a prendersi una pausa con KitKat, ma stavolta i ladri hanno preso il messaggio troppo alla lettera</em> &mdash; &egrave; stato commentato ironicamente dall&rsquo;azienda &mdash;<em>. Al momento del furto, il tir e l&rsquo;intero carico risultano scomparsi e non ancora rintracciati. Le indagini sono in corso, in collaborazione con le autorit&agrave; locali e i partner della filiera logistica</em>&rdquo;.</p>
<p>Il colpo &egrave; arrivato in un momento particolarmente delicato per il settore, a pochi giorni dalla Pasqua, periodo in cui il consumo di cioccolato cresce sensibilmente; proprio per questo motivo, l&rsquo;azienda non esclude che la merce rubata possa finire su canali di vendita non ufficiali e sugli scaffali in diverse nazioni europee. La Nestl&eacute; ha sottolineato come ogni prodotto sia tracciabile tramite codici identificativi univoci: &ldquo;<em>Se c&rsquo;&egrave; una corrispondenza, lo scanner fornir&agrave; indicazioni chiare per contattare KitKat</em>&rdquo; fanno sapere.</p>
<p>&ldquo;<em>Pur apprezzando l&rsquo;eccezionale buon gusto dei criminali, resta il fatto che i furti di carico sono un problema in crescita per le aziende di tutte le dimensioni</em> &mdash; dichiara il portavoce del marchio &mdash;<em>. Poich&eacute; vengono messi in atto con regolarit&agrave; schemi sempre pi&ugrave; sofisticati, abbiamo scelto di rendere pubblica la nostra esperienza nella speranza di aumentare la consapevolezza su una tendenza criminale sempre pi&ugrave; diffusa. La buona notizia &egrave; che non ci sono timori per la sicurezza dei consumatori e le forniture non sono state compromesse</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 14:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[La “mafia” non può sedersi a tavola: vietato il termine sull’insegna dei ristoranti spagnoli]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/la-mafia-non-puo-sedersi-a-tavola-vietato-il-termine-sullinsegna-dei-ristoranti-spagnoli_116087.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/la-mafia-non-puo-sedersi-a-tavola-vietato-il-termine-sullinsegna-dei-ristoranti-spagnoli_116087.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/116087/140360.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dopo anni di dispute legali, l&rsquo;Italia ha ottenuto una nuova vittoria contro la catena di ristoranti spagnola che utilizza la parola &ldquo;mafia&rdquo; nel proprio marchio. L&rsquo;Ufficio iberico che si occupa di brevetti e marchi ha infatti stabilito che il nome &ldquo;La Mafia se sienta a la mesa&rdquo; (&ldquo;La mafia si siede a tavola&rdquo;) &egrave; contrario &ldquo;all&rsquo;ordine pubblico e al buon costume&rdquo;, accogliendo le obiezioni presentate dal governo italiano. Tale decisione potrebbe costringere l&rsquo;azienda a cambiare nome ai propri locali, presenti in numerose citt&agrave; spagnole.</p>
<p>La controversia non &egrave; nuova, poich&eacute; &egrave; da tempo che le istituzioni italiane contestano l&rsquo;uso commerciale della parola &ldquo;mafia&rdquo; usata in modo improprio come stereotipo tipo &ldquo;pizza spaghetti e mandolino&rdquo;. Associandola a un&rsquo;esperienza gastronomica o di intrattenimento, si ritiene che l&rsquo;utilizzo del termine non faccia altro che banalizzare e romanticizzare un fenomeno criminale reale e ancora attivo.</p>
<p>Di fatto, gi&agrave; nel 2018 il Tribunale dell&rsquo;Unione europea aveva respinto la richiesta dell&rsquo;azienda di registrare il nome come marchio, sostenendo che la denominazione trasmetteva un&rsquo;immagine ingannevole della mafia e poteva risultare offensivo per le vittime e per l&rsquo;opinione pubblica. La recente decisione dell&rsquo;Ufficio spagnolo si inserisce quindi in una battaglia legale iniziata anni fa e portata avanti dallo Stato italiano e dalla sua ambasciata in Spagna.</p>
<p>Secondo l&rsquo;autorit&agrave; spagnola, il marchio richiama direttamente il nome di una reale organizzazione criminale e quindi non pu&ograve; essere utilizzato per promuovere attivit&agrave; commerciali. L&rsquo;uso del termine, usato all&rsquo;interno di un contesto come quello della ristorazione, &egrave; stato cos&igrave; considerato incompatibile con i principi di ordine pubblico e moralit&agrave;.</p>
<p>L&rsquo;azienda, da parte sua, ha sempre respinto le accuse, sostenendo che il loro titolo non vuole glorificare la criminalit&agrave; organizzata. Secondo i proprietari, l&rsquo;espressione deriverebbe dal titolo di un libro di ricette e sarebbe stata scelta come riferimento culturale legato alla cultura italiana.</p>
<p>La societ&agrave; ha anche affermato che in Spagna la parola &ldquo;mafia&rdquo; viene spesso percepita come un riferimento culturale o cinematografico, non necessariamente legato alla criminalit&agrave;. Nonostante ci&ograve;, le autorit&agrave; hanno ritenuto che l&rsquo;associazione resti problematica.</p>
<p>La decisione per&ograve; non &egrave; definitiva, infatti la catena pu&ograve; ancora presentare ricorso. Se il provvedimento venisse confermato, il gruppo dovrebbe rinunciare al marchio e cambiare nome ai suoi ristoranti spagnoli. Per l&rsquo;Italia, per&ograve;, la sentenza rappresenta gi&agrave; un importante passo, in quanto rafforza l&rsquo;idea che simboli e riferimenti alla criminalit&agrave; organizzata non possano essere utilizzati come strumenti di marketing o di intrattenimento.</p>]]></description><pubDate>Mon, 09 Mar 2026 16:29:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Forlì, l'operatore della Cri Luca Spada accusato di omicidio plurimo ]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/forli-l-operatore-della-cri-luca-spada-accusato-di-omicidio-plurimo_115954.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/forli-l-operatore-della-cri-luca-spada-accusato-di-omicidio-plurimo_115954.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/115954/140155.jpg" title="Luca Spada" alt="Luca Spada" /><br /><p>Luca Spada, un operatore della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro, &egrave; attualmente indagato per la morte sospetta di cinque anziani, tutti in condizioni terminali, durante il trasporto in ambulanza dalle strutture in cui erano ospitati verso l&rsquo;ospedale.</p>
<p>Di s&eacute; il giovane racconta, in una vecchia intervista, di aver lasciato presto gli studi e che a soli 19 anni si &egrave; trovato a rilevare la gestione di una pizzeria, che poi ha chiuso per investire su due chioschi di piadine.&nbsp;Fino a qui non si nota niente di strano, ma nel corso del 2024 all&rsquo;immagine limpida di &ldquo;Spadino&rdquo; se ne contrappone una offuscata. In primo luogo si candida in Consiglio comunale, ma non entra; in seguito una delle due piadinerie viene rivenduta alla precedente proprietaria, mentre l&rsquo;altra inizia a essere gestita principalmente dal socio e dalla fidanzata, che in quel periodo era incinta. Parallelamente continua la sua attivit&agrave; all&rsquo;interno della Cri, avviata a soli 14 anni come volontario di primo soccorso, operando anche con la Protezione Civile.</p>
<p>Dipendente della Croce rossa, Spada lavorava 38 ore come autista-soccorritore di ambulanze a settimana e forse non solo. &ldquo;<em>Era fuori di parecchio sul conto</em> &mdash; precisa una persona che ha avuto accesso alla sua posizione finanziaria dell&rsquo;anno scorso &mdash;.<em> I debiti si ammucchiavano e non riusciva a pagare</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;indagato 27enne a piede libero e destinatario di un avviso di garanzia ricevuto a novembre, con la pesante contestazione di &ldquo;omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione&rdquo; in relazione alle morti di almeno cinque anziani, trasportati mentre era in turno, a cui sono state somministrate delle iniezioni. Si tratta di accuse pesanti che si collegano ai suoi presunti rapporti, ancora da chiarire, con un socio di un&rsquo;agenzia funebre, che Spada ha pi&ugrave; volte in varie interviste respinto in modo deciso, affermando di essere &ldquo;<em>pienamente innocente</em>&rdquo;.</p>
<p>Dalle indagini della Procura e dei carabinieri sarebbero emerse relazioni frequenti con un&rsquo;impresario delle &ldquo;Onoranze funebri Romagna&rdquo; di Meldola, con cui pareva &mdash; secondo alcune fonti &mdash; avere un vero e proprio rapporto lavorativo &ldquo;a chiamata&rdquo;, un&rsquo;ipotesi negata dalla societ&agrave; stessa che ha ribadito: &ldquo;<em>&Egrave; un amico di famiglia, lo conosciamo da quando era bambino</em>&rdquo;. Anche verso questa azienda, adesso per&ograve; si rivolgono le attenzioni di un pm, Andrea Marchini, che nel suo fascicolo avrebbe indicati sia i nomi degli operatori sanitari che hanno denunciato i comportamenti sospetti di Spada e quelli di almeno due che sembrerebbero implicati come complici.</p>
<p>Per il momento, in realt&agrave; essendo le indagini da parte del magistrato riservate, l&rsquo;unica famiglia di cui si sappia abbia nominato legali, gli avvocati Max Starni e Antonio Mambelli, &egrave; quella di una 85enne deceduta lo scorso 25 novembre, su cui &egrave; stata disposta l&rsquo;autopsia. Tra gli obiettivi dell'esame medico legale, verificare se la causa sia stata un'embolia.</p>
<p>La voci che circolano accusano l&rsquo;indagato sostengono che &ldquo;<em>lo si vedeva spesso alle onoranze funebri, lavorava con loro</em>&rdquo;, aggiunge la fonte. Se la teoria sostenuta dalle fonti richiedere l&rsquo;esistenza dell&rsquo;accordo informale di collaborazione come l&rsquo;ipotetico movente, la domanda da porsi &egrave; se sia possibile collegare il fatto che Luca Spada avrebbe ucciso cinque, anzi forse otto persone, in nome di una societ&agrave; illecita solo per aumentarne il guadagno. Di fatto, appare difficile credere che reati cos&igrave; gravi siano stati commessi senza la convinzione di raggiungere il proprio fine, e quindi garantire alle onoranze funebri la certezza di essere ingaggiate dai parenti; perch&eacute; quest&rsquo;ultimi avrebbero potuto ovviamente optare per un altro servizio.</p>
<p>Nel mentre, Spada nelle interviste continua a sostenere la sua innocenza: &ldquo;<em>Quando a novembre ho ricevuto l'avviso di garanzia mi &egrave; cascato il mondo addosso. Fin dal primo momento ho portato la documentazione, a sostegno dell&rsquo;estraneit&agrave; ai fatti. Dopo tanti anni, tanti interventi, stiamo parlando di cinque persone su 200 in un anno, i numeri sono questi. Spero che la Procura faccia luce</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 12:25:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Annullata dal Tar della Lombardia l’interdittiva antimafia alla Tuccio Costruzioni]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/annullata-dal-tar-della-lombardia-linterdittiva-antimafia-alla-tuccio-costruzioni_114732.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/annullata-dal-tar-della-lombardia-linterdittiva-antimafia-alla-tuccio-costruzioni_114732.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/114732/138407.jpg" title="Rosario Tuccio" alt="Rosario Tuccio" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p><em>Il Tar della Lombardia, con la sentenza n. 00230/2026 del 19 gennaio scorso, ha sciolto e fugato ogni riserva di dubbio sulla trasparenza della Tuccio Costruzioni Srl, annullando definitivamente il provvedimento interdittivo antimafia, ritenuto illegittimo poich&eacute; fondato su sospetti meramente apparenti.</em></p>
<p><em>Il Prefetto di Milano, ove ha sede l&rsquo;azienda, aveva infatti adottato la misura afflittiva in data 28 aprile 2025, ora clamorosamente stravolta dai Giudici amministrativi milanesi. L&rsquo;interdittiva aveva portato infatti alla revoca immediata delle autorizzazioni al subappalto da parte dei Comuni di Nichelino e Vinovo e del Politecnico di Torino, esponendo fattivamente la Tuccio Costruzioni e i suoi dipendenti a danni gravissimi che il Tar della Lombardia aveva gi&agrave; scongiurato accogliendo l&rsquo;istanza di sospensione cautelare del provvedimento ora annullato.</em></p>
<p><em>Fatto sta che, in virt&ugrave; di un sospetto meramente apparente, la Tuccio Costruzioni, allora amministrata dall&rsquo;imprenditore Rosario Tuccio mai indagato per reati di stampo mafioso, degno e valente continuatore della realt&agrave; fondata sessant&rsquo;anni orsono dal padre Orazio nonch&eacute; dimessosi prudenzialmente da ogni carica sociale durante tutto l&rsquo;iter giudiziario - sono sfumati ben 25 milioni di euro di lavori pubblici e privati: con conseguenze economiche astronomiche e altrettanti danni d&rsquo;immagine, stante la pubblicit&agrave; negativa data da organi di stampa locali e nazionali al caso poi tradottasi in appalti persi, contratti risolti, commesse revocate e crollo del fatturato in momento di virtuosa crescita aziendale.</em></p>
<p><em>A favore della Tuccio Costruzioni e dell&rsquo;onorabilit&agrave; dell&rsquo;omonimo Rosario si era apertamente schierato da subito soltanto il giornalista radiotelevisivo Maurizio Scandurra, anche opinionista de &lsquo;La Zanzara&rsquo; di &lsquo;Radio24&rsquo;, incontrando non poche difficolt&agrave; e altrettante chiusure drastiche da parte dei colleghi dei media, restii ad accogliere la versione dei fatti rilasciata dall&rsquo;impresa.</em></p>
<p><em>Leggendo il dispositivo, frutto del lavoro dell&rsquo;avvocato amministrativista Riccardo Vecchione del Foro di Torino, i magistrati milanesi a proposito dell&rsquo;indagine evidenziano, nella stesura delle motivazioni di piena assoluzione, un &ldquo;Eccesso di potere per contraddittoriet&agrave;, irragionevolezza, illogicit&agrave; e inopportunit&agrave;&rdquo;, e pari grado anche un &ldquo;Eccesso di potere per carenza di istruttoria e motivazione&rdquo;, sottolineando, di fatto, la totale inconsistenza delle accuse mosse nei confronti della Tuccio Costruzioni.</em></p>
<p><em>E parlano, riguardo al buon nome dell&rsquo;amministratore e all&rsquo;intero gruppo di imprese che attorno a lui gravitano, di &ldquo;consistenti sopravvenienze positive al Tuccio idonee di per s&eacute; da far virare in modo irreversibile l&rsquo;impresa dalla situazione negativa alla fuoriuscita definitiva dal cono d&rsquo;ombra della mafiosit&agrave;&rdquo;, certificando ulteriormente in pi&ugrave; come &ldquo;L&rsquo;assenza del giudizio di attualit&agrave; del rischio di infiltrazione &egrave; stata, peraltro, valorizzata dal medesimo Consiglio di Stato nella recente sentenza n. 7330 del 16.9.2025&rdquo;, dovuta al fatto che &ldquo;In tale circostanza il Supremo Consesso ha ritenuto fondato l&rsquo;appello proposto dalla C.E.T. in relazione ai profili di difetto d&rsquo;istruttoria e di motivazione tanto con riferimento alla misura interdittiva in s&eacute; quanto al diniego della concessione di misura di prevenzione collaborativa di cui all&rsquo;art. 94 bis del D. lgs. N. 159/2011&rdquo;. Ma c&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;: &ldquo;L&rsquo;inidoneit&agrave; dei fatti contestati al Sig. Rosario Tuccio - si legge ancora scorrendo la Sentenza - per far ritenere sussistente il rischio d&rsquo;infiltrazione nell&rsquo;attivit&agrave; imprenditoriale della CET rilevando come &lsquo;sia la socia di maggioranza, sia il di lei marito (signor Tuccio) &ndash; oggi amministratore di altra societ&agrave; (Tuccio Costruzioni), sia il socio di minoranza (signor Tallarico) non sono mai stati attinti da provvedimento sanzionatorio penale&rsquo;; n&eacute;, tantomeno, motivano ancora i Giudici, &ldquo;Non sono stati introdotti elementi da cui evincere una gestione del Sig. Tuccio nella societ&agrave; in questione n&eacute; indizi di interferenza dello stesso con le scelte societarie della moglie&rdquo;.</em></p>
<p><em>Parole importanti, decisive e risolutive a riconfermare la seriet&agrave; e la trasparenza di un imprenditore e un&rsquo;azienda al di sopra di ogni chiacchierabile sospetto. In conclusione, &ldquo;Alla luce di quanto sopra esposto, il decreto prefettizio gravato risulta, pertanto, illegittimo per carenza del necessario giudizio di attualit&agrave; del rischio di infiltrazione (omissis). Per le ragioni sopra esposte il ricorso &egrave; fondato e, per l&rsquo;effetto, deve essere annullato il gravato decreto prefettizio Prot. Fasc. 12B7/2023-020951 del 28 aprile 2025&rdquo;.</em></p>
<p><em>&ldquo;Ringrazio i magistrati della Prima Sezione del Tar della Lombardia per aver accertato in maniera inoppugnabile la mia buona condotta. Se fossi stato un mafioso, mai avrei fondato un gruppo di aziende che porta fieramente il mio nome e il cognome di mio padre, uomo da cui ho imparato a fare del lavoro onesto un Vangelo quotidiano. In un momento delicatissimo per il futuro della Giustizia in Italia, oggi tiro un sospiro di sollievo pur contando i cocci e le occasioni di lavoro perse. E adesso riparto dalla sola strada che conosco: umilt&agrave;, impegno, lavoro, coraggio e successo&rdquo;, chiosa soddisfatto e sollevato Rosario Tuccio.</em></p>
<p><strong>Tuccio Costruzioni Srl</strong></p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:50:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Foodinho sotto controllo giudiziario: 40mila rider vittime di sfruttamento ]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/foodinho-sotto-controllo-giudiziario-40mila-rider-vittime-di-sfruttamento_114595.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/foodinho-sotto-controllo-giudiziario-40mila-rider-vittime-di-sfruttamento_114595.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/114595/138219.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d&rsquo;urgenza il controllo giudiziario per caporalato su Foodinho, la societ&agrave; di delivery del colosso spagnolo Glovo. Al centro dell&rsquo;inchiesta ci sono retribuzioni bassissime, contratti in contrasto con la legge e testimonianze di condizioni di lavoro difficili.</p>
<p>Il mondo delle consegne a domicilio in Italia si trova cos&igrave; nuovamente scosso da un nuovo capitolo giudiziario che mira a verificare e fermare le presunte forme di sfruttamento del lavoro dei rider, ai quali sempre pi&ugrave; frequentemente non vengono riconosciuti nel modo corretto i loro diritti.</p>
<p>Secondo gli accertamenti condotti dal Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, circa 40.000 ciclofattorini impiegati in tutta Italia &mdash; e 2.000 solo nell&rsquo;area metropolitana di Milano &mdash; avrebbero percepito salari significativamente inferiori alla &ldquo;soglia di povert&agrave;&rdquo; e in netto contrasto con i contratti collettivi nazionali. In alcuni casi, la retribuzione si sarebbe attestata fino al 76-81% sotto i livelli di riferimento previsti dal diritto del lavoro.&nbsp;</p>
<p>Nel decreto del pubblico ministero Paolo Storari, l&rsquo;azione urgente mira a garantire, tramite la nomina di uno o pi&ugrave; amministratori giudiziari, il rispetto delle norme e la corretta applicazione dei diritti lavorativi ai rider, regolarizzandone l&rsquo;attivit&agrave; e cercando di impedire il ripetersi di violazioni penali legate al cosiddetto caporalato.</p>
<p>La denuncia parte anche dalle stesse testimonianze raccolte dagli investigatori; numerosi lavoratori hanno infatti raccontato di venire geolocalizzati e penalizzati in caso di ritardi, e di guadagnare una media di circa 2,5-3,7 euro a consegna, non sufficiente a raggiungere un reddito dignitoso dopo giornate lavorative di oltre 10 ore, senza trascurare i pericoli che i viaggi che devono effettuare possono comportare.</p>
<p>L&rsquo;amministratore di Foodinho, Pierre Miquel Oscar, figura tra gli indagati per caporalato; secondo gli inquirenti, avrebbe impiegato manodopera in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori.</p>
<p>La vicenda riapre infine ancora una volta il dibattito sulle condizioni dei rider che prestano servizio per le grandi piattaforme di consegna, tra accuse di basso compenso, attribuzione di partita IVA a lavoratori di fatto subordinati e interventi giudiziari e sindacali che chiedono tutele pi&ugrave; adeguate.</p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Feb 2026 09:58:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Roma, doppio crollo della Torre dei Conti ai Fori Imperiali]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/roma-doppio-crollo-della-torre-dei-conti-ai-fori-imperiali_110072.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/roma-doppio-crollo-della-torre-dei-conti-ai-fori-imperiali_110072.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/110072/131814.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Oggi, luned&igrave; 3 novembre, nel cuore della capitale italiana un doppio crollo ha coinvolto la Torre dei Conti, attualmente in ristrutturazione, a largo Corrado Ricci, ai Fori Imperiali.</p>
<p>Il primo incidente &egrave; avvenuto dopo le 11, mentre nove operai stavano lavorando all&rsquo;interno della struttura. Il secondo, intorno alle 13, ha investito la squadra dei vigili del fuoco che stava intervenendo proprio per estrarre un uomo ancora bloccato tra le macerie. Secondo quanto riferito dai pompieri stessi, le persone coinvolte dovrebbero essere tutte incolume.</p>
<p>A seguito dell&rsquo;iniziale valanga di calcinacci, era gi&agrave; stato recuperato un operaio di 64 anni e portato in codice rosso in ospedale per un trauma cranico, mentre altri due feriti, con lievi traumi, hanno rifiutato il trasporto in ospedale. Ad intervenire sono state tre squadre operative, con due autoscale, affiancati da nuclei speciali e dai carabinieri che hanno chiuso il traffico sia pedonale che veicolare nel tratto interessato, per favorire i soccorsi ed evitare ulteriori eventuali feriti.</p>
<p>Sul luogo del crollo, ad assistere alle operazioni di soccorso, sono subito giunti il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il ministro della Cultura Alessandro Giuli.</p>
<p>Al momento &egrave; stata aperta un&rsquo;inchiesta da parte della Procura di Roma. Nel fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Antonino Di Mai e dal pm Mario Dovinola, si procede con l&rsquo;ipotesi di lesioni colpose, che avrebbero provocato un cedimento interno della struttura. Sul posto &egrave; in corso il sopralluogo della polizia giudiziaria della sezione specializzata in infortuni sul lavoro. Gli inquirenti dovranno fornire una consulenza tecnica per ricostruire la dinamica e accertare la causa del crollo.</p>
<p>Il presidente delle Regione Lazio Francesco Rocca ha scritto su Facebook: &ldquo;<em>Seguiamo gli sviluppi e il lavoro di Ares 118 a seguito del crollo della Torre dei Conti ai Fori imperiali a Roma. A nome mio e della Regione Lazio esprimo la pi&ugrave; sentita vicinanza all'operaio gravemente ferito oggi nel cantiere della Torre dei Conti e agli altri lavoratori coinvolti nel crollo. Seguiamo con apprensione gli sviluppi. Ringraziamo i Vigili del Fuoco e gli operatori sanitari per il lavoro che stanno svolgendo in questi minuti</em>&rdquo;.</p>
<p>Le autorit&agrave; comunali e la Sovrintendenza Capitolina hanno ribadito la priorit&agrave; di preservare l&rsquo;antica struttura e restituirla in condizioni di piena sicurezza.</p>]]></description><pubDate>Mon, 03 Nov 2025 15:02:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Marcia su Roma: a Predappio spunta il saluto romano]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/marcia-su-roma-a-predappio-spunta-il-saluto-romano_109793.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/marcia-su-roma-a-predappio-spunta-il-saluto-romano_109793.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/109793/131420.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono stati circa trenta, secondo la Questura, le persone che hanno mostrato il saluto romano nel cimiteri di San Cassiano, davanti alla cripta che contiene le spoglie di Benito Mussolini.</p>
<p>Circa 700 persone sembrano aver partecipato domenica mattina, 26 ottobre, alla commemorazione del 103esimo anniversario della Marcia su Roma a Predappio, il paese natale del duce. Il corteo, partito dalla piazza a raggiunto il luogo dove &egrave; accaduto l&rsquo;episodio che ha visto al centro dei riflettori il gesto simbolo del fascismo. Nonostante l'invito da parte della famiglia Mussolini a mettere la mano sul cuore per la commemorazione, un gruppo di manifestanti - alcuni gi&agrave; identificati - non si &egrave; frenato dall&rsquo;alzare il braccio teso dopo il rito del &ldquo;presente&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>La manifestazione ufficiale &egrave; stata organizzata da Orsola Mussolini, pronipote del dittatore fascista, e Angela di Marcello, coordinatrice dei volontari che sorvegliano tutto l&rsquo;anno la cripta. A indire una seconda manifestazione &egrave; stata Forza Nuova; per quest&rsquo;ultima gli organizzatori non hanno mai promesso di non lasciarsi andare a saluti nostalgici. Il leader Roberto Fiore, arrivato a Predappio in mattinata, ha tenuto un breve colloquio con alcuni dirigenti della Digos che lo hanno portato a decidere di non partecipare alla camminata verso la tomba. Infatti, di fatto, il loro corteo sarebbe dovuto partire alle 15 - e non in mattinata in concomitanza con quello ufficiale - in base all&rsquo;atto disposto dalla Questura. Fra gli altri, anche l&rsquo;avvocato forlivese Roberto Minutillo che aveva organizzato in prima persona la manifestazione ha contestato la decisione di posticipare la commemorazione forzanovista, di stampo marcatamente neofascista, al pomeriggio, sostenendo che la firma digitale in calce alla comunicazione fosse scaduta.</p>
<p>Che non sarebbero mancate forze dell&rsquo;ordine con mini telecamere per filmare e documentare tutto era abbastanza scontato a tutti. Ci&ograve; nonostante, questo non ha bloccato alcuni dei manifestanti a commettere gesti estremisti, i quali non &egrave; ben chiaro da quale dei due schieramenti siano partiti. Ora rimane da capire come si comporter&agrave; la Procura - dopo aver acquisito i filmati - nei confronti delle persone identificate.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Oct 2025 12:25:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Primo morto per overdose di nitazeni: un nuovo pericolo arriva in Italia]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/primo-morto-per-overdose-di-nitazeni-un-nuovo-pericolo-arriva-in-italia_109448.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/primo-morto-per-overdose-di-nitazeni-un-nuovo-pericolo-arriva-in-italia_109448.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/109448/130899.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l&rsquo;arresto di un altoatesino di trent&rsquo;anni da parte dei carabinieri di Brunico, &egrave; scattato l&rsquo;allarme delle nuove e pericolosissime droghe sintetiche che si stanno facendo sempre pi&ugrave; spazio in Italia: i nitazeni.</p>
<p>A dire la verit&agrave;, il primo decesso accertato nel nostro Paese &egrave; stato registrato gi&agrave; da oltre un anno, ma la notizia &egrave; trapelata solo adesso dalla Procura di Bolzano, dopo che sono state portate a conclusione le lunghe indagini che hanno permesso di arrestare il presunto spacciatore, che avrebbe procurato la dose letale alla vittima, dopo averla acquistata sul dark web.</p>
<p>&ldquo;<em>In un primo momento</em> - ha affermato il procuratore Axel Bisignano - <em>non si sospettava una morte per overdose, a causa dell&rsquo;assenza di siringhe, sigarette o altre tracce di stupefacenti. Per questo motivo si supponeva un decesso per cause naturali, per arresto cardiocircolatorio</em>&rdquo;. La vittima, un ventottenne di Brunico, &egrave; stata trovata morta il 10 settembre 2024 all&rsquo;interno di un&rsquo;azienda. Dopo averla trovata, sono stati i Ris di Roma ad aver effettuato gli accertamenti sulla salma, trovando nel sangue l&rsquo;oppioide sintetico chiamato &ldquo;n-pirrolidin protonizapene&rdquo;, o protonitazepina, presente anche all&rsquo;interno del frammento di carta stagnola posizionato di fianco al cadavere. Da queste analisi &egrave; nata l&rsquo;ipotesi che prima del decesso fosse avvenuta un&rsquo;assunzione di poche quantit&agrave; della sostanza, una pista che non &egrave; stata mai esclusa visto la particolarit&agrave; di questo stupefacente che pu&ograve; causare una overdose a basse concentrazioni e anche dopo una sola dose.</p>
<p>Ora l&rsquo;uomo identificato e arrestato nei giorni scorsi &egrave; accusato di essere colui che ha ceduto la sostanza che ha ucciso il giovane e di essere il responsabile di un ampio traffico di oppioidi sintetici, importati clandestinamente da varie nazioni europee. Infatti le forze dell&rsquo;ordine hanno sequestrato diversi plichi contenenti oppioidi sintetici, che sono risultati acquistati online con criptovalute e spediti da Grecia, Polonia, Gran Bretagna, fra i quali figurano proprio il Nitazene e il Fentanyl. Va precisato come il principale canale utilizzato per il commercio dei nuovi oppioidi sintetici sia proprio il web, sul quale non &egrave; difficile reperirne soprattutto per vie internazionali.</p>
<p>Ora, per evitare che questo caso si moltiplichi, &egrave; importante aumentare i controlli e potenziare il monitoraggio intensivo di natazeni, perch&eacute; non si pu&ograve; trascurare il potenziale impatto negativo che tale sostanza pu&ograve; avere sulla salute pubblica.</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Oct 2025 12:11:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Casa degli orrori a New York: oltre 200 animali e una 95enne intrappolati tra i rifiuti]]></title><link>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/casa-degli-orrori-a-newyork-oltre-200-animali-e-una-95enne-intrappolati-tra-i-rifiuti_108662.html</link><guid>https://www.italiadice.it/cronaca/italia/casa-degli-orrori-a-newyork-oltre-200-animali-e-una-95enne-intrappolati-tra-i-rifiuti_108662.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/108662/129796.jpg" title="Foto di Suffolk County District Attorney's Office" alt="Foto di Suffolk County District Attorney's Office" /><br /><p>Oltre duecento animali, fra galli, anatre, quaglie, corvi, piccioni, oche, conigli, gatti, cani, pappagalli, furetti, ricci, porcellini d&rsquo;India, tartarughe, tacchini, e un&rsquo;anziana 95enne sono stati trovati nel cuore di Long Island, in uno scenario che ha scioccato la comunit&agrave; locale e suscitato indignazione in tutto il mondo. La scoperta &egrave; avvenuta il 1&deg; ottobre, dopo una segnalazione che riportava un&rsquo;&ldquo;<em>anomala concentrazione</em>&rdquo; di animali nella casa di Samantha Boyd, 57 anni, operatrice autorizzata per la riabilitazione della fauna selvatica, e del suo compagno Neal Weschler, 61 anni.</p>
<p>Soprannominata &ldquo;<em>casa degli orrori</em>&rdquo;, al suo interno rinchiusi in gabbie arrugginite, sommersi da escrementi, rifiuti e detriti accumulati fino al soffitto, gli animali vivevano in condizioni estreme con cibo e acqua in condizioni igieniche pessime, e in grave sovraffollamento.</p>
<p>Al secondo piano dell&rsquo;abitazione, &ldquo;bloccata da tutti i detriti&rdquo;, &egrave; stata trovata anche una donna di 95 anni, incapace di muoversi autonomamente, intrappolata in uno stato di isolamento e abbandono.</p>
<p>Boyd e Weschler sono stati arrestati e accusati di crudelt&agrave; verso gli animali e messa in pericolo di persona vulnerabile. Nel mentre il team per la sicurezza biologica, ambientale e animale del procuratore distrettuale ha coordinato il recuperato degli animali; ora, dopo che saranno sottoposte a mirate cure veterinarie e di riabilitazione - se recuperabili - le creature verranno messe in adozione. Le condizioni della donna soccorsa e affidata ai servizi sociali della contea non sono state rese note.</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Oct 2025 12:26:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item></channel></rss>
