Italia - Referendum e fuorisede: come muoversi per non rinunciare al diritto di voto

Tra agevolazioni, viaggi e strategie alternative, per milioni di persone recarsi alle urne richiede ancora uno sforzo organizzativo non indifferente

Monica Martini 20/03/2026 15:03

Il 22 e 23 marzo gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimere il proprio voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, che introduce tra le novità la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare. Ma per milioni di cittadini che vivono lontano dal proprio Comune di residenza – i cosiddetti fuorisede – esercitare il diritto di voto resta complicato. Complessivamente il corpo elettorale si compone da circa 50 milioni di persone, di cui circa 4,9 milioni sono studenti e lavoratori che abitano stabilmente lontani dal Comune di residenza. Per questo referendum  i fuorisede – al contrario delle elezioni europee del 2024 – non potranno votare presso il Comune in cui studiano o lavorano; se desiderano esprimere il loro diritto di voto devono necessariamente tornare nel Comune di iscrizione elettorale. Una scelta che conferma ancora una volta l’assenza di una norma che consenta il voto “a distanza” sul territorio nazionale, che va a sfavorire il numero di elettori che si presentano alle urne e impedisce a milioni di persone di partecipare alle elezioni, alimentando il fenomeno dell’astensionismo involontario. Sebbene il quadro normativo rimanga ristrettivo, in realtà alcune soluzioni per eludere questo problema esistono. Secondo la guida diffusa da associazioni civiche, una delle principali è diventare rappresentante di lista. Si tratta di una figura che può votare direttamente nel seggio in cui svolge il proprio incarico di assistenza alle operazioni di voto e allo scrutinio delle schede per accertare che non ci siano irregolarità, anche se non è residente di quel Comune. Per farlo è necessario contattare partiti o comitati promotori, che reclutano volontari proprio per coprire questi ruoli durante le operazioni di voto. Al tempo stesso, per chi sceglie di rientrare nel proprio Comune, sono previste diverse agevolazioni sui trasporti. In particolare sconti fino al 70% sui treni nazionali con Trenitalia e Italo, riduzioni sui regionali – anche con Trenord – e uno sconto sui voli ITA Airways. Queste misure sono pensate per ridurre il costo del viaggio in modo da favorire il rientro di più persone possibili. Per usufruirne basta esibire la tessera elettorale o un’attestazione sostitutiva all’andata e la tessera timbrata al ritorno. La questione del voto dei fuorisede resta però ancora centrale nel dibattito pubblico. In Italia, milioni di persone vivono lontano dal luogo di residenza per motivi legati allo studio e al lavoro, ma non dispongono ancora di un sistema stabile che consenta loro di votare facilmente senza spostarsi. In attesa di una riforma strutturale, dunque, tra viaggi, sconti e soluzioni alternative, partecipare al referendum può richiedere ancora uno sforzo organizzativo non indifferente.