Italia - Crescono le diagnosi di autismo: in Italia colpito 1 bambino su 77

I numeri in aumento rendono ancora più urgente garantire risposte adeguate e tempestive su tutto il territorio nazionale fornendo ai servizi le risorse necessarie

Monica Martini 02/04/2026 12:19

In occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, celebrata il 2 aprile, la Società italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia) e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha tracciato un quadro per analizzare la situazione del disturbo dello spettro autistico in Italia. Riprendendo i dati più recenti dell’Istituto superiore di Sanità, nel Paese sembrerebbe essersi registrato un aumento significativo delle diagnosi, dovuto principalmente alla maggiore presa di consapevolezza che si sta verificando in tutto il mondo e al conseguente miglioramento degli strumenti di screening: la prevalenza stimata si attesta intorno a 1 bambino su 77, con una maggiore incidenza nei maschi rispetto alle femmine, e un totale di circa 500mila individui. “La crescita delle diagnosi rappresenta anche un segnale positivo, perché indica una maggiore capacità di intercettare precocemente i bisogni dei bambini e delle loro famiglie — precisa Elisa Fazzi, presidente Sinpia e membro corrispondente straniero dell’Accademia Francese di Medicina —. Tuttavia, il trend mette sotto pressione il sistema dei servizi e rende ancora più urgente garantire risposte adeguate e tempestive su tutto il territorio nazionale fornendo ai servizi le risorse necessarie”. In concomitanza con la ricorrenza è stato annunciato, nell’ambito del nuovo accordo di collaborazione tra il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, un investimento di 10 milioni di euro per rafforzare la rete nazionale dei servizi per l’autismo, potenziare la diagnosi precoce e rendere sempre più strutturato il progetto di vita delle persone autistiche, in coerenza con il decreto legislativo 62/2024. Come sottolinea il presidente dell’Iss Rocco Bellantone si rinnova così “l’impegno nazionale verso un modello di intervento sempre più integrato, basato sulla continuità assistenziale, sulla personalizzazione dei percorsi e sull'integrazione tra ambito sanitario, sociale e territoriale”. Le associazione, tuttavia, non smettono di denunciare come a livello regionale siano ancora presenti forti disomogeneità nell’accesso ai servizi, nei tempi di attesa e nella presa in carico multidisciplinare. Spesso molte famiglie in alcune aree del Paese si trovano a incontrare ancora difficoltà rilevanti nell’ottenere una valutazione tempestiva e percorsi continuativi. Per rispondere a tali criticità, le istituzioni sono al lavoro per creare una maggiore omogeneità per i percorsi clinico-diagnostici, migliorando l’organizzazione dei servizi e promuovendo modelli basati sull’evidenza scientifica, in modo da coinvolgere le famiglie nei processi di cura. Espandendo l’orizzonte e guardando alla situazione all’estero, le diagnosi di autismo risultano in rapido aumento in diversi Paesi Ocse, con tassi di crescita annuali medi che si aggirano intorno al 6-10%. “Questa crescita dei casi — si legge nel rapporto Ocse dal titolo Policy Responses to Rising Autism Diagnoses in Childhood — riflette diversi fattori tra cui l’evoluzione dei criteri diagnostici, la crescente consapevolezza dell’autismo, la sorveglianza precoce dello sviluppo. Di conseguenza, la domanda di valutazioni diagnostiche è cresciuta in molti Paesi e, in alcuni casi, è stata accompagnata da una crescente domanda di sostegno finanziario e servizi specializzati, in particolare interventi precoci nell’infanzia e un’offerta educativa personalizzata”.