Il governo italiano ha annunciato quest’oggi la candidatura di Maurizio Martina alla guida della Fao – l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura – in vista del rinnovo del ruolo a capo dell’agenzia con sede a Roma. Questa decisione è stato confermata a Bruxelles, durante un punto stampa congiunto, dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, a margine del Consiglio Agrifish. “Oggi presenteremo la sua candidatura, ma ci saranno probabilmente altre candidature europee. Noi chiederemo una posizione unitaria dell’Europa rispetto ad altre posizioni altrettanto autorevoli di altri esponenti a livello mondiale, ma crediamo che Maurizio Martina abbia ben rappresentato l’Italia — ha dichiarato Lollobrigida —. Martina è stato ministro dell’Agricoltura prima di me, potrà rappresentare al meglio l’interesse generale di un’organizzazione che deve affrontare temi legati alla sicurezza alimentare, con particolare riferimento all'agricoltura. Il governo guidato da Giorgia Meloni ha sostenuto la candidatura di Maurizio Martina: pur avendo una storia politica differente dalla nostra, abbiamo ritenuto che l’Italia meritasse di avere quel ruolo e possa meritare ancor di più di avere un ruolo di guida di un’organizzazione internazionale di livello, che ha la sede a Roma, nella quale il collega potrà rappresentare al meglio l’interesse generale di un’organizzazione che deve affrontare temi legati alla sicurezza alimentare, con particolare riferimento ovviamente all’agricoltura”. Maurizio Martina, già vicedirettore generale della Fao, porta con sé una lunga esperienza in ambito politico sia nazionale che internazionale. Oltre ad aver ricoperto la carica di sottosegretario di Stato alle politiche agricole alimentali e forestali e di ministro dell’Agricoltura tra il 2014 e il 2018, è stato il segretario del Partito Democratico fino a gennaio del 2021. La sua nomina a direttore generale della Fao si inserisce in un confronto internazionale che vedrà altre proposte. L’Italia punta a ottenere il sostegno dell’Unione europea per rafforzare la sua posizione all’interno della competizione per il nuovo vertice dell’istituto.