Italia - L’Italia rimane esclusa dal blocco di Meta verso i chatbot rivali su Whatsapp

Lo scorso mese l’autorità antitrust nazionale ha imposto all’azienda di sospendere i nuovi termini, sostenendo che dietro questo cambiamento si nasconda un abuso di potere di mercato

Monica Martini 13/01/2026 14:55

La nuova regola di Meta Platforms, che entrerà in vigore dal prossimo 15 gennaio, prevede una forte limitazione, se non addirittura l’esclusione, dei chatbot di intelligenza artificiale sviluppati da aziende concorrenti all’interno dell’applicazione WhatsApp, in modo da impedire loro di operare liberamente, rimanendo sempre disponibili agli utenti. Questa decisione è stata presa per limitare tutti quei servizi di IA che attualmente sono utilizzabili su WhatsApp, come ad esempio ChatGpt mediante integrazioni o bot di terze parti, rischiando però di incidere direttamente sull’esperienza degli utenti, bloccando la loro possibilità di scelta e imponendo l’uso dell’intelligenza artificiale conversazionale su un solo fornitore. L’Italia è stata tuttavia esclusa dall’applicazione della misura a seguito dell’intervento dell’autorità antitrust nazionale, che lo scorso mese ha imposto all’azienda di sospendere i nuovi termini della piattaforma messaggistica. L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha infatti imposto alcune misure cautelari a Meta, sostenendo come l’esclusione definitiva dei rivali per promuovere il proprio servizio IA possa tradursi solo come un abuso di posizione dominante. Parallelamente, anche la Commissione europea ha avviato un’indagine antitrust sulla policy di Meta per verificare se sia avvenuto questo abuso di potere di mercato o meno, evitando però di emettere alcun provvedimento d’urgenza. Meta, per rispettare le misure imposte dall’Italia, ha precisato a tutti i fornitori e gli sviluppatori all’inizio della scorsa settimana che i numeri di telefono con prefisso +39 sono attualmente esenti dai termini di servizio aggiornati di WhatsApp.