La scorsa settimana il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e quello dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara hanno sottoscritto una circolare sul tema “Misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici”, che ha raggiunto tutte le scuole italiane. Interventi di controllo per garantire una maggiore sicurezza, come la possibilità di installare metal detector, sono stati pensati per contrastare l’utilizzo dei coltelli tra i giovani studenti. Solo nelle ultime settimane sono state trovate lame dalle forze dell'ordine in ben tre scuole. Questo provvedimento permetterebbe ai dirigenti scolastici, laddove la situazione sia tanto critica, di richiedere al prefetto l’introduzione del sistema di sicurezza; in questo modo il comitato provinciale per l'ordine pubblico potrebbe valutare da vicino se sia opportuno o meno. Nel documento si legge che “il compimento di gravi atti di violenza tra giovani, il rinvenimento di armi o di altri oggetti atti ad offendere all'interno o nelle immediate vicinanze degli istituti scolastici, nonché la presenza di fenomeni di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nelle aree frequentate dagli studenti hanno fatto emergere come anche la scuola risenta delle dinamiche di disagio, marginalità e illegalità che attraversano il tessuto sociale, richiedendo una risposta istituzionale coordinata. Se è vero, infatti, che le attività di presidio del territorio, di vigilanza e di intervento tempestivo costituiscono una condizione necessaria per contrastare fenomeni illeciti e affermare in modo concreto la presenza dello Stato, è altrettanto evidente che le stesse, per risultare pienamente efficaci, devono essere accompagnate dal rafforzamento della capacita' di prevenzione, attraverso la definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle Forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile. In questa prospettiva, le misure di controllo diventano parte integrante di una strategia complessiva che mira a creare contesti educativi sicuri e regolati, all'interno dei quali possano svilupparsi relazioni positive e percorsi di crescita consapevole. Allo stesso modo, le iniziative di prevenzione sociale ed educativa trovano un necessario sostegno nella certezza delle regole e nella capacità delle istituzioni di intervenire con prontezza laddove emergano situazioni di rischio, evitando che comportamenti pericolosi o illegali si consolidino o degenerino”. La Cgil si è dichiarata “preoccupata” dell’attuale situazione all’interno degli istituti, ma non tanto in riferimento ai recenti fatti di cronaca nera, più a riguardo dell’“intrusione” degli agenti a scuola, dell’“atteggiamento inquisitorio” da loro assunto e della presunta “militarizzazione delle scuole”. Anche Bianca Piergentili, coordinatrice della Rete degli studenti medi del Lazio, all’AGI ha dichiarato di riconoscere il problema dell’aumento della violenza, visto ormai quasi come una “cosa normalizzata”, criticando però i contenuti della circolare: “Pensiamo non sia questa la risposta. I metal detector nelle scuole rappresentano l’ennesima misura spot di un governo che decide di reprimere piuttosto che ascoltare e indagare le vere cause del disagio e della violenza. Abbiamo bisogno di una scuola che sia un vero spazio di cura. Siamo preoccupati per le risposte repressive del governo”.