Italia - Un’estate all’insegna della pace: in Italia 400 ragazzi ucraini per ritrovare serenità

È stato il cardinale Matteo Zuppi ad accogliere i bambini e gli adolescenti a Roma. Per due settimane potranno vivere un soggiorno lontano dalle devastazioni della guerra

Monica Martini 20/07/2026 16:01

Lontani da sirene e bombardamenti, bambini e adolescenti provenienti da Kiev e da altre aree colpite dall’invasione russa trascorreranno alcune settimane nelle diocesi italiane grazie al progetto di accoglienza promosso da Caritas Italiana. È la Conferenza Episcopale Italiana che si è occupata di organizzare il soggiorno estivo all’interno del Paese italiano di quattrocento ragazzi e accompagnatori. Un’esperienza racchiusa nello slogan “È più bello insieme”, nome del progetto che ha voluto simboleggiare fino dal 2022 la vicinanza della rete Caritas alla popolazione ucraina. L’iniziativa offre ai giovani la possibilità di trascorrere una sorta di vacanza anti-guerra in un contesto sicuro, lontano dagli allarmi aerei e dalle devastazioni della guerra. Le comunità ospitanti, distribuite in diverse diocesi italiane, per accogliere con calore i giovanissimi organizzano per loro attività ricreative, momenti di socializzazione, escursioni e giornate al mare, per restituire una quotidianità fatta di gioco, amicizia e spensieratezza. “Per il gruppo saranno due settimane di serenità, di riabilitazione psicologica e, direi, di rinascita, grazie alla Chiesa cattolica, all’ambasciata italiana in Ucraina e all’ambasciata ucraina presso la Santa Sede”, ha sottolineato Andriy Pasternak, il capo del quartier generale dei Servizi di sicurezza. A dare il benvenuto ai bambini e agli adolescenti ucraini nella stazione della capitale è stato il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei. “Ai ragazzi che portano dentro il dolore e le ferite di un conflitto – ha esordito per sottolineare l’importanza che questo progetto ha per lui – vogliamo testimoniare che è possibile un mondo senza guerra e che c’è tanta gente impegnata a seminare il bene. Loro sanno bene che cosa sia il dramma della guerra e lo raccontano senza finzione partendo dal cuore, come deve essere”. Avviato pochi mesi dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, il programma è giunto alla sua quinta edizione e continua a coinvolgere famiglie, volontari e comunità locali in una rete di solidarietà che mette al centro i più piccoli, tra le principali vittime del conflitto. L'obiettivo è offrire loro non solo una pausa dalla guerra, ma anche un segno concreto di speranza per il futuro.