Italia - L'Africa si sta sgretolando: il Turkana Rift accelera la nascita di un nuovo oceano

Sotto la superficie del continente una frattura lunga milioni di anni entra in fase critica, con un processo di separazione della crosta terrena attualmente in corso

Monica Martini 05/05/2026 10:13

Una gigantesca frattura invisibile sta lentamente riscrivendo la geografia della Terra. Non è fantascienza, ma un processo geologico reale che si sta verificando nell’Africa orientale: lungo il Turkana il continente si sta separando a causa dell’assottigliamento della crosta terrestre, che in futuro potrebbe portare addirittura alla formazione di un nuovo oceano. Alla base di questo processo si trova un enorme sistema di fratture noto come rift dell’Africa Orientale, che progressivamente “stira” la crosta terrestre fino a deformarla e fratturarla, favorendo la risalita del magma dalle profondità. Secondo un recente studio pubblicato su Nature Communications, nella regione del Turkana, tra Kenya ed Etiopia, lo spessore della crosta è sceso a circa 13 chilometri, un valore estremamente basso — anche in comparazione agli oltre 35 chilometri delle aree circostanti — che indica come la separazione del continente sia già in atto. “Abbiamo scoperto che la frattura in questa zona è più avanzata e la crosta terrestre è più sottile di quanto si pensasse in precedenza. L’Africa orientale ha raggiunto uno stadio di frattura più avanzato di quanto si credesse” precisa Christian Rowan, autore principale dello studio. Questo assottigliamento segna l’ingresso in una fase chiamata “necking”, cioè una sorta di “strozzatura” della crosta che determina un passaggio cruciale che precede la rottura definitiva delle terre. Gli scienziati ritengono che, una volta raggiunto questo stadio, il processo diventi irreversibile e porti, nel tempo, alla formazione di un nuovo bacino oceanico. In realtà, il fenomeno è iniziato milioni di anni fa. La Rift Valley del Turkana ha cominciato a formarsi infatti circa 45 milioni di anni fa, con un’accelerazione significativa negli ultimi 4 milioni di anni, probabilmente legata a intensi episodi vulcanici e alla risalita di magma dal mantello terrestre. Il meccanismo è lo stesso che in passato ha dato origine agli oceani, che prevede la contrazione della crosta terrestre, che si frattura nel tempo e viene progressivamente invasa dal magma, creando a sua volta crosta oceanica. A quel punto, le acque possono penetrare nella frattura, dando vita a un nuovo oceano. Nonostante questo fenomeno possa sembrare estremamente pericoloso, i tempi richiesti dalla scala geologica per fa sì che esso si concretizzi del tutto richiedono milioni di anni. La novità emersa dagli studi più recenti è che questa evoluzione potrebbe essere più rapida del previsto. Gli scienziati continueranno così a osservare “in diretta” una fase rara ma fondamentale della dinamica terrestre, ovvero la nascita di un nuovo oceano. Un processo lento su scala umana, ma straordinariamente rapido su scala geologica, che dimostra come il nostro pianeta sia sempre in continua trasformazione.