Continuano le segnalazioni dei sindacati e dei dipendenti degli aeroporti riguardanti le frequenti aggressioni a cui quest’ultimi sono spesso soggetti. Facendo riferimento alla situazione che ha caratterizzato gli ultimi mesi del “Galilei” a Pisa, Filt Cgil, Fit Cisl, Uitrasporti, Ugl Ta e Usb hanno sottolineato la necessità di un tavolo operativo sulla sicurezza che coinvolga le istituzioni, Enac e il gestore dello scalo: “A capodanno si è verificata una grave aggressione ai danni di una lavoratrice addetta alle operazioni di imbarco su un volo diretto a Palermo. Nei giorni successivi si sono registrati ulteriori episodi di aggressioni fisiche e verbali nei confronti del personale aeroportuale, che si aggiungono ai numerosi casi già avvenuti nei mesi precedenti e confermano l’esistenza di un fenomeno in crescita e tuttora sottovalutato”. L’idea di adottare “un piano organico di interventi volto a prevenire e ridurre le aggressioni al personale aeroportuale” si è fatta sempre più strada tra i sindacati, poiché solo in questo modo diventerebbe possibile garantire una maggiore sicurezza ai lavoratori e a chi prenota i voli presso la struttura. Un esempio concreto lo si può trovare all’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, dove si è deciso di prendere in dotazione delle bodycam per contenere il numero sempre maggiore di aggressioni - nel 2025 sono state 96 e nel 2024 ben 142 -, che prevalentemente sorgono nelle aree di check-in e ai gate di imbarco, ad opera di passeggeri e di utenti dello scalo. Si è resa in questo modo necessaria l’implementazione del protocollo sulla sicurezza, già avviato nel 2022, nel periodo post Covid, firmato con le Istituzioni locali, con Enac e con le organizzazioni sindacali regionali. La sperimentazione ha coinvolto, per ora, i soli dipendenti Adb, che operano a contatto con il pubblico e con le infrastrutture più sensibili, impegnati nelle aree security, officina/sistema automatico di gestione dei bagagli, movimento aeromobili, responsabili operazioni Aeroportuali, parcheggi per attività svolte in viabilità o in parcheggi privi di presidio. Nella prima fase saranno sette i dispositivi in uso, mentre si prevede di arrivare entro quest’estate a 40 bodycam. L’iniziativa, prima nel suo genere all’interno dello Stato italiano, continua la scia intrapresa dal percorso di sicurezza, che ha visto nel 2017 l’attivazione di un sistema di videocamere Gps e tele-allertamento per l’intervento tempestivo delle forze dell'ordine, mentre nel 2022 l’avvio di un nuovo protocollo anti-aggressioni con istituzioni locali, Enac e organizzazioni sindacali. La bodycam, indossata frontalmente, resta in modalità stand-by fino alla sua attivazione; tutti i file audio e video, che vengono registrati dal dipendente solo nei momenti in cui percepisce rischi concreti per la propria incolumità, per la sicurezza di persone e cose o per la difesa del patrimonio aziendale, diventano visionabili esclusivamente da personale autorizzato, senza collegamento diretto con le forze dell'ordine. L’utilizzo di strumenti sempre più innovativi e performanti riescono quindi a migliorare le tutele dell’intera infrastruttura aeroportuale. Adottare un sistema di prevenzione di questo tipo può aiutare qualsiasi tipo di struttura; anche il “Galilei” di Pisa potrebbe pensare di intervenire rafforzando la propria sicurezza con uno dei dispositivi già attivo nella città di Bologna.