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<p>Durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2024, Clooney firm&ograve; un discusso editoriale sul New York Times, chiedendo un passo indietro a Joe Biden: "Sapevamo cosa stavamo facendo e che avremmo perso con uno scarto enorme, eravamo con le spalle al muro", ha detto, spiegando che a suo modo di vedere il vero errore &egrave; stato non aver organizzato le primarie per scegliere un nuovo candidato democratico.</p>
<p>Clooney, di fronte agli studenti delle scuole superiori cuneesi, &egrave; stato poi chiamato a raccontare il suo impegno con la Clooney Foundation for Justice, che si occupa in particolare di diritti delle donne e di tutela della libert&agrave; di espressione, per i giornalisti ma non solo: &ldquo;Sono cresciuto in un periodo molto interessante per gli Stati Uniti. Abbiamo avuto il movimento per i diritti civili, quello per i diritti delle donne, quello contro la guerra in Vietnam. Fin da quando avevo 7 o 8 anni eravamo molto consapevoli del fatto che si dovesse partecipare al dibattito. Ci saranno persone che non saranno d&rsquo;accordo con te, ed &egrave; cos&igrave; che funziona, &egrave; cos&igrave; che dovrebbe essere: non puoi pretendere libert&agrave; di parola e poi dire &lsquo;Per&ograve; non dite cose cattive su di me&rsquo;. Dobbiamo trovare il modo per rendere il mondo un posto migliore senza mettere a tacere nessuno&rdquo;.</p>
<p>Spazio anche all&rsquo;importanza di un&rsquo;informazione libera: &ldquo;Con la Fondazione e mia moglie, avvocato specializzato in difesa dei diritti, abbiamo lavorato in Tribunali di oltre quaranta Paesi del mondo e liberato oltre cento giornalisti che avevano semplicemente detto la verit&agrave;. Non ci pu&ograve; essere democrazia senza libert&agrave; di stampa&rdquo;.</p>
<p>Tra i tanti messaggi e consigli rivolti ai giovani presenti, l&rsquo;attore e regista americano ha citato una frase che gli veniva spesso rivolta dal padre quando era bambino: &ldquo;Lui ci diceva sempre &lsquo;Non mi importa cosa farete nella vita, quale strada prenderete. L&rsquo;importante &egrave; che difendiate le persone che hanno meno potere di voi e che affrontiate quelle che ne hanno di pi&ugrave;. Se lo farete, avrete avuto una vita piena&rsquo;&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Caro energia, quando la Dad diventa una scelta per ridurre la mobilità quotidiana]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/caro-energia-quando-la-dad-diventa-una-scelta-per-ridurre-la-mobilita-quotidiana_117713.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/caro-energia-quando-la-dad-diventa-una-scelta-per-ridurre-la-mobilita-quotidiana_117713.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/117713/142631.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;ipotesi di riattivare la didattica a distanza per l&rsquo;intero mese di maggio ha generato trambusto nelle case italiane. Nel contesto dell&rsquo;attuale crisi internazionale, l&rsquo;opzione della DAD diventa una scelta per ridurre la mobilit&agrave; quotidiana. La chiusura delle scuole non dipenderebbe questa volta da motivi sanitari, ma dall&rsquo;emergenza di energia; si tratterebbe di un vero e proprio &ldquo;<em>lockdown economico</em>&rdquo; pensato come strategia preventiva contro un eventuale regime di &ldquo;<em>austerity</em>&rdquo;.</p>
<p>Alla crescente instabilit&agrave; del settore energetico, alcune organizzazioni sindacali hanno suggerito di limitare la mobilit&agrave; di massa nel settore scolastico e nella publica amministrazione in modo da abbattere in parte i consumi di carburante e contenere la lievitazione dei costi, grazie alla riduzione drastica degli spostamenti quotidiani generati dai servizi pubblici.</p>
<p>La crisi internazionale, nata a seguito dello scoppio del conflitto fra Stati Uniti e Iran, potrebbe comportare cos&igrave; grandi cambiamenti nei settori considerati strategici per l&rsquo;economia italiana. In primis, &egrave; stato il ministro della Difesa Guido Crosetto a lanciare l&rsquo;allarme: &ldquo;<em>Entro un mese il Paese potrebbe trovarsi a corto di energia</em>&rdquo;. Di conseguenza i sindacati si sono subito attivati, non solo proponendo l&rsquo;idea della scuola online, ma considerando l&rsquo;eventuale ipotesi di smart working sistematico per la maggior parte dei lavoratori statali, con l&rsquo;obiettivo di tagliare ancora di pi&ugrave; gli spostamenti.</p>
<p>Tale proposta per ora rimane solo una remota ipotesi, che potrebbe venire adottata solo in caso di un peggioramento ulteriore della situazione energetica all&rsquo;interno del Paese, provocato dai tagli delle forniture che viaggiano attraverso lo Stretto di Hormuz. Ad avanzarla &egrave; stato Marcello Pacifico, presidente dell&rsquo;Anief, l&rsquo;associazione nazionale insegnanti e formatori, che ha dichiarato: &ldquo;<em>La crisi energetica, con ripercussioni sul costo dei carburanti, potrebbe portare l'Italia entro giugno a un tasso di inflazione altissimo: per frenare il costo della vita, il Governo e il Parlamento potrebbero valutare l'adozione della didattica a distanza, a seguito del collocamento dei lavoratori pubblici in smart working</em>&rdquo;. Si tratta di una sorta di avvertimento che di fatto considera la DAD &ldquo;<em>una misura emergenziale da confinare a scenari estremi, non certo un modello da riproporre</em>&rdquo;. Lo stesso Pacifico, a nome del sindacato, ha anche precisato come &ldquo;<em>la scuola dovr&agrave; essere l&rsquo;ultima a chiudere, ma se la guerra in Medio Oriente continua potrebbe essere colpita dall&rsquo;attuale crisi</em>&rdquo;.</p>
<p>La Rete nazionale scuola in presenza, da parte sua, non ha fatto attendere la sua risposta: &ldquo;<em>Se davvero l&rsquo;obiettivo fosse quello di ridurre i consumi energetici, risulta allora del tutto assurdo prendere di mira ancora una volta la scuola, come se fosse il settore pi&ugrave; sacrificabile del Paese. Con la stessa logica, si dovrebbe allora proporre la chiusura di aziende, acciaierie, centri commerciali, supermercati, compagnie aeree e navali, cio&egrave; di realt&agrave; che certamente comportano consumi enormemente superiori. Ma nessuno osa avanzare simili proposte. La scuola non pu&ograve; essere trattata come una variabile dipendente delle crisi economiche o belliche. Va difesa, sostenuta e preservata, sempre. Tanto pi&ugrave; quando il mondo intorno sembra andare nella direzione opposta&rdquo;</em>. Le associazioni hanno inoltre evidenziato come &ldquo;<em>l&rsquo;esperienza degli anni scorsi ha gi&agrave; mostrato con chiarezza quanto la didattica a distanza abbia amplificato il disagio psicologico, relazionale ed educativo di bambini e adolescenti, colpendo in modo ancora pi&ugrave; grave gli studenti pi&ugrave; fragili. La Dad ha inoltre compromesso il diritto all&rsquo;inclusione degli alunni con disabilit&agrave; e ha fortemente limitato il diritto all&rsquo;istruzione, alla relazione e alla socialit&agrave;, che devono essere garantiti a tutti i minori</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 12:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Medio Oriente, l’Italia nega l’uso della base di Sigonella agli Usa]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/medio-oriente-litalia-nega-luso-della-base-di-sigonella-agli-usa_117382.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/medio-oriente-litalia-nega-luso-della-base-di-sigonella-agli-usa_117382.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/117382/142195.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il governo italiano ha negato agli Stati Uniti l&rsquo;utilizzo della base di Sigonella. La notizia &egrave; stata riferita dal Corriere della Sera sul proprio sito internet e confermata da fonti di governo che, interpellate, hanno riferito che l&rsquo;episodio &egrave; avvenuto nella notte di venerd&igrave; 27 marzo.</p>
<p>Il Capo di stato maggiore della difesa Luciano Portolano avrebbe chiamato il ministro della Difesa Guido Crosetto per riferirgli che il piano di volo di alcuni asset aerei Usa prevedeva l&rsquo;atterraggio nella struttura situata tra le province di Catania e Siracusa per poi ripartire in direzione del Medio Oriente.</p>
<p>Si sono subito attivate, a quel punto, le verifiche per accertarsi che non si trattasse di voli normali o logistici, ovvero quelli compresi nei trattati stipulati tra Roma e Washington. Non essendo stata chiesta alcuna autorizzazione n&eacute; fossero mai stati consultati i vertici militari italiani, Portolano, su mandato di Crosetto, sembrerebbe aver informato il Comando Usa della divieto di atterraggio degli aerei in questione. La comunicazione arrivata dallo Stato maggiore dell&rsquo;Aeronautica &egrave; arrivata, infatti, gi&agrave; troppo tardi, quando il piano era stato attivato e gli aerei erano in volo.</p>
<p>&ldquo;<em>Una decisione giusta. Noi non abbiamo avuto nessun segnale dal nostro alleato, che non &egrave; alleato, gli Stati Uniti, sull'inizio di questa operazione. Non c'&egrave; nessuna ragione per avere un approccio sottomesso. &Egrave; giusto e corretto che non venga dato l'uso delle basi se non nel perimetro degli accordi che prescinde dalle azioni di guerra</em>&rdquo;, ha detto Carlo Calenda a Start su SkyTg24.</p>
<p>Nel mentre, ad Aviano le forze armate statunitensi continuano ad appoggiarsi alla base militare italiana. A partire da una settimana prima dell&rsquo;attacco all&rsquo;Iran e fino al 3 marzo scorso sono stati individuati ameno cinque voli del Lockheed C-5M Super Galaxy, il pi&ugrave; grande aereo della US Air Force per il trasporto di mezzi ed equipaggiamento.</p>
<p>Il no all&rsquo;uso della base siciliana, secondo le stesse fonti di governo non sembrerebbero aver creato alcuna reazione o protesta da parte dei vertici americani.</p>]]></description><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 11:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[In Europa arriva l’ok all’avvio dei negoziati sulla direttiva rimpatri]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/in-europa-arriva-lok-allavvio-dei-negoziati-sulla-direttiva-rimpatri_117177.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/in-europa-arriva-lok-allavvio-dei-negoziati-sulla-direttiva-rimpatri_117177.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/117177/141884.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Unione Europea ha dato il via a una svolta significativa nella politica migratoria: sono stati avviati i negoziati sulla direttiva rimpatri, con la possibilit&agrave; di aprire hub fuori dal territorio dell&rsquo;Ue per la gestione dei migranti irregolari. Una direzione che, secondo diversi osservatori e forze politiche, rappresenta un riconoscimento della linea promossa dal governo italiano guidato da Giorgia Meloni.</p>
<p>Con 389 s&igrave;, 206 no e 32 astenuti, il Parlamento europeo ha deciso di passare alla fase successiva del processo legislativo per adottare un aggiornamento della politica in materia di rimpatrio dei cittadini provenienti dall&rsquo;estero che soggiornano irregolarmente nell&rsquo;Unione. L&rsquo;obiettivo &egrave; di consentire procedure pi&ugrave; veloci e introdurre strumenti pi&ugrave; incisivi contro chi non ha permessi per rimanere nelle terre dell&rsquo;Unione. Tra le novit&agrave; principali, sembra farsi strada la possibilit&agrave; di trattenere i migranti fino a 24 mesi e di rimpatriarli non solo nei Paesi d&rsquo;origine ma anche in Stati terzi considerati &ldquo;<em>sicuri</em>&rdquo;, con la creazione di veri e propri &ldquo;<em>return hubs</em>&rdquo; fuori dai confini europei.</p>
<p>Si tratta di un cambiamento rilevante, in quanto finora solo una minoranza degli espulsi lasciava effettivamente il territorio europeo. L&rsquo;obiettivo dichiarato &egrave; rendere il sistema pi&ugrave; credibile e funzionante, rafforzando al tempo stesso il controllo delle frontiere. In questo contesto si inserisce il cosiddetto &ldquo;<em>modello Albania</em>&rdquo;, promosso dall&rsquo;Italia, che prevede la realizzazione di centri per migranti in territorio extra-Ue dove esaminare le richieste d&rsquo;asilo e procedere eventualmente al rimpatrio. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, l&rsquo;Europa avrebbe mostrato un crescente interesse per questa soluzione, considerata &ldquo;<em>innovativa</em>&rdquo; anche da esponenti della Commissione europea. Secondo l&rsquo;europarlamentare Nicola Procaccini, co-presidente dei conservatori &ldquo;<em>la linea del governo Meloni &egrave; diventata la linea europea sulla dimensione esterna della migrazione. &Egrave; un passaggio importante per rendere i rimpatri pi&ugrave; efficaci, rafforzare il controllo dei confini e dare all&rsquo;Europa una politica migratoria finalmente pi&ugrave; credibile. I cittadini si aspettano azioni decise, e noi le stiamo fornendo. Chiunque non abbia il diritto di rimanere nell&rsquo;Ue deve andare via</em>&rdquo;.</p>
<p>La maggioranza che ha sostenuto il provvedimento si compone dai gruppi del centrodestra europeo e della destra pi&ugrave; radicale - partito popolare europeo, conservatori e riformisti, patrioti - insieme ad altre forze dell&rsquo;area sovranista. Tra gli italiani hanno votato a favore FdI, FI, Lega e Futuro Nazionale, mentre si sono schierati per il &ldquo;<em>no</em>&rdquo; Pd, M5S, Avs e Azione.</p>
<p>L&rsquo;eurodeputata socialista Cecilia Strada del Pd ha dichiarato con sdegno: &ldquo;<em>Le scene che abbiamo condannato negli Stati Uniti potrebbero diventare realt&agrave; anche in Europa. Quello sui rimpatri &egrave; un regolamento che andrebbe chiamato &lsquo;regolamento deportazioni&rsquo;: non si tratta pi&ugrave; solo di rimpatriare le persone, ma potenzialmente di inviarle in qualsiasi Paese terzo. Paesi che i governi europei pagheranno per questo, con tutte le conseguenze del caso. Oggi la destra italiana ha votato per consentire il trattenimento fino a due anni anche per famiglie con bambini e minori non accompagnati, e per trasferirli in Paesi che magari non hanno mai visto</em>&rdquo;. Prima del voto, una rete composta da venti organizzazioni della societ&agrave; civile italiana, tra cui Caritas, Centro Astalli, Arci, Terre des Hommes e Cir, avevano presentato un appello firmato per respingere il testo, in nome dei diritti dei minori, denunciando le possibili violazioni dei diritti fondamentali dei migranti.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:51:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Aviaria in Italia: “Nessun elemento fa pensare a un rischio immediato per la popolazione”]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/aviaria-in-italia-nessun-elemento-fa-pensare-a-un-rischio-immediato-per-la-popolazione_117107.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/aviaria-in-italia-nessun-elemento-fa-pensare-a-un-rischio-immediato-per-la-popolazione_117107.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/117107/141787.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In queste ultime ore si sono accesi i riflettori sulla Regione Lombardia, dopo nella giornata di ieri, mercoled&igrave; 15 aprile, &egrave; diventata virale la notizia che ha visto l&rsquo;identificazione del primo caso umano in Italia e in territorio europeo di infezione da virus influenzale A(H9N2) in una persona fragile, con patologie pregresse. Il paziente, che sembrerebbe avere contratto l&rsquo;influenza aviaria in un Paese extraeuropeo (Africa), &egrave; attualmente ricoverato.</p>
<p>Le verifiche previste dai protocolli sono state eseguite tempestivamente e tutti i contatti del paziente &mdash; &nbsp;sanitari, familiari e anche i passeggeri dello stesso volo &mdash; sono stati individuati nell&rsquo;ambito delle attivit&agrave; ordinarie di prevenzione e sorveglianza, risultando tutti negativi agli esami di accertamento.</p>
<p>A intervenire tempestivamente &egrave; stato il Ministero della Salute che, oltre a rendere pubblico questo caso di contagio, ha specificato come l&rsquo;infezione sia possibile solo tramite esposizione diretta a pollame infetto o a materiali e ambienti contaminati. Diffusa in tutto il mondo, questo tipo di influenza, se causata da una forma altamente patogenica, pu&ograve; far insorgere la malattia in modo improvviso, seguita da una morte rapida quasi nel 100% dei casi.</p>
<p>La paura che ultimamente si &egrave; diffusa riguardante una possibile nuova pandemia ha messo in moto una serie di misure straordinarie di prevenzione in tutto il mondo. In realt&agrave; va detto che, per ora, tutti i casi umani osservati non hanno mai presentato sintomi gravi, anzi tali sembrano essere sempre lievi, se non persino assenti.</p>
<p>Fabrizio Pregliasco, virologo dell&rsquo;Universit&agrave; di Milano, &egrave; intervenuto sottolineando come &ldquo;<em>questo episodio conferma quanto sia centrale oggi la sorveglianza globale delle malattie infettive. I virus influenzali di origine aviaria, come l'H9N2, sono osservati speciali proprio per la loro capacit&agrave; di mutare e, in alcuni casi, adattarsi all'uomo. In questo caso specifico, per&ograve;, parliamo di un&rsquo;infezione importata e in un contesto clinico ben definito. Non ci sono elementi che facciano pensare a un rischio immediato per la popolazione</em>&rdquo;.</p>
<p>Anche l&rsquo;ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha spiegato come per la popolazione generale il rischio di contagio rimanga basso; tale pu&ograve; diventare &ldquo;moderato&rdquo; solo per le persone che lavorano a stretto contatto con animali infetti in contesti di allevamento. Come rassicurazione principale, rimane imprescindibile il fatto che al momento non esista alcuna conferma della possibilit&agrave; di trasmissione da uomo a uomo.</p>
<p>Le autorit&agrave;, inoltre, risultano categoriche anche a riguardo di uno dei quesiti che pi&ugrave; spesso viene posto dagli italiani, quello che mette in discussione la sicurezza alimentare. &ldquo;<em>Mangiare carne avicola e uova &egrave; sicuro</em>&rdquo; &egrave; l&rsquo;unica risposta che si pu&ograve; trarre dalle ricerche che dimostrano che il virus non possa essere trasmesso attraverso il consumo di prodotti cotti. Di fatto, il rischio di contatto con cibo contaminato &egrave; minimo, poich&eacute; grazie alla rigidit&agrave; delle normative UE, viene imposto subito l&rsquo;abbattimento e lo smaltimento sicuro degli animali negli allevamenti colpiti. Basti pensare, come in Toscana, pi&ugrave; precisamente ai Campi Bisenzio a Firenze, un caso di influenza aviaria ha fatto scattare una tempestiva operazione veterinaria che in meno di 12 ore ha visto la soppressione di 1.000 volatili.</p>
<p>L&rsquo;epidemiologo Gianni Rezza rassicura anch&rsquo;egli gli italiani, invitando per&ograve; a essere prudenti e vigili: "<em>Quest'episodio &egrave; importante perch&eacute; ci ricorda come siano numerosi i virus, d'origine aviaria o anche suina, che possono fare il salto di specie ed avere quindi un potenziale pandemico per cui &egrave; necessario migliorare i sistemi di sorveglianza nei paesi poveri e mettere a punto farmaci o vaccini in grado di fare fronte a un'eventuale emergenza</em>&rdquo;. &ldquo;<em>Il paziente identificato in Lombardia</em> &mdash; precisa Calogero Terregino, direttore del Centro di referenza nazionale ed europeo per l'influenza aviaria presso l'istituto Zooprofilattico delle Venezie &mdash; <em>non &egrave; un caso italiano, ma di importazione. &Egrave; una persona che si &egrave; infettata entrando in contatto con materiale contaminato o con uccelli infetti nel suo Paese di origine, in Africa. In quei contesti si registrano anche casi umani perch&eacute; circolano genotipi particolari che non abbiamo in Europa. Questo significa che non c'&egrave; un rischio per la popolazione italiana di infettarsi attraverso il pollame con questi virus</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:45:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Ofer Winter a Capaccio Paestum: “Inaccettabile come un criminale di guerra possa circolare in Italia”]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/ofer-wintera-capaccio-paestum-inaccettabile-come-un-criminale-di-guerra-possa-circolare-in-italia_116963.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/ofer-wintera-capaccio-paestum-inaccettabile-come-un-criminale-di-guerra-possa-circolare-in-italia_116963.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/116963/141603.jpg" title="Ofer Winter" alt="Ofer Winter" /><br /><p>&Egrave; particolarmente tesa l&rsquo;atmosfera che in questi giorni sta circondando il salernitano, dopo che &egrave; stata diffusa la notizia che dal 31 marzo al 9 aprile l&rsquo;ex alto ufficiale dell&rsquo;esercito israeliano Ofer Winter arriver&agrave; come invitato speciale all&rsquo;Hotel Ariston a Capaccio Paestum, sulle coste del Cilento, per partecipare in veste di relatore di un evento organizzato dalla compagnia turistica Pastoral Tourism che celebra la Pasqua ebraica sulle coste italiane.</p>
<p>&ldquo;<em>Ofer Winter &egrave; un ex generale di brigata israeliano diventato un simbolo della destra dura nazional-religiosa israeliana, sia per la sua commistione tra teologia e arte militare, sia per le sue posizioni su Gaza e i palestinesi </em>- &egrave; l&rsquo;appello degli attivisti di Potere al Popolo -<em>. Attir&ograve; per la prima volta l&rsquo;attenzione del grande pubblico nel 2014, durante l&rsquo;operazione Margine di Protezione, che cost&ograve; la vita a oltre 2.300 abitanti di Gaza. Durante l&rsquo;operazione non solo si &egrave; macchiato di crimini di guerra, ma in qualit&agrave; di comandante della Brigata Givati diram&ograve; ai suoi soldati una lettera di incitamento al combattimento in cui invocava Dio e presentava la campagna come una missione sacra contro un nemico che bestemmia il Suo nome. Winter nei suoi discorsi legge il conflitto in Palestina come uno scontro di civilt&agrave;, affermando che &lsquo;l&rsquo;Islam non riconosce la pace&rsquo; e che Israele deve comportarsi come un leone per sopravvivere in Medio Oriente. Per queste sue posizioni, negli ambienti militari &egrave; considerato un falco, ed &egrave; molto apprezzato dalla destra sionista e religiosa: quando ha lasciato l&rsquo;esercito nel 2024 &egrave; stato pubblicamente sostenuto dall&rsquo;estrema destra come potenziale ministro della Difesa. Riteniamo inaccettabile che questo criminale di guerra possa circolare liberamente in Italia, paese che ha sottoscritto il trattato di Roma istitutivo della Corte Penale Internazionale, mentre sono in corso un genocidio e l&rsquo;annessione della Cisgiordania e mentre Israele scatena una guerra di proporzioni enormi verso Iran e Libano, minacciando la sicurezza delle popolazioni di tutto il mondo. Facciamo appello a tutte e tutti i difensori del diritto all&rsquo;autodeterminazione del popolo palestinese per pretendere che procura e Governo si attivino immediatamente, impediscano il convegno e assicurino Olef Winter alla giustizia, qualora dovesse mettere piede in Italia</em>&rdquo;.</p>
<p>Diverse associazioni, da Global Movement to Gaza a BDS Italia, da Assopace a Pax Christi, hanno presentato in Procura a Roma un esposto contro il cittadino israeliano, lanciando un appello diretto al ministro della giustizia Carlo Nordio: &ldquo;<em>Abbiamo ricevuto la segnalazione direttamente dall&rsquo;Italia. Una volta verificata la presenza di Winter, abbiamo iniziato a costruire il suo profilo</em>&rdquo;.</p>
<p>Natacha Bracq, un&rsquo;avvocata esperta di diritto penale internazionale che lavora alla Hind Rajab Foundation, &egrave; a capo della sezione &ldquo;contenzioso&rdquo; dell&rsquo;associazione che dal 2024 si occupa di individuare i presunti responsabili israeliani di crimini di guerra e contro l&rsquo;umanit&agrave; in Palestina. &Egrave; su un file della fondazione, a suo nome, che si fonda l&rsquo;esposto alla Procura di Roma: &ldquo;<em>Uno dei nostri team ha ricostruito il profilo di Winter sulla base di informazioni aperte: interviste e articoli sulla stampa israeliana, il suo profilo Instagram. Oggi molti israeliani pubblicano qualsiasi informazione senza limiti. Abbiamo trovato prove di incitamento al genocidio: ha fatto appelli diretti all&rsquo;affamamento di Gaza e alla pulizia etnica dei palestinesi. Abbiamo anche documentato il suo coinvolgimento diretto in crimini commessi a Gaza nel 2014, in particolare un&rsquo;operazione tra le pi&ugrave; atroci</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;episodio citato rimanda agli eventi del 1&deg; agosto 2014, che videro l&rsquo;esercito di Tel Aviv concentrare insieme diverse criminali pratiche militari, dando vita alla pi&ugrave; grande offensiva Margine Protettivo: il &ldquo;Venerd&igrave; nero&rdquo; di Rafah. In seguito alla cattura di un soldato israeliano, Winter ordin&ograve; l&rsquo;attivazione della Direttiva Annibale, scatenando un attacco indiscriminato e su vasta scala contro un&rsquo;area civile densamente popolata. Secondo la denuncia di HRF, nel giro di poche ore sono stati sparati sulle aree urbane migliaia di proiettili di artiglieria, mentre attacchi aerei, droni e fuoco di carri armati hanno preso di mira strade e spostamenti di civili, causando in tre giorni circa 200 morti. Ambulanze e squadre mediche sono state inoltre colpite, impedendo l&rsquo;evacuazione dei feriti. Ofer Winter, che all&rsquo;epoca dell&rsquo;attacco era comandante della Brigata Givati e responsabile della zona di Rafah, &egrave; principalmente accusato di essere responsabile dei crimini commessi durante l&rsquo;attacco.</p>
<p>Ora l&rsquo;invito presentato alla giurisdizione italiana &egrave; di attivarsi per impedire l&rsquo;accesso all&rsquo;ex comandante nel Paese o di arrestarlo con l&rsquo;accusa di crimini di guerra e contro l&rsquo;umanit&agrave; commessi all&rsquo;estero.</p>
<p>Il caso di Winter non &egrave; isolato. &ldquo;<em>Purtroppo &egrave; uno tra tanti altri. Monitoriamo soldati e comandanti, abbiamo dossier su casi come l&rsquo;omicidio di Hind Rajab di cui abbiamo individuato i responsabili, la distruzione di edifici dell&rsquo;Onu, massacri di civili&hellip;A livello politico non &egrave; facile, ma a quello di polizia, di investigazione, stiamo lavorando sempre pi&ugrave; spesso con varie giurisdizioni. Passo dopo passo il muro dell&rsquo;impunit&agrave; si sta sgretolando. Continueremo a presentare denunce penali, per noi questo &egrave; solo l&rsquo;inizio</em>&rdquo; conclude Natasha Bracq.</p>]]></description><pubDate>Tue, 24 Mar 2026 10:36:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum e fuorisede: come muoversi per non rinunciare al diritto di voto]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/referendum-e-fuorisede-come-muoversi-per-non-rinunciare-al-diritto-di-voto_116782.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/referendum-e-fuorisede-come-muoversi-per-non-rinunciare-al-diritto-di-voto_116782.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/116782/141352.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il 22 e 23 marzo gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimere il proprio voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, che introduce tra le novit&agrave; la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l&rsquo;istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare. Ma per milioni di cittadini che vivono lontano dal proprio Comune di residenza &ndash; i cosiddetti fuorisede &ndash; esercitare il diritto di voto resta complicato.</p>
<p>Complessivamente il corpo elettorale si compone da circa 50 milioni di persone, di cui circa 4,9 milioni sono studenti e lavoratori che abitano stabilmente lontani dal Comune di residenza. Per questo referendum &nbsp;i fuorisede &ndash; al contrario delle elezioni europee del 2024 &ndash; non potranno votare presso il Comune in cui studiano o lavorano; se desiderano esprimere il loro diritto di voto devono necessariamente tornare nel Comune di iscrizione elettorale. Una scelta che conferma ancora una volta l&rsquo;assenza di una norma che consenta il voto &ldquo;a distanza&rdquo; sul territorio nazionale, che va a sfavorire il numero di elettori che si presentano alle urne e impedisce a milioni di persone di partecipare alle elezioni, alimentando il fenomeno dell&rsquo;astensionismo involontario.</p>
<p>Sebbene il quadro normativo rimanga ristrettivo, in realt&agrave; alcune soluzioni per eludere questo problema esistono. Secondo la guida diffusa da associazioni civiche, una delle principali &egrave; diventare rappresentante di lista. Si tratta di una figura che pu&ograve; votare direttamente nel seggio in cui svolge il proprio incarico di assistenza alle operazioni di voto e allo scrutinio delle schede per accertare che non ci siano irregolarit&agrave;, anche se non &egrave; residente di quel Comune. Per farlo &egrave; necessario contattare partiti o comitati promotori, che reclutano volontari proprio per coprire questi ruoli durante le operazioni di voto.</p>
<p>Al tempo stesso, per chi sceglie di rientrare nel proprio Comune, sono previste diverse agevolazioni sui trasporti. In particolare sconti fino al 70% sui treni nazionali con Trenitalia e Italo, riduzioni sui regionali &ndash; anche con Trenord &ndash; e uno sconto sui voli ITA Airways. Queste misure sono pensate per ridurre il costo del viaggio in modo da favorire il rientro di pi&ugrave; persone possibili. Per usufruirne basta esibire la tessera elettorale o un&rsquo;attestazione sostitutiva all&rsquo;andata e la tessera timbrata al ritorno.</p>
<p>La questione del voto dei fuorisede resta per&ograve; ancora centrale nel dibattito pubblico. In Italia, milioni di persone vivono lontano dal luogo di residenza per motivi legati allo studio e al lavoro, ma non dispongono ancora di un sistema stabile che consenta loro di votare facilmente senza spostarsi. In attesa di una riforma strutturale, dunque, tra viaggi, sconti e soluzioni alternative, partecipare al referendum pu&ograve; richiedere ancora uno sforzo organizzativo non indifferente.</p>]]></description><pubDate>Fri, 20 Mar 2026 15:03:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Mattarella: “Il 17 marzo è la Giornata che rinnova l’appello all’impegno civile”]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/mattarella-il-17-marzo-e-la-giornata-che-rinnova-lappello-allimpegno-civile_116569.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/mattarella-il-17-marzo-e-la-giornata-che-rinnova-lappello-allimpegno-civile_116569.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/116569/141048.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In occasione della Giornata dell&rsquo;Unit&agrave; nazionale, della Costituzione, dell&rsquo;Inno e della Bandiera, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha depositato il 17 marzo la corona d&rsquo;alloro all&rsquo;Altare della Patria.</p>
<p>Il Capo dello Stato ha rilasciato la seguente dichiarazione: &ldquo;<em>Il 17 marzo celebra il raggiungimento dell&rsquo;Unit&agrave; nazionale, il riconoscimento dell&rsquo;Italia come Stato sovrano, il coronamento delle aspirazioni e dell&rsquo;impegno civile che caratterizzarono la stagione del Risorgimento, solennemente riaffermati poi nella lotta di Liberazione, che ha consentito al Paese di riconquistare con la propria unit&agrave; la propria libert&agrave;, ricomponendo la frattura istituzionale e politica determinata dall&rsquo;occupazione nazifascista, costruendo l&rsquo;Italia contemporanea.</em></p>
<p><em>La &lsquo;Giornata dell&rsquo;Unit&agrave; Nazionale, della Costituzione, dell&rsquo;Inno e della Bandiera&rsquo; richiama elementi fondanti dell&lsquo;identit&agrave; della Repubblica: indipendenza, sovranit&agrave; popolare, libert&agrave;, giustizia e pace. Si tratta di valori maturati lungo un percorso storico complesso e non privo di afflizioni, che trova la sua pi&ugrave; alta e compiuta espressione nella Costituzione, autentico presidio dei diritti e delle responsabilit&agrave; che definiscono la nostra comunit&agrave; nazionale.</em></p>
<p><em>L&rsquo;unit&agrave; non costituisce soltanto un assetto politico-istituzionale, bens&igrave; &egrave; un ideale profondo e condiviso, che attraversa e interpreta l&rsquo;intera vicenda storica del nostro Paese.</em></p>
<p><em>Costituzione, Canto degli Italiani e Tricolore sono simboli di una comunit&agrave; fondata sulla partecipazione, sulla solidariet&agrave; e sul rispetto delle istituzioni democratiche e di ogni persona.</em></p>
<p><em>&Egrave; questo patrimonio di valori che la ricorrenza del 17 marzo invita a rinnovare e a trasmettere, in particolare alle giovani generazioni, in un dialogo costante e aperto. A loro, chiamate ad affrontare trasformazioni profonde e sfide globali di inedita complessit&agrave;, le istituzioni sono tenute a offrire orientamento, fiducia e responsabilit&agrave;, affinch&eacute; possano contribuire con piena consapevolezza alla costruzione del futuro del Paese.</em></p>
<p><em>In un contesto internazionale segnato da tensioni, conflitti e dal riemergere di dinamiche di contrapposizione e di aspirazioni egemoniche che turbano l&rsquo;equilibrio mondiale, i principi che hanno ispirato la nascita della Repubblica e che trovano espressione nella nostra Carta costituzionale e si ancorano alla Carta delle Nazioni Unite sono saldo punto di riferimento.</em></p>
<p><em>Il 17 marzo &egrave; Giornata che rinnova l&rsquo;appello all&rsquo;impegno civile. Invito a custodire e attuare, con coerenza e lungimiranza, i principi di libert&agrave;, giustizia e pace su cui si fonda la Repubblica, affinch&eacute; essi continuino a guidare l&rsquo;azione delle istituzioni e della societ&agrave; nel perseguimento di una convivenza pacifica, solidale e autenticamente democratica, in Italia e nella comunit&agrave; internazionale</em>&rdquo;.</p>
<p>La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scritto in un post sui social: &ldquo;<em>Nel giorno in cui celebriamo i 165 anni dell&rsquo;Unit&agrave; d&rsquo;Italia, il nostro grazie va a tutti coloro che, ogni giorno, con il proprio lavoro, il proprio impegno e il proprio amore per questa terra contribuiscono a rendere l&rsquo;Italia una Nazione unita, forte e orgogliosa della propria storia e della propria identit&agrave;</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:46:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Come l’intelligenza artificiale “frigge” il cervello dei lavoratori]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/come-lintelligenza-artificiale-frigge-il-cervello-dei-lavoratori_116555.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/come-lintelligenza-artificiale-frigge-il-cervello-dei-lavoratori_116555.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/116555/141031.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il 1&deg; gennaio lo sviluppatore statunitense Steve Yegge ha presentato una piattaforma open source, &ldquo;Gas Town&rdquo;, progettata per coordinare simultaneamente decine di agenti di intelligenza artificiale che si occupano di scrivere codice in autonomia. Tale software, sebbene venga scritto a una velocit&agrave; quasi sovrumana, ha in realt&agrave; portato un risultato inaspettato, che oltre a mettere in luce l&rsquo;efficienza di questo lavoro, ha evidenziato come provochi un profondo senso di disorientamento.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo iniziale di questo progetto era di dimostrare quanto la piattaforma potesse accorciare i tempi che si nascondono dietro le singole operazioni affidandosi a sistemi multi-agente. Il sistema in azione sembrava dare l&rsquo;impressione che &ldquo;<em>stesse succedendo troppo, troppo in fretta, per riuscire davvero a capire cosa stava accadendo</em>&rdquo;.</p>
<p>Questa iniziativa non &egrave; passata inosservata e ha attirato l&rsquo;attenzione di un gruppo di ricercatori della Harvard University, che da anni sta studiando come l&rsquo;IA impatti il lavoro cognitivo. Uno studio avviato da ricercatori del settore tecnologico, ha analizzato circa 1.500 lavoratori di grandi aziende che operano quotidianamente affiancati da sistemi di IA generativa e piattaforme multi-agente. Il problema balzato in primo piano &egrave; stato quello del rischio di esaurimento cognitivo in relazione ad attivit&agrave; di supervisione dell&rsquo;AI.</p>
<p>Nel momento in cui il sovraccarico cognitivo diventa troppo intenso, nei lavoratori sembrerebbe presentarsi quello che gli analisti hanno definito &ldquo;AI brain fry&rdquo;, letteralmente &ldquo;<em>frittura del cervello da intelligenza artificiale</em>&rdquo;, con effetti tangibili su performance e risultati. Si evidenzia cos&igrave; come l&rsquo;automazione si stia trasformando in una nuova fonte di stress.</p>
<p>Inoltre, non meno importante, &egrave; l&rsquo;effetto mitigatore. Alla base dell&rsquo;affaticamento provocato dall&rsquo;utilizzo dell&rsquo;IA infatti ci sono tutte le azioni e i processi che vengono innescati nel momento in cui i tool digitali sostituiscono compiti di routine o ripetitivi. I livelli di stanchezza mentale non si riducono veramente, anzi rendono il sovraccarico cognitivo troppo intenso.</p>
<p>L&rsquo;&ldquo;AI brain fra&rdquo; si manifesta come una sorta di &ldquo;nebbia&rdquo; o &ldquo;ronzio&rdquo;. Le conseguenze di questo fenomeno sono molteplici: allentamento nei processi decisionali, incapacit&agrave; di pensare lucidamente, difficolt&agrave; di concentrazione, fatica decisionale, maggiore necessit&agrave; di controllare pi&ugrave; volte il proprio lavoro, un numero pi&ugrave; alto di errori, mal di testa e addirittura desiderio di lasciare il lavoro. Secondo la ricerca, la prevalenza varia molto per funzione; ad esempio, nel settore del marketing viene compito da questo problema il 26% dei lavoratori, mentre nel legale solo il 6%. Tra le persone che ne soffrono maggiormente ci sono anche coloro che si occupano di risorse umane, finanza e IT.</p>
<p>Agenti di ricerca, generatori di codice, sistemi di analisi dati, chatbot o software di design sono tutti quegli strumenti che dovrebbero facilitare i compiti da fare, ma che nella pratica spesso, necessitando di una supervisione continua, non fanno che aumentare il carico di lavoro dell&rsquo;impiegato.</p>
<p>Ora non resta che comprendere quale sia il metodo pi&ugrave; corretto e utile per adottare l&rsquo;IA in maniera da facilitare veramente le operazioni umane, riprogettando completamente da capo il modo in cui il lavoro viene programmato. In conclusione, la sfida odierna non &egrave; soltanto quella di costruire macchine pi&ugrave; intelligenti, ma imparare a usarle senza oberare la mente umana.</p>]]></description><pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:41:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Il TGV arriva in Italia, il Gruppo FS lancia l’allarme: “Vagoni troppo alti per le gallerie”]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/il-tgv-arriva-in-italia-il-gruppo-fs-lancia-lallarme-vagoni-troppo-alti-per-le-gallerie_116286.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/il-tgv-arriva-in-italia-il-gruppo-fs-lancia-lallarme-vagoni-troppo-alti-per-le-gallerie_116286.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/116286/140660.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non &egrave; stata ancora trovata una soluzione che metta a tacere l&rsquo;acceso confronto tra il Gruppo FS e quello SNCF, sulla tematica che vede protagonista l&rsquo;ingresso dell&rsquo;operatore francese nel mercato italiano dell&rsquo;alta velocit&agrave;.</p>
<p>La Soci&eacute;t&eacute; nationale des chemins de fer, gi&agrave; a met&agrave; 2024, aveva annunciato le sue intenzioni a introdurre in Italia il nodo per collegare Torino-Venezia e Torino-Roma passando per Milano. La proposta, che secondo i piani vedrebbe la sua concretizzazione nel settembre 2027, prevede l&rsquo;utilizzo di TGV-M a due piani, un convoglio che andrebbe a competere direttamente con Frecciarossa e Italo.</p>
<p>Ad accendere il dibattito tra le due Compagnie sarebbe stata una caratteristica dimensionale del treno francese; la struttura che raggiunge l&rsquo;altezza di circa 4,32 metri si distingue dalle carrozze dei Trenitalia e Italo, che si fermano ai 4 metri. Secondo la Rete Ferroviaria Italiana (RFI), questi 32 centimetri rischiano di creare dei problemi consistenti, poich&eacute; in alcune parti della rete, e in particolare lungo la linea tradizionale, tale altezza potrebbe non essere facilmente compatibile con diverse gallerie e tunnel costruiti nel corso del &lsquo;800 .</p>
<p>Durante le situazioni di emergenza o guasto, se un treno si ferma sulla linea ad alta velocit&agrave;, questo pu&ograve; essere deviato sulla linea convenzionale parallela per liberare rapidamente il tracciato. Se il TGV-M risultasse veramente non idoneo a viaggiare all&rsquo;interno di alcune gallerie storiche, questa operazione diventerebbe impossibile in determinate tratte, creando disagi all&rsquo;intera circolazione ferroviaria. Proprio per questo motivo Rfi, la societ&agrave; del Gruppo Fs che gestisce la rete ferroviaria, ha ingaggiato una battaglia.</p>
<p>Questa questione &egrave; stata sollevata da RFI nel PIR 2026 (Prospetto Informativo della Rete), il documento che definisce le regole, le capacit&agrave; e le tariffe per l&rsquo;accesso all&rsquo;infrastruttura ferroviaria italiana per gli operatori. Per tutti i treni ad alta velocit&agrave;, incluso il TGV-M, veniva proposto l&rsquo;obbligo di essere compatibili anche con la rete tradizionale affiancata. Tuttavia, l&rsquo;Autorit&agrave; di Regolazione dei Trasporti (ART) ha respinto questa &ldquo;<em>modifica</em>&rdquo;, ritenendo che non esista una norma nazionale o europea che imponga tale requisito e che una simile condizione potrebbe limitare l&rsquo;ingresso di nuovi operatori nell&rsquo;alta velocit&agrave;.</p>
<p>Il Gruppo non si &egrave; per&ograve; dato per sconfitto e ha deciso di presentare ricorso, attraverso Trenitalia, al TAR del Piemonte. A quel punto la stessa mossa &egrave; stata effettuata in parallelo da Italo con un secondo ricorso. Nel mese di novembre, i giudici amministrativi hanno dato ragione ai ricorrenti, ritenendo la decisione dell&rsquo;Autorit&agrave; &ldquo;<em>non adeguatamente motivata</em>&rdquo;.</p>
<p>La questione resta cos&igrave; ancora aperta. Si tratta di una problematica che va sciolta in ogni caso prima dell&rsquo;ingresso di SNCF nel mercato italiano dell&rsquo;alta velocit&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 12:12:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Case green, l’Ue bacchetta l’Italia: “Scatta la procedura di infrazione”]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/case-green-lue-bacchetta-litalia-scatta-la-procedura-di-infrazione_116271.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/case-green-lue-bacchetta-litalia-scatta-la-procedura-di-infrazione_116271.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/116271/140644.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Entro il 31 dicembre 2025 i Paesi membri dell&rsquo;Ue avrebbero dovuto inviare a Bruxelles i loro progetti per i Piani nazionali di Ristrutturazione Edilizia previsti dalla Direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici. La Commissione europea si &egrave; trovata ora a dover richiamare l&rsquo;attenzione di 19 Stati, tra cui l&rsquo;Italia, dopo che questi non hanno rispettato tali tempi di consegna.</p>
<p>Nel dettaglio la direttiva case green prescriveva delle tabelle di marcia per contribuire all'obiettivo di decarbonizzare il patrimonio edilizio. Tra gli obiettivi figurava la raccolta, entro la fine del 2025, della prima bozza del piano di ristrutturazione, in modo da sottoporla alla valutazione dell'esecutivo Ue per arrivare a una versione definitiva prima del gennaio 2027. Facendo riferimento al lungo periodo, la Epbd - Energy performance of buildings directive punta a ottenere una riduzione dei consumi medi degli immobili del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, con la piena decarbonizzazione entro il 2050. Si parla ovviamente di risultati che vanno declinati singolarmente ai vari paesi, rispetto alle specificit&agrave; dei diversi patrimoni immobiliari; un procedimento per cui &egrave; necessaria la valutazione dei piani di ristrutturazione.</p>
<p>I progetti che dovranno essere al pi&ugrave; presto pronti, a questo punto, devono includere una panoramica del patrimonio edilizio nazionale per i diversi tipi di edifici, una tabella di marcia con obiettivi stabiliti a livello nazionale per il 2030, il 2040 e il 2050, le politiche e le misure che si vuole adottare e le esigenze di investimento e delle fonti di finanziamento necessarie per realizzarle.</p>
<p>La Commissione ha allora inviato una lettera di avviso formale al Belgio, alla Repubblica Ceca, alla Germania, all'Estonia, all'Irlanda, alla Grecia, alla Francia, all&rsquo;Italia, a Cipro, alla Lettonia, al Lussemburgo, all&rsquo;Ungheria, a Malta, ai Paesi Bassi, all&rsquo;Austria, alla Polonia, al Portogallo, alla Slovacchia e alla Svezia, aprendo le procedure di violazione.</p>
<p>I Piani nazionali di Ristrutturazione Edilizia sono uno strumento essenziale per trasformare il proprio patrimonio edilizio in un asset ad alte prestazioni, efficienti dal punto di vista energetico e decarbonizzato. Indicando uno scherma fisso con tutte le ristrutturazioni prevedibili e le traiettorie chiare a lungo termine, i piani possono garantire l&rsquo;indispensabile stabilit&agrave; e prevedibilit&agrave; negli investimenti; migliorando le prestazioni energetiche degli edifici, si contribuisce a far s&igrave; che le bollette energetiche diventino pi&ugrave; convenienti ed economiche.</p>
<p>Bruxelles sottolinea come la presentazione tempestiva delle bozze di piano consenta alla Commissione di &ldquo;<em>valutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, garantendo che i piani ultimati siano completi, attuabili e in linea con gli obiettivi aggiornati nazionali e dell&rsquo;Ue in materia di clima ed energia</em>&rdquo;. Non sono accettati cos&igrave; ulteriori indugi: &ldquo;<em>Gli Stati membri dispongono di due mesi per rispondere alle lettere di costituzione in mora. In mancanza di una risposta soddisfacente, la Commissione pu&ograve; decidere di emettere un parere motivato</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:28:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Unicef: nel 2025 oltre 15 mila minori migranti raggiunti dal programma di supporto in Italia]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/unicef-nel-2025-oltre-15-mila-minori-migranti-raggiunti-dal-programma-di-supporto-in-italia_116121.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/unicef-nel-2025-oltre-15-mila-minori-migranti-raggiunti-dal-programma-di-supporto-in-italia_116121.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/116121/140415.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Secondo i dati del nuovo Rapporto Annuale 2025 dell&rsquo;Ufficio Unicef per l&rsquo;Europa e l&rsquo;Asia Centrale, nel corso del 2025 l&rsquo;Unicef ha raggiunto in Italia oltre 15mila bambine, bambini, adolescenti e giovani migranti e rifugiati attraverso il proprio programma di intervento. Le attivit&agrave; si sono concentrate in particolare sulla protezione dei minori, includendo azioni di supporto alla salute mentale e iniziative di prevenzione e risposta alla violenza di genere.</p>
<p>Nonostante la riduzione di risorse rispetto al 2024, grazie al Fondo delle Nazioni Unite per l&rsquo;Infanzia anche lo scorso anno &egrave; stato possibile continuare a garantire azioni a supporto delle istituzioni per rispondere alle esigenze delle persone fragili, rendendo i modelli di intervento testati replicabili e sempre pi&ugrave; sostenibili.</p>
<p>L&rsquo;Organizzazione ha concentrato le proprie energie sul rafforzamento del sistema nazionale e locale, trasformando le esperienze maturate sul campo in modelli strutturati e replicabili, come l&rsquo;affido familiare per minorenni non accompagnati, il mentoring per neomaggiorenni e il sistema di tutela volontaria. Sono stati, infatti, tremila minorenni, donne e nuclei familiari ad aver ricevuto un supporto individuale finalizzato alla presa in carico delle situazioni di vulnerabilit&agrave; da parte dei servizi territoriali. Parallelamente, 1.400 minorenni in condizioni di svantaggio, tra cui migranti e rifugiati, hanno avuto accesso a programmi dedicati allo sviluppo di competenze linguistiche, digitali e trasversali.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.italiadice.it/italia/images/lazy.png" data-src="https://static.italiadice.it/italia/foto/116121/small_140417.jpg"></p>
<p>Nel 2025, ricorda l&rsquo;organizzazione, oltre 66mila persone migranti e rifugiate sono arrivate in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale. Due su dieci erano bambine, bambini e adolescenti, tra cui circa 12mila minorenni non accompagnati (MSNA), un numero in aumento rispetto alla quota di giovani arrivati l&rsquo;anno precedente.</p>
<p>La rotta migratoria del Mediterraneo centrale, inoltre, si conferma ancora una volta tra le pi&ugrave; pericolose; ha registrato nello stesso anno circa 1.300 persone morte o disperse, tra cui molte persone di minore et&agrave;.</p>
<p>Il rapporto evidenzia anche i risultati ottenuti grazie alle piattaforme digitali. Nel 2025 pi&ugrave; di 1.100 minorenni non accompagnati e giovani migranti e rifugiati si sono iscritti alla piattaforma U-Report On The Move, per un totale di 19.600 iscritti. In aggiunta, 9mila persone sono state raggiunte tramite messaggi di prevenzione sanitaria e accesso ai servizi.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.italiadice.it/italia/images/lazy.png" data-src="https://static.italiadice.it/italia/foto/116121/small_140418.jpg"></p>
<p>&ldquo;<em>In un contesto complesso, dove l&rsquo;urgenza orienta molte decisioni, sappiamo che intervenire subito &egrave; necessario, ma non basta. Le esigenze di protezione e inclusione di bambine, bambini e adolescenti richiedono continuit&agrave;, qualit&agrave; e visione</em>&nbsp;&mdash; afferma Nicola Dell&rsquo;Arciprete, coordinatore del programma in Italia dell&rsquo;ufficio Unicef per l&rsquo;Europa e l&rsquo;Asia Centrale &mdash;. <em>Le storie che ascoltiamo ogni giorno &ndash; di chi cerca opportunit&agrave;, di chi ritrova fiducia grazie all&rsquo;accoglienza, di chi scopre il proprio talento &ndash; ci ricordano che un intervento mirato pu&ograve; cambiare un percorso di vita. Per questo &egrave; importante continuare a lavorare per rafforzare il sistema di protezione e inclusione, consolidare modelli efficaci e trasformare esperienze concrete in soluzioni strutturali, affinch&eacute; ogni minorenne possa crescere in un ambiente che lo protegga e lo valorizzi</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 10:19:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Rientrati in Italia i 200 studenti bloccati a Dubai: ad attenderli a Malpensa i familiari commossi]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/rientrati-in-italia-i-200-studenti-bloccati-a-dubai-ad-attenderli-a-malpensa-i-familiari-commossi_115805.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/rientrati-in-italia-i-200-studenti-bloccati-a-dubai-ad-attenderli-a-malpensa-i-familiari-commossi_115805.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/115805/139924.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Tanti abbracci, qualche lacrima, un forte applauso e persino alcuni mazzi di fiori. &Egrave; cos&igrave; che i duecento ragazzi italiani del progetto Onu sono stati accolti all&rsquo;apertura delle porte nell&rsquo;area arrivi dell&rsquo;aeroporto di Milano Malpensa da genitori, parenti e amici, dopo che erano rimasti bloccati a Dubai a causa dell&rsquo;attacco di Usa e Israele contro l&rsquo;Iran e la risposta di Teheran contro i Paesi del Golfo.</p>
<p>Il volo partito da Abu Dhabi nel primo pomeriggio (ora locale) &egrave; atterrato sul suolo italiano alle 19.25, quaranta minuti in ritardo rispetto all&rsquo;orario previsto, le 18.45. Durante i tempi di attesa le famiglie, tutte accumulate dal desiderio di stringere i giovani studenti, si sono trovate a ingannare l&rsquo;attesa chiacchierando le une con le altre, esprimendo i loro punti di vista sull&rsquo;escalation delle tensioni in Medio Oriente e sull&rsquo;operato del governo e delle autorit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;<em>Non posso neanche descrivere cosa ho provato quando mia nipote mi ha scritto che erano iniziati gli attacchi e che avevano dovuto rifugiarsi dove potevano</em>&rdquo; spiega nonna Anna Maria, mentre spera di vederla il prima possibile. &ldquo;<em>Non avrebbero dovuto farli partire. Sapevano che la situazione era delicata, mi chiedo perch&eacute; non abbiano capito in tempo che non era il caso di questa volta</em>&rdquo;, afferma con determinazione il padre di Rebecca, ex militare. &ldquo;<em>Siamo qui dalle 17, forse anche da prima. Sono stati giorni di apprensione, i ragazzi sono stati fantastici: hanno sentito le esplosioni ma non hanno mai ceduto al panico. Non siamo mai stati soli. Ci sono sempre stati vicini tutti, questo ci ha aiutato. Adesso vogliamo solo riabbracciarli</em>&rdquo;, aggiungono ancora quattro mamme.</p>
<p>Quella che hanno vissuto gli alunni, che si sono recati Dubai per un&rsquo;attivit&agrave; extrascolastica organizzata da WSC Italia &ndash; World Student Connection Global Leaders, nell&rsquo;ambito del progetto di simulazione delle assemblee Onu, sar&agrave; un&rsquo;esperienza che difficilmente dimenticheranno. &ldquo;<em>In diversi momenti della giornata e anche di notte arrivavano allarmi, sia con sms sui telefonini sia con le sirene dell&rsquo;albergo. In quelle circostanze eravamo costretti a scendere nei seminterrati, trasformati in bunker. Ci avevano sistemati al piano terra dell&rsquo;hotel per poter scendere pi&ugrave; velocemente</em> &mdash; racconta Lucio, diciassettenne studente del liceo Sant&rsquo;Anna di Torino, dopo essere stato accolto a Malpensa &mdash;.<em> Ringrazio il coordinatore scolastico per essersi subito attivato per il nostro rientro, i giornalisti per aver raccontato la nostra situazione e il governo che in pochi giorni ci ha riportato dalle nostre famiglie e dai compagni di classe. Domani saremo felici di riabbracciarli e raccontare la nostra avventura</em>&rdquo;.</p>
<p>Il 3 marzo erano anche previsti diversi voli che hanno riportato in Italia diversi compaesani partiti da Abu Dhabi e Mascate, in Oman. Il ministero Tajani ha fatto sapere come &ldquo;<em>la priorit&agrave; va alle persone che si trovano in zona di guerra</em>&rdquo;, ma che verranno accolte anche le quaranta richieste arrivate da parte di persone con cittadinanza italiana che hanno avanzato il desiderio di lasciare l&rsquo;Iran: &ldquo;<em>Vediamo di farli partire nella massima sicurezza, perch&eacute; l&igrave; c&rsquo;&egrave; ancora pi&ugrave; rischio, come a Tel Aviv, per farli uscire. Stiamo lavorando per organizzare spostamenti nella massima sicurezza possibile, per cercare di evitare rischi di qualunque tipo</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 04 Mar 2026 10:03:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Automotive, la crisi dell’industria tra produzione in calo e domanda stagnante]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/automotive-la-crisi-dellindustria-tra-produzione-in-calo-e-domanda-stagnante_115698.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/automotive-la-crisi-dellindustria-tra-produzione-in-calo-e-domanda-stagnante_115698.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/115698/139772.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel 2023 &egrave; iniziata una fase di rallentamento per il settore della manifattura italiana, che ha stravolto i ritmi di produzione nel comparto delle auto, alle prese con una trasformazione epocale tra elettrificazione, contrazione della domanda e tensioni internazionali.</p>
<p>L&rsquo;industria dell&rsquo;automobile in Italia e, pi&ugrave; in generale, in Europa sta attraversando un momento di forte difficolt&agrave;, riconducibile alla riduzione dell&rsquo;efficenza e della produttivit&agrave; delle aziende, alle vendite in calo e agli interrogativi legati alla transizione verso la mobilit&agrave; elettrica. Secondo l&rsquo;ultimo report del Centro Studi di Confindustria, il settore automotive italiano ha registrato una diminuzione di circa -10,3% rispetto ai periodi precedenti, evidenziando una crisi strutturale dovuta alla competizione internazionale sempre pi&ugrave; agguerrita e alle trasformazioni tecnologiche che richiedono investimenti rilevanti.</p>
<p>Come &egrave; gi&agrave; stato sottolineato, la produzione italiana di auto continua a mostrare segnali di sofferenza, con dati industriali che indicano cali significativi. Nel 2024 la produzione automotive &egrave; diminuita del 22,7% complessivo e quella di autovetture del 42,8% rispetto all&rsquo;anno precedente, livelli che non si vedevano da decenni.</p>
<p>Di pari passi, anche sul fronte europeo i dati di mercato confermano un rallentamento delle immatricolazioni, con una vendita che risulta in calo rispetto ai livelli del 2019 e continue flessioni significative registrate nei singoli mesi dello scorso anno.</p>
<p>Uno dei nodi pi&ugrave; dibattuti &egrave; la transizione verso i veicoli elettrici, che da un lato rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro della mobilit&agrave;, ma dall&rsquo;altro si scontra con ostacoli reali sul piano di mercato. Gruppi come Stellantis si sono visti costretti a chiudere il 2025 con perdite significative &mdash; oltre 22 miliardi di euro &mdash; in parte attribuibili alla revisione dei piani di elettrificazione e alla riduzione degli investimenti nelle tecnologie che non riescono a soddisfare rapidamente la domanda reale.</p>
<p>Mentre i finanziamenti vengono indirizzati verso le auto elettriche, i consumatori guardano ancora con troppa diffidenza questa realt&agrave;. I listini sono elevati, le colonnine insufficienti, le ricariche troppo lente e le bollette poco accessibili: le auto a batteria davanti agli occhi di tutti rimangono&nbsp;un bene di lusso che solo pochi si possono permettere.</p>
<p>Il contesto competitivo globale, inoltre, non aiuta. La pressione dei produttori asiatici, in particolare cinesi, sta cambiando gli equilibri di mercato, in settori come le batterie e le componenti elettroniche dove molte filiere europee sono meno competitive. In aggiunta, in molti mercati i clienti mostrano ancora una forte preferenza per motorizzazioni tradizionali o ibride rispetto alle elettriche, rendendo ulteriormente lento il percorso di piena elettrificazione.</p>
<p>In Italia, in particolare, le associazioni di settore segnalano che la quota di auto ricaricabili resta inferiore alla media europea e che gli incentivi statali e le politiche fiscali sulle auto &mdash; inclusi i benefici per l&rsquo;elettrico &mdash; devono essere rivisti per sostenere domanda e capacit&agrave; competitiva.</p>
<p>La crisi dell&rsquo;automotive &egrave; quindi sia quantitativa, con produzione e vendite in calo, sia qualitativa con la sfida della transizione energetica che richiede tempo, investimenti e coerenza tra politiche pubbliche e strategie industriali. Per superare questa fase, stakeholder, istituzioni e imprese dovranno collaborare per bilanciare innovazione, sostenibilit&agrave; e competitivit&agrave;, evitando che la trasformazione tecnologica si traduca in una perdita di terreno industriale e occupazionale.</p>]]></description><pubDate>Mon, 02 Mar 2026 15:07:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Le carceri minorili sono sempre più affollate, ma l’allarme della criminalità non cresce]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/le-carceri-minorili-sono-sempre-piu-affollate-ma-lallarme-della-criminalita-non-cresce_115578.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/le-carceri-minorili-sono-sempre-piu-affollate-ma-lallarme-della-criminalita-non-cresce_115578.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/115578/139608.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;associazione Antigone ha presentato a Roma l&rsquo;ottavo Rapporto sulla giustizia minorile in Italia dal titolo &ldquo;<em>Io non ti credo pi&ugrave;</em>&rdquo;, frutto dell&rsquo;elaborazione di dati ufficiali e dell&rsquo;osservazione diretta delle carceri, mettendo al centro dell&rsquo;attenzione la recente progressiva crescita dei casi di detenzione giovanile e dei percorsi penali nei confronti degli adolescenti.</p>
<p>&ldquo;<em>Con onest&agrave; intellettuale bisognerebbe dire che non abbiamo un quadro esatto e univoco del fenomeno</em> &ndash; precisa Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone e responsabile dell'Osservatorio sulla giustizia minorile &ndash;<em>. Ma men che meno abbiamo un quadro che supporti l&rsquo;idea di un&rsquo;emergenza criminalit&agrave; minorile. Non stiamo assistendo a un&rsquo;esplosione della criminalit&agrave; minorile, ma a un&rsquo;espansione della reazione penale</em>&rdquo;. Il fenomeno, di fatto, non sembrerebbe trovare corrispondenza in un aumento reale della criminalit&agrave;, ma piuttosto nella stretta repressiva introdotta da nuove norme giuridiche e nel clima di panico morale che si &egrave; creato nell&rsquo;ultimo periodo attorno alla questione della sicurezza e dei giovani.</p>
<p>Al 31 dicembre erano oltre 572 i minori e giovani adulti rinchiusi negli Ipm, a fronte dei 381 del 2022, con un totale di ragazzi &ldquo;<em>in carico</em>&rdquo; al sistema della giustizia minorile pari a 17.027 &ndash; comprese misure alternative e comunit&agrave; &ndash; che &egrave; cresciuto del 25% rispetto a quattro anni fa nello stesso periodo. &ldquo;<em>&Egrave; evidente che a crescere &egrave; stata la risposta penale. Il Decreto Caivano ha segnato una svolta simbolica e sostanziale: ha ampliato le possibilit&agrave; di intervento custodiale, irrigidito le misure cautelari e trasformato strumenti temporanei in percorsi spesso definitivi verso il carcere</em>&rdquo;, sottolinea Sofia Antonelli, ricercatrice di Antigone e altra curatrice del Rapporto. Il quadro italiano infatti non mostra un reale incremento di reati; ad esempio, gli omicidi tra gli under 18 restano stabili e il Paese continua ad avere uno tra i tassi europei pi&ugrave; bassi di denunce per minori.</p>
<p>Nell&rsquo;analisi dell&rsquo;associazione, l&rsquo;aumento delle detenzioni &egrave; quindi da ricondurre al Decreto Caivano, che non ha fatto che aumentare la stretta repressiva, allargando le possibilit&agrave; di intervento custodiale e rendendo pi&ugrave; rigide le misure cautelari, e la paura nei confronti dei giovani, che vengono per questo denunciati sempre pi&ugrave; spesso.</p>
<p>Il rapporto sottolinea come la percezione mediatica e politica di una &ldquo;<em>emergenza criminalit&agrave; minorile</em>&rdquo;, declinata anche in termini di allarme per le cosiddette baby gang o per i minori stranieri non accompagnati, ha contribuito ad amplificare una risposta di natura punitiva piuttosto che educativa e preventiva. In realt&agrave;, continua Antigone, i giovani stranieri &ndash; nonostante risultano sovra-rappresentati nei servizi residenziali e negli Ipm &ndash; commetterebbero reati meno gravi rispetto ai coetanei italiani. La maggiore attenzione repressiva nei loro confronti rifletterebbe invece soprattutto le loro condizioni di marginalit&agrave; e fragilit&agrave; sociale: &ldquo;<em>Non &egrave; solo una questione di reato, ma di marginalit&agrave;. Pi&ugrave; si attacca il sistema dell'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati pi&ugrave; le carceri si affollano. Lo abbiamo dimostrato coi numeri</em>&rdquo;, analizza Rachele Stroppa, curatrice del rapporto. &ldquo;<em>C&rsquo;&egrave; bisogno </em>&ndash; conclude Patrizio Gonnella &ndash; <em>di fare un passo indietro, di tornare a quel modello educativo a cui l'Europa guardava con interesse, che mettendo i ragazzi al centro di un percorso educativo, tentava la strada del loro recupero, di un futuro possibile da costruire con loro, non accettando di perderli</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Feb 2026 12:32:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[L’Italia candida Maurizio Martina alla guida della Fao]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/litalia-candida-maurizio-martina-alla-guida-della-fao_115304.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/litalia-candida-maurizio-martina-alla-guida-della-fao_115304.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/115304/139205.jpg" title="Maurizio Martina" alt="Maurizio Martina" /><br /><p>Il governo italiano ha annunciato quest&rsquo;oggi la candidatura di Maurizio Martina alla guida della Fao &ndash; l&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&rsquo;alimentazione e l&rsquo;agricoltura &ndash; in vista del rinnovo del ruolo a capo dell&rsquo;agenzia con sede a Roma.</p>
<p>Questa decisione &egrave; stato confermata a Bruxelles, durante un punto stampa congiunto, dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal ministro dell&rsquo;Agricoltura Francesco Lollobrigida, a margine del Consiglio Agrifish.</p>
<p>&ldquo;<em>Oggi presenteremo la sua candidatura, ma ci saranno probabilmente altre candidature europee. Noi chiederemo una posizione unitaria dell&rsquo;Europa rispetto ad altre posizioni altrettanto autorevoli di altri esponenti a livello mondiale, ma crediamo che Maurizio Martina abbia ben rappresentato l&rsquo;Italia</em> &mdash; ha dichiarato Lollobrigida &mdash;. <em>Martina &egrave; stato ministro dell&rsquo;Agricoltura prima di me, potr&agrave; rappresentare al meglio l&rsquo;interesse generale di un&rsquo;organizzazione che deve affrontare temi legati alla sicurezza alimentare, con particolare riferimento all'agricoltura. Il governo guidato da Giorgia Meloni ha sostenuto la candidatura di Maurizio Martina: pur avendo una storia politica differente dalla nostra, abbiamo ritenuto che l&rsquo;Italia meritasse di avere quel ruolo e possa meritare ancor di pi&ugrave; di avere un ruolo di guida di un&rsquo;organizzazione internazionale di livello, che ha la sede a Roma, nella quale il collega potr&agrave; rappresentare al meglio l&rsquo;interesse generale di un&rsquo;organizzazione che deve affrontare temi legati alla sicurezza alimentare, con particolare riferimento ovviamente all&rsquo;agricoltura</em>&rdquo;.</p>
<p>Maurizio Martina, gi&agrave; vicedirettore generale della Fao, porta con s&eacute; una lunga esperienza in ambito politico sia nazionale che internazionale. Oltre ad aver ricoperto la carica di sottosegretario di Stato alle politiche agricole alimentali e forestali e di ministro dell&rsquo;Agricoltura tra il 2014 e il 2018, &egrave; stato il segretario del Partito Democratico fino a gennaio del 2021.</p>
<p>La sua nomina a direttore generale della Fao si inserisce in un confronto internazionale che vedr&agrave; altre proposte. L&rsquo;Italia punta a ottenere il sostegno dell&rsquo;Unione europea per rafforzare la sua posizione all&rsquo;interno della competizione per il nuovo vertice dell&rsquo;istituto.</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Feb 2026 14:46:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Via libera al decreto bollette: in Italia i prezzi per l’energia sono tra i più alti dell’Ue]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/via-libera-al-decreto-bollette-in-italia-i-prezzi-per-lenergia-sono-tra-i-piu-alti-dellue_115127.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/via-libera-al-decreto-bollette-in-italia-i-prezzi-per-lenergia-sono-tra-i-piu-alti-dellue_115127.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/115127/138958.jpg" title="" alt="" /><br /><p>All&rsquo;interno dell&rsquo;area euro spesso le famiglie si trovano a pagare una bolletta per l&rsquo;elettricit&agrave; dal valore raddoppiato rispetto alle cifre richieste dalle industrie ad alta intensit&agrave; energetica.</p>
<p>Mentre in Francia e nei Paesi Bassi le somma raggiunge il 64% e il 20% di differenza, in Italia il prezzo totale tocca livelli pari addirittura al 100% in pi&ugrave;. Prendendo come riferimento la stima annua delle cifre che vengono pagate da una famiglia di quattro persone, nel nostro Paese si arrivano a toccare i 823 euro, che in confronto ad esempio alla Spagna presenta un&rsquo;aggiunta di circa 200 euro. A registrare cifre pi&ugrave; alte c&rsquo;&egrave; la Germania, che mostra per&ograve; redditi medi superiori.&nbsp;</p>
<p>&Egrave; con la guerra in Ucraina e la crisi del gas, nel 2022, che nella penisola italiana i prezzi sono aumentati, e anche di molto.</p>
<p>La Bce nel bollettino economico riporta: &ldquo;<em>L&rsquo;economia continua a mostrare buona capacit&agrave; di tenuta in un difficile contesto mondiale, anche se le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa dell'indeterminatezza delle politiche commerciali a livello mondiale e delle tensioni geopolitiche in atto. Il Consiglio direttivo &egrave; determinato ad assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine e nel definire la politica monetaria decider&agrave; di volta in volta, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi. Nell'attuale panorama geopolitico il Consiglio direttivo sottolinea l'urgente necessit&agrave; di rafforzare l'area dell'euro e la sua economia. I governi dovrebbero dare priorit&agrave; alla sostenibilit&agrave; delle finanze pubbliche, agli investimenti strategici e a riforme strutturali che favoriscano la crescita. Sfruttare appieno il potenziale del mercato unico europeo resta fondamentale. &Egrave; inoltre d'importanza cruciale promuovere una maggiore integrazione dei mercati dei capitali portando a compimento l'unione dei risparmi e degli investimenti e l'unione bancaria, secondo una tabella di marcia ambiziosa, nonch&eacute; adottare in tempi rapidi il regolamento relativo all'istituzione dell'euro digitale</em>&rdquo;.</p>
<p>Proprio nella giornata di ieri, mercoled&igrave; 18 febbraio, il governo di Giorgia Meloni ha varato un nuovo decreto legge sulle bollette. Sembrerebbe, da quanto emerso per ora, che non siano previsti interventi mirati a ridurre gli oneri, che pesano e fruttano allo Stato 12 miliardi di euro all&rsquo;anno, che provengono dalle spese per la luce (9 miliardi) e per il gas (3 miliardi); tuttavia verranno aggiunte ulteriori agevolazioni rispetto a quelle attuali per le famiglie &ldquo;fragili&rdquo;. Per un nucleo familiare di quattro persone con consumi medi e Isee sotto i 9.800 euro, oltre al bonus sociale gi&agrave; previsto di 186 euro, subentrer&agrave; un extra bonus da 115 euro.</p>
<p>All&rsquo;interno del decreto sono incluse la sterilizzazione della tassa europea sulle emissioni Ets dal costo del gas per i produttori elettrici, le misure per favorire i contratti di fornitura di lungo periodo di rinnovabili, separando di fatto il costo delle fonti pulite da quello del gas. Per le aziende elettriche ci sar&agrave; la possibilit&agrave; di tagliare volontariamente le bollette di almeno 60 euro ai consumatori con Isee fino a 25mila euro e di spalmare nel tempo gli incentivi alle rinnovabili.</p>]]></description><pubDate>Thu, 19 Feb 2026 14:47:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Un adolescente su quattro ha subito una violenza dal proprio partner]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/un-adolescente-su-quattro-ha-subito-una-violenza-dal-proprio-partner_114803.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/un-adolescente-su-quattro-ha-subito-una-violenza-dal-proprio-partner_114803.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/114803/138497.jpg" title="" alt="" /><br /><div>&ldquo;<em>L&rsquo;amore tra adolescenti &egrave; davvero solo emozione e scoperta, o nasconde dinamiche che troppo spesso vengono scambiate per normalit&agrave;?</em>&rdquo;. Sono queste le domande per le quali Save the Children a cercato di trovare una risposta con il rapporto &ldquo;Stavo solo scherzando - Nuove evidenze sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti&rdquo;, realizzato in collaborazione con IPSOS DOXA. Un adolescente su quattro &egrave; stato vittima di atteggiamenti aggressivi e forme di controllo da parte della persona con cui ha o ha avuto una relazione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ad avere un&rsquo;incidenza consistente sui comportamenti che vengono adottati &egrave; il contesto familiare, in quanto chi cresce in ambienti segnati da tensioni, conflitti o violenza ha di fatto maggiori probabilit&agrave; di mettere in atto in conseguenza ricatti emotivi, comportamenti aggressivi e dinamiche di controllo all&rsquo;interno della propria relazione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ecco i dati che sono statI raccolti dal rapporto, pubblicati proprio alla vigilia di San Valentino, la giornata che celebra l&rsquo;amore ogni anno:</div>
<div>&bull; un adolescente su quattro dichiara di essere stato una vittima di atteggiamenti violenti all&rsquo;interno di una relazione (schiaffi, pugni, spinte, lancio di oggetti);</div>
<div>&bull; uno su tre &egrave; stato geolocalizzato dal partner;</div>
<div>&bull; il 28% ha visto condividere immagini intime senza consenso;</div>
<div>&bull; il 29% si &egrave; sentito costretto almeno una volta a compiere atti sessuali indesiderati;</div>
<div>&bull; il 36% ha subito insulti o prese in giro per il suo genere o il suo orientamento sessuale;</div>
<div>&bull; inoltre, pi&ugrave; di quattro adolescenti su dieci sono stati importunati con commenti e avances sessuali da qualcuno/a che li ha infastiditi. Met&agrave; sono ragazze ad aver ricevuto commenti o avances sessuali indesiderate.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Se si analizzano, al contrario, le confessioni degli adolescenti con le quali dichiarano di aver adottato atteggiamenti violenti, di controllo e ricatti emotivi verso i loro partners, viene messa in risalto la sovrapposizione tra ci&ograve; che si ammette di aver subito e ci&ograve; che in prima persona si confessa di aver fatto:</div>
<div>&bull; almeno una volta, il 28% ha usato linguaggio violento (32% ragazzi, 24% ragazze) e il 28% ha fatto leva sui sensi di colpa per ottenere qualcosa (31% ragazzi, 24% ragazze). Mentre il 18% ha spaventato il/la partner con atteggiamenti violenti (21% ragazzi, 13% ragazze);</div>
<div>&bull; le richieste di controllo sono diffuse: al 44% &egrave; stato chiesto di non frequentare alcune persone (46% ragazzi, 41% ragazze), al 43% di non accettare contatti sui social (45% ragazzi, 41% ragazze). Il 29% ha inoltre sub&igrave;to minacce di gesti estremi in caso di rottura (30% ragazzi, 27% ragazze).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Rimangono per&ograve; le ragazze a essere pi&ugrave; esposte a rischi, rinunce e stigma. Pi&ugrave; delle met&agrave; di loro ha subito catcalling in strada o negli spazi pubblici (66%), mentre ancora un numero maggiore si sente in pericolo per strada (70%). &ldquo;<em>La paura non &egrave; un&rsquo;emozione neutra, uguale per tutti </em>&mdash; dichiara Save the Children &mdash;<em>: &egrave; il risultato di un contesto sociale in cui le ragazze imparano presto che il loro corpo &egrave; pi&ugrave; esposto, nello spazio pubblico e online, e che la responsabilit&agrave; di &ldquo;stare attente&rdquo; ricade soprattutto su di loro</em>&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Rispetto al 2024, i giovani, soprattutto le ragazze, si sono poste nei confronti di questo questionario con maggiore consapevolezza, anche se di fatto non si &egrave; registrato un cambiamento reale perch&eacute;, al contrario, le esperienze di violenza, linguaggio aggressivo e ricatti sono aumentati. &ldquo;<em>I passi avanti fatti nella consapevolezza della violenza di genere tra gli adolescenti sono importanti, ma ancora troppo pochi e troppo lenti. Preoccupa la persistenza nelle relazioni di comportamenti di controllo e di possesso e la difficolt&agrave; che molti adolescenti, soprattutto le ragazze, incontrano per vivere gli spazi pubblici, anche online, in modo sicuro. Questo impegno deve partire dalla scuola, con l&rsquo;inserimento di corsi obbligatori di educazione sessuo-affettiva che gli stessi adolescenti ritengono fondamentali, e deve arrivare a comprendere tutti coloro che hanno una responsabilit&agrave; educativa, compresi i gestori delle piattaforme online, vista la pervasivit&agrave; che gli ambienti digitali hanno nella vita di relazione di ragazzi e ragazze</em>&rdquo;, dichiara Raffaela Milano, la direttrice della ricerca.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Con la campagna #Facciamoloinclasse, Save the Children torna a chiedere l&rsquo;approvazione di una legge che preveda percorsi obbligatori di educazione all&rsquo;affettivit&agrave; e alla sessualit&agrave;, in accordo con le Linee guida UNESCO sulla Comprehensive Sexual Education (CSE) e gli Standard dell&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;, a partire dalla scuola dell&rsquo;infanzia fino alle secondarie di II grado, all'interno dei piani formativi e con modalit&agrave; adeguate all&rsquo;et&agrave; dei beneficiari.</div>]]></description><pubDate>Fri, 13 Feb 2026 12:17:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Vietato il casco con i volti degli atleti ucraini uccisi: polemica alle Olimpiadi di Milano-Cortina]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/vietato-il-casco-con-i-volti-degli-atleti-ucraini-uccisi-polemica-alle-olimpiadi-di-milano-cortina_114606.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/vietato-il-casco-con-i-volti-degli-atleti-ucraini-uccisi-polemica-alle-olimpiadi-di-milano-cortina_114606.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/114606/138238.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ai Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 si accende una delle prime controversie politiche e simboliche: il Cio ha vietato all&rsquo;atleta ucraino di skeleton Vladyslav Heraskevych, portabandiera durante la cerimonia di inaugurazione, di indossare durante le gare ufficiali e gli allenamenti un casco personalizzato con immagini di sportivi ucraini uccisi nella guerra contro la Russia. Il corridore non ha ritardato ad esprimere il suo disappunto nei confronti di questa decisione che ha affermato avergli &ldquo;<em>spezzato il cuore</em>&rdquo;, rappresentando, a suo avviso, &ldquo;<em>un tradimento verso quegli atleti che hanno fatto parte del movimento olimpico</em>&rdquo; e ora non possono essere &ldquo;<em>onorati nell&rsquo;arena sportiva</em>&rdquo; dove di fatto non metteranno &ldquo;<em>mai pi&ugrave; piede</em>&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Heraskevych, 27 anni, si era presentato alle prove con un casco su cui aveva fatto serigrafare i volti di una dozzina di atleti connazionali morti a causa del conflitto scoppiato nel 2022. L&rsquo;intento dichiarato era di onorare la loro memoria e mantenere viva l&rsquo;attenzione internazionale sulla sofferenza del popolo ucraino anche nel contesto olimpico.</p>
<p>Il divieto &egrave; stato, d&rsquo;altra parte, motivato dal Cio facendo riferimento alla regola 50.2 della Carta Olimpica, che proibisce qualunque manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale all&rsquo;interno dei siti olimpici, comprese le competizioni e gli allenamenti. Un rappresentante del Comitato ha comunicato personalmente la decisione a Heraskevych presso il Villaggio degli Atleti, spiegando che il casco, nonostante fosse un tributo, poteva essere interpretato e travisato come un messaggio politico.</p>
<p>La scelta del Comitato Olimpico Internazionale ha suscitato importanti reazioni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha pubblicamente difeso l&rsquo;atleta definendo il suo gesto promemoria &ldquo;<em>del prezzo della lotta dell&rsquo;Ucraina</em>&rdquo;, sottolineando che ricordare chi ha perso la vita non dovrebbe essere considerato una dimostrazione politica.</p>
<p>Heraskevych, gi&agrave; noto alla comunit&agrave; internazionale per aver esibito uno striscione &ldquo;<em>No alla guerra in Ucraina</em>&rdquo; ai Giochi di Pechino 2022 per protestare contro l'imminente invasione russa, ha dichiarato che presenter&agrave; ricorso al Cio per la revisione del divieto, auspicando che la sua uniforme commemorativa possa essere utilizzata almeno in parte nel corso della manifestazione olimpica.</p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Feb 2026 11:02:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Una direttiva europea permette di confrontare il proprio stipendio con quello dei colleghi]]></title><link>https://www.italiadice.it/attualita/italia/una-direttiva-europea-permette-di-confrontare-il-proprio-stipendio-con-quello-dei-colleghi_114443.html</link><guid>https://www.italiadice.it/attualita/italia/una-direttiva-europea-permette-di-confrontare-il-proprio-stipendio-con-quello-dei-colleghi_114443.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.italiadice.it/italia/foto/114443/137934.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In Italia, grazie ai contratti collettivi nazionali che regolano la quasi totalit&agrave; dei rapporti di lavoro, negoziati a livello nazionale dai sindacati e dalle associazioni datoriali per le diverse categorie professionali, si stabilisce quello che &egrave; lo stipendio minimo che i lavoratori devono ricevere. Vengono in questo modo fissate le cifre di base per ogni livello contrattuale, quindi per ogni avanzamento di carriera o anzianit&agrave;, che mettono sullo stesso piano uomini e donne, senza discriminazione.</p>
<p>Si tratta di una somma sotto la quale le aziende non possono andare, ma che possono liberamente decidere di superare per ogni singolo dipendente, in base alla loro specializzazione del ruolo, all&rsquo;alto livello di istruzione, per motivi di trasferimento, per attrarre un maggior numero di talenti che altrimenti opterebbero per altre offerte lavorative, e via cos&igrave;. A causa di queste decisioni indipendenti, si potrebbe attivare un sistema di disparit&agrave;; per&ograve; nel momento in cui si parla di trattamento individuale, il principio di riservatezza pu&ograve; andare a occultare il problema.</p>
<p>Proprio per questo motivo il decreto legislativo attuativo della direttiva Ue 2023/970 si pone l&rsquo;obiettivo di &ldquo;<em>assicurare la parit&agrave; retributiva tra uomini e donne che svolgono lo stesso lavoro, o un lavoro di pari valore, introducendo nuovi obblighi di trasparenza per i datori di lavoro e meccanismi di tutela per le lavoratrici in caso di trattamenti salariali discriminatori</em>&rdquo;. La scadenza per recepire la normativa europea &egrave; il 7 giugno.</p>
<p>La direttiva di fatto &egrave; stata approvata nel 2023 per combattere il divario retributivo di genere, ovvero per cercare di limitare il pi&ugrave; possibile la differenza negli stipendi di uomini e donne.</p>
<p>Tra le principali novit&agrave; previste c&rsquo;&egrave; quella che obbliga le aziende a fornire informazioni retributive gi&agrave; nella fase di selezione del personale. Gli annunci di lavoro dovranno presentare dettagli chiari sul trattamento economico offerto, offrendo gi&agrave; una fascia indicativa di stipendio, mentre durante il colloquio le aziende non potranno pi&ugrave; fare domande riguardanti la retribuzione dei candidati.</p>
<p>All&rsquo;interno di ogni impresa dovranno essere previste determinate politiche che possano stabilire criteri per le maggiorazioni che vanno a riconoscere individualmente, sia in termini di stipendio che di eventuali benefit concessi, politiche che devono essere trasmesse a tutti i dipendenti mediante comunicazioni interne.</p>
<p>Ai lavoratori verr&agrave; riconosciuto il diritto di sapere quali siano le retribuzioni medie dei colleghi che svolgono lo stesso lavoro e sono legati dello stesso livello contrattuale. Qualora le informazioni ricevute siano ritenute imprecise o incomplete, &ldquo;<em>i lavoratori hanno il diritto di richiedere, personalmente o tramite i loro rappresentanti, ulteriori chiarimenti riguardo ai dati forniti. La risposta deve essere motivata</em>&rdquo;. Tali risposte dovranno esser date in tempi ragionevoli. Le domande non potranno essere effettuate in riferimento agli stipendi medi dei propri responsabili.</p>
<p>Se verr&agrave; notata una differenza salariale ingiustificata tra uomo e donna, ovvero superiore al 5%, i datori di lavoro saranno obbligati a intervenire per correggerla. Nel nostro Paese, attualmente, le discriminazioni di genere sono particolarmente evidenti in settori come quello finanziario (32%), nel commercio (23,7%) e nella manifattura (20%).</p>]]></description><pubDate>Fri, 06 Feb 2026 12:23:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item></channel></rss>
