Negli ultimi giorni il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione Europea hanno dato l’ok a un nuovo pacchetto legislativo che introduce - per la prima volta a livello continentale - standard minimi condivisi per la tutela di cani e gatti. Queste nuove regole vogliono porre fine alle pratiche abusive, frenare le pratiche commerciali crudeli e proteggere la salute di cani e gatti. Una delle misure più importanti riguarda l’identificazione: tutti i cani e i gatti presenti nell’UE dovranno essere dotati di microchip e registrati in banche dati nazionali interoperabili. Allevatori, venditori e rifugi avranno quattro anni per adeguarsi, mentre per i privati proprietari - che possiedono animali “non in vendita” - l'obbligo scatterà dopo dieci anni per i cani e quindici per i gatti. Altrettanto rilevante è la stretta su pratiche di allevamento e commercio considerate rischiose per la salute e il benessere degli animali. La normativa vieta ora accoppiamenti tra animali strettamente imparentati, come genitori-figli, nonni-nipoti, fratelli e mezzi fratelli, e bandisce le selezioni genetiche finalizzate esclusivamente a ottenere caratteristiche estetiche o “estreme” — normalmente causa di gravi problemi di salute. Gli animali con conformazioni che compromettono il loro benessere non potranno essere usati in esposizioni, concorsi o vendite. Le norme riguardano anche le modalità di detenzione e vendita, in quanto proibiscono di tenere cani o gatti legati ininterrottamente a catena e vietato l’uso di collari a strozzo o con punte. Per quanto riguarda le importazioni da paesi terzi, gli animali destinati alla vendita dovranno essere microchippati prima dell’ingresso in UE e registrati nelle banche dati nazionali previste. Anche i movimenti “non commerciali” saranno soggetti a controlli per evitare che animali introdotti con finalità private vengano poi venduti illegalmente. Il pacchetto legislativo, frutto di una proposta iniziale della Commissione europea presentata nel 2023, rappresenta un vero salto di qualità; per la prima volta l’Unione stabilisce criteri uniformi su welfare, tracciabilità, allevamento e commercio per cani e gatti. In sintesi le nuove regole intendono combattere traffico illegale, allevamenti abusivi e pratiche che danneggiano la salute degli animali, promuovendo trasparenza e responsabilità. Se formalmente approvato, il testo potrà trasformare in profondità il modo in cui in Europa si comporta in relazione con cani e gatti, non considerati solo più come “animali da compagnia”, ma come esseri senzienti che meritano rispetto, protezione e diritti.