Italia - L’ingegnere dell’IA è la professione più ricercata nel 2026 in Italia

Intere categorie occupazionali sembrano destinate a ridursi o trasformarsi. L’automazione sta sostituendo tutti quei mestieri ripetitivi e facilmente meccanizzabili

Monica Martini 12/01/2026 12:18

Nel 2026 il mercato del lavoro italiano sembra dimostrare dinamiche inedite nella forte richiesta di competenze tecnologiche e figure altamente specializzate. Secondo il rapporto annuale di LinkedIn, il portale di riferimento per il mondo del lavoro in Italia e nel mondo, le professioni in più rapida crescita nel nostro Paese riflettono l’impatto profondo che l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione e i processi automatizzati stanno avendo all’interno delle dinamiche che muovono il mercato occupazionale. Al vertice della classifica delle posizioni più ricercate si colloca l’ingegnere dell’IA, una figura che riflette sotto ogni punto di vista la necessità – sempre più pressante – di professionisti in grado di progettare, cooperare e ottimizzare il software affinché diventi “intelligente”. Nel report si evidenzia come oltre la metà delle professioni più richieste appartenga ancora alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), con un forte focus su tecnologie emergenti. Parallelamente, anche all’interno dei settori delle vendite, la consulenza aziendale commerciale mostra dinamismo, indicando che non solo i ruoli tecnico-scientifici sono fondamentali, ma anche le figure ibride con competenze digitali e di mercato si rivelano essenziali al giorno d’oggi. Le tendenze del mercato confermano come i settori della cybersecurity e delle tecnologie predittive stanno vivendo una forte espansione, spinti dagli investimenti in sicurezza informatica e infrastrutture digitali, seppur con alcune eccezioni. Non tutte le professioni, infatti, beneficiano di questa crescita; alcuni ruoli tradizionali, identificati in report economici e osservatori del mercato, stanno perdendo rilevanza, in parte proprio a causa dell’automatizzazione e della digitalizzazione dei processi. È il caso di alcuni mestieri ripetitivi e facilmente meccanizzabili. Tale fenomeno riflette una dinamica di disoccupazione, in cui l’introduzione di nuove tecnologie riduce la domanda di lavori facilmente automatizzabili, mentre aumenta quella di professioni che richiedono competenze complesse e aggiornate – soprattutto quelle legate alla gestione e allo sviluppo della tecnologia stessa. Il quadro del lavoro in Italia nel 2026 è quello di un mercato in evoluzione, nel quale cresce l’importanza di competenze tech, digitali e data-oriented, con AI e cybersecurity in prima linea, e dei ruoli specialistici, professionali e strategici per lo sviluppo organizzativo e tecnologico. D’altro canto le professioni tradizionali o generiche rischiano di perdere terreno, richiedendo a chi è già nel mercato di aggiornare le proprie competenze.