Italia - “Eppur siam soli”: oltre il 65% delle mamme si sente solo

L’Unicef Italia è sceso in campo per le famiglie: “Solo rafforzando i servizi educativi pubblici, si potrà smettere di lasciarle combattere da sole contro il senso di inadeguatezza”

Monica Martini 08/05/2026 14:06

In occasione della Settimana europea della Salute mentale, l’Unicef Italia è sceso in campo per supportare le famiglie. La genitorialità appare come una corsa a ostacoli che può provocare nei soggetti coinvolti stanchezza cronica, senso di colpa, isolamento e paura del giudizio. Secondo il nuovo sondaggio Unicef-Youtrend “Eppur siam soli”, essere genitori risulta più difficile di quanto si potrebbe pensare per più della metà degli intervistati, in particolare per il 72% delle donne e per il 56% degli uomini. Prima di diventare mamma e papà, oltre il 60% di loro si dichiarava abbastanza o molto preparato. L’indagine fotografa una forte e persistente disparità di genere. Basti vedere come il 65% delle madri afferma di aver provato senso di solitudine o isolamento rispetto al 40% dei padri, o come il 57% delle donne sostiene di aver sperimentato tristezza senza apparente motivo contro il 20% degli uomini. I sensi di colpa per non sentirsi adeguati al proprio ruolo riguardano il 39% delle madri e solo il 19% dei padri; un malessere che si amplifica se affiancato al tema della distribuzione dei carichi domestici, che vede il 44% delle donne percepire la cura come poco o nulla condivisa con il partner, una percezione che tocca solo il 17% degli uomini. A farsi violentemente spazio vicino al carico emotivo interno è anche la percezione che proviene dal mondo esterno. Uno dei dati più preoccupanti riguarda infatti la sensazione per la quale i genitori sentono di essere giudicati da altre persone. Più dell’85% delle neomamme e oltre il 60% dei neopapà si sono sentiti almeno una volta sotto esame. Tra chi viene additato come principale “giudice”, al primo posto ci sono i suoceri (47% per le donne, 30% per gli uomini), seguiti dalla società (45% e 27%), e i propri genitori (37% e 35%). Anche gli operatori sanitari, come pediatri, ginecologi e ostetriche, sono percepiti come fonte di giudizio dal 15% delle donne e dall’8% degli uomini. “I dati che presentiamo oggi offrono un importante spunto di riflessione – commenta il presidente dell’Unicef Italia Nicola Graziano –. Il sostegno alla genitorialità deve essere accessibile a tutte le famiglie. Offrire supporto in modo universale significa riconoscere che la salute mentale dei genitori, la possibilità di non sentirsi sole e soli nel post parto e nei primi anni da genitore, la condivisione dei carichi di cura e l’accesso ai servizi educativi sono bisogni comuni, che attraversano l’esperienza genitoriale indipendentemente dallo status sociale o lavorativo”. “La ricetta di Unicef è chiara: la salute mentale dei genitori deve diventare una questione di salute pubblica – prosegue Graziano –. Serve continuità assistenziale dopo il parto, ma anche investimenti seri sui congedi paterni per riequilibrare i pesi. Solo rafforzando i servizi educativi pubblici e rendendo il nido un diritto accessibile per tutti, si potrà smettere di lasciare le famiglie, e soprattutto le madri, a combattere da sole contro il senso di inadeguatezza”. Tra le esigenze che emergono dal sondaggio, il supporto psicologico gratuito è richiesto solo dal 9% delle donne e dal 6% degli uomini, un dato che testimonia come al giorno d’oggi la società italiana non si sente ancora pronta a riconoscere e nominare il proprio disagio.