Italia - Finta onlus, ma vera truffa: la Polizia di Stato denuncia cinque soggetti

Dichiaravano di far parte della Croce Rossa italiana, ma era tutta una messinscena

19/11/2018 11:55

Il mese scorso la Sala Operativa della Questura di Vercelli inviava un equipaggio della Polizia di Stato, impegnata nel normale servizio di controllo del territorio, fuori all’ospedale Sant’Andrea in quanto veniva segnalata una raccolta fondi da parte di alcuni soggetti che dichiaravano di far parte della Croce Rossa Italiana. Giunti sul posto, gli uomini della Squadra Volante rintracciavano cinque persone, dotate di  tesserino di riconoscimento, intenti in un’attività di raccolta fondi, i quali indossavano una “divisa” e avevano addirittura montato una postazione con  tanto di tavolino e di un cesto per la raccolta delle offerte.
 
Tali soggetti avvicinavano le persone li presenti affermando di far parte di una ONLUS “Croce San Michele” e che la loro attività di beneficienza era indirizzata all’acquisto di un’ambulanza; alle persone che donavano un’offerta veniva anche rilasciato uno scontrino non fiscale riportante in intestazione il nome della ONLUS, poi risultata inesistente. Gli operatori, sin da subito, nutrivano dubbi sulla reale esistenza della ONLUS e, quando chiedevano spiegazioni ad uno dei soggetti, una donna italiana che sembrava la più attiva nella raccolta fondi, questa mostrava in forma cartacea una mail riportante la dicitura “comunicazione attività promozionale informativa”, inviata alla Questura, al comando dei Carabinieri di Vercelli, al Comando vigili di Vercelli e al comune di Vercelli, la quale informava della presenza dei soggetti, impegnati appunto in una raccolta fondi per l’acquisto dell’ambulanza.
 
Gli uomini della Squadra Volante, tuttavia, decidevano di accompagnare in Questura i cinque soggetti, tutti italiani, per gli accertamenti del caso. Qui si scopriva che non esisteva nessuna “Croce San Michele ONLUS” e che la donna era più volte stata denunciata per truffa oltre che per altri reati di vario tipo. Si procedeva quindi a denunciarla nuovamente per il reato di truffa oltre che per la finta esistenza della ONLUS; venivano inoltre sequestrate alcune centinaia di euro provento dell’attività illecita.
 
Gli altri quattro soggetti, privi di precedenti penali, sembravano del tutto estranei alla truffa poiché avevano operato secondo buona fede, essendo stati, anch’essi ingannati dalla donna circa l’esistenza di una ONLUS. Nei giorni successivi, gli Operatori approfondivano gli accertamenti sulla posizione effettiva dei quattro uomini scoprendo, anche grazie ai numerosi video della trasmissione “Striscia la Notizia” che già in altre occasioni quei quattro soggetti avevano operato con la signora nell’attività fraudolenta di raccolta fondi; gli stessi utilizzavano inoltre sempre la stessa autovettura. Quest’ultimi durante le fasi dell’intervento precedente, avevano dichiarato di essere estranei ai metodi poco consoni utilizzati per la raccolta fondi, riferendo inoltre di collaborare con la donna solo saltuariamente. Emergeva una stretta e assidua collaborazione con la donna in questione facendo così decadere di fatto quella sensazione di buona fede che i quattro uomini avevano  intenzionalmente fatto emergere. Sulla base di questi riscontri investigativi anche loro venivano deferiti alla locale Autorità Giudiziaria per concorso nel reato di truffa.

c.s.

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