Italia - La Gran Bretagna limita i social media ai minori di 16 anni

Uno studio condotto in Australia ha rivelato che gli adolescenti che trascorrono almeno due ore al giorno davanti allo schermo sono più esposti alla depressione

Monica Martini 16/06/2026 10:49

Trascorrere almeno due ore al giorno sui social provoca con maggiori probabilità la manifestazione di sintomi depressivi e un minore benessere negli adolescenti. Lo studio decennale, condotto dal Murdoch Children's Research Institute in Australia e pubblicato in questi giorni, ha dimostrato come ai livelli più elevati di utilizzo dei social tra i ragazzi dai 12 ai 18 anni venga associato un rischio maggiore di manifestazione di sintomi depressivi elevati e un peggioramento del benessere complessivo. La ricerca, che ha analizzato quasi 1.200 bambini e ragazzi di Melbourne tra i 9 e 19 anni, ha associato l’utilizzo dei cellulari, in particolare dei social, ai disturbi legati alla salute mentale, tra cui depressione, ansia e autolesionismo. Risulta così ancora una volta sempre più necessaria l’adozione di politiche che limitino il tempo che i giovanissimi trascorrono davanti agli schermi. Proprio nella mattina di ieri in Gran Bretagna, sulla stessa lunghezza d’onda il premier Keir Starmer ha annunciato il divieto totale di accesso ai social media per i minori di 16 anni. “Parlando come padre, non sono disposto a presentare la misura come se i social non avessero mai portato alcun beneficio ai giovani, ma governare significa fare delle scelte, ed è chiaro per me che un divieto totale sia la scelta giusta. Per i miei due figli, tutto quello ho sempre voluto è che fossero al sicuro e felici, e i social media rendono i bambini e gli adolescenti più infelici, li espongono a molestie e abusi online e possono perfino danneggiare la loro salute mentale”. Il divieto riguarderà le piattaforme più conosciute Instagram, TikTok, Facebook, Snapchat, YouTube e X, ma esclude WhatsApp, che si salva in quanto classificato come servizio di messaggistica. Contemporaneamente, il governo sta valutando in queste settimane ulteriori misure rivolte ai ragazzi tra i 16 e i 17 anni che possano istaurare una sorta di “coprifuoco digitale” a partire dalle 20.30, in modo da mettere un freno al cosiddetto scrolling infinito, limitando anche i servizi di live streaming e delle piattaforme di gioco online. In questo modo la Gran Bretagna sta cercando di tutelare il sonno e la salute mentale degli adolescenti. Consapevoli che saranno molti i ragazzi che aggireranno questo bando attraverso reti VPN, l’invito che Starmer rivolge alle aziende tecnologiche è quello di implementare sistemi di verifica dell’età tramite documenti digitali, carte di credito e riconoscimento facciale. Il primo ministro australiano Anthony Albanese si è complimentato con l’amministrazione britannica per questo provvedimento, dopo che aver avviato anche nel suo Paese un piano di limitazione dell’accesso ai social rivolto ai minori: “I giganti dei social media operano oltre i confini nazionali. Rimanendo uniti, possiamo fare di più per garantire la sicurezza dei minorenni online”.