Nel corso del 2025 hanno perso la vita 414 senzatetto. A certificare il fenomeno de “la strage invisibile” è l’ultimo report stilato dall’Osservatorio sulle Persone Senza Dimora in Italia fio.Psd (www.fiopsd.org), che dal 2020 monitora i decessi di tutte quelle persone che una casa non c’è l’hanno più. Ancora una volta non si tratta di episodi eccezionali da ricondurre alle sole difficoltà che l’inverno porta con sé, al contrario l’ampio numero di decessi evidenzia la regolarità, mese dopo mese, degli avvenimenti e mette in luce il forte problema e l’infinita sofferenza che si cela dietro quelle vite che sembrano essere dimenticate dalla società e dalle istituzioni. Rimane impossibile guardare a questi dati come solo a dei numeri, in quanto dietro a ognuno di essi si nasconde una storia che meriterebbe di essere ricordata e un contesto molto complesso da interpretare, che non può essere inserito all’interno di un qualche schema che disumanizza direttamente coloro che sono coinvolti. Un piccolo primo passo lo si compie analizzando i motivi che condannano una persona a vivere per strada; le cause possono essere molto diverse, si parte dalle malattie, debiti, licenziamenti, litigi in famiglia, ma ancora depressione e dipendenze. Tale fenomeno strutturale, continuo e diffuso su tutto il territorio nazionale ha registrato 44 morti a gennaio, un valore non troppo distante dai 38 di aprile, i 37 di agosto o i 35 di giugno. Ciò dipende soprattutto dal fatto che l’attenzione delle amministrazioni comunali tenda a crescere in inverno, con l’attivazione di piani emergenziali per il freddo; in fondo, inoltre, per i senzatetto diventa abitudinario resistere all’esposizione costante ai rischi climatici. Le cause di morte sono invece maggiormente riconducibili alla mancanza di accesso alle cure a seguito della comparsa di malori e malattie (42%) e ad abusi per eventi traumatici, violenti o accidentali (40%); il restante 20% dei casi è da attribuire per metà al suicidio e per l'altra metà ad annegamenti. Le vittime principali de “la strage invisibile” sono uomini (nove volte su dieci) ed extracomunitari, soprattutto marocchini tunisini ma anche provenienti dal Bangladesh, dall’India e dal Pakistan. L'età media è di 46,3 anni; mentre per gli italiani è di ben 82 anni. Oltre la metà dei decessi si verifica nelle regioni settentrionali, con una percentuale del 30% nel Nord Ovest, un 20% nel Nord Est, seguiti dal 26% al Centro, un 17% al Sud e un 8,3% nelle isole. Sono i territori di provincia a registrare il numero maggiore di vittime, circa il 60%, con 48 morti a Roma, 27 a Milano e 18 a Torino. Secondo fio.PSD, non basta solo l’assistenza nei momenti di emergenza per proteggere i senzatetto dal freddo, ma è necessario intervenire lungo tutto l’anno con operazioni più strutturali e continuative, con una più ampia offerta di esami, visite di prevenzione e cure.