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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Italiadice.it > Attualità > Italia]]></title><link><![CDATA[https://www.italiadice.it/attualita/]]></link><atom:link href="https://www.italiadice.it/rss/attualita/rss2.0.xml?page=2rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Attualità dell'Italia]]></description><lastBuildDate>Sun, 30 Aug 2026 16:32:22 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.italiadice.it/italia/images/logo.png</url><title><![CDATA[Italiadice.it > Attualità > Italia]]></title><link><![CDATA[https://www.italiadice.it/attualita/]]></link></image><item><title><![CDATA[Debito, la Francia supera l’Italia nel rischio percepito dai mercati]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/debito-la-francia-supera-litalia-nel-rischio-percepito-dai-mercati_126120.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/debito-la-francia-supera-litalia-nel-rischio-percepito-dai-mercati_126120.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/126120/156730.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sebbene, per anni l&rsquo;Italia sia stata considerata uno dei principali punti deboli dell&rsquo;Eurozona, oggi il mercato sembra aver cambiato prospettiva, percependo la Francia al di sopra del nostro Paese nel rendimento dei titoli di Stato decennali, diventando la Nazione che al momento desta maggiore preoccupazione tra gli investitori europei sul fronte della sostenibilit&agrave; del debito. Il sorpasso, evidenziato dal Financial Times, rappresenta un&rsquo;inversione rispetto a una dinamica consolidata da anni.</p>
<p>Il dato va per&ograve; letto con cautela, in quanto pi&ugrave; che di una vera e propria crisi francese o di un improvviso &ldquo;miracolo&rdquo; italiano, si tratta di una convergenza dei rendimenti e della percezione del rischio. Ad agosto il rendimento del decennale francese si &egrave; mosso intorno al 3,91% e al 4,01%, mentre quello italiano oscillava tra il 3,895% e il 4%; lo scarto &egrave; quindi di pochi punti base.</p>
<p>Il cambiamento nella percezione degli investitori nasce soprattutto dall&rsquo;evoluzione divergente dei conti pubblici dei due Stati. Secondo i dati della Bce, il rapporto tra debito e Pil dell&rsquo;Italia &egrave; sceso dal 154% del 2020 al 139% nel 2026; quello francese &egrave; invece salito dal 114% al 117%. Inoltre lo Stivale italiano ha riportato il disavanzo poco superiore al 3% del Pil e pu&ograve; contare su un avanzo primario, mentre il Paese confinante con la Liguria, il Piemonte e la Valle d&rsquo;Aosta continua a viaggiare con un deficit sopra al 5%. La Commissione europea, inoltre, stima per Parigi un disavanzo del 5,1% del Pil nel 2026, ben oltre il limite del 3% previsto dalle regole europee.</p>
<p>Questi sono i motivi principali per cui gli investitori stanno rivalutando il debito italiano. Una maggiore disciplina fiscale e una fase di relativa stabilit&agrave; politica hanno contribuito a rafforzare la fiducia nei Btp, al punto che alcuni operatori hanno iniziato a spostare parte delle loro esposizioni dai titoli francesi verso quelli italiani. Anche investitori giapponesi, tradizionalmente importanti acquirenti del debito della Francia, avrebbero ridotto la loro esposizione verso le obbligazioni della Ville Lumi&egrave;re.</p>
<p>La Nazione guidata da Macron dovr&agrave; ora affrontare anche una difficile trattativa parlamentare sulla prossima legge di Bilancio, con un governo di minoranza e margini politici ridotti per approvare misure di contenimento della spesa. A questo si aggiunge l&rsquo;avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2027, che rende ancora pi&ugrave; complesso adottare misure impopolari per risanare i conti.</p>
<p>Gli investitori si trovano cos&igrave; davanti a una combinazione di rischio fiscale, politico e di crescita. &Egrave; quella che alcuni analisti definiscono una &ldquo;tempesta perfetta&rdquo; per il mercato obbligazionario francese. I rendimenti dei titoli decennali hanno raggiunto livelli che non si vedevano da anni, aumentando il costo di finanziamento dello Stato.</p>
<p>Il progetto di bilancio sar&agrave; quindi un passaggio cruciale. Il governo francese punta a mantenere il deficit il pi&ugrave; vicino possibile al 5% del Pil, ma dovr&agrave; trovare un compromesso con un Parlamento frammentato e con forze politiche poco disponibili a sostenere tagli alla spesa sociale.</p>
<p>Il rovesciamento della percezione &egrave; particolarmente significativo per l&rsquo;Italia. Il Paese che per oltre un decennio &egrave; stato associato alla fragilit&agrave; dei conti pubblici oggi viene indicato da alcuni investitori come un esempio di maggiore disciplina all&rsquo;interno dei mercati obbligazionari del G7.</p>
<p>La riduzione del deficit, il miglioramento del rapporto debito/Pil e la maggiore stabilit&agrave; politica hanno contribuito a cambiare l&rsquo;atteggiamento degli investitori internazionali. La crescente presenza degli stranieri nel mercato dei titoli di Stato italiani viene interpretata come un segnale di &ldquo;normalizzazione&rdquo; del Paese, dopo anni in cui l&rsquo;Italia era considerata quasi esclusivamente come un mercato ad alto rischio.</p>
<p>Questo non significa, per&ograve;, che i problemi italiani siano risolti. Il debito pubblico resta molto elevato e Roma dovr&agrave; continuare a mantenere una politica di bilancio prudente.</p>]]></description><pubDate>Fri, 28 Aug 2026 12:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Pagamenti digitali, in Italia più che raddoppiati in soli sette anni]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/pagamenti-digitali-in-italia-piu-che-raddoppiati-in-soli-sette-anni_126110.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/pagamenti-digitali-in-italia-piu-che-raddoppiati-in-soli-sette-anni_126110.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/126110/156719.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il sistema dei pagamenti italiano nel giro di meno di dieci anni ha cambiato drasticamente volto. Tra il 2018 e il 2025 le operazioni effettuate con strumenti alternativi ai contanti sono pi&ugrave; che raddoppiate, superando quota 16 miliardi. A rilevarlo &egrave; il contenuto di una nota della Banca d&rsquo;Italia dedicata agli strumenti di pagamento utilizzati dalla clientela, che fotografa la trasformazione ormai strutturale nelle abitudini di famiglie e imprese.</p>
<p>A imprimere una forte accelerazione al processo &egrave; stata soprattutto la pandemia, che ha favorito l&rsquo;utilizzo di strumenti digitali e canali a distanza. Una tendenza che, secondo Bankitalia, non si &egrave; esaurita con l&rsquo;emergenza sanitaria, ma che al contrario &egrave; finita per consolidarsi ulteriormente negli anni successivi, sostenuta dalla continue innovazioni tecnologiche e dalla crescente disponibilit&agrave; di servizi istantanei.</p>
<p>A trainare la crescita sono soprattutto le carte che si confermano la principale alternativa alle banconote e alle monete nelle operazioni al dettaglio; mentre nel 2018 rappresentavano il 63% dei pagamenti non in contanti, nel 2025 la loro percentuale &egrave; salita a circa il 75%. Un dato che evidenzia come questo metodo di pagamento con carta sia diventato sempre pi&ugrave; centrale nella quotidianit&agrave; degli italiani.</p>
<p>Al secondo posto per numero di operazioni si trovano i bonifici, anche questi interessati da una forte trasformazione digitale. Dal 2018 il loro numero &egrave; passato da circa 970 milioni a oltre 1,8 miliardi, con una crescita media annua del 9,7%. L&rsquo;85% dei bonifici &egrave; stato inoltre disposto attraverso canali digitali, come internet banking, mobile banking e servizi telematici. Lo sportello tradizionale, al contrario, ha assunto un ruolo sempre pi&ugrave; marginale.</p>
<p>Particolarmente significativa &egrave; la crescita dei bonifici istantanei, che nel 2025 hanno raggiunto circa 298 milioni di operazioni, pari al 24% dei bonifici SEPA. A favorirne la diffusione &egrave; stata anche l&rsquo;entrata in vigore della normativa europea sui pagamenti istantanei, che hanno reso la proceduta rapida, sicura e senza costi aggiuntivi.</p>
<p>La digitalizzazione dei pagamenti sta inoltre contribuendo a ridurre il divario tra Nord e Sud del Paese. Tra il 2020 e il 2025 tutte le macroaree italiane hanno registrato una crescita significativa delle operazioni elettroniche, ma il Mezzogiorno ha evidenziato l'incremento pi&ugrave; marcato. Nelle regioni del Sud d&rsquo;Italia le operazioni pro capite sono aumentate del 121%, contro l'88% registrato nel Centro e circa il 90% nel Nord. Secondo Bankitalia, anche il divario territoriale nell'utilizzo dei bonifici si &egrave; ridotto.</p>
<p>La trasformazione riguarda infine anche i pagamenti pubblici. Il bonifico &egrave; ormai lo strumento dominante sia per lo Stato sia per le amministrazioni locali, mentre contanti e assegni hanno assunto un peso residuale. Nei Comuni, in particolare, il 93% dei pagamenti verso l'economia viene regolato tramite bonifico; un ulteriore segnale di come la digitalizzazione non riguardi pi&ugrave; soltanto i consumatori e le imprese, ma l'intero sistema dei pagamenti italiano.</p>]]></description><pubDate>Fri, 28 Aug 2026 10:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Luna rossa, venerdì 28 agosto arriva una nuova eclissi]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/luna-rossa-venerdi-28-agosto-arriva-una-nuova-eclissi_126008.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/luna-rossa-venerdi-28-agosto-arriva-una-nuova-eclissi_126008.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/126008/156545.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dopo l&rsquo;eclissi solare di mercoled&igrave; 12 agosto, che ha portato milioni di persone a volgere gli occhi al cielo, questa volta sar&agrave; il turno della Luna rossa. All&rsquo;alba di venerd&igrave; 28 agosto, un&rsquo;eclissi parziale di Luna &ldquo;molto profonda&rdquo; sar&agrave; visibile nelle Americhe &mdash; ad eccezione dell&rsquo;Alaska e del Canada nord-occidentale &mdash;, nell&rsquo;Africa occidentale e nell&rsquo;Europa occidentale.</p>
<p>L&rsquo;inizio dell&rsquo;eclissi &egrave; previsto intorno alle 3.23 in Italia, mentre il picco sar&agrave; raggiunto alle 6.12, quando oltre il 90% del disco lunare sar&agrave; immerso nell&rsquo;ombra della Terra. &Egrave; proprio questo passaggio attraverso l&rsquo;ombra del nostro pianeta a conferire alla Luna la caratteristica tonalit&agrave; rossastra, che pu&ograve; variare dal rame al rosso mattone.</p>
<p>Il fenomeno prende il via quando Sole, Terra e Luna si trovano sufficientemente allineati da permettere al nostro satellite, in fase di Luna piena, di attraversare una parte dell&rsquo;ombra proiettata dalla Terra nello spazio. In questo caso l&rsquo;eclissi sar&agrave; parziale, perch&eacute; soltanto una porzione del disco lunare entrer&agrave; nell&rsquo;ombra pi&ugrave; scura del nostro pianeta.</p>
<p>Le due eclissi appartengono alla stessa stagione delle eclissi, un periodo nel quale possono verificarsi due fenomeni separati da circa due settimane, quando il Sole si trova in prossimit&agrave; dei nodi dell&rsquo;orbita lunare.</p>
<p>&ldquo;Durante un&rsquo;eclissi totale di Luna, il nostro satellite non scompare mai del tutto nel buio, ma assume una colorazione che pu&ograve; variare dal rame dorato al rosso mattone pi&ugrave; cupo&rdquo;, spiega Alessandra Masi, astrofotografa italiana. &ldquo;Questo fenomeno affascinante, noto popolarmente come &lsquo;Luna di Sangue&rsquo;, o &lsquo;Blood Moon&rsquo;, &egrave; il risultato di precise leggi fisiche legate alla luce e all&rsquo;atmosfera terrestre&rdquo;.</p>
<p>Quella di venerd&igrave; sar&agrave; anche una Luna piena dello Storione. Come per la maggior parte dei nomi tradizionali attribuiti ai pleniluni, non si tratta di una denominazione legata a un fenomeno scientifico, ma a una tradizione diffusa in Nord America. Il nome &egrave; associato alle popolazioni che vivevano nella regione dei Grandi Laghi: il periodo di fine estate coincideva infatti con una stagione particolarmente favorevole alla pesca dello storione, uno dei pi&ugrave; grandi pesci d&rsquo;acqua dolce del continente.</p>
<p>A differenza di un&rsquo;eclissi solare, quella lunare pu&ograve; essere osservata direttamente senza l&rsquo;utilizzo di occhiali o altri dispositivi di protezione per gli occhi. Per distinguere meglio i dettagli della superficie lunare e dell&rsquo;ombra della Terra, &egrave; invece possibile utilizzare un binocolo o un telescopio.</p>
<p>La visibilit&agrave; del fenomeno in Italia sar&agrave; condizionata anche dall&rsquo;altezza della Luna sull&rsquo;orizzonte. &ldquo;A quell&rsquo;ora la Luna sar&agrave; molto bassa sull&rsquo;orizzonte occidentale, offrendo in alcune localit&agrave; la possibilit&agrave; di fotografarla insieme a montagne, edifici o altri elementi del paesaggio&rdquo;, spiega Masi. &ldquo;Questa condizione potrebbe da un lato rendere pi&ugrave; difficile la ripresa fotografica, per il minore contrasto tra la Luna e il cielo, ma dall&rsquo;altro potrebbe regalare immagini molto particolari e suggestive&rdquo;.</p>
<p>In Italia l&rsquo;eclissi parziale inizier&agrave; alle 3.23, raggiunger&agrave; il massimo alle 6.12 e terminer&agrave; alle 9.01.</p>]]></description><pubDate>Wed, 26 Aug 2026 11:49:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Anche la Finlandia e la Svezia sono pronte a riportare i “dublinanti” in Italia]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/anche-la-finlandia-e-la-svezia-sono-pronte-a-riportare-i-dublinanti-in-italia_125820.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/anche-la-finlandia-e-la-svezia-sono-pronte-a-riportare-i-dublinanti-in-italia_125820.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/125820/156249.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il caso dei cosiddetti &ldquo;dublinanti&rdquo; si allarga e torna al centro del dibattito europeo sull&rsquo;immigrazione. Dopo Germania, Svizzera e Austria, anche Finlandia e Svezia hanno annunciato l&rsquo;intenzione di trasferire in Italia alcuni richiedenti asilo che, dopo essere stati identificati o aver presentato domanda nel nostro Paese, si sono successivamente spostati in altri Stati europei.</p>
<p>La novit&agrave; arriva a poche settimane dall&rsquo;entrata in vigore del nuovo Patto europeo su asilo e migrazione il 12 giugno. &Egrave; proprio l&rsquo;applicazione delle nuove regole a essere indicata da Helsinki e Stoccolma come base giuridica per la ripresa dei trasferimenti.</p>
<p>La Finlandia &egrave; al momento l&rsquo;ultimo Paese ad aver annunciato ufficialmente la ripresa delle procedure. &ldquo;&Egrave; importante che le norme sulla responsabilit&agrave; per l&rsquo;esame delle richieste d&rsquo;asilo siano applicate correttamente, e riteniamo che l&rsquo;entrata in vigore del Patto consenta la ripresa dei trasferimenti verso l&rsquo;Italia&rdquo;, &egrave; riportato su una nota del governo finlandese. &ldquo;I nostri rimpatri sono in fase di preparazione&rdquo;.</p>
<p>Dalla Svezia, una portavoce del ministero per la Migrazione precisa: &ldquo;Da quando &egrave; entrato in vigore il patto europeo i trasferimenti ai sensi del regolamento di Dublino funzionano meglio&rdquo;.</p>
<p>La posizione delle Nazioni europee si basa sul principio secondo cui la responsabilit&agrave; dell&rsquo;esame di una domanda di asilo deve essere attribuita allo Stato competente secondo le regole Ue. In questo caso, dunque, l&rsquo;Italia potrebbe essere chiamata a riprendere in carico persone che hanno avuto il proprio territorio come primo approdo e che hanno poi proseguito il loro percorso verso il Nord Europa.</p>
<p>Salgono quindi a cinque i Paesi che hanno annunciato trasferimenti o li hanno in parte gi&agrave; effettuati, con la Germania, la Svizzera e l'Austria. Il numero complessivo delle persone coinvolte, per&ograve;, resta ancora da definire con precisione. Per la sola Svizzera, si parlerebbe di circa 600 persone.</p>
<p>A riguardo delle nuove regole, entrate in vigore lo scorso 12 giugno, resta da chiarire fino a che punto possano essere applicate a persone arrivate in Italia prima di quella data. Il governo italiano sostiene che il nuovo sistema non dovrebbe essere applicato retroattivamente agli arrivi precedenti al 12 giugno. Su questo punto, tuttavia, permane un margine di interpretazione e confronto tra gli Stati.</p>
<p>La questione &egrave; particolarmente importante perch&eacute; pu&ograve; incidere significativamente sul numero effettivo di persone che l&rsquo;Italia sar&agrave; chiamata a riprendere in carico.</p>]]></description><pubDate>Fri, 21 Aug 2026 10:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[La vita lavorativa in Italia resta tra le più brevi d’Europa]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/la-vita-lavorativa-in-italia-resta-tra-le-piu-brevi-deuropa_125674.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/la-vita-lavorativa-in-italia-resta-tra-le-piu-brevi-deuropa_125674.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/125674/156020.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sebbene l&rsquo;Italia sia uno dei Paesi europei in cui si vive pi&ugrave; a lungo, per quanto riguarda la permanenza nel mercato del lavoro la situazione cambia sensibilmente. Nel 2025 la durata attesa della vita lavorativa degli italiani si &egrave; fermata a 33 anni, il secondo valore pi&ugrave; basso dell&rsquo;Unione europea dopo la Romania. La media Ue raggiunge invece i 37,5 anni, con un divario di 4,5 anni.</p>
<p>A evidenziare il dato &egrave; un&rsquo;analisi della Cna, secondo cui il miglioramento registrato nell&rsquo;ultimo anno &egrave; stato molto contenuto. Nel 2024 la durata attesa della vita lavorativa italiana era infatti di 32,8 anni; quindi in dodici mesi l&rsquo;aumento &egrave; stato di poco superiore ai due mesi, mentre nell&rsquo;Unione europea la crescita &egrave; stata di circa tre mesi, da 37,2 a 37,5 anni.</p>
<p>Il distacco dell&rsquo;Italia emerge ancora pi&ugrave; chiaramente osservando le principali economie dell&rsquo;Unione. In Germania la vita lavorativa attesa arriva a 40,2 anni, mentre in Francia raggiunge 37,5 anni e in Spagna 36,8. Il valore pi&ugrave; elevato tra i Paesi citati &egrave; quello dei Paesi Bassi, dove si arriva a 44 anni: ben 11 anni in pi&ugrave; rispetto all&rsquo;Italia. Il dato assume particolare significato facendo riferimento al 2015, quando la durata attesa della vita lavorativa italiana era di 30,7 anni. In dieci anni &egrave; quindi cresciuta di 2,3 anni. Nello stesso periodo, per&ograve;, la media europea &egrave; passata da 34,9 a 37,5 anni, aumentando di 2,6 anni. Il risultato &egrave; che il ritardo italiano rispetto alla media Ue non si &egrave; ridotto, ma &egrave; passato da 4,2 a 4,5 anni.</p>
<p>Uno degli aspetti pi&ugrave; critici riguarda la condizione delle donne. Nella nostra nazione la durata attesa della vita lavorativa femminile &egrave; di 28,4 anni, contro i 35,4 anni della media europea. Il divario tra uomini e donne arriva cos&igrave; a 8,9 anni, il pi&ugrave; ampio registrato nell&rsquo;Unione. Un dato che si inserisce in un quadro caratterizzato da una partecipazione femminile al mercato del lavoro ancora bassa, con un tasso di occupazione delle donne in Italia che si attesta al 58%, quasi 13 punti al di sotto della media europea. La minore partecipazione si traduce in percorsi professionali mediamente pi&ugrave; brevi e spesso caratterizzati da interruzioni.</p>
<p>La durata della vita lavorativa non va interpretata semplicemente come il numero di anni che separano l'ingresso nel mondo del lavoro dalla pensione. L'indicatore utilizzato dalla Cna stima infatti quanti anni una persona di 15 anni pu&ograve; aspettarsi di trascorrere nella forza lavoro, considerando sia i periodi di occupazione sia quelli di disoccupazione, sulla base delle condizioni demografiche e dei livelli di partecipazione al mercato del lavoro. Non coincide quindi n&eacute; con l&rsquo;et&agrave; pensionabile n&eacute; con gli anni effettivamente lavorati senza interruzioni. A pesare sul risultato italiano sono soprattutto l&rsquo;ingresso tardivo dei giovani nel mercato del lavoro, la discontinuit&agrave; delle carriere e la bassa partecipazione femminile. Percorsi di studio pi&ugrave; lunghi, difficolt&agrave; nella transizione dalla formazione all&rsquo;occupazione e periodi di inattivit&agrave; o disoccupazione contribuiscono a ridurre il numero complessivo di anni trascorsi nella forza lavoro.</p>
<p>Il dato sulla durata della vita lavorativa assume un rilievo particolare in un Paese caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione. A fronte di una popolazione che vive a lungo, un numero relativamente ridotto di anni trascorsi nel mercato del lavoro significa anche una base contributiva pi&ugrave; contenuta e una maggiore pressione sui sistemi previdenziali.</p>
<p>La fotografia scattata nel 2025 racconta quindi un&rsquo;Italia che ha fatto qualche passo avanti rispetto al passato, ma che continua a perdere terreno rispetto alla media europea. 33 anni contro 37,5 non rappresentano soltanto una differenza statistica, ma sono il risultato di difficolt&agrave; strutturali che riguardano l&rsquo;accesso dei giovani al lavoro, la continuit&agrave; delle carriere e, soprattutto, la partecipazione delle donne.</p>]]></description><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 14:02:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Da oggi la Carta d’Identità Elettronica per gli over 70 sarà valida a vita]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/da-oggi-la-carta-didentita-elettronica-per-gli-over-70-sara-valida-a-vita_124962.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/da-oggi-la-carta-didentita-elettronica-per-gli-over-70-sara-valida-a-vita_124962.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124962/154785.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Per oltre dieci milioni di cittadini la giornata di oggi, gioved&igrave; 30 luglio, segna una svolta significativa nel mondo burocratico italiano.</p>
<p>D&rsquo;ora in poi le persone che hanno compiuto settant'anni non dovranno pi&ugrave; recarsi in Comune per il rinnovo decennale della carta d'identit&agrave;: le nuove emissioni non avranno pi&ugrave; una data di scadenza, ma presenteranno la dicitura &ldquo;illimitata&rdquo; nell&rsquo;apposito spazio.</p>
<p>Amministrativamente le nuove carte, ovvero quelle che verranno rilasciate al prossimo rinnovo, saranno valide per cinquant&rsquo;anni, ma nella pratica &mdash; per questioni anagrafiche &mdash; non richiederanno ulteriori rilasci.</p>
<p>La misura, inserita nel percorso di semplificazione che il Governo sta portando avanti da anni, punta a tagliare la burocrazia per gli anziani e ad alleggerire il carico di lavoro degli uffici interessati.</p>
<p>Il documento, che resta valido ai fini di riconoscimento e per l&rsquo;espatrio nei Paesi consentiti, permetter&agrave; l&rsquo;aggiornamento automatico all&rsquo;interno del sistema informativo dei Comuni che si occupa di riconoscere l&rsquo;et&agrave; del richiedente.</p>
<p>Per coloro che sono in possesso di un documento in corso di validit&agrave; e hanno pi&ugrave; di settant'anni, l&rsquo;invito &egrave; di non correre allo sportello, ma aspettare fino alla sua scadenza naturale.</p>
<p>&Egrave; importante per&ograve; che i cittadini sappiano che se sono abituati a usare la CIE al posto dello SPID per accedere ai servizi digitali della pubblica amministrazione, come il fascicolo sanitario elettronico, app IO e il sito dell&rsquo;INPS, il certificato di sicurezza integrato nel chip elettronico scadr&agrave; comunque ogni dieci anni. Sar&agrave; possibile continuare a usare la carta per gli accessi online richiedendo l&rsquo;aggiornamento del chip.</p>]]></description><pubDate>Thu, 30 Jul 2026 14:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[In Italia le nascine registrano il minimo storico dal secondo dopoguerra]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/in-italia-le-nascine-registrano-il-minimo-storico-dal-secondo-dopoguerra_124891.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/in-italia-le-nascine-registrano-il-minimo-storico-dal-secondo-dopoguerra_124891.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124891/154692.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel 2025 in Italia sono state registrate appena 355mila nascite, il minimo storico dal secondo dopoguerra. La penisola si allontana cos&igrave; dalla soglia del ricambio generazionale, scivolando sempre di pi&ugrave; verso una vecchiaia lenta e irreversibile, con un tasso di fecondit&agrave; pari a 1,14 figli per donna.</p>
<p>Secondo il &ldquo;Dossier Natalit&agrave; 2026: Volere o Potere&rdquo;, realizzato dalla Fondazione per la Natalit&agrave; in collaborazione con Istat e presentato ieri, marted&igrave; 28 luglio, a Roma presso il Palazzo Wedekind, tra gli italiani in et&agrave; feconda che non avranno altri figli, soltanto il 5,5% dichiara che la genitorialit&agrave; non rientra nel proprio progetto di vita, mentre ben il 62,2% sostiene di aver rinunciato a causa delle difficolt&agrave; incontrate. Tra ostacoli economici, lavorativi e sociali, la denatalit&agrave; &egrave; diventata una conseguenza delle difficolt&agrave; che impediscono a milioni di persone di realizzare il proprio progetto di vita.</p>
<p>Spesso si parla di cambiamento culturale o della mancanza di desiderio di avere figli, ma dalle testimonianze dirette dei cittadini italiani si intuisce che il basso numero di nascite dipenda soprattutto da fattori esterni dalla singola persona o dalla coppia. Se le intenzioni di fecondit&agrave; dichiarate dalle donne si fossero mutate in realt&agrave;, lo scorso anno sarebbero nati circa 760mila bambini, pi&ugrave; del doppio di quelli effettivamente venuti alla luce.</p>
<p>La ministra per le pari opportunit&agrave; e la famiglia Eugenia Roccella afferma con convinzione come gi&agrave; &ldquo;negli anni novanta il calo di natalit&agrave; in Italia era ben visibile ma, con una media di 1,19 figli per donna, molto simile a quella attuale, nascevano oltre 150mila bambini in pi&ugrave; rispetto a oggi. Questo male viene da lontano, ma per troppo tempo non &egrave; stato riconosciuto&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Oggi siamo a 1,14 e il tasso di sostituzione, cio&egrave; quello che permetterebbe alla popolazione di rimanere stabile, &egrave; 2,1, quindi siamo quasi alla met&agrave; di quello che sarebbe necessario &mdash; interviene durante la presentazione del Dossier il presidente Istat, Francesco Maria Chelli &mdash;. Al 2050 per ogni 100 giovani fino a 14 anni, ci saranno circa 300 over 65. I motivi per cui non si fanno figli sono tanti: difficolt&agrave; economiche, soprattutto per gli uomini, precariet&agrave; lavorativa, soprattutto per le donne, motivi di assistenza agli anziani nelle famiglie&rdquo;.</p>
<p>Quasi una donna su due, il 49,9%, e il 24% degli uomini &egrave; titubante nell&rsquo;avere figli perch&eacute; teme conseguenze negative sulla propria carriera in caso di maternit&agrave; o paternit&agrave;. Anche il welfare non aiuta di certo chi desidera creare una famiglia: oltre 3 milioni di donne risultano inattive per motivi familiari, contro 151mila uomini, e 763 mila persone rinunciano ai figli anche per la necessit&agrave; di assistere i propri genitori.</p>
<p>A fronte delle 355mila nascite sono stati registrati 652 mila decessi, con un saldo naturale negativo di 297 mila persone che dimostra come lo squilibrio demografico cresca sempre di pi&ugrave;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Austria e Italia unite sotto le Alpi: abbattuto il diaframma del tunnel del Brennero]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/austria-e-italia-unite-sotto-le-alpi-abbattuto-il-diaframma-del-tunnel-del-brennero_124876.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/austria-e-italia-unite-sotto-le-alpi-abbattuto-il-diaframma-del-tunnel-del-brennero_124876.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124876/154670.jpg" title="Abbattimento del diaframma del tunnel del Brennero" alt="Abbattimento del diaframma del tunnel del Brennero" /><br /><p>&Egrave; stato ufficialmente completato lo storico abbattimento di diaframma della Galleria di base del Brennero che mette in comunicazione l&rsquo;Italia e l&rsquo;Austria attraverso un collegamento sotterraneo scavato sotto le Alpi.</p>
<p>Ora finalmente il lotto di costruzione austriaco H53 Pfons-Brennero e il lotto italiano H61 Mules 2-3 &mdash; portati avanti per tutti questi anni in modo indipendente l&rsquo;uno dall&rsquo;altro &mdash; sono stati riuniti. Mentre in Trentino-Alto Adige le frese meccaniche (Tbm) Virginia e Flavia hanno scavato meccanicamente le due gallerie principali fino al confine di Stato, in Austria per l&rsquo;abbattimento &egrave; stato adottato il metodo tradizionale dello scavo con esplosivo.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124876/small_154671.jpg" alt="Abbattimento del diaframma del tunnel del Brennero" loading="lazy"></p>
<p>Con questo avvenimento, il confine di Stato nel cuore del Brennero &egrave; stato superato a meno di un anno dalla prima demolizione del diaframma nel cunicolo esplorativo, avvenuta lo scorso 18 settembre. Grazie a queste operazioni, il Paese austriaco e quello italiano si ricongiungono attraverso le due gallerie ferroviarie principali.</p>
<p>Tra rumori, polvere e spiragli di luce, i minatori e i responsabili del progetto si sono recati oltre il limite della propria sezione di galleria sull&rsquo;altro lato del confine di Stato, per stringere le mani gli uni con gli altri e festeggiare insieme l&rsquo;importante traguardo. Un passaggio che scrive una nuova pagina nel mondo della viabilit&agrave; e degli spostamenti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124876/small_154672.jpg" alt="Abbattimento del diaframma del tunnel del Brennero" loading="lazy"></p>
<p>Martin Gradnitzer e Umberto Lebruto, membri del Consiglio di gestione di Bbt (Brenner Basiltunnel), sono intervenuti affermando: &ldquo;Con l&rsquo;unione delle due gallerie principali del Bbt il nostro progetto raggiunge una tappa fondamentale. In futuro, qui transiteranno i treni merci e passeggeri tra l&rsquo;Austria e l&rsquo;Italia. Questo successo dimostra in modo straordinario cosa sia possibile ottenere quando si lavora oltre i confini a un obiettivo comune. Il progetto porta molti nomi, ma su di esso vi &egrave; soprattutto la firma delle persone che lo hanno costruito giorno dopo giorno&rdquo;.</p>
<p>Dopo aver completato senza complicanze l&rsquo;abbattimento dei diaframmi delle due gallerie, i due team si apprestano a completare lo scavo in direzione di Innsbruck. Tra il 2032 e il 2034 questa enorme infrastruttura ferroviaria, lunga 64 chilometri, inizier&agrave; a contribuire al decongestionamento dell&rsquo;autostrada del Brennero.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124876/small_154673.jpg" alt="Abbattimento del diaframma del tunnel del Brennero" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 29 Jul 2026 11:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Le cifre “folli” del benzinaio più caro d’Italia superano i 2,7 euro al litro]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/le-cifre-folli-del-benzinaio-piu-caro-ditalia-superano-i-27-euro-al-litro_124804.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/le-cifre-folli-del-benzinaio-piu-caro-ditalia-superano-i-27-euro-al-litro_124804.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124804/154545.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="p1"><span class="s1">Con un servizio che non prevede il &ldquo;self service&rdquo;, la garanzia dell&rsquo;assistenza dalle 7 del mattino fino alle 20 di sera e l&rsquo;apertura tutte le domeniche, compresi natale e ferragosto, il distributore pi&ugrave; caro d&rsquo;Italia offre tutti i giorni ai propri clienti un&rsquo;esperienza &ldquo;di lusso&rdquo;.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dall&rsquo;operazione dell&rsquo;inserimento delle banconote nella macchinetta, che spesso rimangono bloccate, alla misurazione della distanza tra la sosta e l&rsquo;estensione del tubo, e ancora la scelta della somma da finalizzare per il rifornimento, per i proprietari della stazione di servizio si tratta di attivit&agrave; di cui gli automobilisti non si devono preoccupare. Di certo a creare maggiore tormento sono invece i prezzi riportati sul tabellone del tariffario dinanzi alla pompa: il diesel si attesta a 2,735 euro al litro, mentre la verde si ferma &ldquo;solo&rdquo; a 2,699 euro al litro.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Mentre i prezzi dei carburanti continuano a salire su tutto il territorio nazionale, soprattutto a causa delle tensioni in Medio Oriente, il distributore di Milano in via Correggio, al centro di un viale alberato con bilocali in vendita a 600 mila euro e palazzine liberty immerse nella zona residenziale del distretto Fiera Bolla, continua a distinguersi per il suo listino da record, che tocca cifre quasi inverosimili.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Oltre all&rsquo;intuizione dei passanti e del autisti, &egrave; intervenuto il Codacons per confermare come la stazione di servizio presenti le cifre pi&ugrave; alte fra tutte le altre, anche quelle che hanno sede all&rsquo;interno delle autostrade, dove fare benzina costa tendenzialmente di pi&ugrave;. A dir la verit&agrave;, gli odierni prezzi non sono nemmeno quelli pi&ugrave; &ldquo;folli&rdquo; a essere stati esposti negli ultimi anni: nel 2025 la cifra di base, in base alle testimonianza dei clienti abituali, presentava un euro in pi&ugrave;.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Va precisato in ogni caso, come nel capoluogo milanese, i prezzi assumano dappertutto livelli estremamente alti rispetto al resto del Paese: a Muggiano il costo medio per il diesel &egrave; di 2,139 euro, mentre ad Assago arriva a toccare i 2,439 euro.</span></p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 10:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Svelate le nuove banconote Euro: al via il sondaggio per scegliere il design]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/svelate-le-nuove-banconote-euro-al-via-il-sondaggio-per-scegliere-il-design_124658.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/svelate-le-nuove-banconote-euro-al-via-il-sondaggio-per-scegliere-il-design_124658.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124658/154301.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="p1"><span class="s1">La Banca centrale europea (BCE)</span><span class="s2"> ha ufficialmente svelato i dieci progetti finalisti</span><span class="s3"> per la prossima serie di banconote, dando il via al sondaggio volto a raccogliere le opinioni</span><span class="s4"> e le preferenze di tutti i residenti dell'area dell'euro</span><span class="s3">.</span></p>
<p>I disegni, fondati sulla base di due diversi temi, la &ldquo;cultura europea&rdquo; e &ldquo;fiumi e uccelli&rdquo;, sono stati preselezionati nell&rsquo;ambito di un concorso indetto a livello di Unione europea. Delle oltre 1.200 candidature presentate da parte di grafici, a venticinque di loro &egrave; stato chiesto di elaborare la propria proposta per uno o per i due motivi. A scegliere le dieci proposte finaliste &egrave; stata una giuria indipendente composta da ventuno esperti di discipline diverse, tra comunicazione, grafica, storia e neuroscienze, ciascuno designato dalla banca centrale del rispettivo paese dell&rsquo;area dell&rsquo;euro.</p>
<p>Ora la decisione passa ai cittadini attraverso l&rsquo;indagine online disponibile fino al 21 settembre. Parallelamente in questi mesi una societ&agrave; indipendente realizzer&agrave; una consultazione parallela su un campione rappresentativo della popolazione dell&rsquo;area euro. Saranno poi il Consiglio direttivo della BCE, una valutazione tecnica e la giuria a mettere insieme i risultati delle due rilevazioni e a prendere la decisione conclusiva, prevista prima della fine dell&rsquo;anno.</p>
<p>Le banconote selezionate, dopo essere state ulteriormente sviluppate e testate, verranno messe in circolazione solo nei prossimi anni, mentre le precedenti serie manterranno il proprio valore, continuando a transitare.</p>
<p>Dopo la loro emissione nel 2002, questa riprogettazione rappresenta il primo e vero cambiamento del design delle banconote in euro. L&rsquo;emissione periodica della nuova serie consente di sfruttare i progressi tecnologici per essere sempre un passo avanti rispetto alle tecniche di falsificazione. Le nuove banconote saranno dotate di caratteristiche di sicurezza nuove e pi&ugrave; avanzate per agevolarne il riconoscimento e l&rsquo;accessibilit&agrave;, anche da parte delle persone con problemi visivi. La BCE si prefigge inoltre di ridurre l&rsquo;impronta ambientale delle banconote rendendole pi&ugrave; resistenti all&rsquo;usura e ricorrendo a materiali e processi di produzione pi&ugrave; sostenibili.</p>
<p>&ldquo;La progettazione della nuova veste grafica delle banconote in euro - dichiara Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE - si inquadra nell&rsquo;azione a lungo termine dell&rsquo;Eurosistema volta a garantire che il contante resti un mezzo di pagamento sicuro, efficiente e vicino ai cittadini e preservi il loro accesso alla moneta pubblica e la loro libert&agrave; di scegliere come pagare&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Le banconote in euro non sono un semplice mezzo di pagamento: sono una delle espressioni pi&ugrave; tangibili dell'Europa&rdquo; precisa Christine Lagarde, la presidente della BCE.</p>
<p>Per maggiori informazioni si pi&ugrave; visitare <a href="https://www.ecb.europa.eu/euro/banknotes/future_banknotes/html/ecb.faq_banknotes_redesign.it.html" target="_blank" rel="nofollow">questa pagina</a>.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 11:23:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[In Italia quasi 85 mila punti di ricarica per auto elettriche]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/in-italia-quasi-85-mila-punti-di-ricarica-per-auto-elettriche_124625.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/in-italia-quasi-85-mila-punti-di-ricarica-per-auto-elettriche_124625.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124625/154252.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L'Italia continua ad accelerare sulla mobilit&agrave; elettrica. Al 30 giugno di quest'anno i punti di ricarica a uso pubblico hanno raggiunto quota 84.564, con un incremento di 17.003 unit&agrave; negli ultimi dodici mesi e di 6.311 soltanto nel secondo trimestre dell'anno. Sono questi i dati riportati dal nuovo monitoraggio trimestrale di Motus-E, che fotografa una rete in costante espansione, sostenuta anche dagli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).</p>
<p>A crescere non &egrave; soltanto il numero delle colonnine, ma anche la loro qualit&agrave;. La maggior parte delle nuove installazioni &egrave; infatti costituita da punti di ricarica fast e ultra-fast, capaci di ridurre sensibilmente i tempi necessari per rifornire i veicoli elettrici. Una tendenza che punta a rendere pi&ugrave; semplice l'utilizzo dell'auto elettrica anche per gli spostamenti di lunga percorrenza.</p>
<p>Un segnale particolarmente positivo arriva dalla rete autostradale, all'interno delle quali continua ad aumentare la presenza di infrastrutture dedicate alla ricarica. Le aree di servizio dotate di colonnine rappresentano uno degli elementi ritenuti fondamentali per superare l'ansia da autonomia che ancora frena molti automobilisti nella scelta di un veicolo elettrico.</p>
<p>Dal punto di vista territoriale, Lombardia, Lazio e Piemonte si confermano le regioni con il maggior numero di punti di ricarica installati, mentre i grandi centri urbani continuano a fare da traino per lo sviluppo della rete. Parallelamente prosegue anche l'espansione nei comuni di medie e piccole dimensioni, con l'obiettivo di rendere il servizio sempre pi&ugrave; capillare su tutto il territorio nazionale.&nbsp;</p>
<p>Nonostante i numeri record, gli operatori del settore evidenziano come esista ancora un divario tra la crescita delle infrastrutture e quella del mercato delle auto elettriche. Secondo Motus-E, per sfruttare appieno il potenziale della rete sar&agrave; necessario accompagnare gli investimenti con politiche di sostegno alla domanda, semplificazioni autorizzative e un maggiore coordinamento tra istituzioni e soggetti coinvolti nello sviluppo della mobilit&agrave; elettrica.</p>
<p>Il traguardo delle quasi 85 mila colonnine conferma comunque il percorso di crescita dell'Italia verso una mobilit&agrave; sempre pi&ugrave; sostenibile. La sfida dei prossimi anni sar&agrave; quella di consolidare questa espansione, garantendo una distribuzione equilibrata delle infrastrutture e una rete sempre pi&ugrave; efficiente, veloce e accessibile agli utenti.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 17:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[A Firenze nasce il primo centro italiano contro le dipendenze digitali dei giovani]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/a-firenze-nasce-il-primo-centro-italiano-contro-le-dipendenze-digitali-dei-giovani_124616.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/a-firenze-nasce-il-primo-centro-italiano-contro-le-dipendenze-digitali-dei-giovani_124616.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124616/154243.jpg" title="" alt="" /><br /><p>A Firenze prender&agrave; il via il primo centro stabile in Italia dedicato al contrasto delle dipendenze digitali pensato per i giovani. Il progetto, denominato "Discover &ndash; Fuori dal guscio", nasce dalla collaborazione tra Azienda USL Toscana Centro, Comune di Firenze e Cooperativa Impresa Sociale ReteSviluppo e si propone come un presidio educativo e preventivo rivolto soprattutto ai ragazzi tra i 10 e i 25 anni.&nbsp;</p>
<p>Il centro sar&agrave; ospitato negli spazi della biblioteca Chiarugi, a San Salvi. L'inaugurazione, prevista dopo l'estate, dar&agrave; il via alla prima fase sperimentale che si protrarr&agrave; fino a dicembre 2026. L'obiettivo &egrave; offrire un luogo di incontro e confronto in cui affrontare le problematiche legate all'uso eccessivo di smartphone, social network, videogiochi e qualsiasi altro tipo dispositivo digitale, puntando soprattutto sulla prevenzione e sull'educazione.&nbsp;</p>
<p>"Discover" non nasce come centro clinico ma come spazio dedicato alla promozione del benessere digitale. Tra le attivit&agrave; previste figurano laboratori creativi e manuali, giochi da tavolo, incontri di gruppo, percorsi educativi, momenti di ascolto e iniziative pensate per favorire la socializzazione lontano dagli schermi. L'intento &egrave; aiutare i ragazzi a riscoprire relazioni e interessi nel mondo reale, sviluppando un rapporto pi&ugrave; equilibrato con la tecnologia. Nei casi di maggiore fragilit&agrave;, come situazioni di isolamento sociale o disagio psicologico, sar&agrave; comunque possibile attivare un collegamento con i servizi specialistici dell'Asl.&nbsp;</p>
<p>L'iniziativa nasce dalla crescente attenzione che si &egrave; formata negli ultimi anni verso il fenomeno che interessa un numero sempre maggiore di adolescenti e giovani adulti. L'uso compulsivo dei dispositivi digitali pu&ograve; infatti incidere sul sonno, sulle relazioni sociali, sul rendimento scolastico e sul benessere psicologico, fino a sfociare, nei casi pi&ugrave; gravi, in forme di ritiro sociale e dipendenza comportamentale. Proprio per questo il progetto coinvolger&agrave; anche famiglie, scuole ed educatori, con percorsi di sensibilizzazione e formazione dedicati.&nbsp;</p>
<p>Il modello fiorentino rappresenta un progetto pilota che potrebbe diventare un punto di riferimento anche per altre realt&agrave; italiane.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 15:54:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Bollino nero sulle strade italiane: il 1° e l’8 agosto traffico al picco]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/bollino-nero-sulle-strade-italiane-il-1-e-l8-agosto-traffico-al-picco_124559.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/bollino-nero-sulle-strade-italiane-il-1-e-l8-agosto-traffico-al-picco_124559.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/124559/154155.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l&rsquo;avvicinarsi del mese di agosto, si fa sempre pi&ugrave; spazio anche il grande esodo estivo 2026. Come da consueto, Viabilit&agrave; Italia, che da 20 anni opera come Centro di coordinamento nazionale in materia di spostamenti, si sta occupando di offrire preventivamente le strategie di intervento pi&ugrave; opportune per fronteggiare i picchi di traffico. L&rsquo;organismo &egrave; presieduto dal direttore del Servizio Polizia Stradale e riunisce rappresentanti del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, dei Vigili del fuoco, del Ministero dell&rsquo;Interno, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Protezione Civile, dell&rsquo;Arma dei Carabinieri, di Anas, Anci, Upi, Aiscat e Ferrovie dello Stato Italiane.</p>
<p>Secondo le previsioni del Centro di coordinamento nazionale per la gestione della viabilit&agrave;, a essere principalmente caratterizzate da un aumento dei volumi di traffico sull&rsquo;intera rete stradale nazionale, con flussi pi&ugrave; intensi diretti verso le principali localit&agrave; turistiche, saranno le prime due settimane del mese. L&rsquo;incremento della circolazione inizier&agrave; gi&agrave; dal venerd&igrave; e proseguir&agrave; per l&rsquo;intero sabato. Tra le giornate contrassegnate dal bollino nero, sabato 1 e sabato 8 agosto appaiono come quelle pi&ugrave; critiche. Le fasce orarie mattutine di entrambe le date rappresenteranno i momenti di maggiore congestione.</p>
<p>Per agevolare la circolazione, il calendario 2026 estivo prevede alcune limitazioni stradali per i veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate fuori dai centri abitati. I divieti in vigore sono previsti:<br>- sabato 1 agosto dalle 8 alle 22;<br>- domenica 2 agosto dalle 7 alle 22;<br>- venerd&igrave; 7 agosto dalle 16 alle 22;<br>- sabato 8 agosto dalle 8 alle 22;<br>- domenica 9 agosto dalle 7 alle 22;<br>- venerd&igrave; 14 agosto dalle 16 alle 22;<br>- sabato 15 agosto dalle 7 alle 22;<br>- domenica 16 agosto dalle 7 alle 22;<br>- sabato 22 agosto dalle 8 alle 16;<br>- domenica 23 agosto dalle 7 alle 22;<br>- sabato 29 agosto dalle 8 alle 16;<br>- domenica 30 agosto dalle 7 alle 22.</p>
<p>In occasione dell&rsquo;aumento del traffico, gli enti proprietari e le societ&agrave; concessionarie provvederanno alla rimozione dei cantieri temporanei, adottando tutte le misure necessarie per ridurre anche l&rsquo;impatto di quelli fisse sulla circolazione.</p>
<p>La Polizia di Stato rivolge ai cittadini alcuni consigli per evitare di creare ulteriori problemi di circolazione. Prima di partire i guidatori sono invitati a: verificare l'efficienza del veicolo; sistemare razionalmente i bagagli equilibrando i pesi e non sovraccaricando l'autovettura; individuare una corretta posizione per il trasporto degli animali; evitare pasti abbondanti e alcool; essere sufficientemente riposati; tenersi costantemente aggiornati sulle condizioni del traffico, non potendosi escludere locali disagi o l&rsquo;adozione di provvedimenti di regolazione della circolazione per favorire la fluidit&agrave; degli spostamenti.</p>
<p>Durante il viaggio si raccomanda di: tenere allacciate le cinture di sicurezza, anche posteriori; utilizzare per i bambini gli appositi "seggiolini"; non distrarsi durante la guida (con il telefonino, la radio, la sigaretta, ecc.); fare soste frequenti; moderare la velocit&agrave;; mantenere la distanza di sicurezza; usare prudenza nei sorpassi; non impegnare mai la corsia di emergenza; sulle autostrade a tre corsie, viaggiare comunque sulla prima corsia di marcia, a destra.</p>
<p>Sul sito della Polizia di Stato sono disponibili il calendario dei bollini, le fasce di divieto per i mezzi pesanti, le indicazioni sulle tratte pi&ugrave; interessate dall&rsquo;esodo, le previsioni dei flussi e l&rsquo;elenco dei cantieri che non potranno essere rimossi. Gli automobilisti potranno cos&igrave; consultare in tempo reale, oggi volta che ne avranno la necessit&agrave;, gli aggiornamenti sul traffico attraverso i canali del C.C.I.S.S., il numero gratuito 1518, i siti cciss.it e mobile.cciss.it, Rai Isoradio, i notiziari di Onda Verde e il Televideo Rai.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 16:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[L’elettricità in Italia costa il doppio rispetto al resto dell’Europa]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/lelettricita-in-italia-costa-il-doppio-rispetto-al-resto-delleuropa_123380.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/lelettricita-in-italia-costa-il-doppio-rispetto-al-resto-delleuropa_123380.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/123380/152169.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con la presentazione in Parlamento della relazione annuale dell&rsquo;Autorit&agrave; di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), ancora una volta &egrave; stato dimostrato come i costi delle bollette nel nostro Paese raggiungano livelli che in molti altri Paesi europei sembrano impensabili.</p>
<p>&ldquo;Il Pun medio 2025 (Prezzo unico nazionale dell'elettricit&agrave;) &egrave; stato di 115,9 euro al Megawattora (+7% sul 2024), il pi&ugrave; alto tra le principali borse europee. I prezzi italiani restano strutturalmente superiori a quelli di Francia (61,1 euro/MWh) e Spagna (65,3 euro/MWh), per la forte dipendenza dalla generazione a gas&rdquo;. Sono questi i principali dati che Nicola Dell'Acqua, presidente dell&rsquo;Arera, l'agenzia pubblica dell'energia, acqua e rifiuti, ha annunciato in Sala della Regina della Camera.</p>
<p>Sul fronte dell&rsquo;elettricit&agrave;, sebbene nel corso dello scorso anno in Italia si &egrave; registrata una moderata riduzione del prezzo totale (-1,6%) che ha raggiunto 35,12 c&euro;/kWh, la componente energia &egrave; rimasta invariata (-0,1%: da 19,69 a 19,68 c&euro;/kWh). A diminuire sono stati i costi di rete (-5,8%, da 6,23 a 5,87 c&euro;/ kWh) e la componente fiscale (-2,1%).</p>
<p>I consumatori domestici in Italia pagano un prezzo superiore del 13% rispetto a quelli all&rsquo;Area euro, con un differenziale di 4,03 c&euro;/kWh che per l&rsquo;appunto &egrave; riconducibile esclusivamente alla componente energia. Pi&ugrave; nei dettagli, la crescita maggiore si &egrave; verificata nella generazione da gas naturale che &egrave; aumentato del 7% e dal fotovoltaico si &egrave; innalzato del 25%; per eolico e idroelettrico &egrave; stato invece registrato un calo rispettivamente del 3% e del 21%. Questo non fa che creare speranza sul fronte delle fonti rinnovabili, che risultano aver contribuito in totale per il 48% al fabbisogno nazionale di energia elettrica.</p>
<p>Sulla stessa lunghezza d&rsquo;onda, nel 2025 il prezzo dell&rsquo;elettricit&agrave; per le imprese &egrave; sceso appena dell&rsquo;1% (a 26,25 c&euro;/kWh), dimostrando come anche i clienti non domestici debbano affrontare alcuni dei costi fra i pi&ugrave; alti d&rsquo;Europa.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;Italia resta un Paese manifatturiero che dipende in misura significativa da energia importata, e il differenziale dei prezzi dell&rsquo;elettricit&agrave; e del gas rispetto alla media europea continua a pesare sulla competitivit&agrave; delle imprese e sui bilanci delle famiglie &mdash; sottolinea Dell&rsquo;Acqua &mdash;. Ridurre questo divario non &egrave; solo un obiettivo regolatorio: &egrave; una condizione di equit&agrave; sociale e di tenuta del sistema produttivo nazionale&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Incrementare l'utilizzo di energia elettrica rinnovabile prodotta a livello nazionale - prosegue il presidente dell&rsquo;Arera &mdash; &egrave; la strategia migliore per l&rsquo;Europa al fine di ridurre la sua vulnerabilit&agrave; alla volatilit&agrave; delle forniture energetiche internazionali e all'aumento dei prezzi dell&rsquo;energia&rdquo;.</p>
<p>Se si pensa alla situazione che si &egrave; andata a creare nel momento in cui il gas russo non &egrave; pi&ugrave; stato disponibile, si nota come l&rsquo;Europa si sia ritrovata ad affrontare il forte rischio di sotto-utilizzazione dei terminali gas, il cui livello di utilizzazione raramente supera il 35%. Se ora venissero approvati i nuovi terminali in Calabria (Gioia Tauro), Sicilia (Porto Empedocle), Sardegna (Porto Torres, Portovesme e Oristano) e Marche (Falconara Marittima), all'interno del Pese si darebbe il via libera a una soluzione pi&ugrave; concreta e definitiva.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 16:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Corto circuito sulla tassazione del tabacco: l’Ue non trova un accordo]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/corto-circuito-sulla-tassazione-del-tabacco-lue-non-trova-un-accordo_123259.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/corto-circuito-sulla-tassazione-del-tabacco-lue-non-trova-un-accordo_123259.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/123259/151968.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La direttiva europea sulla tassazione del tabacco nel corso dello scorso mese si &egrave; trovata di fronte ad un bivio che da una parte ha visto l&rsquo;approvazione in versione ridotta dalla commissione Affari economici del Parlamento europeo e dall&rsquo;altra la mancata unanimit&agrave; dall&rsquo;agenda del consiglio Ecofin. Sul tema della tassazione del tabacco, l&rsquo;UE dunque non &egrave; ancora riuscita a fare passi avanti, inceppandosi di fatto di nuovo dando conferma di come le idee e gli orientamenti diversi presenti a livello nazionale si riflettano a livello europeo.</p>
<p>In attesa della revisione delle direttive unitarie, l&rsquo;Italia si &egrave; in realt&agrave; gi&agrave; attivata attuando modifiche importanti nei prezzi di sigarette e di altri prodotti a loro correlate, tra accise, Iva e imposte di consumo. Trasformazioni che hanno fatto raggiungere l&rsquo;anno scorso il record di 15,6 miliardi, ottenuto soprattutto grazie alla rimodulazione progressiva del calendario fiscale decretata dalla legge di Bilancio 2026, con aumenti spalmati nel corso del triennio 2026-2028.</p>
<p>A livello europeo, rimane necessario riscrivere la Tpd, la direttiva 2014/40/UE che regolamenta caratteristiche, etichettatura, ingredienti, avvertenze sanitarie, vendita transfrontaliera a distanza, tracciabilit&agrave; dei prodotti, e aggiornare il corpus normativo Ted che fissa struttura e aliquote minime delle accise sui tabacchi lavorati, integrata dalla direttiva 2020/262/Ue sul regime generale delle accise.</p>
<p>Tuttavia i parlamentari europei, che hanno direttamente respinto al mittente con oltre 400 voti contrari il provvedimento riguardante l&rsquo;aumento della tassazione che avrebbe colpito tanto le sigarette tradizionali quanto i nuovi prodotti, non sembrano proprio voler scendere a patti con la proposta avanzata dalla Commissione von der Leyen. La volont&agrave; emersa da parte dell&rsquo;Eurocamera &egrave; quella di riscrivere il testo con uno sguardo che guardi al presente e tenga conto delle differenti realt&agrave; economiche e sociali presenti negli Stati membri, con una particolare attenzione alla tutela dei posti di lavoro.</p>
<p>Per l&rsquo;eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone (Partito popolare europeo) &ldquo;la maggioranza che si &egrave; consolidata in Commissione ha scelto una linea che guarda agli effetti economici e sociali della riforma. Per questo abbiamo rafforzato il principio del meno rischio, meno tasse, abbassando l&rsquo;imposizione sui prodotti innovativi rispetto alla sigaretta tradizionale, adottando quindi un approccio fiscale di buon senso&rdquo;. La riforma in questo modo coniugherebbe &ldquo;salute, legalit&agrave;, competitivit&agrave; e tutela dell&rsquo;occupazione&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;Italia rientra nel gruppo degli Stati Ue che temono che la modifica delle direttive possa produrre un&rsquo;eventuale migrazione della domanda dal mercato legale a quello illegale, l&rsquo;equiparazione di prodotti tradizionali e innovativi con profili di rischio diversi, un calcolo delle aliquote minime che non tenga conto dell&rsquo;approccio Ppp (purchasing power parities) e della parit&agrave; del potere d&rsquo;acquisto tra i vari Paesi.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 11:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Libertà di stampa al livello più basso degli ultimi 25 anni]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/liberta-di-stampa-al-livello-piu-basso-degli-ultimi-25-anni_123185.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/liberta-di-stampa-al-livello-piu-basso-degli-ultimi-25-anni_123185.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/123185/151846.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Tra regimi autoritari, democrazie consolidate e contesti di conflitto attivo, il giornalismo sta attraversano un periodo storico molto complesso che non fa che imporre ostacoli alla libert&agrave; di stampa. Infatti per la prima volta in 25 anni di rilevazioni, pi&ugrave; della met&agrave; dei Paesi del mondo presenta una situazione &ldquo;difficile&rdquo; o &ldquo;molto grave&rdquo;, confermando un arretramento costante nel panorama europeo.</p>
<p>&Egrave; l'Indice Mondiale della Libert&agrave; di Stampa di Reporters Without Borders (RSF), che dopo aver registrato il punto pi&ugrave; basso mai presentato nel corso del ventunesimo secolo, ritrae una fotografia che dimostra come il livello di libert&agrave; di cui godono i giornalisti e i media si stia sempre pi&ugrave; abbassando.</p>
<p>Prendendo come riferimento cinque macro-categorie &mdash; contesto politico, quadro giuridico, ambito economico, situazione socio-culturale e sicurezza &mdash; la ricerca analizza le condizioni del giornalismo in 180 Paesi e territori. Ogni Nazione riceve un punteggio che va da 0 a 100, dove 100 rappresenta la completa libert&agrave;; nel dettaglio si individuano cinque livelli: buona 85-100 punti, soddisfacente 70-85 punti, problematica 55-70 punti, difficile 40-55 punti, molto grave: 0-40 punti.</p>
<p>Rispetto al 2025, l&rsquo;Italia ha perso sei posizioni scivolando al 56&deg; gradino della classifica con un punteggio di 65,16. Nel contesto politico, il Paese guadagna il 50&deg; posto (-1 rispetto al 2025), nell&rsquo;ambito economico il 58&deg; (-2), nel quadro giuridico il 56&deg; (-12), mentre per la sicurezza il 61&deg; (-17). Il posizionamento pi&ugrave; basso &egrave; stato registrato nella categoria che analizza la situazione socio-culturale, ottenendo solo il 77&deg; posto (-14).</p>
<p>Pi&ugrave; in generale, mentre nel 2002 circa il 20% della popolazione globale viveva in territori in cui lo stato della libert&agrave; di stampa era classificato come &ldquo;buono&rdquo;, secondo l&rsquo;ultimo rapporto tale percentuale ha visto una riduzione sotto l&rsquo;1%. Nello stesso arco di tempo, nella sezione pi&ugrave; critica &egrave; rientrato il 52,2% degli Stati, rispetto al 13,7% iniziale. Il peggioramento pi&ugrave; marcato nell'ultimo anno &egrave; stato per&ograve; registrato dall&rsquo;indicatore legale, che misura l'arsenale normativo disponibile contro i giornalisti: si &egrave; deteriorato in oltre il 60% degli Stati, 110 su 180.</p>
<p>Oltre vent'anni dopo dall&rsquo;introduzione delle leggi sulla sicurezza nazionale dopo gli attentati alle Torri Gemelle, queste si sono trasformate in un arsenale universale contro la stampa critica, tra disinformazione, separatismo, terrorismo e oltraggio alle istituzioni.</p>
<p>Tra le criticit&agrave; pi&ugrave; preoccupanti del rapporto 2026 ci sono le violazioni dirette contro i giornalisti, la persistenza di minacce al pluralismo mediatico, minacce sistematiche, violenze fisiche, campagne di delegittimazione mediatica e la qualit&agrave; dell&rsquo;ambiente in cui opera l&rsquo;informazione. Secondo Reporter Senza Frontiere (RSF) sono pi&ugrave; di venti i giornalisti che in Italia sono costretti a spostarsi con una scorta a causa di intimidazioni e aggressioni legate alla loro attivit&agrave; professionale.</p>
<p>Particolare attenzione &egrave; stata posta sul ricorso alle Strategic Lawsuits Against Public Participation (SLAPPs), azioni legali intentate contro giornalisti e media con finalit&agrave; intimidatorie pi&ugrave; che risarcitorie. Sullo stesso binario RSF pone la cosiddetta &ldquo;legge bavaglio&rdquo; (D. Lgs. 198/2024), che vieta ai giornalisti la pubblicazione integrale o per estratto delle ordinanze di custodia cautelare fino alla conclusione delle indagini preliminari, criticata principalmente per i suoi effetti limitativi sul diritto di cronaca e sulla trasparenza dell&rsquo;informazione giudiziaria. Non con meno rilevanza sono state evidenziate le influenze politiche all&rsquo;interno del sistema mediatico nazionale, soprattutto nella gestione della Rai, il servizio pubblico radiotelevisivo italiano.</p>]]></description><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 12:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Nasce l'alleanza del dialogo: a Roma firmato il patto tra le religioni]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/nasce-l-alleanza-del-dialogo-a-roma-firmato-il-patto-tra-le-religioni_122933.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/nasce-l-alleanza-del-dialogo-a-roma-firmato-il-patto-tra-le-religioni_122933.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122933/151398.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un documento per trasformare il confronto tra le diverse confessioni in un impegno stabile al servizio della societ&agrave; italiana. &Egrave; stato firmato il 25 giugno, all'Auditorium dell'Ara Pacis di Roma, il patto tra le religioni che rende ufficiale l&rsquo;esperienza chiamata &ldquo;La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>A sottoscriverlo sono stati: Assemblea dei Rabbini d&rsquo;Italia, Assemblea Spirituale Nazionale dei bah&aacute;&rsquo;&iacute; d&rsquo;Italia, Centro Islamico culturale d&rsquo;Italia, Comunit&agrave; Religiosa Islamica Italiana, Confederazione Islamica Italiana, Conferenza Episcopale Italiana, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Istituto Tevere, Sacra Arcidiocesi Ortodossa d&rsquo;Italia, Sikhi Sewa Society, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione delle Comunit&agrave; Ebraiche Italiane, Unione delle Comunit&agrave; Islamiche d&rsquo;Italia, Unione Induista Italiana.</p>
<p>L'iniziativa rappresenta una tappa fondamentale di un percorso avviato nel 2023 nell'ambito del Cammino sinodale delle Chiese presenti in Italia che punta a consolidare una collaborazione fondata sul rispetto reciproco, sulla promozione della pace e sulla tutela della dignit&agrave; della persona. Gi&agrave; nel 2024, alcuni giovani, delegati dai responsabili delle religioni, hanno iniziato a incontrarsi periodicamente per trasformarsi in ambasciatori di processi di conoscenza reciproca e di sensibilizzazione.</p>
<p>Il patto nasce dalla convinzione che le religioni possano offrire un contributo concreto alla vita civile, favorendo relazioni di fiducia e affrontando insieme le grandi sfide del nostro tempo. I firmatari si impegnano a promuovere il dialogo come metodo di confronto, a contrastare ogni forma di discriminazione e a collaborare per il bene comune, riconoscendo il valore della libert&agrave; religiosa e della convivenza tra persone di culture e tradizioni differenti.</p>
<p>Al centro del documento vi &egrave; quella che viene definita &ldquo;l'opzione del dialogo&rdquo;, ovvero la scelta di continuare a incontrarsi e confrontarsi anche se dovessero emergere divergenze o tensioni, nella consapevolezza che il rispetto delle differenze rappresenta una ricchezza e non un ostacolo. I leader religiosi si impegnano inoltre a non permettere che la religione venga mai utilizzata per alimentare odio, pregiudizi o violenza.</p>
<p>Alla firma ha preso parte anche il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi, che ha definito il Patto un passo importante per il futuro del Paese. &ldquo;La Cei &egrave; contenta di partecipare &ndash; ha affermato &ndash; a questo Tavolo che guarda il futuro e costruisce il futuro del nostro Paese, e speriamo di una convivenza della famiglia umana finalmente un po' pi&ugrave; unita&rdquo;. Zuppi ha sottolineato come il dialogo non indebolisca le identit&agrave; religiose, ma al contrario le rafforzi, permettendo di affrontare insieme le questioni che interessano l'intera societ&agrave;.</p>
<p>Il testo richiama anche i principi della Costituzione italiana e riconosce il valore della partecipazione responsabile alla vita pubblica. L'obiettivo &egrave; costruire una rete di collaborazione permanente tra le diverse comunit&agrave; religiose, favorendo iniziative comuni nei campi della solidariet&agrave;, dell'educazione, dell'accoglienza, della tutela dei diritti e della promozione della pace.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 14:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Decine di studenti gazawi intrappolati nella Striscia in attesa di arrivare in Italia]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/decine-di-studenti-gazawi-intrappolati-nella-striscia-in-attesa-di-arrivare-in-italia_122917.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/decine-di-studenti-gazawi-intrappolati-nella-striscia-in-attesa-di-arrivare-in-italia_122917.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122917/151369.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Almeno sessanta studenti palestinesi della Striscia di Gaza, gi&agrave; selezionati per frequentare corsi universitari in Italia tramite l'assegnazione di borse di studio finanziate dagli atenei italiani nell'ambito del progetto IUPALS coordinato dalla Crui, rischiano di non poter lasciare il loro Paese a causa di un requisito burocratico insorto solo in un secondo momento: la certificazione di conoscenza della lingua italiana di livello B2.</p>
<p>La vicenda, riportata da diverse testate e da diverse pagine social, ha suscitato forti critiche da parte di associazioni, docenti e organizzazioni che tutti i giorni si occupano di diritto allo studio. Innanzitutto, gli studenti coinvolti sostengono che il possesso della attestazione linguistica non fosse previsto al momento della candidatura n&eacute; durante la selezione; l&rsquo;unico requisito era l'invio di una mail in cui si confermasse la propria volont&agrave; a seguire corsi in lingua italiana.</p>
<p>Per chi vive ancora nella Striscia ottenere una certificazione B2 rappresenta un ostacolo praticamente insormontabile. Essendo le strutture educative in gran parte distrutte dalla guerra e gli spostamenti estremamente limitati, sostenere un esame ufficiale di lingua &egrave; in poche parole impossibile.</p>
<p>Alcuni degli studenti raccontano di aver scoperto il nuovo requisito soltanto quando sono state predisposte le liste per l'evacuazione, rimanendo esclusi nonostante fossero gi&agrave; risultati vincitori delle borse. Tutto ci&ograve; &egrave; riconducibile alle linee guida che sono state pubblicate a maggio su Universitaly per l&rsquo;immatricolazione degli alunni internazionali. Le procedure prevedono che l&rsquo;accettazione da parte di un&rsquo;universit&agrave; italiana non possa garantire il rilascio del visto, quindi anche in presenza della borsa di studio, la decisione finale per il trasferimento rimane di competenza esclusiva dell&rsquo;ambasciata o del consolato italiano nel Paese da cui lo studente presenta domanda.</p>
<p>Secondo le ricostruzioni, il requisito non sarebbe stato applicato per&ograve; ai circa 230 studenti palestinesi arrivati in Italia nelle precedenti operazioni dei corridoi universitari. Tale aspetto non ha fatto che alimentare le contestazioni che sostengono che le nuove condizioni sarebbero dovute intervenute quando il percorso di selezione era gi&agrave; concluso.</p>
<p>Alla richiesta della certificazione linguistica si aggiungerebbe inoltre un ulteriore elemento previsto dalle procedure consolari: la valutazione del cosiddetto &ldquo;rischio migratorio&rdquo;, un criterio che, secondo i critici, rischia di complicare ulteriormente l'accesso ai visti per studenti che dovrebbero essere evacuati da un territorio in guerra.</p>
<p>Docenti universitari, organizzazioni della societ&agrave; civile e rappresentanti del mondo accademico chiedono ora al ministero dell&rsquo;Istruzione e del Merito, al ministero degli Esteri e al ministero dell&rsquo;Interno di adottare una soluzione straordinaria. La proposta &egrave; consentire agli studenti di raggiungere l'Italia e completare l'apprendimento della lingua direttamente negli atenei, attraverso corsi propedeutici gi&agrave; previsti in molti percorsi di internazionalizzazione. L'obiettivo dei corridoi universitari in fondo &egrave; offrire una possibilit&agrave; di studio e di salvezza a giovani che vivono in un contesto di emergenza umanitaria. Per questo motivo, sostengono, subordinare l'evacuazione a un requisito impossibile da soddisfare rischia di svuotare il progetto della sua finalit&agrave; originaria.</p>
<p>La vicenda resta aperta, mentre gli studenti attendono una decisione che potrebbe determinare non solo il loro futuro accademico, ma anche la possibilit&agrave; di lasciare una delle aree pi&ugrave; colpite dal conflitto.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 11:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[L’afa avvolge l’Italia costretta a fare i conti con blackout e consumi record]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/lafa-avvolge-litalia-costretta-a-fare-i-conti-con-blackout-e-consumi-record_122843.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/lafa-avvolge-litalia-costretta-a-fare-i-conti-con-blackout-e-consumi-record_122843.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122843/151250.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Italia &egrave; attualmente vittima di una delle pi&ugrave; intense ondate di calore degli ultimi anni. Da Nord a Sud le temperature nel corso di questo mese hanno raggiunto livelli eccezionali, spingendo milioni di cittadini a tenere accesi tutti i giorni condizionatori e sistemi di raffreddamento e provocando un&rsquo;impennata della domanda di elettricit&agrave;. Tutti questi comportamenti non hanno fatto che provocare un susseguirsi di blackout che ha interessato diverse aree urbane, da Torino a Milano, fino a Bergamo e Monza, con pesanti disagi per residenti, attivit&agrave; commerciali e servizi.</p>
<p>Secondo le rilevazioni riportate in queste ore, i consumi elettrici nazionali hanno raggiunto quota 55 gigawatt, con un incremento del 4,4% nell&rsquo;ultima settimana. Un dato che conferma come l&rsquo;emergenza climatica stia incidendo sempre pi&ugrave; direttamente sulla tenuta delle infrastrutture energetiche del Paese.</p>
<p>Nel dettaglio, a trainare l&rsquo;elevata domanda &egrave; l&rsquo;utilizzo dei condizionatori provocato dalle perduranti alte temperature che di fatto stanno mettendo sotto pressione l&rsquo;infrastruttura elettrica del Paese.</p>
<p>Le interruzioni di corrente non dipendono per&ograve; esclusivamente dai climatizzatori, ma anche dalle conseguenze che il caldo estremo provoca mettendo sotto stress cavi, trasformatori e cabine elettriche, riducendone l&rsquo;efficienza e aumentando il rischio di guasti. In alcuni casi, come accaduto a Bergamo, le anomalie sono state attribuite proprio alle elevate temperature che hanno compromesso il funzionamento delle infrastrutture di distribuzione.</p>
<p>A Torino numerosi quartieri sono rimasti senza energia per diverse ore, mentre nel milanese la Protezione Civile &egrave; dovuta intervenire per assistere i residenti rimasti senza elettricit&agrave; e fornire punti di ricarica attraverso generatori mobili. Scene che hanno riportato alla memoria i timori di sovraccarico della rete gi&agrave; vissuti durante altre estati particolarmente torride.</p>
<p>L&rsquo;emergenza, tuttavia, non riguarda soltanto l&rsquo;energia, ma anche il fronte sanitario, per il quale le autorit&agrave; hanno dovuto attuare un innalzamento dei livelli di allerta in numerose capoluoghi italiani, visto la moltiplicazione dei casi di malori tra anziani, lavoratori esposti al sole e persone fragili. Le cronache degli ultimi giorni raccontano anche episodi drammatici legati alle temperature estreme, segnale di una situazione che richiede misure di prevenzione sempre pi&ugrave; incisive.</p>
<p>Tra le azioni consigliate ai cittadini nel momento in cui si trovano costretti ad affrontare ripetuti episodi di interruzione dell&rsquo;elettricit&agrave; ci sono: limitare l&rsquo;apertura di frigoriferi e congelatori, tenere a disposizione torce e batterie cariche, evitare l&rsquo;utilizzo degli ascensori e monitorare le condizioni delle persone pi&ugrave; vulnerabili.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Mentre il caldo avanza, il Po si ritira mettendo in rischio l’agricoltura]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/mentre-il-caldo-avanza-il-po-si-ritira-mettendo-in-rischio-lagricoltura_122837.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/mentre-il-caldo-avanza-il-po-si-ritira-mettendo-in-rischio-lagricoltura_122837.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/122837/151242.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Po, il pi&ugrave; lungo fiume italiano, sta attraversando una delle fasi pi&ugrave; delicate degli ultimi anni. L&rsquo;ondata di caldo che sta investendo l&rsquo;Italia ha provocato un drastico abbassamento dei livelli idrici, trasformando in molti tratti il &ldquo;Grande Fiume&rdquo; in quello che pu&ograve; venire definito un torrente. Si tratta in realt&agrave; di un fenomeno che riguarda tutto il Paese e rappresenta uno dei segnali pi&ugrave; allarmanti della crescente fragilit&agrave; climatica.</p>
<p>Secondo i dati diffusi dall&rsquo;associazione nazionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue (Anbi), in appena una settimana la portata del Po &egrave; diminuita del 60%. A Pontelagoscuro, nel Ferrarese, il flusso &egrave; precipitato da oltre 900 metri cubi al secondo a poco pi&ugrave; di 300, presentando conseguenze immediate per l&rsquo;agricoltura e la gestione delle risorse idriche, come l&rsquo;inevitabile sospensione del servizio irriguo nel Delta Po.</p>
<p>L'immagine, sottolinea l'associazione &egrave; quella di una &ldquo;pentola che bolle&rdquo;: &ldquo;Il riscaldamento della crosta terrestre incrementa le necessit&agrave; idriche dei corpi viventi &ndash; specifica Anbi &ndash;, ma al contempo favorisce l'evaporazione: vale a dire che aumentano le esigenze non solo agricole, ma diminuiscono le disponibilit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Le cause della crisi sono riconducibili a diversi fattori. Gli esperti indicano come elementi determinanti l&rsquo;insufficiente accumulo di neve sulle Alpi durante l&rsquo;inverno e le temperature insolitamente elevate registrate nei mesi freddi che hanno accelerato la fusione delle riserve nivali. A ci&ograve; si aggiungono le alte temperature di giugno, che hanno incrementato l&rsquo;evaporazione e la richiesta d&rsquo;acqua da parte di colture, ecosistemi e popolazione.</p>
<p>L&rsquo;allarme &egrave; particolarmente forte nel Delta, dove il mare sta risalendo il corso del fiume attraverso il cosiddetto cuneo salino; l&rsquo;acqua salata sta infatti penetrando nell&rsquo;entroterra, mettendo a rischio terreni agricoli e coltivazioni. L&rsquo;utilizzo di acqua troppo salina per l&rsquo;irrigazione pu&ograve; infatti compromettere in modo irreversibile la fertilit&agrave; dei suoli e la produttivit&agrave; delle aziende agricole.</p>
<p>La sofferenza del Po non si limita per&ograve; alla scarsit&agrave; d&rsquo;acqua. Anche l&rsquo;equilibrio ecologico del fiume &egrave; sotto pressione. A Torino, ad esempio, si registra una crescente diffusione dell&rsquo;elodea, una pianta acquatica originaria del Nord America e spesso utilizzata negli acquari domestici. La specie, favorita dalle acque pi&ugrave; calde e dai bassi livelli del fiume, forma estesi tappeti vegetali che ostacolano il naturale flusso dell&rsquo;acqua e alterano gli habitat fluviali. Gli esperti segnalano inoltre come gli sversamenti irresponsabili di specie ornamentali possano aggravare ulteriormente una situazione gi&agrave; critica.</p>
<p>Il quadro attuale determinante per la crisi del Po, secondo gli osservatori del settore, non pu&ograve; pi&ugrave; essere considerato un&rsquo;emergenza temporanea ma una nuova condizione con cui il Paese dovr&agrave; confrontarsi.</p>
<p>Il fiume resta una risorsa strategica per milioni di cittadini, per l&rsquo;agricoltura e per l&rsquo;economia italiana. Le immagini delle secche che emergono dal letto del fiume e delle rive sempre pi&ugrave; arretrate raccontano una realt&agrave; che va oltre la cronaca estiva: quella di un territorio che deve adattarsi rapidamente a un clima che cambia.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 11:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item></channel></rss>
