Italia - Nel 2033 arrivano i primi reattori in Italia? Il dibattito sul nucleare passa in mano ai Comuni

Il Gilberto Pichetto Fratin precisa: “La prossima settimana la Commissione terminerà l’esame del disegno di legge per costruire un futuro energetico più sicuro e sostenibile”

Monica Martini 20/05/2026 11:35

Il tema sul nucleare torna ufficialmente al centro del dibattito italiano dopo che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha reso noto pubblicamente la possibilità di un suo ritorno come possibile soluzione all’attuale crisi energetica. Con il completamento della votazione degli emendamenti al disegno di legge delle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera e la conclusione dell’esame del provvedimento presentato dall’esecutivo, oggi è formalmente atteso solo più il conferimento del mandato ai quattro relatori, l’ultimo passaggio istituzionale prima di aprire le porte all’esame in Assemblea, già calendarizzato per il 26 maggio. Dietro alla formula che permette ai Comuni di autocandidarsi per ospitare le centrali, si nasconde l’obiettivo preciso di ritagliare uno spazio industriale per il Paese nella catena del valore, evitando così che resti soltanto un semplice cliente della nuova corsa atomica globale. Ad attendere in primis l’esito delle votazioni è il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Lo stesso auspica: “La prossima settimana la Commissione terminerà l’esame del disegno di legge per l’introduzione dell’energia nucleare, e tra il 26 e il 28 maggio ci dovrebbe essere la prima approvazione alla Camera. Confido che a fine luglio ci sia l’approvazione definitiva della legge e mi impegno con il Ministero a chiudere i decreti attuativi entro la fine dell’anno”. Il dibattito ora non riguarda più il vecchio nucleare delle grandi centrali del passato, ma si interroga sulla possibilità di una filiera industriale integrata europea, collegata ai nuovi reattori modulari di piccola taglia, agli investimenti tecnologici e alla sicurezza energetica. La volontà è quella di sfruttare il cosiddetto “nuovo nucleare”, formato da una serie di 15, 20 piccoli reattori modulari, denominati SMR, da posizionare nelle aree dell’Italia a maggior consumo, ovvero quelle più industrializzate, che consentirebbero di coprire il 20% del fabbisogno nazionale, quantificato tra i 50 e i 70 miliardi di kWh. La data ipotetica indicata dal ministro Pichetto Fratin per l’attivazione dei primi moduli si colloca tra il 2033 e il 2034, mentre i reattori da fusione potrebbero essere azionati nel 2045. Sul fronte della sicurezza, viene imposta la creazione di una specifica Autorità amministrativa indipendente, destinata interamente a vigilare e controllare ogni singola infrastruttura nucleare, in modo da rispettare gli stringenti e aggiornati standard internazionali definiti dall’Aiea. “Il via libera delle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera al disegno di legge sul nucleare rappresenta un passaggio importante per costruire un futuro energetico più sicuro, sostenibile e indipendente per l’Italia” afferma Gilberto Pichetto Fratin che sostiene con fermezza i vantaggi di questo sistema, se sostenuto adeguatamente: “L’energia deve essere un vettore di unificazione in Europa, particolarmente tra Italia e Germania, con i quali direi che siamo simbiotici. Il gas è un fossile ma tra tutti i fossili è meno inquinante. Quello che non voglio più vedere sono le centrali a carbone, e invece ce ne sono ancora due in Sardegna. L’altra sfida che dobbiamo vincere è quella del prezzo, o sei forte o l’energia ti costa il doppio”. Ai vertici, le posizioni assunte dai singoli partiti risultano contrastanti. Per il deputato alla Camera di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli “il nucleare che Giorgia Meloni vuole portare in Italia è la più grande truffa che sia mai stata fatta ai danni degli italiani, una colossale presa in giro, una tecnologia che non ha alcuna applicazione nel mondo”. Patty L’Abbate, deputata del Movimento 5 Stelle, precisa: “Come al solito la maggioranza non ha accettato i consigli che sono venuti dall’opposizione. Siamo di fronte ad una coalizione divisa, non in grado di gestire una strategia energetica coerente. Il Governo propone il nucleare come risposta immediata pur sapendo che eventuali centrali non produrrebbero energia prima di decenni”. Il centrodestra, al contrario, celebra quello che definisce “traguardo storico”. Il capogruppo di Forza Italia Enrico Costa, ad esempio, rivendica: “Il disegno di legge sul nucleare va nella direzione giusta: costruire una politica energetica più sicura, moderna e competitiva. Il nostro partito sostiene da sempre un nucleare sicuro e sostenibile che, insieme alle rinnovabili, possa aiutare l’Italia a rafforzare la propria indipendenza energetica e a ridurre i costi per famiglie e imprese”.