Italia - Unicef lancia un nuovo report: come la disuguaglianza economica compromette il benessere dei bambini

L’Italia occupa il 12° posto nella classifica del benessere infantile, registrando buoni risultati sul fronte della salute mentale, con uno dei tassi di suicidio adolescenziale più bassi d’Europa

Monica Martini 14/05/2026 10:55

La disuguaglianza economica continua a pesare sul futuro dei bambini, anche nei Paesi più sviluppati. A denunciarlo è l’Unicef Office of Strategy and Evidence – Innocenti con “Report Card 20: Opportunità disuguali – bambini e disuguaglianza economica”, un’indagine che analizza la condizione economiche in relazione al benessere dei bambini in 44 paesi dell’OCSE e ad alto reddito, mettendo in evidenza come povertà e disparità sociali incidano direttamente sulla salute e sul rendimento scolastico dei più giovani. In media, in qualsiasi Nazione, le famiglie che rientrano nel 20% più ricco guadagnano oltre cinque volte di più rispetto al 20% più povero; contemporaneamente quasi un bambino su cinque vive in condizioni di povertà di reddito all’interno di un contesto in cui spesso rende impossibile soddisfare tutti i loro bisogni primari. In Italia il quadro che indaga sull’entità del divario nelle competenze di base in matematica e lettura tra i giovanissimi provenienti dalle famiglie più ricche e quelli provenienti dalle famiglie più povere appare particolarmente critico; l’84% dei bambini appartenenti alla prima categoria, infatti, è dotato di competenze di base in matematica e lettura, rispetto a poco meno del 45% dei bambini che rientrano nella seconda. Il report evidenzia anche come negli Stati con maggiore disuguaglianza aumenti il rischio di abbandono scolastico. La penisola italiana si colloca al 22° posto, con il quintile più ricco della popolazione che guadagna 5,35 volte il reddito del quintile più povero, nella classifica che valuta la disparità di reddito tra i 40 Paesi con dati comparabili inclusi nel rapporto e al 30° posto per quanto riguarda la povertà infantile, con un tasso pari al 23,2%. "La disuguaglianza influisce profondamente sul modo in cui i bambini imparano, su ciò che mangiano e su come vivono la vita - dichiara Bo Viktor Nylund, direttore dell’Unicef Innocenti -. Per limitare gli effetti più gravi della disuguaglianza, dobbiamo investire con urgenza nella salute, nella nutrizione e nell’istruzione dei bambini delle comunità più vulnerabili". Le conseguenze della disuguaglianza emergono anche sul piano della salute. Nei Paesi caratterizzati da maggiori differenze economiche, i bambini hanno una probabilità 1,7 volte superiore di essere in sovrappeso rispetto ai coetanei che vivono in contesti più equi, un dato che gli esperti collegano alla difficoltà di accesso a un’alimentazione sana e regolare. Nonostante le criticità, emergono alcuni segnali positivi. L’Italia occupa il 12° posto su 37 Paesi nella classifica generale del benessere infantile, registrando buoni risultati sul fronte della salute mentale, con uno dei tassi di suicidio adolescenziale più bassi d’Europa (2,82 ogni 100mila giovani). Unicef esorta ora i governi e le parti interessate ad adottare misure che possano ridurre al minimo l’impatto delle disuguaglianze sulla vita di tutti i giorni dei bambini, in particolare attraverso la riduzione della povertà infantile. Gli interventi più urgenti comprendono il rafforzamento delle misure di protezione sociale, un sostegno economico alle famiglie fragili, investimenti nei quartieri vulnerabili e una scuola capace di ridurre le differenze sociali anziché ampliarle.