Italia - Svelata l’identità dei due presunti autori del tentato attentato all’aeroporto di Lipsia

L’Unione europea ha sottolineato la necessità di adottare una stretta sul rilascio dei visti turistici ai cittadini russi, con un occhio di riguardo verso l’Italia

Aeroporto di Lipsia

Monica Martini 03/09/2026 10:43

Diventano sempre più chiari i due presunti volti che si celano dietro al tentato attacco all’aeroporto di Lipsia, dove sono stati trovati e smantellati droni carichi di esplosivo. Sembrerebbe trattarsi di un uomo nato in Russia con passaporto lettone e di un cittadino della Bielorussia con passaporto russo, entrambi già noti alle autorità. Il bielorusso, in particolare, pare abbia commesso diversi reati nei Paesi Baltici; la sua identità è stata rivelata grazie alla scoperta delle tracce del suo Dna trovate sulla superficie del drone e su una lattina contenente deflagrante. L’uomo è riuscito a varcare il confine europeo grazie a un visto turistico rilasciato alla fine di aprile dalle autorità italiane a Minsk, nonostante nella penisola non abbia mai messo piede. Il complice, il quale contributo logistico si sarebbe potuto rivelare letale durante l’attentato, è legato in via diretta ai servizi russi. Ora entrambi risultano già tornati nel loro Paese d’origine. “Se confermata, questa notizia dimostra chiaramente che i visti sono utilizzati come uno strumento da queste persone che vogliono colpire l’Ue — evidenzia l’alta rappresentante Ue Kaja Kallas, secondo la quale l’Europa deve essere sempre più preparata ad affrontare gli attacchi continui del “terrorismo sponsorizzato” della Russia. In Italia è subito stata lanciata un’inchiesta sulla questione del visto, che potrebbe coinvolgere anche il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica: “Faremo tutti i controlli necessari – interviene il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine del Consiglio informale che si è tenuto a Wicklow, in Irlanda – per verificare se è andata effettivamente così, tenendo presente che c’è una procedura per la concessione dei visti e se non c’è un alert specifico sulla persona, non si può non concedere”. Ora l’invito avanzato dall'Ue è di adottare una stretta sul rilascio dei visti turistici ai cittadini russi, con particolare riguardo verso i governi che avevano manifestato le resistenze più forti su tale misura nel corso delle trattative dell’ultimo pacchetto di sanzioni avanzate alla Russia — quello italiano e quello francese. Intervenuta attraverso un post social, Ursula von der Leyen si è definita “pienamente solidale” con la Germania. “Voglio essere molto chiara, questo è stato un attacco con materiale militare portato avanti da un'operazione della Russia in territorio europeo. Non lo tolleriamo — dichiara la presidente della Commissione europea a seguito del suo incontro con il segretario generale della Nato Mark Rutte a Bruxelles —. Quest’intimidazione non funzionerà, l’Ue e la Nato sono uniti”. “La Russia ha aumentato la sua spregiudicatezza — aggiunge Rutte —, ma non ci spaventa. La nostra unità è incrollabile, il nostro supporto all'Ucraina è chiaro. Le forze armate stanno lavorando senza sosta per garantire la prontezza operativa e tutelare la sicurezza pubblica”.