Italia - L’estate dei fulmini con 300mila saette in Italia

Lombardia, Veneto e Piemonte le regioni più colpite, con il 20 agosto che si è rivelata la giornata più elettrica con quasi 20mila scariche in sole 24 ore

Monica Martini 02/09/2026 09:44

L’Italia in questi ultimi mesi si è trasformata in una “calamita” per i fulmini nel continente europeo. Durante l’estate meteorologica 2026, tra il 1° giugno e il 31 agosto, sul nostro Paese sono state registrate ben 298.341 scariche nube-terra, su un totale di quasi 900mila fulmini rilevati nell’intera Europa. Un dato che porta l’Italia al primo posto europeo, davanti a Francia e Spagna.  A fornire il bilancio è Meteorage, società controllata da Météo-France e leader europeo nel rilevamento dell’attività temporalesca. Il bilancio italiano è particolarmente significativo anche se rapportato alla superficie del Paese, in quanto la densità ha infatti raggiunto 4,73 fulmini per chilometro quadrato, un valore nettamente superiore a quello degli altri grandi Paesi europei. A concentrare la maggiore attività elettrica è stato soprattutto il mese di agosto che, dopo i 83.975 fulmini di giugno e i 90.277 di luglio, ha visto un totale di scariche pari a 124.089, quasi il 42% dell’intera attività registrata nei tre mesi.  Il giorno da record è stato il 20 agosto, quando in appena 24 ore sono stati rilevati 19.959 fulmini sul territorio, seguito dal 17 agosto con 13.094 scariche e il 25 agosto con 12.415. Numeri che raccontano un’estate caratterizzata non soltanto dalla frequenza dei temporali, ma anche dalla loro particolare intensità.  A livello regionale, è stata la Lombardia a registrare il maggior numero di fulmini, ovvero 36.076. Al secondo posto il Veneto, con 30.397, mentre il Piemonte si è fermato a 28.703. La classifica procede poi con la Toscana e le sue 26.920 scariche e la Sicilia, che ne ha registrate 23.467.  La forte concentrazione nel Nord Italia non significa però che il fenomeno abbia risparmiato il resto della Penisola. I temporali intensi hanno interessato numerose aree del Centro e del Sud, confermando come l’attività elettrica possa svilupparsi in modo significativo in tutto il Paese. La particolare esposizione dell’Italia ai fulmini non è però casuale, poiché secondo Joris Royet, weather project manager di Meteorage, la Penisola beneficia di una combinazione di fattori che favoriscono lo sviluppo dei temporali, fra i quali l’instabilità estiva, l’influenza delle masse d’aria mediterranee e la presenza dei rilievi, tutti elementi che possono favorire la formazione e l'intensificazione delle celle temporalesche.  L’estate 2026, inoltre, si è distinta per episodi temporaleschi particolarmente severi. Nonostante il numero complessivo di fulmini non sia tra i più elevati dell’ultimo decennio, l’attività è risultata decisamente superiore a quella dell’anno scors, soprattutto per la violenza di alcuni fenomeni. Tra grandinate e forti raffiche di vento, possono rivelarsi molto gravi le conseguenze sull’agricoltura, sulla viabilità e sulle infrastrutture.