L’Italia prolunga per altri quindici giorni la sospensione delle regole di Schengen nei confronti della Spagna. La decisione, resa nota lunedì 31 agosto dal ministero dell’Interno, mantiene quindi i controlli alle frontiere aeree e marittime per i viaggiatori in arrivo dal Paese iberico. Si tratta di una misura che è stata introdotta a inizio mese, a seguito dello scoppio della grave crisi migratoria che ha interessato Ceuta, città autonoma spagnola situata sulla costa settentrionale dell’Africa, interamente circondata dal Marocco e bagnata dal Mar Mediterraneo. Il governo italiano ha scelto dunque di non ripristinare, alla scadenza del primo periodo di sospensione, la piena libertà di circolazione prevista dall'accordo di Schengen. La proroga è stata decisa sulla base delle valutazioni del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, che considera attualmente ancora presenti quegli elementi che avevano portato alla reintroduzione dei controlli. Allo stesso tempo, il Viminale sottolinea di aver tenuto conto delle iniziative intraprese dalla Spagna insieme all'Unione europea per riportare progressivamente la situazione a Ceuta verso la normalità. A spiegare la scelta è stato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: “La proroga di 15 giorni della sospensione del trattato di Schengen con la Spagna era necessaria”, ha dichiarato sottolineando però che la durata della nuova sospensione è stata limitata a poco più di due settimane proprio dopo aver tenuto conto di due elementi: “Se da una parte l'analisi è stata fatta dagli specialisti che indica che esistono motivazioni per cui fu fatta questa misura, dall'altra parte è apprezzabile lo sforzo che sta facendo il governo spagnolo con l'Ue per il giusto superamento della situazione che si è creata”. Il ministro ha quindi espresso l'auspicio che non sia necessario un ulteriore prolungamento: “Confido che possa essere l'ultima”, ha detto, spiegando che una conclusione della misura rappresenterebbe il segnale di un ritorno alla normalizzazione. Piantedosi ha inoltre ribadito la disponibilità dell'Italia a collaborare con Madrid e con le istituzioni europee. La decisione di Roma ha provocato una risposta immediata da parte di Madrid, dove ministero dell’Interno spagnolo ha infatti annunciato di prorogare per altri quindici giorni i controlli frontalieri sui passeggeri che arrivano dall’Italia via mare o via aerea. I controlli erano stati introdotti l’8 agosto e vengono ora estesi “per reciprocità” rispetto alla misura italiana. La questione ha assunto anche una dimensione europea dopo l’appello del premier spagnolo Pedro Sánchez alla solidarietà degli altri Paesi dell’Ue: “A Lampedusa la Spagna era presente per accogliere i migranti che arrivavano. L’Europa deve mostrare solidarietà a Lampedusa, in Groenlandia, a Ceuta e nelle Isole Canarie.” La posizione di Madrid è quindi quella di ottenere una risposta comune dell'Unione alla pressione migratoria, mentre Roma continua a considerare la situazione di Ceuta un elemento di sicurezza sufficiente per mantenere temporaneamente i controlli. “Abbiamo bisogno della solidarietà dei Paesi dell'Europa centrale e settentrionale. Perché non avviene nel caso della Spagna? Forse perché abbiamo un governo di coalizione progressista? Forse perché abbiamo una posizione su Gaza o su altre questioni?”, conclude Sánchez.