Tra natura, città, montagna, mare e itinerari personalizzabili, il mercato dei camper continua a correre in Italia, confermando il crescente interesse per il turismo all’aria aperta. Nel 2025 si contano 7.936 nuove unità, con un incremento del 10,56% rispetto all’anno precedente. Un risultato che spicca nel panorama europeo dove, con una crescita media che si è fermata allo 0,6%, il comparto italiano avanza a un ritmo quasi 18 volte superiore. Non stiamo parlando di un fenomeno isolato, in quanto in realtà è dal 2014 che le immatricolazioni annuali sono più che raddoppiate, passando da 3.718 a 7.936 veicoli (+113%). Parallelamente è cresciuto anche il mercato dell’usato (+6,05%), che ha portato a oltre 44mila le compravendite complessive registrate nel 2025 tra mezzi nuovi e di seconda mano. La diffusione del turismo itinerante non è sostenuta esclusivamente dalla domanda, ma anche dagli investimenti pubblici. Il Ministero del Turismo ha finanziato la realizzazione di migliaia di nuove piazzole di sosta per migliorare l’accoglienza dei camperisti e favorire lo sviluppo del settore, che oggi genera un valore economico stimato in circa 8,5 miliardi di euro. L’Italia ha rafforzato il proprio ruolo in Europa, diventando il terzo produttore di veicoli ricreazionali del continente, esportando oltre l’80% della produzione nazionale. La penisola si posiziona anche sul secondo gradino della classifica delle destinazioni europee che vengono scelte per il turismo itinerante internazionale, grazie a un’offerta sempre più ampia di mete, aree attrezzate e servizi dedicati (255 milioni di presenze straniere e 456 milioni pernottamenti complessivi). L’impatto del turismo sul Pil, secondo Enit, risulta pari a 237,4 miliardi di euro, con l’occupazione generata che si attesta al 13,2% del totale nazionale.