“Il dato sulla propensione a donare parte del proprio patrimonio a una causa sociale conferma che il lascito solidale sta entrando sempre più nella cultura degli italiani. Oggi sappiamo che questa opportunità è conosciuta da una larga maggioranza delle persone, ma sappiamo anche che esiste ancora un'ampia area di indecisione. È qui che si concentra il nostro impegno: offrire informazioni chiare e corrette, affinché ciascuno possa compiere una scelta libera e consapevole, superando quei luoghi comuni che ancora fanno percepire il lascito come qualcosa di riservato a pochi. Il lascito solidale è un gesto che nasce dalla stessa generosità che accompagna tante persone nel corso della vita e permette di continuare a sostenere cause, progetti e persone anche nel futuro”. Con queste parole Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale, commenta la crescita dei lasciti solidali che sta prendendo piede in questi anni in tutta Europa. A testimoniare questo fenomeno sono i risultati della nuova ricerca realizzata da Walden Lab per il Comitato Testamento Solidale, presentata durante l’evento “Effetto domino: la generosità che muove il mondo”, promosso in occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale (13 settembre) con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato, che si è svolto a Roma quest’oggi, giovedì 10 settembre. In Italia, quasi una persona su due (47%) considera il tempo dedicato agli altri il gesto che meglio rappresenta la generosità. Otto italiani su dieci (78%) dichiarano di sapere in cosa consista il lascito solidale, mentre il 23% degli over 50 sostiene l’idea di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa sociale, confermando una propensione sostanzialmente stabile rispetto al 2025 e quasi raddoppiata a confronto con il 2018 (il 23% con il 12%). Nella pratica, gli enti che hanno ricevuto almeno un lascito tra il 2020 e il 2024 sono aumentati del 16%, passando dal 61% al 77%, mentre il peso delle eredità sul totale della raccolta fondi è quasi raddoppiato con una crescita dall’8% al 14%. Sempre prendendo in considerazione la fascia di età superiore ai cinquant’anni, circa 705 mila di loro si sono già attivati per disporre un lascito solidale; con 5,9 milioni favorevoli ad adottare questo comportamento e un ulteriore 29% del totale che risulta ancora indeciso. Attraverso una rete di informazione chiara e corretta è quasi sicuro che questa tendenza si amplierebbe sempre di più. Tra i campi verso i quali gli italiani orientano i loro testamenti sociali risulta predominante la ricerca medico-scientifica (42%), seguita dall’assistenza ai malati (33%), dal sostegno alle persone in difficoltà in Italia (30%) e dalle emergenze umanitarie, dall’aiuto alle persone con disabilità e dalla protezione degli animali (tutte al 23%). I presupposti fondamentali che guidano questo gesto di generosità verso le varie organizzazioni sono l’affidabilità nella gestione delle risorse (43%), la trasparenza (34%) e la capacità di dimostrare l’efficacia concreta degli interventi (30%), a conferma che senza fiducia è difficile che gli italiani prendano in considerazione questo comportamento. L’unico elemento che blocca principalmente i lasciti solidali si collega al giorno d’oggi ancora ad alcuni luoghi comuni che associano quest’azione soltanto a coloro che non hanno figli o eredi diretti e a chi detiene grandi patrimoni. Solo il 28% degli italiani infatti ritiene che il lascito solidale sia una scelta che può riguardare tutti, una percentuale comunque in crescita se paragonata con il 13% del 2025 a dimostrazione di una progressiva evoluzione culturale.