Italia - Auto con targa estera in Italia: quando si può circolare e quali sono le regole da conoscere

Il Codice della Strada prevede che chi trasferisce la propria residenza in Italia può utilizzare un’auto immatricolata all’estero soltanto per un periodo limitato di tre mesi

Monica Martini 03/08/2026 10:03

Le auto con targa estera sono una presenza sempre più frequente sulle strade italiane. Possono appartenere a turisti, lavoratori stranieri, frontalieri o italiani che vivono all’estero, ma non sempre è possibile utilizzarle liberamente all’interno del Paese. La normativa, infatti, stabilisce regole precise per evitare fenomeni di evasione fiscale e l’utilizzo improprio di veicoli immatricolati fuori dai confini nazionali. Nel dettaglio il Codice della Strada prevede che, in linea generale, un veicolo immatricolato all’estero possa circolare in Italia senza particolari limitazioni se è condotto da una persona che risiede all’estero. La situazione diventa però più complessa per chi possiede la residenza anagrafica in Italia, in quanto per loro la legge impone specifici obblighi, che variano a seconda della proprietà del veicolo e del tempo di permanenza nello Stato. Dal 2022 la materia è disciplinata dall’articolo 93 bis del Codice della Strada, introdotto per sostituire la precedente normativa e definire con maggiore chiarezza gli obblighi per residenti e utilizzatori di veicoli con immatricolazione estera. Di fatto, chi trasferisce la propria residenza in Italia e possiede un’auto immatricolata all’estero può continuare a utilizzarla soltanto per un periodo limitato, ovvero tre mesi dal trasferimento. In alternativa, il mezzo deve essere esportato, non potendo più circolare sul territorio nazionale. Se un residente in Italia utilizza invece un’auto con targa estera di proprietà di un familiare, di un’azienda o di una società di leasing o noleggio deve essere sempre fornito di un documento che attesti che il conducente può utilizzare il veicolo, specificando anche la durata della disponibilità. Nel momento in cui si superano i 30 giorni complessivi nell’arco di un anno, anche non consecutivi, il veicolo deve essere registrato nel Registro dei Veicoli Esteri (Reve) gestito dal Pubblico Registro Automobilistico (Pra), che si occupa proprio di raccogliere tutte le informazioni riguardanti i mezzi immatricolati all’estero che vengono utilizzati stabilmente da persone residenti all’interno dell’Italia. Chi non rispetta gli obblighi previsti rischia sanzioni amministrative, oltre a provvedimenti che possono impedire la circolazione del veicolo fino alla regolarizzazione della posizione. L’obiettivo della normativa è contrastare le cosiddette “esterovestizioni”, cioè l’immatricolazione di veicoli al di fuori dell’Italia con il solo scopo di eludere tasse, controlli o altri obblighi previsti dalla stessa Nazione.