Le truffe online continuano a rappresentare un problema sempre più grave per l’Italia, con un impatto economico significativo che danneggia sia privati cittadini che enti pubblici e aziende. Nel triennio 2022-2024, risulta che i ladri digitali hanno sottratto oltre 559 milioni di euro, evidenziando un trend di crescita allarmante. Le attività criminali più diffuse includono il falso trading online, il phishing, il smishing, il vishing, gli attacchi ransomware e DDoS. Solo il falso trading ha generato profitti illeciti per 109 milioni di euro. L’attività del Cnaipic ha monitorato circa 12mila aggressioni informatiche significative nel 2024, diramando oltre 59mila alert su infrastrutture critiche, a dimostrazione della crescente sofisticazione delle tecniche utilizzate dai truffatori, spesso legati a enti pubblici, aziende sanitarie, pubbliche amministrazioni locali e aziende di servizi essenziali. È nel secondo semestre del 2024 che si è visto un aumento ancora maggiore delle truffe online. Il Consumer Security and Financial Crime Report di Revolut rivela che circa il 40% dei casi sono frodi autorizzate, ovvero quelle in cui la vittima, ingannata, effettua volontariamente un pagamento. Sebbene meno frequenti delle frodi non autorizzate (60%), le perdite economiche derivanti dalle truffe autorizzate sono ben 14 volte superiori. Le truffe sugli acquisti sono le più comuni (56% dei casi), seguite da quelle legate a finte offerte di lavoro (20%) e investimenti (10%). La penisola tricolore si distingue in Europa per la diffusione delle “job scam”, ovvero legate a offerte di lavoro, che costituiscono il 52% di tutti i casi registrati registrati nel continente europeo e si concentrano principalmente su Telegram (71%) e WhatsApp (23%). I truffatori adescano le vittime con offerte fittizie, chiedendo denaro per costi iniziali o materiale. Un'altra peculiarità italiana sono i “ticket scam”, la vendita fraudolenta di biglietti per eventi sportivi, spettacoli e concerti, che rappresentano il 19% delle truffe sugli acquisti e colpiscono soprattutto i giovani tra i 17 e i 34 anni. Le piattaforme social e di messaggistica sono il veicolo principale per la diffusione delle truffe. A livello globale, il 54% delle truffe ha origine dai servizi del gruppo Meta (Facebook 28%, WhatsApp 21%, Instagram 7%), mentre in Italia è Telegram la piattaforma più utilizzata, responsabile del 50% delle truffe segnalate, seguita da WhatsApp (23%). Facebook è maggiormente coinvolto nelle truffe sugli acquisti (26%), in particolare nei “ticket scam”. Il rapporto annuale della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica evidenzia un incremento del 15% dei casi di truffe informatiche trattati nel 2024 (18.714 rispetto ai 16.325 del 2023). Le somme sottratte sono aumentate del 32%, passando da 137 milioni a 181 milioni di euro. Sommando anche le frodi, il bilancio complessivo del denaro rubato digitalmente tra il 2022 e il 2024 raggiunge i 559,4 milioni di euro. Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale, sottolinea: “L’approvazione nel 2024 del ddl Cybersicurezza ha potenziato le nostre capacità di prevenzione e contrasto. La criminalità economica e finanziaria rappresenta la più significativa area di azione di organizzazioni complesse, ben distribuite a livello internazionale”. La Polizia Postale indica di conseguenza agli episodi sempre più frequenti sui social media alcune misure fondamentali per ridurre il rischio di cadere vittime di truffe sui social media: proteggere la propria privacy, attivare l’autenticazione a due fattori, non condividere informazioni sensibili, diffidare da offerte e promesse di guadagno facili, verificare sempre la fonte, controllare e non fidarsi dei loghi ufficiali o dei volti noti. Questi semplici accorgimenti, uniti a una maggiore attenzione e scetticismo online, possono fare la differenza nel proteggersi da questa crescente minaccia digitale.